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Recensione Aether & Iron: Art Decò Punk molto decorativa ma meno funzionale

Arrivato da qualche giorno su Steam, Aether & Iron è un titolo RPG Noir narrativo creato dal Team di Seismic Squirrel, gruppo indipendente costituito da alcuni veterani del settore e molte nuove leve. Nel seguito, andremo ad analizzare tutto quel che riguarda il titolo.

Negli ultimi anni il panorama degli RPG narrativi ha visto una crescente contaminazione tra generi. Sempre più titoli cercano di fondere la profondità decisionale tipica degli RPG con strutture narrative più “guidate”, prendendo e rielaborando meccaniche ed estetiche dai generi più diversi. Questo tipo di ibridazione permette agli sviluppatori di esplorare nuove modalità di racconto interattivo, costruendo mondi complessi in cui estetica, musica e meccaniche di gameplay lavorano insieme per creare un’identità forte e riconoscibile.


È proprio in questo spazio di sperimentazione che si inserisce Aether & Iron, un titolo che tenta di combinare narrativa, strategia a turni e combattimenti su veicoli all’interno di un mondo retro-distopico. Il gioco propone un’ambientazione ucronica ambientata nella New York degli anni Trenta, in cui tecnologia e società si sono evolute lungo un percorso alternativo. Da questa premessa nasce un universo che mescola l’eleganza dell’Art Decò, tensioni sociali varie e un immaginario fantascientifico, dove auto sospese e città fluttuanti convivono con contrabbando, lotte di potere, conflitti tra classi sociali, complotti e tanto altro.

La domanda è: qual è il risultato dell’esperimento con questo RPG dall’identità forte e riconoscibile? Andiamolo a scoprire nella nostra recensione.


aerther & iron

Nota: Il gioco non è localizzato in lingua italiana.


Decò Punk, stile artistico e colonna sonora


Le colonne portanti del titolo sono sicuramente lo stile artistico e la colonna sonora.Visualmente il titolo mescola Art Decò e distopia in quello che viene chiamato Decò punk, uno stile che, per fare un esempio celebre, possiamo riconoscere in Bioshock.  Il gioco è narrato come visual novel RPG e presenta fondali, ambientazioni e personaggi disegnati molto finemente e pieni di dettaglio, cosa che si riflette anche sui modelli tridimensionali delle auto che useremmo nei combattimenti, approfonditi nel seguito.


La colonna sonora (a cui hanno collaborato anche Christopher Tin e Alex Williamson) è immersiva, dai toni Jazz e in perfetta linea con la musica tipica degli anni ’30: tamburi, trombe, violini e pianoforte dettano i ritmi di gioco sia narrativamente che in combattimento.


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Gameplay: tra motori e dadi


Dal punto di vista del gameplay, il titolo presenta alti e bassi, con molta personalizzazione dei mezzi di trasporto, che saranno quelli che utilizzeremo nei combattimenti. Si può scegliere di tutto, dall’attrezzatura presente sulle auto, compresi slot per aumentare la portata del nostro inventario, alle protezioni e la vernice. Molti componenti per l’auto e l’uso di certi tipi di armi aumentano però il grado di minaccia.


L’impatto di questa meccanica in gioco non è molto forte, poiché il rischio peggiore è nei posti di blocco che si incontrano di tanto in tanto esplorando le varie mappe. La presenza di alcuni pezzi equipaggiati, l’uso di alcune armi e in genere un alto grado di minaccia può, infatti, scatenare un combattimento con le forze dell’ordine locali. Per abbassare questo grado di minaccia ci si può rifugiare in safe house fornite da vari NPC o sfruttare la possibilità di cambiare pezzi nelle auto. Ai posti di blocco sarà anche possibile corrompere le forze dell’ordine locale oppure, se si ha un punteggio abbastanza alto nelle abilità giuste, è possibile evitare il combattimento con le parole e un buon tiro di dado.


