Recensione - Resident Evil: Requiem, un ritorno in grande stile!
- Simone Di Girolamo
- 10 mar
- Tempo di lettura: 8 min
Quasi cinque anni dopo Village, ultima entry principale della serie, finalmente è arrivato il nuovo capitolo di Resident Evil. Abbiamo giocato Requiem nella sua interezza. In questa recensione, valuteremo il nuovo survivor/horror di CAPCOM.
Fin dagli albori, la saga di Resident Evil ha avuto un enorme successo per le novità che presentava e la dimensione d'orrore in cui ci faceva immergere, senza trascurare al medesimo tempo la trama, che era ricca, coinvolgente, e piena di personaggi diventati cult videoludici.
Facendo qualche passo indietro, è importante citare da dove nasce l'importanza della serie e quanti elementi innovativi portava con sé. Resident Evil esplose nel 1996 con il primo titolo del franchise, nel quale CAPCOM osò rischiare per rivoluzionare il mondo dei survivor / horror, inserendo novità come le inquadrature fisse e sfondi pre-renderizzati in 2D simili a un film horror che aumentavano la tensione nascondendo i pericoli dietro gli angoli. Un'altra novità fu la gestione delle risorse a disposizione: giacché queste erano limitate, bisognava adottare una strategia per non ritrovarsi a corto di munizioni o piante per curarsi, una meccanica arricchita dal crafting per combinare e generare risorse. Il primo Resident Evil, inoltre, proponeva un sistema di salvataggio unico, poi ripreso, che richiedeva al giocatore di raccogliere dei nastri d'inchiostro da inserire in apposite macchine da scrivere per mettere al sicuro i progressi. In un contesto del genere, veniva inserita la possibilità di scegliere tra due personaggi, aumentando così la rigiocabilità dell'avventura, perché ogni personaggio aveva un livello di difficoltà, gestione dell'inventario e trama diversi rispetto all'altro. Non possiamo non citare l'ambientazione claustrofobica della prima avventura che tutt'ora continua ad accompagnare la saga.

La timeline di Resident Evil è una testimonianza della longevità della serie. Gli eventi giocabili si sviluppano principalmente dal 1998 al 2021 (con flash-forward al 2038), seguendo una cronologia in cui le vicende dei vari capitoli si sovrappongono.
La trama principale Resident Evil si sviluppa come una saga horror-fantascientifica, che si evolve dagli esperimenti biologici della Umbrella Corporation (T-Virus) a Raccoon City (1998), passando per bioterrorismo globale, fino a minacce parassitarie e mutomiceti nei capitoli più recenti. La storia è un intreccio di tradimenti, sopravvivenza e cospirazioni, con protagonisti ricorrenti come Chris Redfield, Jill Valentine e Leon Kennedy che affrontano armi bio-organiche sempre più letali (B.O.W.).
Dall'acclamata prima avventura, passando per la caduta del sesto capitolo, e una nuova vita ritrovata nel settimo e ottavo capitolo, Resident Evil è una saga che non ha mai smesso di tenerci compagnia negli anni, contando anche vari spin-off e remake dei titoli videoludici, e oggi vogliamo parlarvi dell'ultima fatica di Capcom, che ancora una volta è riuscita a fare breccia nel cuore degli appassionati.
Un requiem per i morti, un incubo per i vivi
La nostra avventura comincia con una nuova protagonista principale: Grace Ashcroft, un agente dell'FBI incaricata di indagare sul misterioso ritrovamento di un cadavere nell'hotel di Rewmwood, dove molti anni prima è stata uccisa sua madre. In questo ambiente cominciamo subito a respirare la paura e tensione dei classici titoli della saga, con suoni ambientali e luci perfettamente definite e funzionali allo scopo di far salire il cuore in gola al giocatore. In questo contesto, Grace comincerà a scavare sul caso e si accorgerà proseguendo nell'avventura, che tutto è collegato alla sua vita in un modo che non si aspettava. Ne risulta una storia scritta magistralmente dagli autori, che ci ha aiutato a tenere alto l'interesse per tutta la durata del gioco.
Dopo la prima ora dell'avventura, ci risveglieremo con Grace in un istituto sperimentale, dove scopriremo altri segreti della Umbrella Corporation e di un nuovo antagonista: Victor Gideon, a capo delle ricerche che si svolgono nella struttura dove ci troviamo. Dopo una sezione di gioco dedicata alla fuga con Grace, ci ritroveremo nei panni di un personaggio iconico della saga: Leon Scott Kennedy, che seguendo le tracce della donna riuscirà ad aiutarla e a guidarla per il resto dell'avventura attraverso varie ambientazioni, come i sotterranei dell'istituto, una città ormai devastata, fino ai laboratori segreti dell'Umbrella.

