Recensione: Scott Pilgrim Ex, quando gli ex non sono più un problema
- Luigi Cinquegrana

- 2 giorni fa
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Abbiamo giocato al nuovo videogioco di Tribute Games dedicato alla serie di Scott Pilgrim. Nel seguito, lo andiamo ad analizzare con la nostra recensione ufficiale.
Ne avevamo già parlato nella nostra anteprima: l’esperienza di Tribute Games nel genere dei beat'em up rappresenta una garanzia difficile da ignorare. Dopo aver dimostrato tutto il proprio valore con Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder's Revenge e aver consolidato ulteriormente il proprio approccio con Marvel Cosmic Invasion, lo studio ha costruito una credibilità solida nel reinterpretare in chiave moderna un genere profondamente legato al passato.
È proprio questa competenza che si sposa alla perfezione con l’immaginario di Scott Pilgrim, nato dalla mente di Bryan Lee O'Malley. Un universo che, già di suo, vive di riferimenti alla cultura pop tra anni Ottanta e Novanta, videogiochi inclusi, e che quindi sembra fatto su misura per essere trasformato in un’esperienza interattiva di questo tipo.

Fin dalle prime impressioni, il progetto trasmette quella sensazione rara di “incastro perfetto”: da una parte, c'è il rispetto per le meccaniche classiche dei picchiaduro a scorrimento, dall’altra abbiamo la volontà di aggiornarle con un ritmo più contemporaneo, sistemi di combattimento più rifiniti e una maggiore accessibilità. Il risultato, almeno sulla carta, è un equilibrio promettente tra nostalgia e modernità. Non una semplice operazione amarcord, ma un tentativo concreto di dare nuova vita a un genere storico, sfruttando un’identità visiva e narrativa che continua a essere incredibilmente riconoscibile.
E allora come è andato questo matrimonio tra Tribute Games e Scott Piglrim? andiamo ad analizzarlo di seguito.
Tre fazioni alla conquista di Toronto!
Questa volta, i sette ex malvagi non saranno un ostacolo, ma una risorsa. Nel corso dell’avventura li troveremo infatti al nostro fianco, pronti a collaborare per salvare Toronto da una nuova minaccia. La città sarà presa di mira da tre fazioni ben distinte - robot, vegani e demoni - tutte intenzionate a conquistarla e, nel frattempo, a rapire la nostra band. Toccherà quindi a Scott Pilgrim, insieme a Ramona Flowers e agli stessi sette ex, ribaltare completamente le dinamiche a cui la serie ci aveva abituato. L’obiettivo sarà quello di recuperare la band e mettere in salvo Toronto, attraversando strade e ambientazioni iconiche della città. Il tutto si svilupperà lungo un percorso che unisce esplorazione e combattimenti, mantenendo intatto quel tono leggero e sopra le righe che ha sempre contraddistinto l’opera. Umorismo, ritmo e situazioni assurde restano infatti elementi centrali, contribuendo a dare personalità a un’esperienza che punta a essere tanto divertente quanto fedele allo spirito originale..
La trama si presenta come inedita e scritta da Bryan Lee O'Malley e, soprattutto, collocata temporalmente dopo gli eventi della serie TV, anche se O'Malley ha comunicato che non si tratta di un vero seguito, ma di una storia indipendente. Un cambiamento non da poco, considerando che l’intero immaginario di Scott Pilgrim ci ha sempre abituato a un conflitto ben preciso: lo scontro diretto con i sette ex malvagi per conquistare Ramona Flowers. Tutte le principali iterazioni dell’opera hanno ruotato attorno a questa dinamica. Qui, invece, il paradigma viene ribaltato. Gli ex diventano alleati e l’attenzione si sposta su tematiche diverse, come l’amicizia e la necessità di salvare Toronto dal caos generato dalle tre fazioni. Questa scelta, nella nostra analisi, appare comprensibile: serve a dare nuova linfa al progetto e a differenziarlo da quanto visto in passato, evitando di riproporre una formula troppo simile a quella del beat’em up targato Ubisoft.
Allo stesso tempo, però, questa direzione non è priva di effetti collaterali. Se da un lato il ritmo e l’atmosfera tipica della serie restano intatti, dall’altro combattere fianco a fianco con quelli che sono sempre stati i nostri principali antagonisti genera inevitabilmente una certa stranezza. È una scelta che funziona sul piano dell’originalità, ma che rischia di perdere parte del mordente narrativo che aveva reso così iconico il concept originale. La trama per quanto possa essere accessoria nel genere, resta comunque un elemento non del tutto accessorio e presenta numerosi dialoghi e situazioni che descrivono in modo eccellente l'ilarità e la comicità della serie.
Tradizione e innovazione per un genere amarcord
Sul fronte del gameplay, Scott Pilgrim EX si inserisce con decisione nel solco dei classici beat’em up, riproponendo la struttura del picchiaduro a scorrimento laterale in chiave moderna. Il sistema di combattimento si basa su combo, mosse speciali e sull’utilizzo di oggetti disseminati lungo i livelli, elementi fondamentali per affrontare ondate di nemici e boss appartenenti alle tre fazioni.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il roster: Scott Pilgrim potrà contare su un totale di sette personaggi giocabili. Accanto a Ramona Flowers troviamo infatti anche diversi volti noti come Matthew Patel, Lucas Lee, Roxie Richter, Gideon Graves e Robot-01, creato dai gemelli Katayanagi. In pratica, l’intero gruppo dei sette ex entra a far parte dell’azione, ciascuno con abilità e mosse speciali uniche. A completare il quadro c’è una forte componente cooperativa: il titolo supporta sia il multiplayer locale fino a quattro giocatori, sia una modalità online. Questa scelta valorizza l’anima del genere e rende l’esperienza particolarmente adatta a essere condivisa, puntando su un divertimento immediato e caotico, perfetto da vivere in compagnia.

