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Recensione Lumentale: Memories of Trey | Il monster collector che non ha paura di splendere

Abbiamo giocato in modo molto approfondito il titolo di Beehive Studios e di seguito troverete la nostra analisi e recensione del monster collector che sfida i colossi del genere, Lumentale: Memories of Trey.

Dopo aver spolpato a dovere l'opera prima di Beehive Studios, siamo pronti a offrirvi la nostra analisi approfondita di un monster collector che prova a farsi largo in un mercato da sempre dominato da un unico, gigantesco monopolio. Dire "monster collector" significa infatti dire Pokémon: la creatura di Game Freak ha plasmato a tal punto l'immaginario collettivo da assorbire completamente il genere stesso, intimorendo per anni l'industria videoludica e frenando molti sviluppatori dal tentare la stessa strada per paura di confezionare un banale clone senza anima o di essere stroncati da una community spesso più legata al brand che alle meccaniche da JRPG.


Eppure, qualcuno che ha tentato il grande salto c'è stato — basti pensare a progetti come Temtem, Nexomon o Coromon —, ottimi titoli che si sono scontrati con la dura realtà di un settore dove la riconoscibilità del marchio pesa più della qualità del codice.


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Nonostante le barriere all'ingresso, il genere sta vivendo una seconda giovinezza e l'Italia si sta dimostrando un terreno fertile, come dimostra l'incredibile successo su Kickstarter di Wonderful Neoran Valley, il progetto guidato da Cydonia e sviluppato da Nara Studio con veterani di Reply Studios. È esattamente in questo panorama che si inserisce il debutto di Beehive Studios che, con il supporto editoriale di Team17, ha lanciato su Steam e Nintendo Switch il suo LumenTale: Memories of Trey, un titolo che cerca di ritagliarsi una propria identità ben definita attraverso una cura estetica e di gameplay che merita di essere analizzata nel dettaglio.


I nostri incontri con Beehive Studios


Dietro a LumenTale: Memories of Trey c’è l’ingegno di Beehive Studios, una realtà tutta italiana che come redazione abbiamo avuto il piacere di incrociare ben due volte durante il suo percorso di crescita: la prima alla Milan Games Week di Novembre 2025 , per una presentazione preliminare del progetto, e la seconda in occasione del Comicon di Napoli, un mese prima della pubblicazione, dove abbiamo toccato con mano una build più corposa, firmando un'anteprima che, già all'epoca, ci aveva stupito per la qualità espressa e la maturità del team. Fondato nel 2021, lo studio opera sul nostro territorio nazionale sotto la guida di Paolo Lella (CEO e Head of Development) e Fabrizio Laborano (Creative Director).


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Lo stand di Beehive Studios al Comicon Napoli 2026

Per molti appassionati questi nomi non suoneranno affatto nuovi, dato che diversi membri del team hanno mosso i propri passi nella community di riferimento lavorando a Pokémon Xenoverse: Per Aspera Ad Astra, senza dubbio uno dei fangame italiani più celebri e apprezzati di sempre. Ci troviamo quindi al cospetto di figure che masticano le regole d'oro del monster collector da anni, arrivate adesso alla prova del fuoco con la loro prima release ufficiale sul mercato, forte tra l'altro del supporto distributivo di un editore di peso internazionale come Team17.


Le memorie perdute di Trey


La storia di LumenTale: Memories of Trey inizia con un grande classico: il protagonista si sveglia dopo un brutto incidente senza ricordare nulla, avendo come unico indizio sul suo passato il nome "Trey". Da qui parte il viaggio nel continente di Talea, un mondo dove le persone speciali capaci di usare l'energia mistica, chiamate proprio Lumen, vivono da sempre insieme a creature straordinarie chiamate Animon. Quella che all'inizio sembra la solita avventura di un giovane che vuole esplorare il mondo e fare esperienza, si trasforma però molto presto in un mistero. Trey si troverà infatti a scontrarsi con un'organizzazione segreta che sta facendo strani esperimenti sulle creature e minaccia la pace del pianeta.