È importante dire che i personaggi a nostra disposizione, Grace e Leon, hanno delle parti di gioco dedicate singolarmente a loro (fatta eccezione in alcune occasioni) e ci alterneremo nei loro panni secondo lo script della storia.
Prima o terza persona?
Sottolineiamo un aspetto fondamentale e gradito di Requiem: la possibilità di giocare in prima o terza persona con i personaggi principali del gioco in base alle nostre esigenze. Questa scelta degli sviluppatori unisce le generazioni di videogiocatori vecchi e nuovi, e dà loro la possibilità di vivere l'esperienza di gioco con una visuale classica, terza persona appunto, oppure in prima persona come abbiamo visto nei capitoli VII e VIII della saga.
Ma qual è la giusta scelta da fare? In realtà ogni giocatore ha la piena libertà di cambiare la visuale dei personaggi che impersoniamo in ogni momento del gioco. È possibile, e qui sta la novità, scegliere in via permanente una visuale per un personaggio e l'altra per il secondo protagonista. Il gioco suggerisce di usare la prima persona con Grace e la terza con Leon, per vivere un'esperienza quanto più vicina a quella che era l'intenzione degli sviluppatori. Noi abbiamo seguito questo consiglio, rimanendo appagati in ogni ora trascorsa con entrambi i personaggi.
Un gameplay ricco e dinamico
In Requiem, tutto il gameplay si concentra su i due personaggi principali, ognuno con le proprie debolezze, punti di forza, armi, strategie e scelte da compiere in ogni situazione a seconda del nostro stile di gioco, e qui è fondamentale la scelta della visuale.
Infatti, il personaggio di Grace è fisicamente più debole rispetto a Leon ed quindi è predisposta per azioni più stealth o che comunque evitino la maggior parte dei combattimenti corpo a corpo o con armi da fuoco. Il gameplay è più improntato all'utilizzo di oggetti da lancio in grado di uccidere i nemici, in altri casi semplicemente nascondersi e aspettare o attirare i nemici stessi in un'altra stanza per superare l'area interessata, dove recuperare oggetti che ci permettono di avanzare nel gioco.

Con Leon invece ci siamo ritrovati davanti tutto un altro gameplay. Se Grace è adatta allo stealth, Leon è un carrarmato vivente e brutale che non si ferma davanti neanche ai nemici più temibili. Il personaggio ha la possibilità di potenziare il proprio arsenale di armi da fuoco e taglio come l'ascia, di cui abbiamo apprezzato le combo spettacolari proposte nel gioco. Non dobbiamo dimenticare, però, che anche i fucili, mitragliatrici e pistole a nostra disposizione sono in grado di infliggere danni devastanti ai nemici, come anche alcuni oggetti da lancio (granate) o le stesse armi dei nemici che saremo in grado di raccogliere e lanciare contro di loro. Leon può avere a disposizione anche un giubbotto, come in alcuni titoli precedenti, che funge da armatura, acquistabile nelle hub di salvataggio in alcuni punti specifici delle ambientazioni di gioco.
C'è da sottolineare però un aspetto fondamentale: Grace può potenziare i suoi parametri vitali ma non le armi, e Leon può fare l'esatto contrario, una trovata degli sviluppatori che funziona per bilanciare il gioco e renderlo anche più dinamico, in modo che nessuno dei due personaggi risulti invincibile.
Non possiamo dimenticarci di menzionare i vari enigmi presenti nel gioco, che potremmo risolvere grazie a degli indizi sparsi nella stessa area interessata. Nei panni di Grace, abbiamo apprezzato la possibilità di risolvere degli schemi per realizzare formule che ci permettono di realizzare munizioni, oggetti da lancio e soprattutto antidoti. Gli enigmi proposti del gioco sono intuitivi, semplici, e purtroppo poco ispirati rispetto ai precedenti titoli, e sono risolvibili in pochi passaggi o comunque recuperando documenti con indizi sparsi nel gioco. Purtroppo questa è una nota dolente, ma riteniamo che gli sviluppatori abbiano preferito concentrarsi su altri elementi di gioco.
Un gioco tra passato e presente
In Requiem veniamo spesso messi in contatto con le vicende del passato mentre sopravviviamo a quelle nel presente. Attraverso Grace e Leon, infatti, il gioco ci riporta agli eventi accaduti prima della distruzione di Raccoon City e oltre fino ad arrivare ai giorni nostri, sottolineando alcuni aspetti importanti della storia che la legano ai capitoli precedenti. Ci sono risposte a domande rimaste in sospeso, in un filo comune che ha reso la storia stessa più immersiva e intricata senza lasciare confuso il videogiocatore e guidandolo lungo tutta la storia nei collegamenti.
Piccoli problemi tecnici
In ultima analisi vogliamo parlarvi brevemente di un paio di problemi tecnici riscontrati durante la nostra avventura.

