Anteprima: The Sinking City 2, un investigativo che diventa survival horror lovecraftiano?
- Luigi Cinquegrana

- 10 giu
- Tempo di lettura: 8 min
Abbiamo provato il secondo capitolo di The Sinking City 2 e vogliamo raccontarvi le nostre prime impressioni.
Quando si parla di avventure investigative, Frogwares rappresenta ormai una vera e propria garanzia. Lo studio ucraino ha costruito la propria reputazione grazie alla celebre serie dedicata a Sherlock Holmes, una saga che nel corso degli anni ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nel panorama videoludico grazie alla qualità delle sue indagini e alla capacità di coinvolgere il giocatore in complessi processi deduttivi. Pur rimanendo fedele alla propria identità, Frogwares non ha mai smesso di sperimentare. Già in diversi capitoli dedicati al celebre detective di Baker Street, lo studio aveva provato a integrare elementi action e meccaniche più dinamiche all'interno della formula investigativa tradizionale.
Questo approccio è stato ulteriormente sviluppato con il primo The Sinking City, titolo che pur introducendo esplorazione, combattimenti e una struttura più aperta, non ha mai rinunciato alla forte componente investigativa che da sempre caratterizza le produzioni della software house.

Dopotutto, il marchio di fabbrica di Frogwares è proprio questo: mettere il giocatore al centro del ragionamento. Che si tratti di ricostruire una scena del crimine, collegare indizi o formulare una teoria sugli eventi, le opere dello studio hanno sempre fatto della deduzione e dell'osservazione il cuore dell'esperienza, mantenendo viva una tradizione che continua a distinguere le sue produzioni nel panorama videoludico. Da grandi appassionati di Sherlock Holmes, non potevamo esimerci dal provare l'anteprima dedicata alla stampa del secondo capitolo di The Sinking City 2, previsto per il 18 agosto 2026.
Uno sviluppo complicato
Uno dei primi messaggi che Frogwares affida ai giocatori è particolarmente significativo e toccante. Lo studio ucraino ha infatti voluto contestualizzare lo sviluppo del gioco, spiegando come il conflitto tra Ucraina e Russia abbia avuto un impatto concreto sul lavoro del team. Nel corso del 2023, periodo che avrebbe dovuto rappresentare una fase cruciale dello sviluppo, diversi membri dello studio si sono trovati ad affrontare difficoltà personali molto gravi. Alcuni sviluppatori hanno subito danni alle proprie abitazioni a causa della guerra, mentre altri sono stati chiamati a interrompere il proprio lavoro per intraprendere il servizio militare.
Queste circostanze hanno inevitabilmente rallentato il processo produttivo e reso più complesso portare avanti il progetto secondo le tempistiche inizialmente previste. È importante sottolineare come questo messaggio non venga utilizzato da Frogwares come una richiesta di compassione o come una giustificazione preventiva rispetto al giudizio sul prodotto finale. Al contrario, lo studio ha scelto di condividere con trasparenza la realtà vissuta dal team durante lo sviluppo, offrendo ai giocatori un quadro chiaro delle difficoltà affrontate e delle condizioni straordinarie in cui il progetto è stato portato avanti. Questa testimonianza permette di comprendere meglio il contesto dietro la realizzazione del gioco e evidenzia le sfide umane e professionali affrontate da uno studio costretto a lavorare in una situazione ben lontana dalla normalità.
Un survival horror Lovecraftiano?
Il secondo messaggio condiviso da Frogwares assume invece un tono più legato alle aspettative dei giocatori. Lo studio ricorda innanzitutto che il titolo si trova ancora in fase di Early Access e invita quindi il pubblico a tenere conto della possibile presenza di bug, problemi tecnici e contenuti ancora in fase di rifinitura, aspetti inevitabili in una versione non definitiva del prodotto.
La comunicazione più interessante riguarda però la direzione intrapresa da The Sinking City 2. Frogwares ci tiene infatti a sottolineare come questo nuovo capitolo abbracci in maniera molto più marcata il genere survival horror, spostando l'attenzione sull'esplorazione, sulla sopravvivenza e sulla gestione delle minacce. Di conseguenza, la componente investigativa, da sempre tratto distintivo delle produzioni dello studio, assume un ruolo meno centrale rispetto al passato.
Si tratta di una scelta coraggiosa che rappresenta un netto cambio di filosofia rispetto non solo al primo The Sinking City, ma anche alla maggior parte delle opere firmate Frogwares. Per anni la software house ha costruito la propria identità attorno all'osservazione, alla deduzione e alla ricostruzione degli eventi; in questo caso, invece, sembra voler privilegiare la tensione, l'atmosfera e il senso di vulnerabilità tipici del survival horror. La stessa Frogwares avverte inoltre che il gioco potrebbe risultare più impegnativo rispetto alle produzioni precedenti, sia per la maggiore enfasi sugli scontri e sulla sopravvivenza sia per la gestione delle risorse a disposizione del giocatore. Tale svolta potrebbe far storcere il naso agli appassionati del primo capitolo e a chi si aspettava un'esperienza maggiormente focalizzata sull'investigazione. Allo stesso tempo, però, la nuova direzione potrebbe rappresentare un'evoluzione interessante per una serie che sembra voler ampliare i propri orizzonti senza rinunciare completamente alle proprie radici. Questa scelta merita di essere analizzata nel dettaglio per comprendere se il bilanciamento tra horror e investigazione sia davvero riuscito.
Cenni di trama
Distaccandosi del primo capitolo, The Sinking City 2 introduce un protagonista completamente inedito. Nei panni di Calvin Rafferty, un avventuriero esperto di occultismo, ci ritroveremo a esplorare la decadente e allagata Arkham nel tentativo di salvare Faye, la donna che ama, rimasta intrappolata in un misterioso stato di coma dopo un rituale fallito. Si tratta di un personaggio più dinamico e orientato all'azione rispetto a Charles Reed, una scelta che riflette perfettamente la nuova natura survival horror del progetto e la maggiore enfasi posta su combattimento ed esplorazione.

