Recensione BrokenLore: FOLLOW – il cerchio è finalmente spezzato?
- Adriano Junio Ventrone

- 8 ore fa
- Tempo di lettura: 7 min
Approdato di recente nelle librerie digitali, BrokenLore: FOLLOW, nuovo capitolo dell’apprezzata serie di indie horror di Serafini Productions, ci immerge nuovamente nei panni di Annie.
BrokenLore, apprezzata saga indie horror di Serafini Productions, software house italiana con sede in Giappone, ha di recente accolto nel suo catalogo un nuovo capitolo della saga, andando a completare quella che potremmo definire a tutti gli effetti una trilogia interna alla saga antologica, ovvero BronekLore: FOLLOW.
Ma cos’è BrokenLore? BrokenLore è una saga di videogiochi indipendenti dell'orrore in prima persona che nel corso degli ultimi anni ha saputo conquistare il pubblico grazie non solo ai temi che è andata a toccare con i vari capitoli ma, soprattutto, al modo in cui tali tematiche sono state affrontate. La serie, che pareva inizialmente antologica, ha in realtà costruito nel corso degli anni, capitolo dopo capitolo, diversi filoni narrativi che sembravano separati tra di loro in origine, ma che si sono rivelati decisamente interconnessi.
Ed è proprio qui che troviamo BrokenLore: FOLLOW, non solo capitolo più recente della saga in generale, ma anche capitolo che va in qualche modo (forse?) a chiudere una trilogia composta dai capitoli LOW, UNFOLLOW ed appunto FOLLOW.
Con queste nozioni in mente, andiamo dunque a valutare BrokenLore: FOLLOW in questa nostra recensione!
Nota: Questa recensione NON conterrà spoiler sulla trama del gioco. Tuttavia, essa conterrà degli accenni di trama su BrokenLore: LOW ed UNFOLLOW.
Feste in famiglia BrokenLore: FOLLOW
Dopo gli eventi di BrokenLore: UNFOLLOW, torniamo a vestire i panni di Annie (già questo forte sintomo di continuità), ancora immersa nel suo viaggio introspettivo per combattere i demoni del passato. A differenza del capitolo precedente, però, questa volta non ci risvegliamo nelle sicure seppur inquietanti quattro mura della nostra abitazione, bensì in una versione decadente di quella che è una casa addobbata per le feste di Natale. Tra sussurri ed oggetti che si spostano, ci rendiamo presto conto che questa volta Annie non è chiamata ad affrontare episodi di bullismo scolastico, come quelli affrontati nel precedente capitolo, bensì un tipo di violenza psicologica forse addirittura peggiore, quella che si consuma tra le mura domestiche.

A differenza del precedente capitolo della saga, dove venivano trattati principalmente i problemi alimentari di Annie e quelli legati al bullismo scolastico, in FOLLOW andremo alla radice di tutti questi problemi, scavando a fondo nella loro origine: il rapporto di Annie con sua madre.
Da soli con noi stessi
Anche in BrokenLore: FOLLOW, torna uno dei capisaldi della saga, ovvero gli ambienti vuoti al limite del liminale. Una situazione (o spazio) liminale è per definizione un qualcosa di transito, e mai come in questo capitolo della saga il “transito” è il centro di tutta la narrativa. All’interno dell’avventura, infatti, Annie dovrà transitare in diversi scenari divisi, insospettabilmente, per “colori”, scelta che si rivelerà molto funzionale alla narrativa e che approfondiremo più avanti.

