Anteprima: Dadum the Dice - la dura vita di un dado eroe
- Luigi Cinquegrana

- 12 feb
- Tempo di lettura: 7 min
Abbiamo provato l'anteprima di Dadum The Dice che ha spopolato durante il precedente Steam Next Festival. Di seguito trovate le nostre impressioni.
I puzzle game rappresentano uno dei generi più sottovalutati del panorama videoludico contemporaneo. Nonostante ciò, nel tempo essi hanno dimostrato di saper offrire esperienze profondamente originali, spesso fondate su meccaniche innovative e su soluzioni di gameplay difficilmente riscontrabili in altri generi. È proprio questa capacità di distinguersi che continua a rendere il genere estremamente interessante, soprattutto quando riesce a sorprendere il giocatore con idee semplici ma ben strutturate.
Spinti da queste premesse, abbiamo voluto provare Dadum The Dice, il puzzle game ideato e sviluppato da Pablo Picazo, che propone un concept tanto immediato quanto stimolante. Il giocatore interpreta un dado che si muove all’interno di aree delimitate, in cui ogni spostamento non è mai fine a sé stesso: la faccia superiore del dado, infatti, determina il suo valore numerico e diventa l’elemento centrale dell’intera esperienza ludica.

L’obiettivo di ciascun livello è quello di sconfiggere altri dadi presenti nell’area di gioco, ognuno caratterizzato da un valore numerico specifico. Per avere la meglio, il nostro dado dovrà presentare un numero superiore a quello dell’avversario, il che costringe il giocatore a pianificare con attenzione ogni movimento e a sfruttare al meglio le rotazioni del dado per ottenere la faccia desiderata al momento giusto.
Questa meccanica di base viene progressivamente arricchita da nuove variabili e ostacoli, che contribuiscono ad aumentare il livello di sfida e a mantenere alta l’attenzione del giocatore. Nei primi due mondi di gioco, resi disponibili nella versione di anteprima, è già possibile cogliere la volontà del team di sviluppo di costruire un’esperienza solida e ben calibrata, capace di premiare la riflessione, la pianificazione e la capacità di leggere correttamente lo spazio di gioco.
Nel complesso, Dadum The Dice si presenta come un titolo che punta sulla purezza del gameplay, facendo della sua idea centrale il vero punto di forza. È, infatti, puzzle game che, pur partendo da una struttura semplice, riesce a distinguersi grazie a una direzione chiara e a un utilizzo intelligente delle proprie meccaniche, ponendo basi interessanti in vista dei contenuti completi della versione finale.

La demo è stata giocata su Steam e la data di uscita non è ancora definita.
Volevo essere un dado, ma non un dado qualunque
La componente narrativa del titolo è volutamente marginale, ma non per questo assente. Dadum The Dice costruisce una cornice narrativa semplice, funzionale a dare un contesto all’azione di gioco: il protagonista è un dado chiamato ad affrontare un compito tutt’altro che banale, ovvero liberare il mondo da una maledizione racchiusa all’interno di un misterioso dado supremo. Per riuscire nell’impresa, il nostro eroe dovrà attraversare otto mondi di gioco, ciascuno caratterizzato da sfide sempre più complesse, e affrontare una serie di dadi elitari che svolgono il ruolo di veri e propri boss di capitolo. Pur restando sullo sfondo, la trama riesce così a offrire una progressione chiara e motivante, accompagnando il giocatore lungo l’intero percorso senza mai sottrarre spazio alla centralità del gameplay.
Ogni movimento ha una faccia da dado
I livelli di Dadum The Dice sono strutturati come griglie, all’interno delle quali sono presenti diversi dadi nemici. Ogni spostamento richiede un’attenta pianificazione, poiché è fondamentale tenere conto sia della prospettiva sia della posizione delle facce del dado. Ogni movimento, infatti, modifica la configurazione del dado e va a determinare il valore numerico della faccia superiore, elemento centrale dell’intero sistema di gioco. Il giocatore dovrà quindi studiare con precisione il percorso da seguire, così da raggiungere il dado avversario presentando un numero superiore rispetto a quello della controparte, unica condizione necessaria per poterlo sconfiggere.

All’interno dei livelli sono presenti diverse tipologie di dadi, ognuna caratterizzata da comportamenti e regole specifiche che arricchiscono la varietà delle sfide e spingono il giocatore a pianificare con attenzione ogni singolo movimento.
I dadi standard rappresentano la forma più semplice di nemico e possono essere sconfitti presentando una faccia con un valore numerico superiore al loro. A questi si affiancano i dadi rossi, che introducono una meccanica di rischio: una volta sconfitti, applicano un malus alla faccia del dado utilizzata. Ad esempio, battendo un dado con valore 2 utilizzando una faccia da 4, il giocatore subirà un malus pari a 2 su quella faccia, riducendone quindi il valore. I dadi verdi, al contrario, offrono un approccio più favorevole: non è necessario sconfiggerli e, una volta raggiunti, garantiscono un bonus alla faccia del dado utilizzata, diventando elementi strategici fondamentali per preparare gli scontri successivi.
Alcuni dadi sono inoltre circondati da un’aura rossa e presentano un comportamento aggressivo, inseguendo attivamente il giocatore lungo la griglia e aumentando la pressione durante la risoluzione degli enigmi. Completano il quadro i dadi con faccia blu, che introducono una regola ancora più restrittiva: per poterli eliminare è necessario affrontarli utilizzando una faccia con lo stesso identico valore numerico riportato sul dado nemico, richiedendo così una pianificazione ancora più precisa.