Il tutto si svolge in una suggestiva ambientazione lovecraftiana ispirata agli anni Venti, tra strade sommerse, edifici decadenti e orrori provenienti da dimensioni sconosciute. La trama e l'atmosfera richiamano in maniera evidente i canoni del survival horror classico, facendo leva sul senso di isolamento, sull'ignoto e sulla costante percezione di pericolo. Questa impostazione sembra voler mettere in secondo piano la componente deduttiva per lasciare spazio a una narrazione più oscura, inquietante e fortemente incentrata sulla sopravvivenza.
Un Survival Lovecraftiano
Una volta compreso il nostro obiettivo principale, verremo lasciati liberi di esplorare la città di Arkham, con la Biblioteca che rappresenta una delle prime destinazioni fondamentali della nostra avventura. Bastano però poche ore di gioco per capire chiaramente quale sia la nuova direzione intrapresa da Frogwares: The Sinking City 2 è, prima di tutto, un survival horror in terza persona. Le prime due ore della demo mostrano un gameplay incentrato sulla sopravvivenza, sulla gestione delle risorse e sull'esplorazione. Munizioni e cure non sono infinite e ogni scontro va affrontato con attenzione, valutando quando conviene combattere e quando invece è meglio evitare il confronto.

L'obiettivo principale ci spinge a esplorare edifici e quartieri della città, ma è proprio la curiosità del giocatore a essere premiata maggiormente. La struttura ricorda da vicino quella dei classici Resident Evil. La mappa segnala infatti in rosso le aree che non sono state ancora esplorate completamente, mentre quelle evidenziate in azzurro indicano che tutti i segreti e gli oggetti utili sono stati recuperati. Questa soluzione semplice ma efficace incentiva l'esplorazione metodica degli ambienti.
Come da tradizione per il genere, non mancano enigmi principali e secondari che richiedono attenzione e spirito d'osservazione.

Sebbene l'aspetto investigativo sia stato ridimensionato rispetto alle precedenti produzioni Frogwares, il giocatore dovrà comunque mantenere il cervello acceso per interpretare documenti, trovare codici, collegare informazioni e comprendere il significato degli eventi che si susseguono. Rimane inoltre presente una delle meccaniche simbolo dello studio: la possibilità di collegare indizi e ricostruire gli eventi all'interno di una schermata dedicata alle deduzioni.
Tuttavia, durante questa prova, tale sistema appare molto più marginale rispetto al passato e sembra svolgere principalmente una funzione narrativa piuttosto che rappresentare il cuore del gameplay.

L'esplorazione diventa quindi la vera chiave della sopravvivenza. Tra rituali dimenticati, diari inquietanti, scene macabre e misteri da decifrare, ogni ambiente nasconde informazioni preziose e risorse utili.
Particolarmente interessante è la gestione dei casi opzionali: questi non bloccano mai la progressione della storia principale, ma possono ricompensare il giocatore con percorsi più sicuri, rifornimenti aggiuntivi e potenziamenti capaci di influenzare concretamente gli scontri successivi. Questa scelta è piuttosto insolita per Frogwares, che in passato tendeva a rendere le investigazioni il fulcro dell'intera esperienza.
A rafforzare ulteriormente il richiamo ai survival horror classici troviamo anche il sistema di salvataggio manuale e la presenza di depositi in cui conservare gli oggetti raccolti durante l'esplorazione. Meccaniche che evocano immediatamente i capitoli storici di Resident Evil e che confermano come The Sinking City 2 voglia abbracciare in maniera convinta le fondamenta del genere, senza rinunciare del tutto all'identità investigativa che ha reso celebre Frogwares.

