Recensione: Apopia: Sugar Coated Tale – una fiaba oscura disegnata a mano
- Adriano Junio Ventrone

- 3 mar
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 4 mar
Abbiamo avuto l’occasione di giocare Apopia: Sugar Coated Tale, particolare e per certi versi ambizioso titolo di esordio di Quillo Games che unisce un viaggio in un mondo fiabesco ed oscuro ad elementi di gameplay molto particolari.
Sviluppato da Quillo Games, team composto da sole due persone, per inciso due amici d’infanzia con la passione per i videogiochi, Apopia: Sugar Coated Tale è passato per un periodo di gestazione piuttosto lungo prima di approdare nelle librerie digitali dei videogiocatori. Questo lungo periodo di sviluppo, però, ha permesso agli sviluppatori di ampliare la loro creazione, aggiungendo man mano nuove sottotrame, nuove meccaniche ed in generale di affinare il più possibile la loro opera.
Come già accennato qualche tempo fa nella nostra anteprima del titolo, Apopia che di base potremmo definire come un’avventura 2D, racchiude in sé svariate meccaniche e minigiochi provenienti da diversi generi videoludici, il tutto accompagnato da una veste grafica completamente disegnata a mano.
Scopriamo come se la cava questo particolare titolo nella nostra recensione!
Questa recensione NON conterrà spoiler sulla trama!
Nota: Il gioco NON è localizzato in italiano, quindi se non masticate bene l'inglese potreste avere più di qualche problema nella fruizione del titolo.
Un po’ come Alice Apopia: Sugar Coated Tale
In Apopia: Sugar Coated Tale, vestiremmo i panni di ben tre protagonisti; Mei, ragazzina umana che a seguito di un incidente si ritrova nel fiabesco regno di Yogurt, un mondo abitato prevalentemente da conigli ed animali antropomorfi, Moly, la principessa del regno di Yogurt e Nico, un irriverente gatto anch’esso trovatosi in questo regno a seguito di alcune vicissitudini.
Lo scopo comune del gruppetto? Liberare il regno dal tiranno BOSS, che ha usurpato il trono di Yogurt ed ha imposto con la forza una serie di particolari regole (che evitiamo di esplicitare per evitare spoiler).

Benché a prima vista la trama principale, l’obiettivo del gioco per così dire, possa sembrare molto semplice, il tutto è in realtà arricchito non solo dalle sottotrame dei nostri protagonisti e dei loro comprimari, ma anche da un world building insospettabilmente profondo e sfaccettato di cui parleremo più avanti.
Un solo gioco, tanti generi
Incastonare Apopia: Sugar Coated Tale in un solo genere videoludico si è rivelata un’impresa più ardua del previsto, lo ammettiamo. Benché il gioco si presenti inizialmente come un’avventura 2D piuttosto tradizionale andando avanti nell’avventura ci siamo resi conto della varietà ragguardevole di generi videoludici che Quillo Games ha tentato di integrare all’interno della sua opera. Sezioni di puzzle game, rhythm game, avventura grafica testuale e platform sono sapientemente integrate all’interno del titolo, a volte come semplici minigiochi, a volte come vere e proprie sezioni di gioco, andando a creare nel complesso un’esperienza di gioco che difficilmente risulta ripetitiva.

Bene o male tutti i minigiochi e sezioni dai gameplay alternativi che il gioco propone intrattengono bene, anche se va tuttavia detto che non tutte sono realizzate con la stessa qualità. Ad esempio, le sezioni platform ci sono sembrate decisamente più grezze rispetto ad altre sezioni proposte dal titolo, risultando essenzialmente tediose, non tanto per quello che il gioco ci chiedeva di fare ma per come il tutto è stato reso a livello di realizzazione. Chiariamo, niente che ci abbia fatto lanciare il pad contro lo schermo, ma comunque la percezione generale è non tutti i minigiochi siano stati studiati bene alla stessa maniera.
Disegnato con qualche sbavatura
Come detto in precedenza, l’aspetto più interessante di Apopia: Sugar Coated Tale dal punto di vista puramente visivo è sicuramente quello di essere disegnato e animato interamente a mano in uno stile cartoonesco che ricalca un po’ quello dei cartoni degli anni Novanta ed all’atto pratico il titolo non delude da questo punto di vista. Infatti, ogni elemento a schermo, dai personaggi principali passando dagli NPC fino ad arrivare agli ambienti ed i fondi, sono tutti pregevolmente realizzati e ben caratterizzati.
Anche da questo punto di vista va detto che Quillo Games ha deciso di non limitarsi ad un solo “stile visivo”, ma ha optato per fornire al suo titolo delle sezioni visivamente più oscure ed oniriche, nominalmente le sezioni di gioco ambientate nei “Dark Worlds”.