I dadi sono una forte componente ruolistica del gameplay del titolo ma, allo stesso tempo, una parte poco riuscita. Potrebbe capitare più volte di voler ricaricare un salvataggio per ritentare un tiro fallito; tuttavia, se questo è un tiro diverso dal grado facile, difficilmente riuscirà. Per alzare le probabilità con i dadi, il gioco fornisce degli alberi delle abilità a tutti i membri della squadra attivi. Questo si traduce di mosse diverse per i vari personaggi che potremmo portare in missione e in aumenti vari per le abilità caratteristiche (come stratega, phantom e parlantina). Questi aumenti però sono minimi e difficilmente influenzeranno l’esito del tiro del dado.


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Il combattimento a turni è l’elemento più sorprendente del gioco. Come già menzionato, in Aether & Iron si combatte usando i mezzi di trasporto e, in base al mezzo che utilizziamo, avremo vantaggi e svantaggi diversi: una coupé avrà più punti AP, ovvero energie da usare durante i round, ma potrà portare meno peso; analogamente un furgone avrà molto più peso e di conseguenza potrà portare armi pesanti e coperture, ma avrà meno energie.


L’arena di combattimento è costituita da delle corsie stradali. Tra divisioni delle corsie, entrate in galleria, rottami e materiali che finiscono sulla strada, avremo un terreno di combattimento dinamico sul quale spintonare i nemici per causare più danni. Alcune volte ci saranno anche delle corsie che forniranno buff e naturalmente non mancheranno ostacoli spesso costituiti dai vari civili presenti in strada. Le missioni con i combattimenti sono abbastanza varie nelle azioni da compiere, dal deragliare treni al tipico inseguimento tra buoni e cattivi fino a delle missioni in cui dovremmo scortare dei civili e le boss fight con i cattivi di turno.


Un mondo distopico affascinante


In un mondo ucronico, dall’alto dell’atmosfera viene estratto l’etere, la nuova forma di energia che permette alla città di New York di fluttuare in cielo, le macchine di essere sospese dal suolo e così via dicendo. Ma in tutto ciò non è oro tutto quello che luccica. Al centro di tutto, una grossa tempesta gravitazionale sotto New York si va sempre ingrandendo, diventando ogni giorno più pericolosa.


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La città è divisa in isole fluttuanti, separate in base alla ricchezza dei cittadini in: la parte bassa, la parte alta e, in cima, la parte altissima, dove vivono i più ricchi e ove si trova l’istituto di ricerca sull’etere, centro nevralgico della scoperta di tecnologie. Il gioco è interamente ambientato nelle isole della parte bassa con qualche visita sporadica alle parti più alte. Da questa premessa possiamo ben capire che il mondo di Aether & Iron si presenta come un mondo distopico e affascinante come pochi, molto ispirato e in grado di attirare facilmente l’attenzione del giocatore.


Una criminale in cerca di lavoro


Ma è qui dove iniziano a vedersi i segni dell’acerbo del team di sviluppo. La trama racconta le avventure di Giovanna “Gia” Randazzo, una contrabbandiera, ma in generale più una criminale di basso rango, con un oscuro passato. La storia inizia con Gia che si reca ad Astoria Bay, un’isola che fa parte della città alta, alla ricerca di un lavoro. Qui entra in contatto con l’intermediario iniziale che le fa conoscere il primo membro della squadra, Nelly, una ricercatrice che per un motivo sconosciuto viene braccata da qualcuno. Il compito di Gia sarà di accompagnarla nella parte bassa della città ma, come possiamo prevedere, nulla andrà come previsto. La trama si dirama su delle precise rotaie fin dall’inizio, tra Gia che affronta il proprio passato e i vari Baroni delle isole maggiori della parte bassa e che nel frattempo aiuta anche diverse persone.


Lo schema narrativo del titolo è diviso in tre atti principali, uno per ogni isola che compone la parte bassa della città. Ogni atto narrativo si compone in tre fasi, la prima che funge da introduzione, la seconda con tre quest principali che serviranno a spodestare il barone e alcune secondarie per approfondire il legame con i vari personaggi, e la terza fase che costituisce la missione finale dell’atto. Spostandoci sulla mappa, ad ogni missione corrisponderanno degli eventi a “sorpresa”, ovvero degli eventi di storia che avvengono qualsiasi scelta facciamo e che si presenteranno per introdurre elementi narrativi. Come prima accennato, però, i dadi per gradi di sfida da normale a salire difficilmente daranno un buon esito di tiro, il che dà al gioco quella sensazione di storia su binari che non dovrebbe appartenere ad un RPG.


