Recensione: Castlevania AGA – Il Principe delle Tenebre conquista finalmente AMIGA
La notte è scesa sulla Transilvania. Le campane hanno smesso di suonare, il vento attraversa le torri diroccate e qualcosa si è risvegliato oltre le mura del castello… Dracula è tornato.
Castlevania AGA, realizzato da Dante Retro Dev utilizzando Scorpion Engine, nasce da un’idea tanto semplice quanto affascinante: prendere il Castlevania originale e immaginare come avrebbe potuto presentarsi su Amiga, sfruttando un’impostazione grafica ispirata ad Akumajou Dracula per Sharp X68000, successivamente arrivato su PlayStation come Castlevania Chronicles. Non siamo quindi davanti a un porting di quest’ultimo, ma a una reinterpretazione del capostipite della saga, costruita appositamente per le macchine AGA.
E basta varcare le porte del castello per capire che il progetto ha parecchio da dire.

L’horror in salsa 16bit
L’impatto visivo è notevole. Il protagonista è dettagliato e ben animato, gli scenari sono ricchi di colore e l’atmosfera gotica funziona magnificamente. Torri, mura, candelabri, sotterranei e sale del castello compongono un ambiente che sembra finalmente concedere all’Amiga quel Castlevania che, commercialmente, non ebbe mai davvero nella forma che avrebbe meritato.
Gli aggiornamenti più recenti hanno ulteriormente migliorato l’aspetto grafico, introducendo un uso più convincente delle sfumature del chipset AGA, fondali animati e numerosi piccoli ritocchi. Il risultato non vuole semplicemente imitare la versione X68000: Dante Retro Dev ha più volte sottolineato l’intenzione di dare al gioco una propria identità Amiga, e progressivamente il progetto sta andando proprio in questa direzione.
Naturalmente la grafica sarebbe poca cosa senza una buona dose di “Belmontiana” violenza. La struttura rimane quella classica che funziona dal 1986: si avanza da sinistra verso destra, si distruggono candelabri, si raccolgono cuori, si affrontano orde di creature e si utilizzano le immancabili armi secondarie. Coltello, acqua santa, ascia e boomerang sono accompagnati, negli aggiornamenti più recenti, dal cronometro, capace di immobilizzare temporaneamente i nemici e dalla croce che ripulisce lo schermo. Dracula, ovviamente, non sarebbe il Principe della Notte se si lasciasse impressionare da simili trucchetti.
Il sistema di controllo è stato oggetto di numerose revisioni. La fisica del salto è stata ricalibrata e oggi Simon risponde decisamente meglio rispetto alle prime versioni. È inoltre possibile scegliere differenti sistemi per utilizzare le armi secondarie, compreso il tradizionale “su + fuoco”. Sono modifiche apparentemente minori, ma in un Castlevania fanno la differenza tra imprecare contro Dracula e imprecare contro il joystick.

Qualche spigolo rimane. Le scale sono state per lungo tempo uno degli elementi più discussi e possono ancora produrre qualche situazione poco elegante. In presenza di molti elementi o oggetti particolarmente grandi possono inoltre verificarsi rallentamenti su configurazioni meno potenti. Alcuni giocatori su hardware reale hanno segnalato problemi e incompatibilità specifiche, aspetto sul quale lo sviluppatore continua a lavorare. È bene ricordare che siamo ancora davanti a un progetto in evoluzione e non a una produzione commerciale definitivamente congelata trent’anni fa.
La musica… nelle tenebre!!!
Sul fronte sonoro il lavoro è altrettanto interessante. Le musiche reinterpretano temi storici della serie sfruttando le caratteristiche audio dell’Amiga, con contributi di DJ Metune e IM76. Vampire Killer, Stalker e Wicked Child fanno immediatamente scattare quella familiare voglia di impugnare la frusta, mentre l’edizione CD32 aggiunge la possibilità di sfruttare una colonna sonora su CD. Non tutto ha ancora lo stesso livello qualitativo, ma l’atmosfera complessiva è decisamente riuscita.

Tirando le somme
Giocandolo oggi si ha la curiosa sensazione di trovarsi davanti a uno di quei titoli che avremmo voluto vedere sugli scaffali nei primi anni Novanta. Non è perfetto - qualche fantasma si nasconde ancora nel codice e Simon occasionalmente sembra avere più difficoltà con una scala che con un esercito di non-morti - ma il lavoro svolto da Dante Retro Dev è impressionante. Ed è proprio qui che Castlevania AGA mostra il suo vero valore. Non tenta di dimostrare che l’Amiga avrebbe sconfitto questo o quel sistema in un’improbabile guerra dei sedici bit. Fa qualcosa di molto più interessante… riempie un vuoto storico.

Castlevania AGA è ormai molto più di una semplice curiosità homebrew. È un progetto ambizioso, continuamente rifinito e soprattutto tremendamente divertente. Dracula può dormire tranquillo solo fino al caricamento del Workbench… dopo di che, sono affari suoi!
PRO | CONTRO |
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Lo ammettiamo… vedere Simon Belmont muoversi in questo modo su un Amiga provoca un certo brivido. Castlevania AGA possiede atmosfera, carattere e soprattutto quella sensazione di avventura che dovrebbe accompagnare ogni ingresso nel castello di Dracula. Qualche imperfezione rimane, soprattutto nei controlli e in alcune situazioni più affollate, ma passa presto in secondo piano. Dante Retro Dev sta costruendo qualcosa che va oltre il semplice esercizio tecnico, un Castlevania che sembra appartenere davvero alla storia dell’Amiga. E quando parte Vampire Killer, resistere diventa praticamente impossibile. Frusta in mano: Dracula ci aspetta. |
Voto finale: 8.5/10







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