Recensione: The Stairwell - Saremo bravi ad interrompere il loop?
- Luigi Cinquegrana

- 21 ore fa
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Con The Stairwell, Hidden Palace ci ha presentato il suo loop temporale che salperà su console. Sarà riuscito a conquistarci?
Il loop temporale è da sempre uno degli espedienti narrativi più affascinanti nel mondo dei videogiochi. La ripetizione degli eventi, il progressivo accumulo di consapevolezza e la necessità di spezzare il ciclo per arrivare alla verità creano un coinvolgimento forte, soprattutto per gli amanti del thriller psicologico e delle storie costruite sulle linee temporali.
Titoli come Quantum Break, The Last Day of June, 12 Minutes e Returnal hanno dimostrato quanto il loop possa essere declinato in modi differenti: dall’azione cinematografica alla narrazione intimista, fino all’horror psicologico. In ognuno di questi casi, la ripetizione non è solo una meccanica, ma uno strumento per approfondire personaggi, trauma e mistero.
Proprio su questa scia si inserisce The Stairwell, nuovo progetto sviluppato da Hidden Palace e pubblicato da Take IT Studio!. Il titolo, in uscita oggi 19 febbraio 2025 su PlayStation 5 e Xbox Series X|S, promette di costruire la propria identità attorno al concetto di loop temporale, puntando su atmosfera, tensione e scoperta graduale della verità.

The Stairwell è un horror psicologico costruito attorno al concetto di anomalie. Il giocatore si muove in uno scenario ben delimitato che si ripete ciclicamente e deve individuare ogni minima differenza rispetto alla configurazione “corretta” dell’ambiente. Oggetti fuori posto, variazioni nell’illuminazione, elementi che scompaiono o cambiano posizione: tutto può essere un indizio. L’esperienza richiede quindi grande concentrazione, memoria visiva e colpo d’occhio, perché anche il dettaglio più impercettibile può determinare la progressione o il reset del loop. La tensione nasce proprio da questa attenzione costante, trasformando l’osservazione in una meccanica centrale e in una fonte continua di inquietudine.
Una lettera d'amore ad Exit 8?
The Stairwell si ispira chiaramente alle dinamiche rese popolari da The Exit 8, esperienza orientale incentrata su loop, osservazione e anomalie ambientali. Se in The Exit 8 il protagonista rimane intrappolato in un corridoio sotterraneo apparentemente identico a ogni percorrenza con l’obiettivo di raggiungere l’uscita numero 8 prestando attenzione a ogni minima variazione, The Stairwell riprende quella stessa struttura adattandola a un contesto differente.
Qui vestiamo i panni di un impiegato di museo che deve raggiungere il tetto dell’edificio attraversando una scala interna soggetta a continue alterazioni. Il principio resta invariato: analizzare con attenzione l’ambiente e individuare eventuali anomalie. Se qualcosa risulta fuori posto - un oggetto spostato, un dettaglio architettonico modificato, un elemento che non dovrebbe esserci - bisognerà scendere al piano inferiore; in assenza di anomalie, invece, si potrà salire. Ogni errore comporta un arretramento, trasformando la progressione in un esercizio costante di memoria visiva e concentrazione.
L’obiettivo finale è raggiungere il tetto, situato al quindicesimo piano, spezzando così il ciclo di ripetizioni. La tensione nasce proprio da questa struttura: uno spazio apparentemente ordinario che, piano dopo piano, mette in dubbio la percezione del giocatore e lo costringe a interrogarsi su ciò che è reale e ciò che è cambiato.
Scendiamo o Saliamo?
Il gameplay di The Stairwell è volutamente basilare, ma profondamente legato all’osservazione e alla concentrazione. Si tratta di un titolo in prima persona, in cui il giocatore, armato di una semplice candela, esplora i piani del museo dove lavora. L’obiettivo è individuare eventuali anomalie presenti nell’ambiente rispetto alla configurazione “normale” del piano: se vengono rilevate anomalie, si dovrà scendere al piano inferiore; se non ne vengono trovate, si potrà salire verso il tetto, situato al quindicesimo piano.
Apparentemente semplice, la meccanica si rivela impegnativa: capire se un piano presenta realmente anomalie non è immediato, perché la percezione può variare da giocatore a giocatore. Alcune anomalie potrebbero risultare impercettibili, o lo diventeranno a causa della concentrazione, del colpo d’occhio e persino della stanchezza mentale durante la sessione di gioco. La sfida non è quindi nell’azione o nei riflessi, ma nella capacità di osservare, analizzare e reagire con precisione a un ambiente che, pur statico, può rivelarsi ingannevole e psicologicamente disturbante.