Sul fronte del combattimento, The Sinking City 2 si è dimostrato sorprendentemente solido nelle poche ore di prova. Lo shooting appare preciso, reattivo e capace di trasmettere una buona sensazione di impatto, rendendo ogni scontro coinvolgente senza trasformarlo in una semplice sequenza d'azione.
Le creature che infestano Arkham non sono soltanto bersagli da abbattere, ma presentano specifiche debolezze che il giocatore è chiamato a individuare e sfruttare. Ogni mostro mostra infatti punti vulnerabili ben riconoscibili, che diventano immediatamente il bersaglio ideale durante gli scontri. Colpire queste zone permette di infliggere danni maggiori, interrompere gli attacchi nemici e, in molti casi, atterrare temporaneamente la creatura, creando preziose finestre per riorganizzarsi o sferrare il colpo finale. Questa meccanica aggiunge una componente tattica agli scontri, premiando precisione e osservazione piuttosto che il semplice consumo di munizioni. Considerando la scarsità delle risorse e l'importanza della sopravvivenza, imparare a riconoscere e sfruttare i punti deboli dei nemici diventa rapidamente una necessità più che una semplice opzione.
Il risultato è un sistema di combattimento che riesce a integrarsi bene con l'anima survival horror del titolo, mantenendo alta la tensione e rendendo ogni incontro una sfida da affrontare con attenzione e consapevolezza.
Comparto Tecnico
Nonostante si tratti ancora di una versione di prova, The Sinking City 2 ha già mostrato importanti passi avanti sotto il profilo tecnico e visivo rispetto alle precedenti produzioni di Frogwares. Gli ambienti appaiono più dettagliati, puliti e credibili, con una maggiore attenzione alla qualità degli scenari e alla costruzione degli spazi di gioco. L'ambientazione lovecraftiana degli anni Venti rappresenta senza dubbio uno dei punti di forza dell'esperienza. Le strade allagate di Arkham, gli edifici decadenti e le atmosfere malsane contribuiscono a creare un mondo affascinante e inquietante, capace di trasmettere costantemente un senso di mistero e pericolo. La direzione artistica riesce a valorizzare efficacemente l'immaginario horror creato da H.P. Lovecraft, offrendo scorci suggestivi e ambientazioni ricche di personalità.
Anche il comparto audio si è dimostrato all'altezza, con effetti sonori convincenti e una colonna sonora che accompagna l'esplorazione e gli scontri senza mai risultare invasiva. Musiche e sound design lavorano insieme per mantenere alta la tensione e rafforzare il senso di inquietudine che permea l'intera avventura. Naturalmente, trattandosi di una build ancora in sviluppo, non mancano alcune incertezze tecniche. Durante la prova sono emersi sporadici cali di fluidità e alcune instabilità nel frame rate, aspetti che tuttavia dovranno essere valutati con maggiore attenzione nella versione finale del gioco.
Ciò che appare già evidente è la volontà di Frogwares di abbracciare con decisione il genere survival horror. La direzione artistica, il design delle creature e la costruzione delle ambientazioni sono chiaramente orientati a suscitare tensione e disagio nel giocatore. Non mancano infatti momenti di forte suspense, improvvise apparizioni di creature mostruose e sequenze che fanno leva sull'ignoto e sull'angoscia, elementi che contribuiscono a definire l'identità horror del progetto e a differenziarlo in maniera netta dal suo predecessore.
The Sinking City 2 si presenta come un survival horror lovecraftiano solido e atmosferico, con un forte focus su esplorazione, combattimento e gestione delle risorse. L’impostazione è molto più orientata all’azione rispetto al primo capitolo, mentre la componente investigativa resta presente ma in forma secondaria. Il gioco potrebbe conquistare gli amanti del genere horror, grazie a tensione, ambientazioni e gameplay più tradizionale, ma allo stesso tempo rischia di deludere chi apprezzava l’anima investigativa tipica di Frogwares. La riuscita finale dipenderà soprattutto dall’equilibrio tra le due componenti. |
Si ringrazia Keymailer per averci fornito la chiave dell'anteprima.






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