La trama unisce così due storie in una: da un lato il viaggio personale del protagonista per ritrovare la memoria, dall'altro la lotta per salvare Talea e scoprirne i segreti. Grazie a questo focus sul mistero e a dialoghi molto curati, il gioco riesce a offrire una storia più matura rispetto ad altri titoli simili, tenendo incollati al controller fino alla fine.


Lumen e Animon, non chiamateli Pokemon!


Il cammino di Trey è un viaggio sia di formazione sia interiore: oltre all'obiettivo classico di studiare gli Animon e trionfare nel grande torneo, il protagonista deve scavare nelle proprie radici per capire l'origine dei disastri naturali che stanno sconvolgendo Talea, un mondo dove umani e creature hanno sempre convissuto in totale armonia prima che la brama di potere rischiasse di rovinare tutto. La struttura del gioco riprende in modo chiaro la formula tradizionale dei Pokémon, con città da scoprire, centri Lumen per curare la squadra, aree numerate ricche di allenatori da sfidare e, al posto dei capipalestra, i Capitani delle città.


Esplorare questo mondo è davvero piacevole, soprattutto perché si torna finalmente a poter entrare nelle case e negli edifici, un dettaglio che permette di immergersi davvero nell'atmosfera e nelle caratteristiche di ogni luogo.


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L'architettura e la caratterizzazione delle città vi rimarrà impressa

L'architettura delle città ci ha colpito molto per la sua forte personalità, regalando un senso di scoperta che ricorda da vicino le prime generazioni dei mostriciattoli tascabili, arricchito da storie secondarie originali che in certi casi sfiorano persino sfumature da horror leggero e grottesco.


Un sistema di combattimento tradizionale con alcune novità


Il sistema di combattimento si basa sulla classica struttura dei giochi di ruolo a turni, dove l'ordine di azione è dettato dalla statistica di velocità dei singoli Animon. Durante gli scontri, la chiave per la vittoria sta nello sfruttare le debolezze elementali degli avversari. In questo mondo esistono ben 13 tipi diversi e ogni creatura può possederne più di uno contemporaneamente; una dinamica interessante riguarda la presenza di un tipo nascosto, che può essere svelato in base al luogo di cattura dell'Animon o tramite l'uso di un oggetto speciale che si recupera nel corso dell'avventura.


I vari tipi presenti nel gioco sono riassunti nella seguente tabella:



I combattimenti si svolgono in scontri quattro contro quattro e ruotano attorno a una gestione strategica dei Punti Azione (PA). Ogni mossa consuma una certa quantità di questi punti e, se li esauriamo prima che tutti i nostri Animon abbiano attaccato, saremo costretti a passare il turno; persino curarsi con un oggetto o sostituire un membro della squadra richiede il consumo di un punto. Accanto ai PA troviamo una seconda barra dedicata agli attacchi speciali: questa si carica mandando a segno colpi critici o sfruttando le debolezze elementali del nemico e, una volta riempita, permette di scatenare un potente attacco extra a costo zero.


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Uno scontro con Osidedge

All'inizio di ogni round è inoltre possibile scansionare gli avversari, una funzione utilissima soprattutto contro le creature selvatiche per scoprirne al volo il tipo e individuare l'eventuale presenza del tipo nascosto. C'è anche la possibilità di potenziare i propri attacchi standard investendo più Punti Azione del dovuto, una scelta rischiosa che può lasciare la squadra a secco nei turni successivi e che affida totalmente alla tattica del giocatore il delicato equilibrio tra attacco totale e gestione delle risorse. Oltre alla natura elementale, ogni Animon presenta uno di cinque attributi differenti, una sorta di "tratti" che tornano utili in combattimento.


