Recensione: 1348 Ex Voto – Tra Fede e sangue nell'Italia della Peste
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Recensione: 1348 Ex Voto – Tra Fede e sangue nell'Italia della Peste

1348 Ex Voto si propone una difficile missione: proporre un’avventura di stampo medievale che faccia da collante tra i già proposti fantasy e realismo storico. Scopriamo qual è il risultato di questo esperimento nella nostra recensione.

Il Medioevo videoludico è stato spesso “vittima” di due estremi: da un lato abbiamo il fantasy epico alla The Witcher e dall’altra l'iper-realismo simulativo alla Kingdom Come: Deliverance1348 Ex Voto cerca di dire la sua in una terra di mezzo affascinante, provando a coniugare una narrazione cinematografica accurata con un gameplay che sembra ispirato a modelli come Hellblade e A Plague Tail, il tutto in un'ambientazione storica brutale e priva di filtri magici. 


Il gioco ci scaraventa in una penisola italiana che non è quella dei libri di storia del Rinascimento, fatta di sfarzo e corti illuminate, ma quella del Secolo di ferro. È un’Italia di fango, sangue, cadaveri accumulati ai bordi delle strade e una disperazione collettiva che sfocia nel fanatismo religioso. In questo scenario, avremo più volte la sensazione di controllare un'anima tormentata che cerca un senso nel caos e non una sorta di eroe senza macchia.


Abbiamo giocato il titolo nella sua interezza. Questo è il nostro verdetto definitivo su 1348 Ex Voto.


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Un Viaggio attraverso l’Italia della Peste Nera 


La storia segue le vicende di Aeta (Alby Baldwin), una giovane e coraggiosa nobile che ha abbracciato la vita da cavaliere errante. Sotto questo punto di vista viene facile fare un collegamento ad Arya Stark di Game of Thrones che neanche gli sviluppatori smentiscono: per vari motivi (che verranno approfonditi nel seguito), Aeta può essere tranquillamente considerata una "Arya Stark italiana" trasportata in un contesto storico reale, dove il misticismo dei "Senza Volto" è sostituito dal fervore religioso trecentesco.


La sua missione è prettamente personale ma intrisa di spiritualità: salvare Bianca (Jennifer English, voce di Cuorescuro in Baldur's Gate 3 e Maelle in Clair Obscur Expedition 33) dal rapimento avvenuto durante un assalto di banditi al villaggio. Bianca è una giovane postulante destinata a divenire suora contro il suo volere. Cresciuta all'interno della casata nobiliare dei genitori di Aeta, Bianca si è sempre occupata delle necessità quotidiane della protagonista sin dall'infanzia ma, nonostante l'abisso sociale, Aeta ha sempre trattato Bianca come sua pari, sviluppando un legame che supera le convenzioni dell'epoca. Dopo la scomparsa dei genitori di Aeta, Bianca diviene quindi la persona a lei più cara. 


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Il movente della trama dà anche il titolo al gioco, che deriva dal ritrovamento di un "ex voto", un simbolo religioso posseduto da Bianca che Aeta rinviene tra le macerie. Da quel momento, pronunciando un voto solenne, Aeta troverà la forza di percorrere la penisola italiana. La storia ha quindi come fulcro principale l’evoluzione della protagonista, in una cornice capace di tratteggiare un XIV secolo caratterizzato da esodi rurali, mercenari senza scrupoli e fanatici religiosi, il tutto sotto l'ombra opprimente della Peste Nera


Il Personaggio di Aeta: ben oltre il modello Stark


Come abbiamo accennato, il parallelo con Arya Stark è immediato, ma l'analisi del personaggio di Aeta merita un approfondimento maggiore. I punti chiave che collegano i due personaggi sono innegabili:

  • il rifiuto dei ruoli di genere: entrambe nascono in contesti nobiliari ma rifiutano categoricamente la vita da "lady" imposta dalla società patriarcale. Aeta abbraccia la vita da cavaliere errante, mentre Arya sceglie la spada ("Ago") rispetto al ricamo.

  • L'ambiguità estetica: come la giovane Stark, che durante il suo viaggio verso la Barriera e ad Approdo del Re viene spesso scambiata per un ragazzo, anche Aeta ha un aspetto marcatamente mascolino e viene frequentemente confusa per un giovane uomo dai suoi nemici.

