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Recensione: The Sinking City 2 – sopravvivere nell'orrore Lovecraftiano

21 ore fa
Tempo di lettura: 9 min

The Sinking City 2 cambia pelle: meno deduzione, più combattimenti, esplorazione e terrore nell’abisso di Lovecraft. Abbiamo giocato il gioco e siamo pronti per una recensione completa.

Quando si parla di videogiochi investigativi e soprattutto di Sherlock Holmes, è impossibile non pensare a FrogWares. Lo studio indipendente, specializzato in avventure grafiche, con sedi in Ucraina, Irlanda e Francia, ha segnato la nostra infanzia con le avventure grafiche basate su Sherlock Holmes e il dottor Watson, diventate il marchio di fabbrica della software house, che nel tempo ha cercato anche di evolversi attraverso numerosi esperimenti tra titoli action e investigativi.


L’ambizione di sperimentare è nata soprattutto con Sherlock Holmes Chapter One, dove i metodi di investigazione e risoluzione dei casi sono stati ampliati con un open world che, nel 2021, non seppe entusiasmare. Anche due anni prima, con la serie The Sinking City, l'azienda sembrava voler proporre un prodotto ibrido che mischiasse la componente investigativa a una minima componente action survival, scostandosi in modo abbastanza deciso da quelli che furono i primi prodotti basati prettamente sul ragionamento e sull'investigazione. Questo secondo esperimento fu certamente degno di lodi per la parte investigativa, ma portò anche alcune perplessità sulle fasi survival action, che non riuscirono a convincere appieno.


In questi anni, molte cose che sono cambiate. Il conflitto tra Russia e Ucraina ha generato dei grossi rallentamenti per lo sviluppo del secondo capitolo e il 6 marzo 2025 è stata lanciata una campagna Kickstarter per contribuire al finanziamento del gioco e delle sue funzionalità aggiuntive. Non sono state, infatti, poche le difficoltà derivata dal conflitto, con ripercussioni sullo sviluppo per il quale questa fonte di supporto è stata essenziale, in particolare perché guardiamo al titolo più ambizioso della software house ad oggi. Ciò non tanto per la sua lunghezza o per quello che offre, ma perché si presenta come un titolo survival horror ispirato ai classici come Evil Within, Resident Evil e Silent Hill.


Questa lunga premessa ha lo scopo di precisare che siamo davanti ad un grosso cambio di rotta rispetto a quelle che sono le origini, in un secondo capitolo che vede la componente investigativa per la prima volta messa all'angolo a fronte di una massiccia componente survival horror.


the sinking city 2

The Sinking City 2 vede l'ambientazione ad ispirazione lovecraftiana immutata, ma il gameplay cambia radicalmente. Noi andremo ad analizzare punto per punto questa trasformazione da serie investigativa a survival horror nella nostra approfondita recensione.


Arkham (non City) affonda!


The Sinking City 2 è ambientato negli anni Venti, nella città di Arkham, in Massachusetts, colpita da un'inondazione soprannaturale, con una storia completamente indipendente dal predecessore. La città è inondata e sommersa, il che genera un ambiente primordiale e ostile, dove creature striscianti chiamate Slither si aggirano nell’oscurità, portando con sé terrore, morte e distruzione. La fuga ha portato morte e disagi, e ormai la città è abbandonata a sé, popolata solo da abitanti contagiati.


Nel titolo impersoniamo Carl, un archeologo con la passione per l'ignoto che vive in coppia con Faye, una donna aristocratica e professoressa accademica che, proprio come Carl, nutre una forte passione per l'ignoto. È proprio questa passione comune ad unirli in una coppia amorosa. L'inizio della nostra avventura si presenta come una cenetta romantica, condita da scambi di battute e frecciatine tra i due, ma presto l'idillio viene trasformato nell'incubo. La cenetta si trasforma in una colluttazione con delle creature umanoidi e Faye cade in uno stato catatonico, una sorta di trance, dovuta a un rituale andato storto che ha intrappolato l'anima di Faye nelle Terre dei Sogni.


the sinking city 2
Anche ad Arkham avremo problemi di inondazione.

