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Manairons, Recensione senza voto della fiaba dei Pirenei

Abbiamo provato il platform di Jandusoft ispirato alle creature dei Pirenei. Vi proponiamo la nostra valutazione, motivando la scelta di scrivere una recensione senza voto.

Fiabe e videogiochi vanno d’accordo da sempre, soprattutto quando si parla di platform. Salti, mondi colorati, creature magiche: è un terreno perfetto per trasformare l’immaginario fantastico in qualcosa di giocabile.


Negli anni abbiamo visto reinterpretazioni anche molto lontane dallo spirito originale delle storie da cui prendono ispirazione. Basta pensare a Lies of P, che trasforma Pinocchio in un incubo steampunk, o a Alice: Madness Returns, che prende il mondo di Alice e lo trascina in territori decisamente più cupi e disturbanti.


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Con Manairons, pubblicato da Jandusoft, il discorso cambia. Qui non c’è la volontà di “oscurare” una fiaba famosa, ma di recuperare un pezzo di folklore meno conosciuto. Il gioco si ispira alle leggende dei Pirenei, nelle quali si racconta di piccoli esseri magici, una sorta di gnomi-maghini legati alla natura e alla musica, figure tipiche della tradizione popolare spagnola.


A livello di gameplay siamo davanti a un platform piuttosto classico, con un’anima dichiaratamente rétro. Si salta, si evitano pericoli, si affrontano livelli costruiti attorno a tempismo e precisione. Nulla di rivoluzionario, ma abbiamo tra le mani uno di quei titoli che, pur nella semplicità, si pone l'obiettivo di trovare la forza nell’ambientazione e nelle radici culturali da cui prende spunto, con non poche difficoltà.


Manairons è uscito il 19 febbraio su Steam, Ps5 e Xbox Serie X/S.


I Manairons nella cultura catalana


I Manairons (o Minairons in catalano) sono creature fantastiche appartenenti alla mitologia dei Pirenei, profondamente radicate nella cultura popolare catalana e aragonese, nel nord della Spagna. Secondo le leggende, si tratta di minuscole entità magiche, spesso descritte come piccoli uomini o spiriti laboriosi, dotati di un’energia inesauribile. Sono tradizionalmente associati al lavoro nelle miniere e alle attività metallurgiche, tanto da essere considerati una sorta di “minatori del folklore”, simbolo delle forze primordiali della natura e della fatica instancabile.


Una delle caratteristiche più ricorrenti nei racconti popolari è la loro incapacità di restare inattivi: i Manairons devono essere costantemente impegnati in qualche compito. Se lasciati senza ordini o senza lavoro, la loro frenesia si trasforma in caos. In alcune versioni della leggenda, la loro irrequietezza può renderli pericolosi e distruttivi, fino al punto di rivoltarsi contro il proprio padrone. Questa ambivalenza, spiriti operosi ma potenzialmente incontrollabili, li rende figure affascinanti del folklore pirenaico, sospese tra l’aiuto provvidenziale e la minaccia imprevedibile, incarnazione di una natura potente che va rispettata e governata con saggezza.


Proprietari terreri cattivi!


La trama richiama in modo diretto il folklore e la tradizione dei Pirenei, mettendo al centro l’avventura di Nai, un Manairon incaricato di difendere il proprio villaggio. La minaccia arriva da un avido proprietario terriero deciso ad appropriarsi delle terre e spezzare l’equilibrio della comunità. Per fermarlo, Nai non impugna spade o armi convenzionali, ma qualcosa di molto più radicato nella cultura del suo popolo: la magia e la musica.


Attraverso antiche melodie popolari, tramandate dalla tradizione, il protagonista acquisisce poteri speciali che gli permettono di superare enigmi ambientali, attivare meccanismi nascosti e oltrepassare ostacoli lungo il cammino. La musica diventa così non solo elemento narrativo, ma vera e propria meccanica di gioco, integrata nel level design e nel ritmo dell’avventura. Questa idea rafforza il legame con il folklore locale.


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Meccaniche classiche di un Platform

Un platform 3d tradizionale

Manairons propone un gameplay tipico dei platform 3D, con una struttura che richiama la tradizione del genere: esplorazione, enigmi ambientali, nemici da affrontare e salti da calibrare con precisione e tempismo per raggiungere piattaforme e aree nascoste. Non rivoluziona la formula, ma la applica con coerenza ed efficacia, offrendo un’esperienza solida che oggi, paradossalmente, è meno frequente nelle grandi produzioni rispetto al passato, quando i platform 3D dominavano la scena.


Le abilità di Nai ruotano attorno alla magia e soprattutto all’utilizzo di antiche melodie. Nel corso dell’avventura il protagonista memorizza diverse sequenze musicali che, una volta eseguite nei punti specifici dello scenario, permettono di attivare meccanismi, modificare l’ambiente o ottenere poteri temporanei utili a superare determinati enigmi. La componente musicale non è solo narrativa, ma incide concretamente sul gameplay, diventando parte integrante della progressione. Il gioco propone numerosi enigmi ambientali e alcune boss battle che spezzano il ritmo dell’esplorazione, mantenendo alta l’attenzione del giocatore. La formula resta accessibile, adatta anche a chi non è un veterano del genere, grazie a meccaniche intuitive e ben collaudate. L’utilizzo delle melodie si basa sulla composizione di sequenze che possono essere consultate nell’inventario e utilizzate solo in aree specifiche, evitando così un impiego casuale dei poteri.