  • Il viaggio di sopravvivenza e vendetta: entrambe affrontano un'odissea brutale in un mondo devastato dalla guerra e dalla morte (la Peste Nera per Aeta, la Guerra dei Cinque Re per Arya). Il loro percorso è alimentato da una determinazione feroce legata alla perdita e/o al rapimento dei propri cari.

  • Maestria nelle armi: entrambe si distinguono per un addestramento non convenzionale. Se Arya impara la "danza dell'acqua" e le tecniche degli Assassini Senza Volto, Aeta è una maestra della scherma storica europea (HEMA). Per entrambe questo è sintomo di una letalità tecnica che contrasta con la loro corporatura apparentemente più esile rispetto ai guerrieri tradizionali. 

Se Arya è mossa da una lista di nomi e da una vendetta nichilista, Aeta è mossa dal Voto. Il concetto di Ex Voto (da cui il titolo) permea ogni sua azione. Non è solo il desiderio di ritrovare Bianca a spingerla, ma l'obbligo morale e spirituale di onorare una promessa fatta nel momento del massimo dolore.


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Aeta rappresenta la rottura dello schema medievale. La sua "mascolinità" percepita non è un semplice vezzo estetico, ma una corazza necessaria per sopravvivere in un mondo dove una donna sola è preda. Si nota da subito come gli sviluppatori hanno lavorato intensamente sulla sua psicologia: attraverso i monologhi interiori e le interazioni con i rari sopravvissuti, emerge una fragilità che contrasta con la sua brutale efficienza con la spada. È un personaggio che non vuole essere un guerriero, ma che deve esserlo per non soccombere alla Storia.


Ma se la narrazione è il vero pilastro dell'opera, c’è da dire che questa non eccelle dal punto di vista del gameplay, nonostante esso risulti comunque gradevole.


Gameplay e Combattimento: Scherma Storica (HEMA)


Il sistema di combattimento, anche se soprattutto all’inizio risulta grezzo, è il fiore all'occhiello di Sedleo in quanto rispecchia a pieno il contesto. Basato sulle Arti Marziali Europee Storiche (HEMA) e animato tramite performance capture con atleti professionisti, il gioco offre scontri che prediligono il peso e il tempismo alla velocità frenetica. Il fulcro del combattimento è basato sulle Pose che il giocatore è tenuto ad alternare strategicamente per scardinare la guardia nemica. Ne esistono principalmente due: a una mano, che favorisce la mobilità, le schivate e gli attacchi rapidi, e a due mani, che sacrifica la velocità per colpi pesanti, parate efficaci e il sistema di "parry".


Premendo nuovamente il tasto d'attacco al momento del colpo si attiva l'attacco perfetto, mentre gli assalti continui mirano a spezzare la barra di guardia dell'avversario. C’è anche la possibilità di effettuare attacchi caricati che difficilmente vengono premiati se non effettuati poco prima che l’avversario attacca. Padroneggiando questi concetti, è possibile evitare la maggior parte dei momenti di frustrazione.


L'arma principale rimane la spada lunga, che Aeta può potenziare, personalizzandola con parti diverse ben nascoste nella mappa. È possibile sbloccare nuovi rami di abilità dai quali, tramite pergamene collezionabili nel mondo di gioco, la protagonista può sia imparare ulteriori attacchi che incrementare le statistiche principali. I rami principali sono quattro e prendono i nomi di Prudentia, Audatia, Fortitudo e Celeritas.


Sparsi per i luoghi esplorabili, sarà inoltre possibile trovare degli oggetti che donano effetti peculiari (ma che hanno un “peso” da tenere in considerazione) e tesori che raffigurano figure religiose, ma che hanno solo scopo collezionistico.


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La nostra schermata in fase di battaglia, oltre alla guardia dell’avversario, ci mostra principalmente la barra della salute, quella del cibo per ripristinarla (è spesso possibile trovare cibo sparso nell'area prima di una battaglia rilevante) e quella della guardia della protagonista. Tutt’e tre sono statistiche migliorabili con le pergamene citate poc’anzi.


