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Anteprima - Wilderings: The Lost Spring, il rogue lite open world che insegna a rispettare la natura

Abbiamo provato l'ultimo oper world rogue lite di Herobeat Studios. Nel seguito, le nostre impressioni.

Nel panorama videoludico degli ultimi anni è stato letteralmente invaso dai roguelite. Dopo il successo straordinario di Hades, numerose software house hanno deciso di cimentarsi con questo genere, spesso cercando di replicarne la formula vincente. Tuttavia, raggiungere gli standard qualitativi fissati dal capolavoro di Supergiant Games si è rivelato tutt'altro che semplice.


Di recente abbiamo recensito Realm of Ink, l'ennesimo esempio di come il genere continui ad attirare sviluppatori e giocatori. Questa volta, però, Herobeat Studios prova a percorrere una strada differente. Dopo aver conquistato critica e pubblico con Endling: Extinction is Forever, il team torna con un progetto decisamente particolare, che punta a fondere le meccaniche tipiche di un roguelite con la libertà esplorativa di un open world. A rendere il tutto ancora più interessante è la forte componente ecologista che permea l'intera esperienza.


wilderings the lost spring

Sulla carta si tratta di una proposta originale, capace di distinguersi in un mercato sempre più affollato e potenzialmente in grado di attirare l'attenzione di un vasto pubblico. D'altronde, vedere un roguelite sposare una struttura open world non è certo qualcosa che accade tutti i giorni. Andiamo ad analizzare i dettagli di questo titolo, attualmente previsto per il debutto in accesso anticipato.


Cenni di trama


In Wilderings: The Lost Spring vestiamo i panni di Abi, una giovane eroina impegnata in una disperata missione per salvare la propria famiglia in un mondo ormai devastato dall'inquinamento e dalla corruzione. La piaga che ha colpito queste terre non ha risparmiato nemmeno i suoi cari, trasformandoli in creature tormentate e ostili. La narrazione affronta tematiche profonde come il valore dell'amicizia, il legame familiare, il senso di responsabilità e l'importanza della salvaguardia ambientale. Abby rappresenta l'ultima speranza per questo ecosistema morente: grazie ai suoi poteri, infatti, può contrastare l'oscurità che ha contaminato il mondo, riportando vita e colore nelle regioni ormai consumate dalla desolazione.


wilderings the lost spring
La nostra protagonista Abi.

Esplorando i diversi biomi del gioco, il nostro obiettivo sarà quello di purificare le aree corrotte, rigenerare la vegetazione e restituire equilibrio alla natura. Un percorso che non si limita alla semplice lotta contro i nemici, ma che si traduce in un vero e proprio viaggio di rinascita, dove ogni zona recuperata testimonia concretamente l'impatto delle nostre azioni sul mondo di gioco.


Un mondo aperto da purificare


Il gameplay di Wilderings: The Lost Spring si basa su una struttura roguelite piuttosto classica, pur introducendo alcune idee interessanti che lo differenziano dalla massa. L'elemento più peculiare è senza dubbio la presenza di un mondo aperto da esplorare e, soprattutto, da purificare. Le varie aree della mappa, infatti, sono state corrotte dall'oscurità e il nostro compito sarà quello di riportare il verde della natura in territori ormai devastati.


Ogni tentativo di purificazione si traduce in una vera e propria sfida di combattimento. Per liberare una zona dalla corruzione non basterà raggiungerla o completare un obiettivo specifico: sarà necessario eliminare tutte le creature ostili che la infestano. Queste sezioni assumono così la forma di arene in cui Abby dovrà sopravvivere a ondate di nemici prima di poter assistere alla rinascita dell'ambiente circostante.


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Una zona purificata ed ecologica.

La componente open world offre inoltre diverse missioni e attività secondarie, anche se nella versione provata molte aree risultavano ancora inaccessibili, lasciando intravedere un mondo più ampio di quello effettivamente esplorabile durante la demo.