Ora, forze maligne si sono impossessate del suo corpo. Il nostro compito sarà quello di trovare il rituale e ricongiungere l'anima della nostra amata al suo corpo. Siamo davanti, quindi, a una storia lovecraftiana che unisce horror, fantasy e amore, e non mancheranno colpi di scena e personaggi ben caratterizzati durante il nostro viaggio.


Questa trama ha saputo catturare la nostra attenzione dall'inizio alla fine, pur non brillando per originalità in tutti i suoi punti, anche se la raccolta di numerose prove e testimonianze riescono a dare numerosi dettagli sul contesto narrativo di Arkham. Quest ultimo è un aspetto che ci ha ricordato inevitabilmente la serie di Resident Evil.


Investigare su come sopravvivere!


Del cambiamento di genere avevamo parlato già nella nostra anteprima di giugno e avevamo qualche dubbio sul cambio di rotta perchè si passa dall'investigativo a quello che è un survival horror con meccaniche di gioco più compatte. La nostra priorità, infatti, sarà sopravvivere e, nel tempo libero, collegare le prove che raccoglieremo nel nostro viaggio all'inferno. Prima di arrivare ai punti centrali del gameplay, va ribadito che The Sinking City 2 è un survival horror in terza persona che si basa sull'esplorazione e sulla gestione intelligente dell'inventario. Tale ossatura ricorda titoli come Resident Evil, con cui presenta alcune analogie, come un crafting basico, un'esplorazione delimitata, ma articolata, e la raccolta di oggetti e risorse necessarie a sopravvivere ed esplorare i luoghi che l'esperienza offre.


the sinking city 2
La classica visuale da dietro del Survival Horror

L'esplorazione di una stanza renderà il colore sulla mappa da rosso ad azzurro se questa non presenta più alcuna risorsa o prova da raccogliere, rendendo così la ricerca più meticolosa per i giocatori più esigenti. Carl avrà a disposizione quattro armi durante il gioco, che potranno essere potenziate con degli upgrade raccolti durante l'avventura. Ci saranno i classici proiettili, gli antidolorifici per curare e delle risorse che potranno essere combinate in un menu di crafting molto basilare e semplice. La sopravvivenza è importante e dipende da una gestione efficace dell'inventario e delle poche risorse che si trovano.


Gli esseri umanoidi infettati presentano un punto debole ben visibile durante gli scontri: quando ci posizioniamo alle loro spalle, questo viene evidenziato da un punto rosso sulla visuale in terza persona. Colpirlo con precisione sarà fondamentale per riuscire a farli cadere e avere la meglio su di loro.


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I punti deboli dei nemici!

Il salvataggio sarà gestito attraverso le safe rooms - come nei primi Resident Evil - dove potremo gestire l'inventario, conservare le risorse che per il momento non ci serviranno e utilizzare i punti intuizione per ottenere dei potenziamenti passivi.


Ma cosa sono questi punti? La risposta è abbastanza semplice: li otterremo collegando tra loro le prove, o meglio i documenti, raccolti durante il gioco. Questi potranno essere combinati in una sorta di palazzo mentale (denominato Space) all'interno del menù dedicato. Quando avremo raccolto e collegato correttamente tutte le prove relative a un determinato argomento, otterremo un punto intuizione da spendere nella safe room.


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Le safe rooms sono stanze che richiamano l'abitazione di Carl. Come si dice? "Casa dolce casa"

Anche le abilità passive dovranno essere gestite, proprio come l'inventario. All'inizio potremo equipaggiarne una sola, ma con i punti deduzione sarà possibile aumentare il numero di abilità utilizzabili. Questo aspetto è abbastanza gradito ed è l'ultimo filo sottile che lega The Sinking City 2 al genere investigativo.


