top of page

Anteprima: OMEA – Quando l’IA diventa un Game Master

Disponibile da qualche settimana in demo, OMEA, ibrido tra videogioco testuale e piattaforma AI punta a diventare un punto di riferimento per le avventure testuali.

Ai giorni nostri, quando sentiamo parlare di IA all’interno dei prodotti videoludici, spesso tendiamo a storcere il naso per una serie di motivi. Ci siamo mai chiesti in quale contesto videoludico l’intelligenza artificiale, come attualmente intesa, potrebbe invece avere motivi validi di esistere?


Probabilmente questa è una domanda che il team di AImmersive Inc, menti dietro OMEA, si è posto. Di conseguenza, ha deciso di provare a dare una risposta. Con in mente l’obiettivo di creare il proprio modello IA totalmente basato e pensato sulla narrativa, da loro ribattezzato proprio Narrative Intelligence, è nato appunto OMEA, un progetto tanto ambizioso quanto peculiare, che noi abbiamo avuto modo di provare.


Scopriamo insieme quali sono le sue caratteristiche principali in questa nostra anteprima!

 

Cos’è OMEA?


Inquadrare OMEA in un solo termine è un compito piuttosto arduo; il suo essere allo stesso tempo un contenitore di diverse storie separate tra di loro lo rende di fatto una piattaforma di RPG narrativi piuttosto che un singolo gioco. Quando il progetto sarà lanciato e quindi a pieno regime, infatti, esso punterà a contenere decine e decine di storie scritte da autori e messe a disposizione dei giocatori. Attualmente, nella demo, è presente una sola storia, Odin’s Trial, che può essere giocata nella sua interezza.


OMEA

Ma come si gioca? OMEA è appunto un contenitore di RPG in cui il giocatore, tramite scelte multiple viene guidato in un’avventura narrativa, e qui secondo noi viene il bello. Tramite il suo modello di intelligenza artificiale appositamente sviluppato, OMEA non si limita a mettere a disposizione delle scelte multiple per il giocatore, ma permette al giocatore di scrivere le proprie risposte adattando di volta in volta il proseguire della trama. La demo ci ha permesso di fare diverse prove proprio per saggiare la bontà del modello AI, ed i risultati sono stati più che positivi.


Ad esempio, “forti” del fatto di masticare decentemente l’inglese (unica lingua disponibile) ma di certo non essere in grado di intrattenere una discussione con una IA che in quel momento stava narrando delle vicende svolte ai tempi dei vichinghi, siamo rimasti piacevolmente sorpresi nel constatare che l’AI fosse in grado di interpretare le nostre scelte in maniera più che soddisfacente al netto di errori grammaticali o simili.


OMEA

OMEA addirittura mette a disposizione la possibilità di interagire col gioco tramite microfono e di dare le nostre risposte in maniera orale piuttosto che testuale, altra funzione che ci è sembrata ben gestita. Quest’ultima, riesce tra l’altro a restituire un feedback al giocatore piuttosto vicino all’essere in presenza di un vero Game Master, aspetto sicuramente da non sottovalutare per quanto riguarda l’immersività.


Comunque, per chi invece cercasse un’esperienza più tradizionale, è possibile richiamare delle classiche caselle con risposte multiple quando il gioco chi chiederà di scegliere come proseguire.


Non chiamatelo Chat Bot!


Un aspetto su cui AImmersive ci tiene a far precisazioni è che OMEA non è un Chat Bot che passivamente risponde ai nostri input ma qualcosa di molto diverso. Pensato appositamente per la narrativa emozionale, OMEA narra le storie non solo tenendo conto della nostra ultima risposta, ma anche di tutte quelle prese in precedenza, andando così a creare una narrativa coerente e cucita sul singolo giocatore. Questo suo modo di agire dovrebbe all’atto pratico garantire svolgimenti di trama differenti per ciascun giocatore, chiaramente rimanendo sempre nei limiti di coerenza narrativa del singolo racconto.


Si tratta di AI generativa?


OMEA è considerabile come AI generativa? La stessa che viene criticata aspramente per rubare il lavoro altrui? Non proprio.


Infatti, le singole storie giocabili all’interno di OMEA dovrebbero essere scritte da autori e scrittori in carne e ossa mentre l’AI ha il solo compito di narrare le vicende al giocatore. Discorso simile va fatto anche per le immagini che verranno sottoposte al giocatore per avere dei riscontri visivi con quanto narrato, anche se ad onor del vero le immagini presenti nella storia giocabile nella demo, Odin’s Trial, ci sembrano decisamente generate a monte con l’AI, anche se speriamo che tale pratica sia stata utilizzata solo in questo caso trattandosi di una demo volta per lo più a mostrare le doti narrative di OMEA piuttosto che la sua completezza sotto tutti i punti di vista.


OMEA

Il futuro degli RPG testuali?


OMEA ed il suo modello di gioco potrebbero diventare il futuro degli RPG testuali? Difficile a dirsi o da predire al momento, ma va detto che OMEA ed i suoi racconti, una volta lanciati sul mercato a pieno regime, potrebbero diventare una valida alternativa ad esperienze più tradizionali del genere, soprattutto per chi cerca qualcosa di cucito sulle scelte del giocatore. Allo stato attuale OMEA ci ha convinto quasi completamente, al netto di qualche dubbio sulle immagini, ed il modello AI creato da AImmersive ci è sembrato decisamente preciso e ben addestrato a livello narrativo.



La demo di OMEA è attualmente disponibile su Steam.

Commenti


bottom of page