Alla luce di queste meccaniche, ogni movimento assume un peso significativo e deve essere studiato con attenzione in base alle tipologie di dadi presenti sul campo.
Va infine specificato che, avendo avuto accesso soltanto ai primi due mondi di gioco, non è possibile confermare la presenza di ulteriori varianti di dadi oltre a quelle descritte, che rappresentano comunque un’ottima base per la profondità del gameplay.
La presenza di più tipologie di dadi all’interno della stessa griglia rende i livelli spesso molto più complessi e interessanti, soprattutto quando le minacce si trovano vicine tra loro. In questi casi la difficoltà cresce notevolmente, perché non basta semplicemente raggiungere un dado nemico: è necessario pianificare con attenzione la sequenza di movimenti e scegliere la prospettiva corretta per far assumere al proprio dado il valore giusto nel momento opportuno. Questa operazione non è sempre immediata e richiede un approccio razionale e ragionato, in cui ogni spostamento deve essere valutato in funzione degli obiettivi successivi. Il gioco, infatti, non perdona improvvisazioni: una mossa sbagliata può compromettere l’intero percorso e costringere a ripetere l’intero livello.
A complicare ulteriormente la situazione interviene anche la varietà dei movimenti speciali. Non tutti gli spostamenti sono lineari: salire le scale, ad esempio, comporta un movimento di due facce, mentre scenderle richiede solo il movimento di una faccia. Muoversi lungo una liana, invece, non modifica affatto la faccia superiore del dado, permettendo quindi di attraversare determinate zone senza alterare il proprio valore. Questi elementi contribuiscono a rendere la pianificazione ancora più cruciale e aggiungono una dimensione di strategia che, pur basandosi su regole semplici, si rivela sorprendentemente profonda.
In questo mondo di Dadi!
Come anticipato, Dadum The Dice non si limita ai soli dadi standard: al termine di ogni capitolo ci attendono dei boss, rappresentati da dadi a sei facce dotati di peculiarità specifiche. Questi incontri fungono da vere e proprie “prove finali” e trasformano la struttura del gioco, elevando la difficoltà e richiedendo un livello di pianificazione ancora più elevato rispetto ai livelli tradizionali.
Tra i boss più interessanti troviamo i dadi gemelli, due dadi blu con valore 6, che impongono un obiettivo particolarmente impegnativo. Per sconfiggerli sarà necessario sfruttare i dadi rossi e verdi presenti sulla griglia, così da preparare la strategia migliore. L’obiettivo, in questo caso, è colpirli per 12 volte con una faccia da 2, una condizione che trasforma lo scontro in un vero e proprio stage a sé stante, dove ogni movimento deve essere pianificato con cura e ogni scelta può compromettere l’esito dell’incontro.

In questo modo i boss non rappresentano solo un ostacolo aggiuntivo, ma diventano momenti chiave della progressione, in cui il gameplay viene portato al massimo della sua espressione. Se nei livelli classici la sfida consiste nel gestire più dadi e tipologie contemporaneamente, negli scontri con i boss la necessità di ragionare su ogni singola mossa si fa ancora più pressante, conferendo al titolo una profondità strategica che non teme confronti.
Comparto visivo e audio
Dal punto di vista tecnico, la grafica di Dadum The Dice risulta soddisfacente rispetto al tipo di esperienza che propone. Il comparto visivo punta su uno stile semplice ma efficace, con una palette di colori ben calibrata che aiuta a distinguere immediatamente le diverse tipologie di dadi. Anche gli scenari, seppur provati soltanto nei primi due mondi disponibili in anteprima, ci sono sembrati variegati e coerenti con l’idea di un gioco che punta tutto sulla leggibilità e sulla chiarezza dell’informazione visiva.
Per quanto riguarda i controlli, al momento il titolo non offre supporto al controller. La gestione del personaggio avviene tramite le freccette, mentre la telecamera può essere ruotata con il tasto E per cambiare prospettiva e pianificare al meglio i movimenti. In questo contesto, l’assenza di un controller non rappresenta un problema particolarmente limitante, visto che il gameplay è fondamentalmente basato su input semplici e su una visione statica della griglia.
La componente audio, invece, si rivela uno degli aspetti più piacevoli dell’esperienza. La colonna sonora introduttiva in particolare ci ha colpito per la sua qualità e per il tono coinvolgente, risultando una buona introduzione all’atmosfera del gioco e accompagnando efficacemente il giocatore nelle prime fasi.
Il Dado è tratto! Verdetto della nostra anteprima
PRO | CONTRO |
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Dadum The Dice è un puzzle game decisamente appagante e ben costruito dal punto di vista degli enigmi e delle meccaniche di gioco. Il titolo si distingue per un’idea di base semplice ma originale, un tipo di esperienza che non si vede spesso nel panorama videoludico attuale. La combinazione tra prospettiva, movimenti del dado e l’introduzione di numerose meccaniche differenti rende il gameplay vario e capace di richiedere un approccio sempre più ragionato man mano che si procede. a detto, però, che non si tratta di un gioco pensato per tutti: Dadum The Dice si rivolge principalmente a chi cerca un puzzle game in grado di offrire una sfida mentale concreta, basata su pianificazione e pazienza. Superare i livelli richiede infatti tempo, ragionamento e una certa dose di precisione, ma è proprio questa caratteristica a rendere l’esperienza soddisfacente per chi ama questo tipo di sfida. In attesa di poter provare la versione completa, non vediamo l’ora di mettere le mani sul gioco definitivo, perché le premesse sono davvero promettenti e il potenziale per diventare un titolo di riferimento nel genere è più che evidente. |
Ringraziamo Keymailer per averci fornito la chiave dell'anteprima di gioco






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