Per il resto, la produzione doppia A, rispetto ai colossi del genere, si porta dietro problemi dovuti dalla marcata linearità rispetto a una tripla A dello stesso genere, ma riesce a eccellere per quanto concerne la direzione artistica e la varietà di enigmi e rompicapi che l'avventura offre, rendendo tutta l'esperienza complessivamente piacevole.


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Collegare i documenti è il filo sottile che collega il tiolo all'investigazione

Il bestiario è abbastanza vario. Per consentirvi di godere a pieno dell'esperienza, preferiamo non dare spoiler sui tipi di nemici che incontrerete e sulla caratterizzazione dei boss principali che affronterete. Possiamo anticipare, però, che visivamente risultano accattivanti e conformi al mondo lovecraftiano. In particolare, abbiamo apprezzato il boss finale che ci ha dato un senso di soddisfazione, sia dal punto di vista del gameplay, sia sul lato visivo.


Inizialmente ci troveremo a combattere contro degli umanoidi infetti attraverso il contatto diretto con i vermi Slither. L'intelligenza artificiale è quindi quella dei classici zombi, ma l'aggressività dei nostri nemici aumenterà con il proseguire dell'avventura. Invece il sistema di shooting è soddisfacente: Carl risponde in modo lineare ai nostri comandi e non si evidenziano particolari legnosità o lacune rispetto ai titoli più blasonati. Potremo schivare, attaccare corpo a corpo e sfruttare gli esplosivi per causare danni ambientali. Capire se affrontare tutti i nemici o evitarli sarà compito del giocatore e, in base alla gestione dell'inventario, sarà importante valutare se ingaggiare lo scontro o cercare di risparmiare risorse.


Ci saranno, come è giusto che sia, delle fasi in cui, per proseguire, sarà necessario liberare l'area da tutti i nemici e, in quel caso, non sarà possibile evitarli, ma avremo comunque una presenza più generosa di consumabili e proiettili in quella specifica fase. Un altro approccio che tende a una gestione parsimoniosa dei proiettili è quello di utilizzare il corpo a corpo in alcune occasioni. Carl può effettuare un pestone da terra che ricorda quello di Dead Space, che permette di essere combinato con le armi da fuoco e di non esagerare con lo sperpero di munizioni.


The Sinking City 2  ha diverse modalità di accessibilità e prevede tre livelli di difficoltà, oltre a un'opzione per la modalità easy che permette di non morire o di non ricevere danni, rendendo quindi il gioco accessibile anche a chi vuole dedicarsi solamente all'esplorazione e agli enigmi. A prolungare l'esperienza interviene infine la sezione Extra presente nella schermata principale. Portando a termine una serie di obiettivi interni al gioco, si possono sbloccare nuove armi, poteri e costumi da utilizzare nelle partite successive. Insieme alla Nuova Partita+, questo sistema dà sostanza al post-game e offre motivazioni concrete per tornare nei recessi di Arkham.


Comparto visivo e audio


Visivamente, The Sinking City 2 riesce a dire la sua pur essendo una doppia A e presenta una notevole direzione artistica che aveva già caratterizzato il primo capitolo. L'atmosfera richiama l'orrore lovecraftiano in modo convincente. Arkham è ben caratterizzata e presenta tanti dettagli che descrivono l'orrore e l'abbandono. Anche gli ambienti non sfigurano e rappresentano in modo sublime la metamorfosi da luoghi frequentati a posti dove ormai vigono la desolazione e l'orrore. Il design delle bestie è vario e accattivante e non sfigura rispetto alle produzioni tripla A.


Il comparto tecnico, invece, mostra qualche lacuna, tipica di una produzione doppia A. Pur sfruttando a dovere l'Unreal Engine, presenta però qualche incertezza, soprattutto nella gestione delle performance e in alcuni artefatti visivi legati all'illuminazione e ai riflessi. Sono difetti che non compromettono l'esperienza, ma che impediscono al comparto tecnico di raggiungere la stessa qualità della direzione artistica. La nostra prova su PC resta soddisfacente, con poche sbavature e l'assenza di qualsivoglia bug che avrebbe potuto rovinare la nostra esperienza videoludica.


the sinking city 2
L'impatto grafico è decisamente notevole.