Se da un lato Scott Pilgrim EX richiama in maniera evidente lo stile classico dei beat ’em up e l’anima dei cabinati, dall’altro introduce una serie di elementi che ampliano e modernizzano la formula. La novità più evidente è rappresentata dalla struttura della città: Toronto diventa infatti una mappa esplorabile, ricca di aree, edifici e interazioni.

Non si tratta più solo di avanzare da sinistra a destra, ma di muoversi liberamente tra le strade, scoprendo segreti, eventi e missioni secondarie utili a potenziare il proprio personaggio. Le attività non mancano nemmeno fuori dal combattimento.
Lungo il percorso sarà possibile imbattersi in diversi negozi, dove acquistare oggetti consumabili per recuperare energia o migliorare temporaneamente le statistiche, oltre a equipaggiamenti e amuleti in grado di offrire bonus più duraturi. Proprio qui entra in gioco la componente ruolistica: il titolo integra un sistema di progressione che permette di sviluppare parametri come Vitalità, Determinazione, Forza e Destrezza. A questi si aggiungono modificatori legati all’equipaggiamento, capaci di influenzare aspetti come resistenza, danni inflitti ed efficacia dei colpi critici.

Il sistema di personalizzazione passa anche dagli slot: quattro dedicati agli accessori e due alle medaglie, entrambe in grado di garantire effetti passivi. Alcuni puntano sull’estetica — come i fuochi d’artificio attivati durante le provocazioni — mentre altri hanno un impatto diretto sul gameplay, offrendo vantaggi concreti come la parata automatica di determinati attacchi o il recupero di punti energia a ogni colpo andato a segno. Il risultato è un’esperienza che, pur restando fedele alle radici arcade, cerca di arricchirsi con meccaniche più profonde, rendendo la progressione del personaggio e l’esplorazione elementi centrali tanto quanto il combattimento.
Oltre alla componente ruolistica, Scott Pilgrim EX introduce anche alcune novità interessanti sul fronte del sistema di combattimento. Pur restando ancorato alla tradizione del genere, il titolo prova infatti ad arricchire le dinamiche con soluzioni più moderne e dinamiche. Tra queste spicca la possibilità di eseguire combo aeree, che aggiungono verticalità agli scontri e ampliano le opzioni offensive a disposizione del giocatore. A questo si affianca un sistema di contrattacchi, utile per rispondere in modo più tecnico e preciso agli assalti nemici, premiando tempismo e attenzione.

