Anteprima: 1666: Amsterdam – abbiamo giocato l’Early Access
- Adriano Junio Ventrone

- 58 minuti fa
- Tempo di lettura: 6 min
Dopo una lunga serie di vicissitudini e di peripezie, 1666 Amsterdam, nuovo gioco dal creatore di Assassin’s Creed, è finalmente giocabile in Early Access. Noi lo abbiamo giocato e vogliamo parlarvene.
Approdato su Steam il 25 agosto in versione Early Access, 1666: Amsterdam, ultima fatica di Patrice Désilets, creatore dei primi tre Assassin’s Creed, e del suo nuovo team di sviluppo, Panache Digital Games, promette di immergere i videogiocatori nella magica atmosfera dell’Amsterdam del Secolo d’Oro, incupita da stregoneria, violenza ed intrighi.
Dopo un sufficiente quantitativo di ore passate tra le strade di Amsterdam, intenti a svelare misteri a suon di magie, scopriamo insieme cosa ha da offrire questo affascinante action adventure dalle tinte dark!

L’equilibrio va mantenuto 1666: Amsterdam
La principale ambientazione del gioco, come si può intuire chiaramente dal titolo del gioco, è la Amsterdam del 1666. Qui la nostra protagonista, Noa, viene eletta come Ricevente, ovvero una strega Zindari a cui viene affidato un compito molto arduo: sconfiggere gli Originali per mantenere così l’equilibrio nel mondo.
Ma chi o cosa sono questi Originali? E perché è così importante fermarli? Dalle frammentate informazioni che il gioco ci somministra in questa sua prima parte giocabile, gli Originali sono un gruppo di tredici individui, che secoli prima hanno ottenuto poteri mistici e l’immortalità con uno scopo ben preciso, ossia aiutare l’umanità a progredire sotto diversi punti di vista. Nel corso dei secoli e dopo aver assolto i loro compiti verso l’umanità, tuttavia i loro poteri hanno finito per corrompere gli Originali, trasformandoli in versioni distorte di loro stessi che adesso minacciano l’equilibrio del mondo. Ma tutto questo era stato preventivato. Infatti, Noa, la nostra protagonista principale, è stata preparata tutta la vita allo scopo diventare la Ricevente, proprio colei destinata a fermare gli Originali per salvare l’umanità.
La protagonista, fortunatamente, non è da sola in questa impresa e verrà assistita non solo dalle sue sorelle della congrega, ma anche dal suo fidato Bataratzi, nome con cui si definisce il compagno felino che fa da spalla alla Ricevente nella sua missione.
Tre periodi una sola missione
La storia di 1666: Amsterdam si sviluppa su tre archi temporali separati ma interconnessi tra loro. Infatti, oltre che gli avvenimenti ambientati nel 1666 con protagonista Noa seguiremmo anche le vicende di Cloe, studiosa dei giorni moderni, legata in qualche modo agli Zindari, che rivive le esperienze di Noa e quelle di Aaron, padre di Cloe che tramite le pagine del suo diario racconta quanto successo invece nel 1999.

Le storie dei tre protagonisti sono fortemente legate tra di loro a triplo filo, ed il legante tra di esse è proprio Cloe, che riesce a rivivere le memorie di Noa leggendo il suo diario e quelle di Aaron in una maniera che un po’ ricorda la dinamica dell’Animus della saga di Assassin’s Creed, benché qui il tutto sia declinato in chiave magica piuttosto che scientifica, a differenza dei precedenti lavori di Patrice Désilets.
Una Amsterdam bella e dannata
Cuore pulsante della produzione è Amsterdam, location dove il giocatore ha la possibilità di immergersi e dove di fatto si svolge tutto lo scorrere degli eventi. Come rivelato dal team di sviluppo, la Amsterdam del 1666 è stata realizzata partendo da piani urbanistici dell’epoca, effettuando sopralluoghi approfonditi nella città ed in generale con una cura per il dettaglio degna di nota. Se a questo ci aggiungiamo il mistero e il fascino tipici di un gioco dark fantasy, è facile intuibile come girare per le strade della città alla ricerca di dettagli o di informazioni sia decisamente piacevole.
Ma non tutto è oro ciò che luccica. Infatti, seppur questa versione videoludica abbia un fascino magnetico sorretto da una generale direzione artistica di livello, allo stato attuale della Early Access il tutto si scontra con una realizzazione tecnica non ancora allo stato d’arte.

Sebbene sia realizzato avvalendosi dell’Unreal Engine, motore grafico estremamente versatile capace di grandi cose se usato sapientemente, 1666: Amsterdam risulta al momento ancora complessivamente un po’ grezzo. Probabilmente a dare questa sensazione, soprattutto negli ambienti esterni, è la mancanza di un’illuminazione un po’ più ricercata che fa apparire alle volte tutto un po’ più piatto del dovuto.
Discorso diverso va fatto per gli ambienti al chiuso che risultano credibili e sempre ricchi di dettagli. Siamo rimasti piacevolmente colpiti dal fatto che praticamente ogni abitazione del segmento di mappa messo a disposizione durante l’Early Access fosse visitabile, fattore che ci ha permesso non solo di trovare materiali per il crafting in abbondanza, ma anche di scovare potenziamenti nascosti ed informazioni sul mondo di gioco.