L’ansia ed il senso di pericolo in questo capitolo vengono costruiti con lo stesso metodo degli altri capitoli, ovvero tramite suoni, ombre, oggetti che si spostano senza mai ricorrere a jump scare gratuiti. Dobbiamo ammettere però che questa volta il tutto ci è sembrato decisamente meno intenso rispetto ad UNFOLLOW.
Questo perché, a differenza del precedente capitolo, dove esploravamo la casa di Annie in maniera molto approfondita (una casa tanto vissuta quanto immobile e “non viva” fatta eccezione per la nostra protagonista) qui ci ritroveremo invece a passare velocemente da uno scenario all’altro, senza soffermarci troppo su ciascuno di essi. Questo passaggio tra uno scenario e l'altro di base non sarebbe un problema se non fosse per il fattore "tempo". Infatti, data la sua durata abbastanza risicata, il gioco ci permetterà di di rimanere in un determinato scenario per poco tempo, fattore che per estensione priva il giocatore di un fattore ambientale molto ben riuscito nel capitolo precedente: il prendere familiarità con l'ambiente.
In un horror d'atmosfera come BrokenLore prendere familiarità con un ambiente permette al giocatore di imparare i dettagli che lo circondano e, nel caso dovesse cambiare qualcosa, provare la consequenziale ansia dell'ignoto che incombe. Qui questo fattore manca quasi completamente visto che come detto il tempo trascorso in un singolo ambiente risulta molto breve.
Colori e cromoterapia
Come menzionato, FOLLOW costruisce la sua narrativa ed una parte della sua estetica sui colori e, per estensione, sulla cromoterapia.
La cromoterapia, per chi fosse poco pratico del termine, è una medicina alternativa che dichiara di poter curare le malattie tramite l’utilizzo dei colori. In questa branca delle pseudoscienze, sono stati identificati cinque colori principali - Rosso, Arancione, Giallo Verde, Blu e Viola/Nero - ciascuno con le sue caratteristiche positive e negative. In FOLLOW, ogni colore identifica un capitolo del gioco e, per estensione, scandisce il viaggio “di guarigione” di Annie. In ciascun capitolo, il giocatore apprende qualcosa in più sul carattere della ragazza.

Ovviamente, però, questi colori hanno anche le loro connotazioni negative, una consapevolezza che il team di Serafini Productions ha deciso di sfruttare per presentare alcuni specifici episodi traumatici della vita di Annie. Proprio di questi episodi nel seguito parleremo un po’ più nel dettaglio. Al momento ci limiteremo a dire che questa divisione in colori sulla carta è un ottimo espediente narrativo, molto in linea con la vena psicologica che tutta la saga continua a portare avanti.
Rapporti conflittuali
Come da prassi per la saga, anche FOLLOW fa immergere il giocatore nella psiche - e per estensione nei problemi - dei suoi protagonisti,. Nel caso specifico, ancora una volta siamo chiamati ad affrontare i problemi di Annie. Se con UNFOLLOW avevamo visto messi in scena i problemi di alimentazione ed di bullismo che Annie ha dovuto affrontare durante la sua crescita, questa volta l’accento è stato posto forse su quella che è la causa scatenante delle insicurezze della ragazza; il rapporto con sua madre.
Le due, infatti, hanno sempre avuto un rapporto ben più che conflittuale, anzi addirittura tossico sotto molti punti di vista. La madre, infatti, ha da sempre riversato su Annie tutte le sue insicurezze, le sue frustrazioni e le sue aspettative di vita che purtroppo non ha potuto raggiungere. Senza entrare troppo nel dettagli per evitare degli spoiler, il titolo ci lascia intendere un vero e proprio risentimento della madre verso la figlia. Annie, dal canto suo, ha sempre cercato di compiacere la madre, al netto dei reiterati fallimenti. Questa dinamica ha alla fine segnato Annie fin dalla tenera età, portandola per estensione ai problemi affrontati nel titolo precedente.
Il gioco tratta questa dinamica nella maniera meno delicata possibile proprio per far vivere al giocatore tutto il disagio della vicenda, fatto sicuramente encomiabile.

