Recensione - The Walking Dead: Streets of Survival, pixel art e zombie possono convivere?
Il beat'em up con licenza di The Walking Dead dà vita ad un binomio interessante ed ambizioso, ma che esprime anche qualche incertezza. Ve ne parliamo nella nostra recensione.
Immaginiamo di unire un gioco ambientato nell’universo di The Walking Dead alle meccaniche tipiche dei beat ’em up: un progetto che, almeno sulla carta, potrebbe sembrare ambizioso, soprattutto per gli appassionati di un genere considerato da molti un po’ vintage, ma che negli ultimi anni è tornato a ritagliarsi uno spazio rilevante nel mercato videoludico. Opere come Marvel Cosmic Invasion e Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge, insieme a Scott Pilgrim EX, hanno contribuito a rinnovare l’interesse per questa tipologia di giochi, introducendo anche alcune interessanti evoluzioni, come le missioni secondarie e una mappa esplorabile in in verticale, senza rinunciare alle classiche meccaniche a scorrimento che contraddistinguono il genere.
The Walking Dead: Streets of Survival è stato presentato ufficialmente per la prima volta il 12 giugno 2026, con la pubblicazione del trailer di annuncio da parte di Trailmark Games e IGN.
Il gioco si propone come un picchiaduro a scorrimento ambientato nell’universo di The Walking Dead e ispirato all’arco narrativo di All Out War. Il titolo è sviluppato da Odaclick Game Studio, uno studio indipendente fondato in Argentina nel 2019, che vanta già una certa esperienza nel genere dei beat ’em up grazie a un progetto su licenza, come The Karate Kid: Street Rumble. La pubblicazione è invece affidata a Trailmark Games, che in precedenza aveva già portato sul mercato un altro titolo su licenza, Teenage Mutant Ninja Turtles Arcade: Wrath of the Mutants.

Questi sono tutti presupposti che lasciavano intravedere un progetto interessante, o quantomeno meritevole della nostra attenzione e di una prova approfondita in vista di una recensione per il nostro sito. D’altronde, non lo nascondiamo: siamo appassionati del genere e dell’universo di The Walking Dead, due elementi che, almeno inizialmente, ci avevano spinto ad avvicinarci al gioco con una certa curiosità e aspettative.
Il gioco è disponibile dal 18 settembre 2026 su PC e sulle principali console, tra cui PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch, compresa la versione per Nintendo Switch 2.
Collocazione Temporale?
The Walking Dead: Streets of Survival si colloca temporalmente durante la Guerra contro i Salvatori, il conflitto che caratterizza gran parte delle stagioni 7 e 8 della serie televisiva. Ispirandosi all’arco narrativo All Out War, il gioco rielabora lo scontro tra Rick Grimes e Negan, attraverso una campagna che ripropone alcuni dei luoghi e dei personaggi più iconici della saga, adattandoli alle esigenze di un picchiaduro a scorrimento.

L’utilizzo della pixel art non rappresenta un ostacolo nel riconoscimento delle ambientazioni e dei personaggi più celebri della serie. Luoghi come il Santuario, infatti, conservano una propria identità visiva, risultando riconoscibili nonostante lo stile grafico adottato. Possiamo quindi anticiparvi che la direzione artistica si mantiene fedele all’estetica classica dei picchiaduro a scorrimento, senza stravolgere l’identità della licenza ufficiale, ma reinterpretandola attraverso una veste grafica rétro.
Un sistema di combattimento essenziaie riesce ancora a divertire?
Come ampiamente anticipato, siamo di fronte a un beat ’em up che ripropone le meccaniche classiche del genere. Parliamo quindi di un picchiaduro a scorrimento caratterizzato da una pixel art ispirata, che tuttavia non trova un adeguato riscontro nel feedback dei colpi, piuttosto essenziale e poco incisivo.
La caratterizzazione dei personaggi è affidata principalmente alle armi che li contraddistinguono: la katana di Michonne e la balestra di Daryl, per esempio, contribuiscono a rendere riconoscibili i protagonisti, ma queste differenze non si traducono in un sistema di combattimento altrettanto variegato. Le meccaniche rimangono infatti sostanzialmente simili per tutti i personaggi, senza offrire differenze particolarmente significative sul piano dell'esperienza di gioco. Il combattimento si basa sulla raccolta di munizioni e oggetti utili al recupero dell'energia, ma, rispetto a titoli come Scott Pilgrim EX e Marvel Cosmic Invasion, ci troviamo di fronte a una formula meno evoluta e articolata. In The Walking Dead: Streets of Survival non troviamo mappe particolarmente strutturate o percorsi che incentivino l'esplorazione, ma una successione di missioni lineari, intervallate da qualche stanza segreta da scoprire.