Sul fronte del combat system, il titolo propone meccaniche immediate e familiari agli appassionati del genere. Abby può contare su schivate, attacchi leggeri e colpi pesanti, combinando mobilità e aggressività per affrontare scontri sempre più impegnativi. Il sistema appare semplice da apprendere, ma sufficientemente dinamico da richiedere attenzione e tempismo, soprattutto contro i nemici più numerosi.


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Un sistema di combattimento intuitivo.

Naturalmente non manca uno degli elementi cardine di ogni roguelite che si rispetti: la progressione attraverso le sconfitte. La morte non rappresenta la fine del viaggio, bensì un ritorno alla base operativa. Cadere in battaglia comporta la perdita dei progressi ottenuti durante la singola run, ma permette di investire le risorse raccolte in potenziamenti permanenti, nuove abilità e miglioramenti per il personaggio. Questo sistema garantisce una costante sensazione di crescita e che rende Abi progressivamente più preparata ad affrontare le sfide delle spedizioni successive


Tali potenziamenti avverranno nell'hub del gioco che rappresenta una grossa nave dove andremo ad investire le nostre risorse, che in seguito andremo ad approfondire.


Gli Hantu


Tra gli elementi più interessanti di Wilderings: The Lost Spring troviamo gli Hântu, creature che vanno ben oltre il semplice ruolo di animali da compagnia. Questi particolari esseri accompagneranno Abi durante l'avventura, trasformandosi in veri e propri alleati sul campo di battaglia. Nel corso della progressione sarà possibile collezionarne diversi, sbloccandoli gradualmente man mano che si avanza nel gioco e si affrontano nuove sfide.


Ogni Hântu possiede abilità uniche che contribuiscono a diversificare l'approccio ai combattimenti. Alcuni sono in grado di assorbire effetti negativi e malus di stato, mentre altri possono intervenire con potenti contrattacchi o fornire preziosi supporti offensivi e difensivi. Inoltre, queste creature possono essere potenziate nel tempo, aumentando ulteriormente le possibilità strategiche a disposizione del giocatore. La vera forza del sistema emerge quando si imparano a combinare gli attacchi di Abi con le capacità del proprio Hântu.


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L'alternanza tra le abilità del protagonista e quelle del compagno dà vita a combo articolate e a una gestione degli scontri più profonda di quanto possa sembrare inizialmente. La scelta dell'Hântu da portare con sé non diventa quindi una semplice questione estetica, ma un elemento determinante nella costruzione del proprio stile di gioco. Questa meccanica aggiunge un ulteriore livello di originalità a una produzione che già cerca di distinguersi all'interno del panorama roguelite. Accanto all'esplorazione open world e alla componente action, infatti, emerge anche una chiara ispirazione ai giochi di monster collection, creando una contaminazione di generi che contribuisce a rendere Wilderings: The Lost Spring un progetto decisamente atipico e potenzialmente interessante per chi cerca qualcosa di diverso dalle formule tradizionali del genere.


La Nave fluttuante


Come anticipato in precedenza, la nave fluttuante rappresenta il principale hub di progressione di Wilderings: The Lost Spring. È qui che Abi farà ritorno dopo le inevitabili e frequenti sconfitte che caratterizzano ogni esperienza roguelite, trasformando ogni fallimento in un'opportunità di crescita. Le risorse raccolte durante le spedizioni possono infatti essere investite per sbloccare potenziamenti permanenti, migliorare le statistiche della protagonista e rafforzare gli Hântu che la accompagnano nelle sue avventure.


La nave, tuttavia, non si limita a essere un semplice punto di raccolta degli upgrade. Al suo interno trova spazio anche una componente gestionale che permette di amministrare e sviluppare le varie aree disponibili, aggiungendo un ulteriore livello di profondità all'esperienza. Questa meccanica contribuisce a differenziare ulteriormente il titolo da molti altri esponenti del genere, introducendo una dimensione strategica che si intreccia con l'esplorazione, il combattimento e la progressione roguelite.