Un’altra aggiunta significativa entra in gioco con la progressione della storia: completando alcune missioni principali e salvando i membri della band, sarà possibile richiamarli in battaglia sotto forma di assist (assist già ben sperimentato in parte in Marvel Cosmic Invasions). Tramite un comando dedicato (L1), questi alleati interverranno temporaneamente per supportarci negli scontri, offrendo un aiuto concreto nei momenti più caotici. Naturalmente, questa abilità non è utilizzabile senza limiti. Ogni evocazione consuma una porzione della barra PM, impedendo di abusarne e spingendo il giocatore a utilizzarla con criterio. Se gestita nel modo giusto, però, può rivelarsi una risorsa preziosa, capace di ribaltare le situazioni più complicate e dare ulteriore profondità al combat system.
Comparto visivo e audio
Sul piano visivo, Scott Pilgrim EX rappresenta un netto passo avanti per il genere. Il titolo si presenta con una pixel art più definita e curata, accompagnata da animazioni sensibilmente più fluide e da una maggiore attenzione ai dettagli, soprattutto nei volti e nelle espressioni dei personaggi. Anche la costruzione della mappa contribuisce a elevare l’esperienza: Toronto appare più viva e caratterizzata, con ambientazioni ricche di elementi interattivi e una profondità visiva che va oltre il semplice sfondo. La città diventa così parte integrante del gioco, quasi una protagonista, capace di dare identità e varietà all’esplorazione. Il colpo d’occhio generale risulta quindi più moderno e leggibile, pur mantenendo intatta quell’anima rétro che rappresenta uno dei tratti distintivi della serie.

Sul fronte sonoro, torna una presenza molto apprezzata dai fan: gli Anamanaguchi, già autori della colonna sonora del titolo del 2010. Anche in questo caso, il risultato è centrato, con brani che mescolano efficacemente rock ed elementi chiptune, fondendo sonorità moderne con richiami diretti all’estetica a 8-bit.
Canonicità o innovazione?
Nella nostra anteprima ci eravamo posti una domanda precisa: una nuova direzione narrativa, slegata dagli eventi del manga e del film, sarebbe stata accolta positivamente dai fan storici? Dopo circa dieci ore trascorse nella nuova Toronto assediata dalle tre fazioni, la risposta è più chiara. Da un lato, Scott Pilgrim EX riesce effettivamente a proporre una variazione sul tema, offrendo una trama inedita che dona freschezza all’intero impianto. Dall’altro, però, questa scelta comporta anche una perdita di mordente rispetto al conflitto classico che vedeva Scott Pilgrim opposto ai sette ex. Resta comunque un beat’em up solido, capace di ricreare con precisione atmosfera, ritmo e identità della serie. Le meccaniche funzionano, e l’introduzione della componente ruolistica — con tutto ciò che ne deriva in termini di farming, progressione e personalizzazione — aggiunge profondità all’esperienza.
Viene però spontaneo chiedersi quanto queste stesse meccaniche avrebbero funzionato senza la collaborazione tra Scott e i sette ex. Parliamo infatti di personaggi storicamente ben caratterizzati, ciascuno con abilità e peculiarità precise: integrarli nel sistema di progressione, insieme agli assist, permette di creare vere e proprie build, aggiungendo un livello strategico che strizza l’occhio anche ai giocatori completisti. In uno scenario più tradizionale, con Scott contrapposto ai suoi antagonisti, lo stesso sistema avrebbe probabilmente richiesto un ridimensionamento, concentrandosi su un numero più limitato di personaggi o sui soli membri della band, che pur avendo una propria identità, non offrono la stessa varietà ludica.
È proprio qui che si trova il compromesso alla base dell’opera: se da un lato la nuova direzione narrativa può non colpire quanto quella originale, dall’altro appare funzionale alla natura del gioco. L’utilizzo dei sette ex come alleati contribuisce infatti a costruire un’esperienza diversa, più ampia e meccanicamente ricca. Il risultato è quindi un prodotto che punta sull’innovazione e sulla varietà, pur senza riuscire a replicare fino in fondo l’impatto narrativo della storia originale.
Verdetto Finale
PRO | CONTRO |
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Scott Pilgrim EX si conferma un beat’em up solido e al tempo stesso capace di innovare una formula profondamente legata al passato, rendendola più accessibile e appetibile anche per un pubblico moderno. La componente RPG rappresenta un valore aggiunto concreto, in grado di ampliare il bacino d’utenza e avvicinare al genere anche chi solitamente non frequenta i picchiaduro a scorrimento. La trama, pur risultando funzionale e a tratti divertente, perde però parte di quella forza distintiva che ha reso celebre l’universo di Scott Pilgrim. Una scelta che privilegia varietà e struttura di gioco, ma che inevitabilmente incide sull’impatto narrativo complessivo. Nel suo insieme, resta comunque un titolo centrato, capace di unire nostalgia e novità con buona efficacia: un’esperienza consigliata e, per gli appassionati del genere, un vero e proprio must have. |
Voto Finale: 8 / 10






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