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Le melodie si identificano in sequenze di tasti

Nai dispone inoltre di una barra della vita e può raccogliere collezionabili o oggetti per recuperare energia durante i livelli, elemento che incentiva l’esplorazione e richiede un minimo di attenzione nell’affrontare nemici e ostacoli.


Nel complesso, Manairons costruisce la propria identità su fondamenta classiche, puntando su un gameplay immediato, leggibile e ben strutturato. Il titolo richiama apertamente la tradizione dei platform 3D, senza però rinunciare a un tocco personale legato alla componente musicale, che resta il vero elemento distintivo dell’esperienza.


Durante i livelli è possibile imbattersi in checkpoint che, oltre a salvare i progressi, permettono di recuperare completamente l’energia del protagonista. In queste aree si può anche interagire con un grammofono, attraverso il quale cambiare le tracce musicali raccolte durante l’esplorazione. Le melodie, oltre ad avere una funzione nel gameplay, assumono quindi anche il ruolo di collezionabili, incentivando il giocatore a esplorare con attenzione ogni angolo delle mappe.


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Anche i boss richiamano la tradizione catalana

Le boss battle ci sono sembrate piuttosto basilari nella struttura, con pattern di attacco leggibili e meccaniche semplici. Tuttavia, proprio questa impostazione le rende accessibili e coerenti con il tono generale dell’avventura: scontri funzionali, mai frustranti, che si integrano bene in una formula pensata per essere godibile da un pubblico ampio.


Comparto visivo e audio


Il comparto visivo si presenta classico e nel complesso adeguato a un platform 3D: ambientazioni colorate, modellazione semplice e uno stile coerente con il tono fiabesco dell’avventura. Qualche texture appare meno rifinita e avrebbe potuto beneficiare di una maggiore cura, ma nel complesso l’impatto visivo risulta funzionale all’esperienza. Il titolo è realizzato con Unreal Engine, motore che garantisce una buona stabilità generale e una resa tecnica solida, pur senza particolari picchi sul piano grafico.


Sul fronte audio, invece, il lavoro svolto è decisamente più incisivo. La colonna sonora e gli effetti sonori contribuiscono in maniera significativa all’immersione, valorizzando l’anima folkloristica dell’opera. Le melodie, elemento centrale anche nel gameplay, rafforzano l’identità del titolo e accompagnano l’esplorazione con un’atmosfera coerente e suggestiva, perfettamente in linea con lo spirito fiabesco dell’avventura.


Un lancio complicato e la scelta di non assegnare il voto


Nonostante Manairons sia, sulla carta, un platform 3D valido e con un concept interessante, al momento non ce la sentiamo di parlare di una recensione definitiva. Con tutta probabilità torneremo ad approfondirlo più avanti, auspicando che ciò avvenga in tempi brevi.


Nel corso della nostra prova abbiamo infatti riscontrato numerosi bug e problemi tecnici che, in più di un’occasione, hanno compromesso l’esperienza. In alcune situazioni – come durante il primo boss – il personaggio è letteralmente scomparso dalla scena, mentre in altri casi determinati meccanismi indispensabili per proseguire non si sono attivati correttamente, generando momenti di frustrazione e interrompendo il naturale flusso del gameplay. Anche il prezzo di lancio, fissato a 20 euro in promozione (25 euro a prezzo pieno), ci sembra al momento leggermente alto se rapportato ai problemi tecnici riscontrati.


Alla data attuale, la presenza di bug potrebbe incidere in modo significativo sulla vostra run e persino sul completamento dell’avventura. Per questo motivo restiamo in attesa delle azioni correttive da parte del team spagnolo di Jandusoft, con la speranza che aggiornamenti e patch possano valorizzare appieno un progetto che, nelle sue fondamenta, mostra comunque buone potenzialità. Solo allora sarà possibile esprimere un giudizio complessivo davvero definitivo sulla bontà dell’opera.

Manairons è senza dubbio un titolo promettente, un platform interessante che poggia su basi solide e su un concept folkloristico affascinante. Tuttavia, allo stato attuale, il lancio appare ancora acerbo: i diversi bug riscontrati nel corso della nostra prova rischiano di compromettere l’esperienza e di incidere in modo significativo sulla fluidità della progressione. Proprio per questo riteniamo che sia un gioco da tenere d’occhio, monitorando con attenzione la roadmap di aggiornamenti che il team spagnolo di Jandusoft metterà in campo nelle prossime settimane. Le potenzialità ci sono tutte, sia per l’impianto folkloristico sia per la struttura delle meccaniche platform, che si sono dimostrate solide e ben concepite. Al momento, però, non ci sentiamo di assegnare un voto definitivo: i problemi tecnici incontrati pesano troppo per esprimere un giudizio conclusivo. Continueremo a seguire l’evoluzione del progetto, con la speranza che patch e aggiornamenti possano rifinire l’esperienza e permettere al titolo di esprimere pienamente il suo valore.

Grazie a Keymailer per averci fornito il titolo ai fini della recensione.

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