Il risultato è una formula che mescola diversi generi e sistemi di gioco, dando vita a una piacevole miscellanea di elementi che riescono a convivere in maniera piuttosto armoniosa. Anche in questa fase emerge con forza il messaggio ecologista che permea l'intera produzione: la crescita della nave e il recupero degli spazi vanno infatti di pari passo con il concetto di rigenerazione e rinascita ambientale che accompagna il giocatore per tutta l'avventura. Si tratta di un'aggiunta che abbiamo particolarmente apprezzato, poiché contribuisce a rafforzare l'identità del titolo e a rendere più coerente il suo messaggio narrativo e tematico.


Un'esplorazione metroidvania openworld


Pur mantenendo una struttura fortemente legata al genere roguelite, Wilderings: The Lost Spring strizza l'occhio anche ai metroidvania attraverso un sistema di esplorazione aperta che incentiva la curiosità del giocatore. Il mondo di gioco è infatti composto da diverse aree interconnesse, alcune delle quali inizialmente precluse e accessibili soltanto dopo aver ottenuto specifiche abilità o aver compiuto determinati progressi nell'avventura.


Questa impostazione rende l'esplorazione più appagante, spingendo a tornare in luoghi già visitati per scoprire nuovi percorsi, segreti e ricompense precedentemente irraggiungibili. La progressiva purificazione dei biomi contribuisce inoltre a modificare la percezione dell'ambiente circostante, trasformando zone ostili e corrotte in aree rigogliose e ricche di vita. Ne deriva un senso di avanzamento costante che va oltre il semplice accumulo di potenziamenti tipico dei roguelite. Sebbene nella versione provata alcune regioni fossero ancora bloccate e non completamente esplorabili, le basi per un'esperienza che unisce la libertà dell'open world alla progressione ragionata dei metroidvania appaiono solide e rappresentano uno degli aspetti più interessanti dell'intera produzione.


Comparto tecnico


Dal punto di vista tecnico, Wilderings: The Lost Spring si presenta già in una forma piuttosto solida. Durante la prova non abbiamo riscontrato particolari problemi di stabilità o prestazioni, un aspetto certamente positivo considerando lo stato di sviluppo del progetto. Il combat system appare generalmente convincente, anche se il feedback degli attacchi di Abi potrebbe beneficiare di qualche rifinitura aggiuntiva per restituire una maggiore sensazione di impatto durante gli scontri più concitati. Buone anche le impressioni sul fronte audiovisivo. Il mondo di gioco riesce a costruire un'atmosfera piacevole grazie a una direzione artistica coerente e a un comparto sonoro che accompagna efficacemente l'esplorazione e i combattimenti.


L'elemento che colpisce maggiormente è però il contrasto visivo tra le aree corrotte e quelle riportate alla vita dal giocatore. Nel giro di pochi istanti, infatti, gli scenari passano da tonalità cupe e spente a paesaggi ricchi di colori e vegetazione, enfatizzando in modo tangibile l'impatto delle nostre azioni sul mondo di gioco.

Wilderings: The Lost Spring è una delle proposte più interessanti emerse recentemente nel panorama roguelite. Grazie alla fusione tra combattimenti action, struttura open world, progressione in stile metroidvania e meccaniche da monster collector, il titolo di Herobeat Studios riesce a distinguersi dalla concorrenza senza rinunciare a una propria identità. Il forte messaggio ecologista, unito a una direzione artistica capace di mostrare concretamente la rinascita del mondo di gioco, rappresenta un ulteriore valore aggiunto. Pur necessitando di qualche rifinitura, il progetto appare già solido e promettente, lasciando intravedere il potenziale per diventare una delle sorprese più interessanti per gli appassionati del genere.

Nota: Nella versione Early Access ancora non è stata implementata la localizzazione italiana, che dovrebbe essere presente nella versione finale.

Si ringrazia Keymailer per aver fornito la chiave ai fini dell'anteprima.

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