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Inoltre, buona parte dei personaggi è relegata ai singoli atti del gioco; quindi, difficilmente li rivedremo in futuro dopo che la storia di un atto sarà conclusa (con dovute eccezioni per due personaggi), il che ci porta a formulare domande relative ai loro destini che non troveranno mai risposta. Discorso simile lo si può fare per i personaggi comprimari del party che, se non interpellati singolarmente dal giocatore, difficilmente interagiscono in modo approfondito con ciò che succede al di fuori dell’atto ad essi collegato. Alcuni personaggi vengono introdotti frettolosamente e vengono subito trattati con fiducia dagli altri personaggi, meccanica abbastanza irrealistica, visto soprattutto il contesto del titolo. Oltre tutto fin da inizio gioco avremmo uno schema chiaro e semplice di chi è buono e chi è cattivo già osservando l’aspetto fisico; quindi, già interagendo la prima volta potremmo ben definire un personaggio. Niente toni di grigio nella loro scrittura, tutto e bianco o nero, il ché porta ad una caratterizzazione abbastanza blanda dei vai personaggi, che non aiuta la narrativa molto spinta sui binari e anzi rende particolarmente prevedibile alcune rivelazioni.


Difetti tecnici e problematiche risolvibili


L’esperienza di gioco, tutto sommato, nonostante i difetti narrativi, è molto piacevole e divertente con i suoi alti e bassi. Purtroppo, a rovinarla ci sono alcuni però bug impossibili da non segnalare. Da alcuni glitch grafici semplici, come le icone dell’inventario che escono fuori la cornice, Item che non si spostano da un inventario all’altro come se si sbagliasse a cliccare casella, a bug decisamente più gravi.


Gli errori gravi che sono stati riscontrati sono stati principalmente due. Il primo è un crash del titolo che, oltre a chiudere il gioco in modo improvviso, fa perdere i salvataggi di circa trenta minuti di gioco o anche più. Questo bug è abbastanza tedioso perché costringe a dover rigiocare a volte sezioni abbondanti di gioco. L’altro bug particolarmente grave è avvenuto due volte ed impediva di compiere azioni durante i combattimenti; dunque, il gioco non apriva la tabella dei turni di combattimento che appare solitamente in alto e l’unica azione che permetteva in schermata era muovere la visuale. In entrambi i casi, l’unica soluzione applicabile è stata chiudere sia il gioco che Steam e riavviare.

PRO

CONTRO

  • Un’ambientazione molto particolare e ben costruita4

  • Stile artistico molto piacevole e dettagliato

  • Colonna sonora in perfetto tema e in grado di aumentare l’immersione in gioco

  • Un gameplay a turni a tipico e dinamico che dà un’aria di freschezza

  • Molta personalizzazione nella creazione di build e team diversi per ogni occasione di gioco

  • Narrativa su binari

  • Le meccaniche relative ai dadi hanno poco effetto

  • Personaggi stereotipati e con poca caratterizzazione

  • Bug grafici leggeri

  • Bug gravi che possono rovinare l’esperienza


Aether & Iron è un titolo rpg narrativo noir piacevole da giocare. Nonostante una lore accattivante, un’estetica molto dettagliata, una colonna sonora ben fatta e un gameplay su ruote che porta un minimo di freschezza nel genere, purtroppo il titolo non riesce ad eccellere. Causa di ciò è una trama su rotaie retta da personaggi passeggeri e colpi di scena inconsistenti. Ogni personaggio a suo modo è prevedibile e alcune interazioni sono talmente artificiose da sembrare surreali. Sommiamo a ciò il fatto che spesso il tiro con il dado è solo un’animazione in più che non ha alcun vero impatto sul gioco, perché il risultato viene dato in base alla convenienza narrativa. Segnaliamo anche alcuni problemi di natura tecnica risolvibili che rovinano per adesso abbastanza l’esperienza. Per quanto il titolo sia piacevole ed originale nel suo immaginario, purtroppo non brilla mai.

Voto Finale: 7/10

 

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