Comparto tecnico e artistico: luci e ombre su Unreal Engine 5


Sviluppato in Unreal Engine 5, il gioco brilla per la resa ambientale. I panorami che spaziano dagli Appennini alla campagna tipica toscana, fino ai resti di una città fortemente influenzata dalla mitologia greca (presumibilmente a Roma), offrono uno scorcio suggestivo del Bel Paese medievale. Il suono è l'elemento che più di tutti contribuisce all'immersione: la colonna sonora, che mescola strumenti d'epoca (liuti, ribeche) con sintetizzatori cupi e ambient, è una scelta coraggiosa che funziona incredibilmente bene, sottolineando l'orrore "moderno" della peste nel contesto antico.


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Tuttavia, la natura indipendente del progetto emerge in alcuni limiti strutturali.


Sul fronte del level design, l'esplorazione L'esplorazione è marcatamente lineare e "railroaded", con poche deviazioni dal sentiero principale (che portano sempre al ritrovamento di una parte di spada o ad un tesoro). Questo approccio ha però un vantaggio: evita i tempi morti, offrendo un ritmo serrato che non molla mai la presa.


Si segnala instabilità nel frame rate con fenomeni di stuttering, ma questo potrebbe essere dovuto al fatto che il gioco è stato giocato con i requisiti minimi, quindi si rimanda ad un eventuale commento tecnico dettagliato. Sebbene in fase di combattimento le animazioni siano eccellenti, al di fuori dal corpo a corpo e i volti dei personaggi secondari hanno movenze che possono talvolta cadere nell'effetto "uncanny valley". 


Per quanto concerne invece l'accessibilità, condividiamo la scelta di non integrare un grado di difficoltà e di standardizzare l’esperienza videoludica per tutti gli utenti, ciò che invece fa storcere il naso è la gestione dei sottotitoli. Essi non sono modificabili in dimensione, e se la didascalia supera il rigo, il secondo si sovrappone al primo ed alcune battute risultano mancanti della traduzione. Nulla che non si possa risolvere con un aggiornamento, ma sono delle criticità che non passano inosservate.

 

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Il panorama videoludico indipendente italiano sta vivendo una rinascita silenziosa ma potente. Se un tempo l’industria nostrana era relegata a produzioni di nicchia o simulazioni sportive, oggi team come Sedleo dimostrano un’ambizione che sfida i colossi europei. 1348 Ex Voto non è solo un gioco d’azione; è un manifesto politico e culturale. Ambientare un titolo nell’anno della Peste Nera significa confrontarsi con l'apocalisse medievale, un periodo in cui la struttura stessa della società europea rischiò il collasso totale.


Il gioco affronta temi pesanti: il nichilismo, la perdita della fede, la corruzione del potere religioso. In un mondo dove Dio sembra aver abbandonato l'umanità, Aeta diventa un simbolo di resistenza. La Peste non è solo un elemento di sfondo, ma una meccanica narrativa: vedere villaggi un tempo floridi ridotti a cimiteri a cielo aperto spinge il giocatore a riflettere sulla fragilità della civiltà. È una lezione di storia interattiva, brutale ma necessaria.

PRO

CONTRO

· Prestazioni grafiche d’impatto…

· Sistema di combattimento tecnicamente realistico e innovativo…

· Sistema di potenziamento giusto e intuitivo

· Ambientazione suggestiva

· Narrazione da subito immersiva, merito anche della protagonista carismatica

· Doppiaggio degno di nota

· …ma con evidenti limiti seppur non eclatanti

·  …ma legnoso e monotono soprattutto all’inizio

·  Poco vario, complice anche la durata del gioco (6-9 ore)

1348 Ex Voto è un atto di amore verso la storia italiana e la scherma medievale. È un gioco che puzza di fango e incenso, capace di trasportarti in un'epoca oscura con una forza invidiabile. Nonostante alcune spigolosità tecniche tipiche di un team piccolo e una linearità che potrebbe far storcere il naso soprattutto agli amanti degli open world, l'intensità del viaggio di Aeta e l'atmosfera cupa lo rendono un'esperienza imperdibile per chi cerca una narrazione d'impatto. Il gameplay non è il vero e proprio punto di forza ma a lungo andare risulta piacevole e coerente al contesto, facendo da gradevole cornice al videogioco che si fa giocare per inerzia. In sintesi, Sedleo ha dimostrato che l'Italia può e deve dire la sua nel panorama dei videogiochi "AA" d'autore.

Voto Finale: 7.5 / 10

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