In primo luogo vogliamo sottolineare che in alcune fasi del gioco abbiamo visto il nostro personaggio e alcuni nemici compenetrarsi con oggetti dell'ambientazione, rendendo difficile capire a chi si sta sparando durante le azioni più concitate. Un altro problema, ma solo in casi isolati, l'abbiamo riscontrato nell'I.A. di alcuni nemici che inseguendoci che si sono bloccati scendendo le scale se impugnano un'arma di grosso taglio.
Vecchi e nuovi nemici
Sin dalle prime ore di gioco ci rendiamo subito conto della presenza di immancabili vecchi nemici come zombie e urlatrici in grado di attirare orde su di noi, ma anche di nuove e gigantesche creature che ci daranno la caccia senza pietà, con un'intelligenza più sviluppata e un indole più feroce nei nostri confronti.
C'è da aggiungere che gli sviluppatori hanno cercato di dare anche un lato umano ai nemici, che spesso abbiamo sentito pronunciare frasi del loro passato, e questo ci ha sorpreso e fatto molto piacere, non ritrovandoci ancora una volta davanti a zombie vegetali, ma in un certo senso consapevoli del mondo che li circondano. Badate bene che più umani non significa meno spaventosi perché in alcune sezioni di gioco questi nemici ci hanno fatto venire la pelle d'oca, tenendoci in bilico su un filo di ansia e terrore in varie occasioni.
Comparto tecnico
In ultima e breve analisi parliamo del comparto tecnico del gioco (giocato su Playstation 5). Graficamente il gioco si presenta bene, con personaggi dinamici, nessun bug, e 60fps al secondo gestiti in maniera ottimale. Infatti, tutti gli oggetti presenti nell'ambientazione sono renderizzati in maniera ottimale, dettagliati quasi da sembrare reali, compensati anche da un gioco di luci e ombre nei vari ambienti gestite in maniera impeccabile, permettendoci di sapere sempre dove ci troviamo, complice anche un level desing semplice e intuitivo, con la presenza di mappe sempre aggiornate della zona man mano che si va avanti nell'esplorazione.
Il sound design è stato curato in ogni minimo dettaglio in modo da tenerci sempre in tensione. Esso ci ha fatto venire la pelle d'oca in senso positivo, perché il sonoro, specialmente se vissuto con le cuffie, fa immergere completamente nell'atmosfera dell'ambiente. Abbiamo trovato i caricamenti del gioco molto veloci e privi di problemi. L'ottimo doppiaggio in lingua italiana ci ha permesso di vivere ancora più profondamente l'avventura nei panni dei due protagonisti.

Pro | Contro |
|
|
Resident Evil Requiem è un gioco che riesce ad unire il passato e presente dell'intera saga videoludica, attraverso due personaggi dalla storia profonda e convincente, senza dimenticare le dinamiche classiche che hanno reso la serie una delle più famose nel panorama dei videogiochi ma aggiungendo qualcosa di nuovo che contribuisca a dare un senso di freschezza. Con i combattimenti moderni e immersivi, e allo stesso tempo una fase stealth adrenalinica, non annoia mai il giocatore, regalando momenti davvero epici o che fanno sobbalzare il cuore, gettandoci nell'orrore più feroce e brutale. Un ritorno in grande stile di cui tutti avevamo bisogno. |






Commenti