Pad alla mano
Il genere di riferimento di 1666: Amsterdam è quello degli action adventure in terza persona, anche se qui la formula è stata arricchita di diverse meccaniche.
L’arsenale a nostra disposizione utilizzando Noa consisterà nel nostro scettro, indispensabile per le fasi di combattimento ravvicinato e la magia, che a sua volta si divide in due caratteristiche. Se purtroppo il combattimento corpo a corpo ci è sembrato al momento abbastanza grezzo sia nel feeling degli attacchi, sia in generale per la mancanza di combo vere e proprie, d’altro canto l’utilizzo della magia ci è sembrato decisamente più riuscito. Le magie si possono infatti dividere in due macrocategorie: il Lux, la magia legata alla vita e all’ambiente, ed il Nux, magia oscura volta al combattimento.
Il Lux, per esempio, ci sarà utile durante le fasi di esplorazione del gioco permettendoci di levitare sull’acqua, aprire porte nascoste ed in generale altri effetti non legati agli scontri, mentre il Nux amplierà il nostro arsenale bellico, permettendoci di creare deflagrazioni, stregare i nemici ed altri utili effetti offensivi.
Fortunatamente però 1666: Amsterdam non è tutto esplosioni e colpi di scettro, ed anzi ampio spazio è dedicato all’investigazione.

A nostro piacimento, infatti, potremmo prendere il controllo del nostro compagno felino ed iniziare ad esplorare liberamente il mondo di gioco avvalendoci di una meccanica a nostro avviso molto interessante. Infatti, utilizzando il nostro Bataratzi, potremmo non solo passare inosservati in zone pericolose, magari per aprire una porta altrimenti chiusa, ma potremmo letteralmente possedere diversi tipi di NPC. Possedendo un NPC avremmo accesso alle sue capacità intrinseche che si differenziano a seconda di chi andremmo a possedere; gli Armigeri possono attaccare utilizzando i loro randelli, i criminali possono scassinare facilmente porte chiuse utilizzando gli attrezzi da scasso, mentre studiosi e matrone hanno accesso alle varie stanze di un determinato edificio.
Le meccaniche del Bataratzi e delle possessioni ci sono tornate molto spesso utili durante le nostre ore sul gioco soprattutto durante le fasi di raccolta delle informazioni. Infatti, per scovare gli Originali saremmo tenuti a condurre delle investigazioni volte alla scoperta dei loro veri nomi, quelli utilizzati secoli fa, quando ottennero i loro poteri ed i loro sigilli.
A chiudere questo excursus sulle meccaniche di gioco ci pensa il crafting, con cui abbiamo modo di creare pozioni e decotti di vario tipo, da quelle curative a quelle che potenziano attacco e difesa.
La strada è ancora piuttosto lunga
Tirare le somme su 1666: Amsterdam al momento non è cosa semplice trovandoci dinanzi ad una prima release di un’Early Access che propone al videogiocatore una vasta gamme di elementi lodevoli a cui guardare. La trama ed il mondo di gioco sono intriganti e realizzati con molta passione e cura, così come lo sono la ricercatezza nell’accuratezza storica di usi e costumi dell’epoca (per saperne di più, vi invitiamo a leggere il nostro approfondimento sulla realizzazione della Amsterdam del 1666). La colonna sonora composta e cantata dalla pluripremiata autrice Jorane è sempre azzeccata ed ispirata ed in generale la moltitudine di meccaniche proposte sono tutti elementi pregevoli che lasciano trasparire quanto Panache creda in questo progetto che, però, allo stato attuale, ancora non esprime tutto il suo potenziale.
Una volta smussati gli angoli, soprattutto quelli ancora poco convincenti come ad esempio il combat system, 1666: Amsterdam potrebbe avere tutte le carte in regola per diventare un must have per gli appassionati del genere.
1666: Amsterdam si presenta allo stato attuale, quello della sua prima release in Early Access, come un titolo ambizioso sotto molti punti di vista ma che, proprio per la natura di questa sua primissima versione, risulta ancora acerbo sotto diversi punti di vista. Le idee sono tante, l'incipit narrativo è molto interessante ed in generale tutto il lato artistico del titolo (direzione artistica, colonna sonora, etc) è di pregevole fattura, anche se con ancora qualche inciampo dal punto di vista tecnico. Ad oggi, la più grande pecca del titolo è sicuramente il suo combat system, ancora grezzo e da smussare ma che, a detta di Panache Games, sarà uno dei primi aspetti del titolo a subire revisioni a stretto giro. |
1666: Amsterdam è attualmente disponibile in versione Early Access su Steam.






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