A risentirne maggiormente sono proprio le meccaniche di combattimento, che si affidano alla semplice formula «colpisci, schiva e spara», senza riuscire a sfruttare adeguatamente l'interazione con l'ambiente. Anche gli scontri risultano piuttosto lineari e privi di quel guizzo capace di rendere l'azione più dinamica e coinvolgente, una sensazione che permane persino durante le battaglie contro i boss di fine capitolo. Nel complesso, il sistema di gioco si rivela essenziale, senza riuscire a distinguersi particolarmente all'interno del genere.
Il risultato è un'esperienza che, pur non brillando per varietà e profondità delle meccaniche, riesce comunque a offrire qualche ora di sano divertimento agli appassionati di picchiaduro a scorrimento e dell'universo di The Walking Dead. Se le meccaniche di combattimento essenziali e meno innovative rispetto ad altri titoli possono essere giustificate come una precisa scelta di sviluppo, rivolta a un pubblico fedele alla formula classica del genere, lo stesso non si può dire della difficoltà, che nelle poche ore necessarie per completare il gioco, ci è sembrata poco calibrata. Abbiamo infatti riscontrato situazioni poco equilibrate nella gestione delle risorse e nella quantità di nemici da affrontare, ma soprattutto un feedback dei colpi, che non sempre restituisce una sensazione di precisione, rendendo talvolta difficile valutare correttamente le distanze e la posizione degli avversari.
La possibilità di selezionare un livello di difficoltà inferiore è sicuramente apprezzabile, ma chi, per orgoglio personale, dovesse decidere di affrontare l'avventura a difficoltà normale potrebbe imbattersi in situazioni in cui i nemici aumentano sensibilmente, mentre le munizioni e le altre risorse scarseggiano. Questa è una scelta che, di per sé, potrebbe anche rappresentare una sfida stimolante per gli amanti delle esperienze più impegnative e dei giochi hardcore. Il problema è, però, che alcuni capitoli ci sono sembrati poco chiari nell'organizzazione degli spazi e nella disposizione dei nemici, contribuendo a rendere l'esperienza non soltanto difficile, ma anche confusa e talvolta frustrante.

La difficoltà, insomma, non sempre sembra derivare da una sfida studiata con attenzione, quanto piuttosto da un equilibrio non del tutto riuscito tra le situazioni proposte e gli strumenti a disposizione del giocatore. Va comunque riconosciuto che, in determinate circostanze, la maggiore pressione esercitata dai nemici riesce a stimolare il giocatore, spingendolo a impegnarsi maggiormente e a sfruttare con più attenzione le risorse disponibili. Questo è di certo un aspetto positivo che, tuttavia, non basta a compensare del tutto le incertezze del bilanciamento.
La durata del titolo è di 11 livelli, una campagna che si porta avanti in pochissime ore, circa due, e che purtroppo dà un senso di poca rigiocabilità, anche perché non sono presenti contenuti aggiuntivi, e, se non siete a caccia di trofei, difficilmente tornerete a rigiocare il titolo, per questo il prezzo di lancio della standard edition pari a 19,99 euro risulta essere coerente con la durata e un buon compromesso per gli amanti dell'universo narrativo di The Walking Dead. Inoltre, i titoli di questo genere non sono certo famosi per essere esperienze che durano quindici-venti ore, pertanto non possiamo parlare certo di un difetto del titolo.
L’esplorazione rappresenta uno dei punti di forza del titolo, grazie alla possibilità di scoprire stanze segrete sfruttando lo sviluppo verticale delle ambientazioni. La presenza di combinazioni da risolvere e porte da aprire aggiunge un ulteriore incentivo a esplorare ogni angolo dei livelli, premiando la curiosità del giocatore. Pur in assenza di una mappa a schermo e di percorsi particolarmente articolati, queste piccole attività riescono a dare maggiore profondità all’esplorazione, spingendo a cercare risorse preziose per sopravvivere alle orde di nemici. È un elemento semplice, ma efficace, che contribuisce a rendere l'avventura meno lineare e arricchisce una formula di gioco altrimenti eccessivamente essenziale.
Pixel Art che passione!
Graficamente siamo davanti ad una Pixel Art e una direzione artistica coerente al progetto. Il titolo per quanto riguarda l'aspetto visivo non ha alcun tipo di problema e risulta essere apprezzabile fin dalle prime battute di gioco. Luoghi e personaggi sono rappresentati in egregio, e anche il feedback sonoro fa il suo dovere, mentre le colonne sonore, pur non risultando memorabili, favoriscono il loro senso di immersione del giocatore.
PRO | CONTRO |
|
|
The Walking Dead: Streets of Survival è un beat ’em up a scorrimento che punta sulla nostalgia e sul fascino dell’universo creato da Robert Kirkman. La pixel art è convincente e la rappresentazione di personaggi e ambientazioni riesce a restituire l’identità della serie, ma un sistema di combattimento essenziale, una difficoltà non sempre ben calibrata e una campagna di circa due ore limitano l’esperienza. Nonostante questi limiti, il titolo può regalare qualche momento di divertimento agli appassionati del genere e della saga, soprattutto al prezzo di lancio di 19,99 euro. Un’occasione discreta per tornare nell’universo di The Walking Dead, senza aspettarsi particolari innovazioni |







Commenti