Purtroppo, però, non tutte i disegni sono opere d’arte, metafora artistica per dirvi che durante le nostre avventure nel regno di Yogurt siamo incappati alle volte in alcuni glitch grafici molto singolari. Infatti, ci è capitato alle volte di riscontrare un fenomeno per cui il nostro protagonista perdesse completamente colore, diventando praticamente una sagoma bianca vagante. Per fortuna solitamente per risolvere tale problematica ci è bastato passare da un’area all’altra di gioco. In fase di recensione è giusto segnalarlo.
Un regno che ha tanto da raccontare
Proseguendo nella nostra avventura in Apopia: Sugar Coated Tale siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla cura che gli sviluppatori hanno riposto nella creazione del mondo di gioco. Infatti, proseguendo nella storia ci rendiamo conto di quanto il regno di Yogurt abbia una storia più che centenaria alle spalle, forse millenaria: una storia fatta di progresso tecnologico, guerra smodata e rifioritura della civiltà fino ad arrivare ai giorni nostri e quel mondo tanto colorato e fiabesco. Senza entrare troppo nel dettaglio per evitare spoiler, ci limiteremo a dire che il regno di Yogurt nasconde misteri e segreti molto stratificati, inizialmente solo accennati tramite la narrativa ambientale ma che a circa metà dell’opera sbocciano facendoci vedere molte situazioni sotto un’altra luce.

Un racconto molto intimo
Come già accennato in fase di anteprima, Apopia: Sugar Coated Tale nasce dall’impulso di Quillo Games di raccontare, ovviamente sotto forma di fiaba, situazioni di vita vissuta molto reali e con cui non è difficile rivedersi a qualche livello, e ci sentiamo di dire che l’obiettivo sia stato centrato. Infatti, i nostri protagonisti (ma anche i comprimari, va detto), vivono o hanno vissuto situazioni molto reali e facilmente riscontrabili anche nella vita di tutti i giorni, soprattutto se pensiamo all’infanzia o all’adolescenza.
Aspettative troppo alte da parte dei genitori, negazioni, e abusi emotivi sono solo alcuni dei fenomeni che i personaggi vanno ad incarnare, e lo fanno in una maniera decisamente credibile nella totalità delle volte. Chiaramente eviteremo di entrare troppo nel dettaglio, ma ci sentiamo di dire che l’obiettivo del team di creare un’opera appetibile e leggibile in diverse chiavi a seconda dell’età di chi ne fruisce sia stato raggiunto egregiamente.
Verdetto Finale
PRO | CONTRO |
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Apopia: Sugar Coated Tale è un titolo ambizioso per certi versi, sia per quanto riguarda l’idea di fondo che per quanto i temi che vuole trattare, soprattutto considerando le dimensioni del team di sviluppo, ma quel che è palpabile è come sia un progetto fatto col cuore. Il gioco, da un punto di vista puramente visivo, è molto gradevole e di pregevole fattura, anche se alle volte scivola in alcuni bizzarri glitch grafici. Anche l’offerta ludica è molto variegata, anche se si percepisce come alcuni minigiochi siano più riusciti di altri. Benchè imperfetto, Apopia riesce ad intrattenere bene per un quantitativo giusto di ore, e se questo è il progetto d’esordio di Quillo Games, non vediamo l’ora di vedere i loro progetti futuri! |
Voto Finale: 7.2 / 10




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