L’obiettivo di The Stairwell è raggiungere il quindicesimo piano del museo. Ogni errore nell’individuazione delle anomalie riporta il giocatore all’inizio del loop o al piano più vicino all’uscita, rendendo evidente la necessità di concentrazione e precisione. Tuttavia, una volta superato il decimo piano, il gioco introduce un checkpoint: anche se si commette un errore nell’analisi delle anomalie, il giocatore può ripartire dal decimo piano invece che dall’inizio.
Questo meccanismo serve da “spinta” psicologica e pratica, permettendo di affrontare i piani successivi con maggiore sicurezza e di avere una progressione più lineare verso il tetto, senza interrompere completamente il ritmo del loop. In questo modo il titolo mantiene la tensione costante, ma evita frustrazioni eccessive, bilanciando sfida e progressione.
Il terrore nel loop
Nonostante la struttura di The Stairwell sia basata principalmente sull’osservazione e sull’analisi delle anomalie, l’esperienza non è affatto tranquilla o pacata. Ci saranno momenti di vera tensione, con jump scare improvvisi, la possibilità di essere catturati o inseguiti da creature e situazioni particolarmente pericolose. In certi frangenti, il giocatore potrebbe trovarsi intrappolato in ambienti ristretti, come un acquario o spazi angusti, dove l’unica via d’uscita sarà scendere al piano inferiore e analizzare attentamente le anomalie per poter progredire.

Questi momenti aggiungono uno strato di horror dinamico e imprevedibile, alternando tensione psicologica e minaccia diretta, trasformando il loop in un esercizio non solo di concentrazione, ma anche di sopravvivenza e prontezza mentale. Da un punto di vista simbolico, i jump scare e le minacce incarnano ansia, stress e l’imprevedibilità della mente, rendendo evidente come non sempre sia possibile affrontare razionalmente i problemi: ogni ciclo diventa così un riflesso della lotta interna del giocatore, dove percezione, intuizione e resistenza emotiva diventano strumenti essenziali per avanzare.
Modalità di gioco
The Stairwell offre tre modalità di difficoltà, progettate per modulare la sfida in base al numero di anomalie presenti nei vari piani. Nella modalità più facile le anomalie sono più numerose e quindi più semplici da individuare, permettendo al giocatore di familiarizzare con il meccanismo del loop e affinare il proprio colpo d’occhio. Al contrario, nella modalità più difficile le anomalie sono molto più rare, rendendo l’identificazione inizialmente più complessa e aumentando la tensione psicologica.
Tuttavia, una volta che il giocatore ha individuato tutti gli elementi chiave nei cicli di gioco precedenti, il riconoscimento diventa più immediato e soddisfacente, trasformando la sfida in un mix di osservazione, memoria visiva e strategia, dove la pazienza e l’attenzione ai dettagli sono premiate.
Comparto visivo e audio
La visuale di gioco e la grafica di The Stairwell risultano pienamente soddisfacenti per il tipo di progetto e per il genere, senza presentare particolari problemi visivi. L’ambientazione è chiara e coerente, permettendo al giocatore di concentrarsi sull’osservazione delle anomalie senza distrazioni.

Anche il comparto audio contribuisce efficacemente all’atmosfera: effetti sonori ambientali, rumori improvvisi e silenzi calibrati creano un senso di tensione costante e immersiva. Per vivere appieno l’esperienza e percepire ogni dettaglio sonoro, si consiglia di giocare con le cuffie, così da amplificare l’impatto psicologico dei momenti di suspense e dei jump scare.
Verdetto Finale
PRO | CONTRO |
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The Stairwell è un titolo che consigliamo soprattutto agli appassionati dei giochi basati sull’osservazione delle anomalie. Riesce a offrire un’esperienza coinvolgente per chi ama questo tipo di gameplay, arricchita da jump scare, anche se questi in alcuni casi questi momenti possono risultare poco coerenti e spezzare eccessivamente il ritmo. Come molti titoli del genere, il gameplay si concentra esclusivamente sulla rilevazione delle anomalie e non introduce elementi aggiuntivi: la sfida sta tutta nella concentrazione, nell’attenzione ai dettagli e nella capacità di memorizzare e interpretare l’ambiente. Nonostante qualche sbavatura tecnica e un concept che appare derivativo, The Stairwell si rivela un prodotto solido e interessante, capace di intrattenere gli appassionati del genere e di offrire una tensione psicologica continua. Per questi motivi, lo consigliamo senza riserve a chi ama giochi dove l’osservazione e la percezione diventano le vere protagoniste dell’esperienza. |
VOTO FINALE: 7/10
Si ringrazia Keymailer per averci fornito la chiave di gioco











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