Il comparto audio è soddisfacente: i movimenti e i rumori di Arkham creano uno stato di ansia perenne, mentre gli effetti sonori contribuiscono a mantenere alta la tensione durante l'esplorazione. I suoni provenienti dall'ambiente circostante riescono spesso a creare un senso di inquietudine. La colonna sonora di The Sinking City 2, composta da Viacheslav Pakalin e Roman Savytskyi, è di fattura pregevole e immersiva, contribuendo a valorizzare l'esperienza che il titolo vuole offrire.


Un cambio di rotta approvato?


The Sinking City 2 è un survival horror solido che si porta dietro qualche problema di linearità, nemmeno eccessivo, dovuto a una produzione che non ha il budget dei titoli più blasonati. E allora possiamo definire che il cambio di genere non è stato una scelta approssimativa, ma un'operazione ponderata e ragionata, che ha saputo comunque offrire un'esperienza che si avvicina a quella di titoli più famosi, ovviamente mostrando alcuni limiti tecnici e di budget. Lo stravolgimento della serie non ha generato disastri videoludici, anzi, forse possiamo definire il titolo come uno dei giochi più ambiziosi e completi del team negli ultimi anni.


Però, abbandonare la componente investigativa, o meglio ridurla drasticamente, ci ha lasciato un po' di amaro in bocca. Conosciamo Frogwares per Sherlock Holmes, per Viaggio al Centro della Terra e per Dracula Origin, dunque per una forte identità investigativa che riesce a dare ai propri titoli. Pensare che la software house possa abbandonare la sua identità e puntare su titoli più action e più survival ci lascia un filo di amarezza. Anche la scelta di rendere la serie di Sherlock Holmes open world con Chapter One ci aveva lasciato un po' perplessi, ma allo stesso tempo le nuove meccaniche investigative ci avevano convinto e appassionato al gioco. Restiamo preoccupati per questa tendenza del team a voler cercare un ibrido tra azione e investigazione, poiché spesso ha come risultato quello di limitare la componente investigativa, relegandola ai margini.


Questo cambio di rotta è evidente con The Sinking City 2 e ci lascia il seguente quesito: "Frogwares continuerà a ridimensionare la componente investigativa nei progetti futuri?". Da amanti delle avventure grafiche, è un quesito che ci lascia un po' di preoccupazione. Certo, dirigersi verso il genere survival horror permette di raggiungere una fetta di mercato più ampia e un pubblico meno di nicchia rispetto al genere investigativo, ma questo andrebbe a significare un drastico abbandono identitario.

Verdetto Finale



PRO

CONTRO

  • Survival Horror solido

  • Direzione artistica ispirata

  • Bestiario caratterizzato

  • Sonoro soddisfacente

  • Resta uno dei progetti più ambiziosi del team

  • Eccessiva linearità in alcune zone

  • Illuminazione scarna

  • In alcune situazioni di gioco si avvertono le differenze rispetto alle triple A

  • Alcune meccaniche sono inevitabilmente derivative.


The Sinking City 2 è un survival horror solido e ambizioso, capace di offrire un'esperienza divertente grazie a una buona atmosfera, una direzione artistica curata, un sistema di combattimento soddisfacente e una gestione delle risorse ben studiata. Non mancano alcuni limiti tecnici e una certa linearità, ma il vero punto interrogativo resta la componente investigativa, ridotta drasticamente rispetto al passato. Frogwares dimostra di saper realizzare un ottimo survival horror, ma lo fa sacrificando parte di quella forte identità investigativa che ha sempre contraddistinto lo studio.


Voto Finale: 8/10

Nota: Il titolo presenta localizzazione dei testi in italiano

Si ringrazia Keymailer per averci fornito la chiave di gioco per la recensione


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