Un sistema di esplorazione e di cattura tradizionale


Come accennato, il sistema di esplorazione segue i binari tradizionali del genere: ci si sposta di città in città per sconfiggere i Capitani e si attraversano vari percorsi alla ricerca di segreti, scorciatoie e boss nascosti. Oltre ai leader locali, infatti, ogni zona ospita degli speciali Animon boss che minacciano la tranquillità della regione; si tratta di scontri piuttosto impegnativi che richiedono una buona dose di strategia e allenamento, data la loro enorme barra della salute. Per incentivare ancora di più la curiosità del giocatore, la mappa segnala diversi punti di interesse — come una fontana particolare, una grotta o un accampamento — che ricompensano la squadra con preziosi punti esperienza non appena vengono scovati.


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Uno dei primi punti di interesse, il lago a forma di cuore.

Per quanto riguarda la cattura delle creature, questa può avvenire indebolendole in battaglia o direttamente durante le fasi di esplorazione grazie all'Holoken, uno speciale dispositivo che attiva un Quick Time Event utile a bloccare l'Animon al volo.


Non manca poi un pizzico di backtracking: alcune aree della mappa si possono sbloccare solo usando mosse speciali dei nostri compagni di squadra (che ricordano le vecchie MN di Pokémon), le quali si ottengono proseguendo nella storia e dipendono dal tipo di creatura. Tutti gli spostamenti sono comunque alleggeriti da un comodo sistema di viaggio rapido tra i vari Centri Lumen, per un’esplorazione dal sapore classico che farà sicuramente la gioia dei più nostalgici.


Allenare gli Animon e potenziare caratteristiche e mosse


Oltre al classico sistema di evoluzione, Lumentale: Memories of Trey introduce un sistema di crescita decisamente più articolato di quanto possa sembrare nelle prime ore. L'accumulo di esperienza, infatti, si basa su un livellamento dinamico: i punti esperienza ottenuti dipendono dalla differenza di livello tra il proprio Animon e l'avversario. Di conseguenza, affrontare creature molto più deboli comporta una drastica riduzione dell'EXP guadagnata, fino ad azzerarla quasi del tutto, scoraggiando il grinding nelle aree iniziali e incentivando a esplorare nuove zone. Rimangono comunque disponibili gli immancabili oggetti consumabili per ottenere esperienza aggiuntiva. Il gioco nasconde inoltre alcune meccaniche di potenziamento fondamentali che, purtroppo, non vengono spiegate adeguatamente nei tutorial iniziali.


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Il potenziamento delle mosse attraverso le risorse.

Esplorando i menu si scopre che, a ogni aumento di livello, è possibile distribuire manualmente punti statistica per personalizzare la crescita dei propri Animon, scegliendo se privilegiare attacco, difesa, velocità o altre caratteristiche. A ciò si aggiunge un sistema che permette di potenziare le singole mosse utilizzando materiali raccolti durante l'esplorazione, aumentandone l'efficacia e sbloccando persino un ulteriore livello di potenziamento per le abilità più potenti. È una scelta progettuale piuttosto curiosa: si tratta di meccaniche che diventano presto indispensabili per affrontare gli scontri più impegnativi, eppure il gioco le lascia quasi interamente alla scoperta del giocatore. Fortunatamente, bastano un po' di curiosità e qualche minuto trascorso tra i menu per comprenderne il funzionamento e sfruttarle appieno, aggiungendo un apprezzabile livello di profondità alla progressione.


Riposarsi, ma anche cucinare e creare!


Oltre ai classici Centri Lumen, lungo la mappa di gioco si trovano delle fontane che offrono un punto di ristoro immediato per la squadra. Il titolo integra inoltre un interessante sistema di cucina e crafting, basato sulle risorse e sugli alimenti che si raccolgono durante l'esplorazione; questi ingredienti possono essere combinati per creare oggetti di supporto o pietanze capaci di garantire bonus temporanei o permanenti alle statistiche degli Animon. Le varie ricette si possono scovare esplorando il mondo di gioco oppure acquistandole direttamente nei negozi delle città, dando vita a un ciclo di raccolta che invoglia costantemente a esplorare ogni angolo.