Purtroppo, però, proprio per la struttura narrativa del titolo che abbiamo citato nel paragrafo precedente, tutta questa vicenda ha sicuramente un peso, ma non riesce mai veramente ad esplodere. Si toccano corde interessanti per il giocatore, certo, ma nessun momento ci è sembrato impattante come avrebbe potuto essere, e questo è un vero peccato.
Comparto tecnico
Come per il precedente capitolo, il comparto tecnico è croce e delizia della produzione. Se da un lato troviamo un sound design ed un doppiaggio assolutamente all’altezza del compito, capaci di far immergere il giocatore nel lugubre mondo di BrokenLore: FOLLOW, dall’altro lato troviamo un comparto tecnico non in forma smagliante.
Chiariamo, non abbiamo riscontrato bug rompigioco, tuttavia abbiamo affrontato un paio glitch grafici (soprattutto riguardanti le illuminazioni in alcuni punti) ed in generale il tutto ci è sembrato visivamente meno impattante e rifinito rispetto al capitolo precedente della saga. Il gioco comunque si lascia giocare senza intoppi tecnici gravi di alcun tipo per tutta la sua durata.
Pad alla mano
Esattamente come nel precedente capitolo della saga, in FOLLOW ci ritroveremo a vagare per diversi ambienti, dove dovremo raccogliere documenti ed oggetti per attivare eventi che facciano procedere la trama del gioco. Insomma, vi ritroviamo una formula già collaudata, anche se ci è parso che rispetto ad UNFOLLOW il numero di enigmi ed in generale di azioni da portare al termine sia stato diminuito in favore della narrativa pura. Non ci troviamo dinanzi ad un gioco particolarmente impegnativo a livello di gameplay, ma la difficoltà, va detto, non è mai stata il fulcro di tutta la produzione.

Troppo di corsa?
Il vero problema di tutta la produzione, come è facile evincere leggendo questa nostra recensione, risiede essenzialmente nella durata del titolo. Abbiamo portato a termine la nostra prima run del gioco in tre ore e mezza. Questa durata, di per sé, non è un problema, soprattutto se confrontato con gli altri capitoli di BrokenLore, ma risulta un po’ stretta se consideriamo che questo gioco dovrebbe rappresentare la chiusura del cerchio della psiche di Annie. Insomma, probabilmente per affrontare quello che è il nocciolo di tutti i problemi della protagonista Serafini Productions avrebbe dovuto dotare il titolo di una durata più vicina a quella di BrokenLore: UNFOLLOW, ovvero circa cinque ore complessive.
Chiusura del cerchio oppure no?
Nel corso di questa trilogia - iniziata con LOW e proseguita con UNFOLLOW e FOLLOW - la sensazione iniziale è quella che, in qualche modo, le vicende di Annie e della sua cerchia di affetti siano giunte ad una conclusione. In fondo, il viaggio percorso dalla ragazza per superare e sconfiggere i propri demoni interiori trova in questo capitolo una degna conclusione; ma se ci fosse di più?
Trovando documenti, sbloccato finali segreti ed unendo in generale i tasselli disseminata per tutta la saga in realtà tutto lascia pensare che non solo queste vicende siano tutt’altro che finite ma che addirittura potrebbero andare a collidere con gli avvenimenti di un’altra trilogia interna alla saga di BrokenLore, ovvero “DON’T”, il filone narrativo più legato all’immaginario nipponico della saga.
Un risvolto del genere, a nostro avviso, sarebbe particolarmente appropriato per la saga e si andrebbe ad incastrare perfettamente con la natura quasi “ad episodi” della stessa.
Verdetto Finale
PRO | CONTRO |
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BrokenLore: FOLLOW porta a compimento le vicende iniziate in UNFOLLOW e cerca di rispondere ad alcuni interrogativi lasciati in sospeso in precedenza, ma ci riesce solo a metà. Il gameplay è ormai solido e collaudato per la saga, ed anche l’espediente narrativo dei colori e della cromoterapia funzionano, ma la sua durata decisamente modesta ne limita la profondità. La sua breve durata purtroppo lascia ben poco tempo al giocatore per metabolizzare quanto sta accadendo, e questo fa risultare il tutto un gradino sotto il suo predecessore per quanto riguarda l’impatto emotivo che potrebbe suscitare nel giocatore. Al netto di questo, resta un titolo più che godibile. |
Voto Finale: 7 / 10





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