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il Sistema di creazione e cucina alle fontane.

Un ulteriore incentivo è legato al riciclo: i materiali in eccesso possono essere smaltiti nei centri urbani in cambio di preziosi punti esperienza bonus per le nostre creature. Nel complesso si tratta di un pacchetto di meccaniche davvero indovinato, che arricchisce notevolmente l'esperienza generale.


Una fase gestionale con l'Anispace


Un altro elemento accessorio, ma decisamente piacevole, è l'Anispace, una sorta di rifugio dove depositare gli Animon catturati che non trovano spazio nel team principale. Questa zona può essere personalizzata a piacimento con mobili e oggetti decorativi acquistati nei negozi o scovati in giro, e ha la comodità di funzionare anche come centro d'allenamento passivo, permettendo alle creature a riposo di guadagnare esperienza mentre noi continuiamo a macinare vittorie con la squadra titolare.


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L'anispace come mamma Beehive Studios lo ha fatto!

Si tratta di un'aggiunta riuscita che rafforza lo spirito di collezione del gioco, anche se richiede un pizzico di attenzione: quando l'area si riempie troppo, la gestione degli spazi può diventare un po' caotica e, in qualche occasione, rischia di dare vita a piccoli bug grafici o di posizionamento che speriamo vengano limati con i prossimi aggiornamenti.

Le carte Animon che passione!


Oltre alla cattura delle creature, il titolo offre una vera e propria attività di collezionismo parallela dedicata alle carte da gioco. Si tratta di carte collezionabili a tutti gli effetti, che il giocatore può scovare, acquistare o ricevere come ricompensa, e attorno alle quali ruotano persino alcune missioni secondarie che trasformano la raccolta in un vero e proprio obiettivo di gioco. Il valore aggiunto di questa feature sta nella sua realizzazione: le carte sono illustrate da un gran numero di artisti italiani che, sotto la direzione di Dario Moccia e dell'agenzia creativa Smile, hanno saputo dare ancora più carattere e identità ai mostri del gioco.


lumentale memories of trey carte
l'ora dello Sbusto!

Tra versioni comuni, varianti olografiche e le ambitissime carte Power, questo album virtuale rappresenta uno degli elementi di contorno più riusciti e affascinanti dell'intera produzione, capace di colpire in positivo sia i completisti sia chi deciderà di affrontarlo come un semplice passatempo tra una battaglia e l'altra.


Comparto audio e visivo


Dal punto di vista visivo, il gioco adotta la classica inquadratura in terza persona tipica del genere, puntando su uno stile in alta definizione che mescola sapientemente elementi bidimensionali a fondali poligonali, il tutto impreziosito da un'estetica che strizza l'occhio agli anime giapponesi.


Il vero fiore all'occhiello della produzione è però il design degli Animon: le creature vantano una notevole varietà di forme e una forte personalità, supportate da modelli tridimensionali curati e da animazioni convincenti che le rendono immediatamente memorabili.


L'esplorazione si divide tra città caratteristiche, foreste, montagne e dungeon che, pur non essendo sempre stracolmi di dettagli, regalano scorci davvero piacevoli grazie a una palette cromatica vivace e a un ottimo lavoro sull'illuminazione, capace di mascherare i comprensibili limiti tecnici del budget. Le spigolosità della sua natura indipendente emergono infatti in alcune texture un po' pigre, nella rigidità dei movimenti dei personaggi umani, in qualche fenomeno di pop-up degli elementi a schermo e in sporadiche incertezze nel frame rate. Ciononostante, il colpo d'occhio complessivo funziona alla grande proprio grazie alla coerenza della sua direzione artistica, che preferisce l'identità visiva alla forza bruta dei poligoni per valorizzare al meglio il suo ricco bestiario.


Un plauso speciale va infine al comparto sonoro: la colonna sonora curata da Tiziano Colzi è assolutamente promossa, tanto che diversi brani, con le loro melodie azzeccatissime, sono finiti dritti nelle nostre playlist personali di Spotify.


Una lettera d'amore per il genere dal Made In Italy


Metterlo in chiaro è d'obbligo: non è una questione di patriottismo, né il frutto della nostra simpatia per aver incontrato gli sviluppatori di persona, ma LumenTale: Memories of Trey è un gioco che ha davvero moltissimo da dire all'interno del proprio genere. Certo, non parliamo di un'opera perfetta in ogni suo aspetto — a volte si avverte una scrittura un po' meno ispirata o qualche situazione meno riuscita di altre —, ma d'altronde non tutte le ciambelle riescono col buco. La verità, però, è che il lavoro di Beehive Studios è stato capace di farci rivivere sensazioni che gli ultimi capitoli di Pokémon avevano smarrito da tempo, regalandoci un senso di scoperta e di avventura autentico.


Il titolo vanta una forte impronta esplorativa, un bestiario carismatico, una colonna sonora memorabile e una narrazione matura, non pensata esclusivamente per un pubblico di giovanissimi. Rispetto ad altri concorrenti minori che hanno tentato la stessa strada, qui si percepisce un carattere indipendente fortissimo: ci si ritrova catturati dal loop di gioco, cercando di capire come far evolvere un Mollupum, come superare un ostacolo sulla mappa o come completare la collezione di carte. È proprio questo "cuore", spesso assente nelle grandi produzioni, a far chiudere un occhio sui piccoli bug dell'Anispace o sulle incertezze tecniche. È un esempio di Made in Italy che funziona e che omaggia persino la nostra cultura pop, dato che molti Capitani e Vicecapitani portano i nomi (o gli anagrammi) di noti artisti della musica italiana, come Mango, Mina, Elodie e Blanco.


Tutte queste tessere del puzzle si incastrano in modo sinergico all'interno di un'avventura impegnativa, con un livello di sfida talvolta altalenante ma sempre capace di tenere alta l'attenzione. Tra crafting, potenziamenti di mosse, arredamento e collezionismo, ogni elemento si sposa per dare una forte personalità a un titolo che merita assolutamente di essere vissuto.

Verdetto Finale

PRO

CONTRO

  • La migliore alternativa ai giochi di Pokemon

  • Tante meccaniche da gioco di ruolo e un sistema di crafting solido

  • Esplorazione e tanti segreti all'interno del mondo di gioco

  • Il gioco di carte sarà una bella sfida per i completisti

  • Gli Animon sono ben caratterizzati

  • Scrittura curata

  • Comparto audio notevole

  • Grado di difficoltà altalenante

  • Texture un po' pigre

  • Alcune meccaniche andrebbero spiegate da tutorial perché potrebbero essere ignorate dal giocatore


In definitiva, LumenTale: Memories of Trey si dimostra un debutto sorprendente che riesce a portare una ventata d'aria fresca nel genere dei monster collector. L'opera prima di Beehive Studios compensa i piccoli difetti tecnici e alcune incertezze nei tutorial con un'identità fortissima, un design degli Animon davvero ispirato e un senso di esplorazione vecchio stile che i fan storici del genere reclamavano da tempo. Grazie a un sistema di combattimento a turni stratificato, a meccaniche di crafting e potenziamento ben integrate e alla splendida parentesi delle carte collezionabili, il gioco offre un loop di gameplay che crea dipendenza e non annoia mai. Il tutto viene impreziosito da una colonna sonora memorabile e da un originale omaggio alla musica italiana che dona al titolo un carattere unico. Pur con le spigolosità tipiche di una produzione indipendente, il team italiano è riuscito a confezionare un'avventura solida, impegnativa e con un cuore immenso, caldamente consigliata a chiunque cerchi un'alternativa matura e appassionante ai classici colossi del settore.

Voto Finale: 8.5/10

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