top of page

Anteprima Firva: Strings of Fate (Part 1), un’avventura dark fantasy in cerca della sua luce

48 minuti fa
Tempo di lettura: 6 min

Abbiamo provato l'avventura dark fantasy del team debuttante Gord Games. Di seguito vi esponiamo le nostre prime impressioni.

Sviluppare un'avventura cinematografica dark fantasy non è certo semplice, soprattutto se parliamo di team indipendenti che non possiedono numerose risorse economiche e difficilmente esordiscono sul mercato con un prodotto del genere. Proprio per questo, è da sottolineare l'ambizione del team Gord Games, un team iraniano composto da tre persone che, attraverso le proprie conoscenze, hanno deciso di sviluppare un'avventura fantasy cinematografica basata su combattimenti ed enigmi: si tratta di un progetto ambizioso, per il quale il team non nasconde di aver incontrato numerose difficoltà durante lo sviluppo. Firva: Strings of Fate (Part 1) non ha ancora una data di uscita ufficiale, ma è disponibile per la prova durante lo Steam Next Fest, dove punta a conquistare i giocatori più curiosi e gli amanti del dark fantasy, in attesa di raccogliere i primi feedback dell'utenza.


firva strings of fate

La dicitura Part 1 in Firva: Strings of Fate (Part 1) indica che il gioco è concepito come la prima parte di un progetto più ampio, anziché come un'avventura autoconclusiva. Questo potrebbe significare che Gord Games intende raccontare la storia attraverso più capitoli o episodi, un progetto che sulla carta è ambizioso e che richiederà ulteriore lavoro per essere portato alla sua forma finale.


La vendetta di Firva


Nel titolo vestiremo i panni della guerriera Firva, incapace di parlare, cresciuta in isolamento e costretta a imparare a sopravvivere in un mondo ostile. Vent'anni dopo l'assassinio dei suoi genitori, riesce finalmente a rintracciare Ratiar il Macellaio, l'uomo responsabile della loro morte, e a ottenere la sua vendetta. Sul corpo del nemico, però, scopre qualcosa che cambia completamente il corso della sua storia: una traccia legata ai Fili del Destino, artefatti mitici che, secondo la leggenda, possiedono il potere di riportare in vita i morti. Per risvegliare questo potere, Firva deve procurarsi le corna del Cervo Dorato, una creatura con cui è cresciuta e che ora vive pacificamente nel cuore della foresta. Non è, tuttavia, l'unica a cercare i Fili del Destino: Rajoo ha già inviato i propri cacciatori per impossessarsene. Inizia così una corsa contro il tempo, nella quale Firva dovrà affrontare nemici, esplorare ambienti pericolosi e risolvere enigmi per raggiungere il Cervo Dorato prima dei suoi rivali.


firva strings of fate part 1
Una trama tra vendetta e speranza che sulla carta sembra essere interessante

La sua missione, tuttavia, nasconde interrogativi più profondi: se riuscisse davvero a riportare in vita i genitori, sarebbe ancora disposta a farlo dopo aver scoperto il prezzo e le conseguenze del potere che sta cercando? Ambientata nel mondo dark fantasy di Ramirtana, l'avventura affronta temi come il trauma, le conseguenze della vendetta e il conflitto tra libero arbitrio e destino. La narrazione cinematografica, accompagnata da una telecamera fissa e da sequenze narrative, punta a raccontare la storia anche attraverso le animazioni e l'ambiente, dato che Firva non può esprimersi verbalmente. La trama che si concilia bene con il mondo di gioco e non si ferma alla semplice sete di vendetta della protagonista e la scoperta di chi ne ha ucciso i genitori.


Enigmi e combattimenti in un mondo oscuro


Il titolo si presenta come un'avventura 3D che si basa su enigmi ambientali e, per ora, su una limitata fase di esplorazione. Utilizziamo il termine per ora perché la demo dura circa quaranta minuti e, di conseguenza, possiamo analizzare solo alcuni elementi di gioco che abbiamo avuto la possibilità di provare. Il mondo di gioco ci è sembrato abbastanza interessante, anche se la sua identità va caratterizzata maggiormente, per non rischiare di trovarsi di fronte a qualcosa di simile a quanto già visto in altri titoli.


Per quanto concerne il gameplay, i primi quaranta minuti si basano per lo più sulla presentazione iniziale del mondo di gioco, mostrando fasi platform e di parkour che risultano scorrevoli e non presentano particolari problemi, ma che di fatto per ora sono semplici corridoi lineari.


firva strings of fate
I primi quaranta minuti vedono un'esplorazione su corridoi

Fin dai primi momenti si comprende che siamo di fronte a un titolo dal taglio cinematografico, caratterizzato anche dalla presenza di alcuni enigmi ambientali che, in queste prime battute, abbiamo trovato particolarmente semplici e con poco mordente. Anche l'esplorazione, in questa fase, risulta praticamente assente. Questo, tuttavia, non significa che nella versione completa gli enigmi e l'esplorazione non possano acquisire un'identità più complessa e appagante.


Il sistema di combattimento viene introdotto attraverso uno scontro contro più nemici, utile per prendere confidenza con le meccaniche di base, prima di passare a una battaglia contro un mini boss, che mette alla prova quanto appreso e richiede un approccio più ragionato. In entrambe le situazioni, Firva può contare soltanto sulle azioni di attacco e schivata, anche se nella versione completa potrebbero essere implementate ulteriori abilità e armi, elementi che al momento non possiamo valutare. Nel complesso, il combattimento ci è sembrato abbastanza intuitivo, ma ancora in uno stadio embrionale, con una certa legnosità, soprattutto nelle schivate. Si tratta, tuttavia, di una base che può essere ampiamente migliorata e che mostra già un feedback dei colpi abbastanza interessante.


firva strings of fate
un sistema di combattimento intuitivo che ha bisogno di limature.

Un aspetto che ci ha lasciato particolarmente curiosi è il cambiamento di prospettiva durante gli scontri: si passa, infatti, da un'azione frenetica in 3D a un approccio più lento e ragionato, con una prospettiva quasi isometrica.


Implementazione dell'intelligenza artificiale


Da Steam si evince che gli sviluppatori dichiarano di aver utilizzato l'intelligenza artificiale generativa, a causa dei limiti di tempo e di budget, per realizzare i primi concept art e bozzetti delle sagome. Questi materiali sono stati successivamente perfezionati e sviluppati dall'artista 2D del gioco, Kiavash Jahed Parsa, e alcuni di essi sono stati utilizzati come base per le illustrazioni 2D che raccontano il retroscena della storia nel corso del gioco. Il team precisa inoltre che l'intelligenza artificiale generativa è stata impiegata esclusivamente in questa fase iniziale, sotto la supervisione dell'unico artista 2D del progetto, con l'obiettivo di garantire l'originalità dei contenuti ed evitare qualsiasi violazione del copyright. Questa decisione ci è sembrata comprensibile, soprattutto considerando che parliamo di un team indipendente composto da appena tre persone, con risorse economiche e tempi di sviluppo limitati.


Il processo è effettivamente quello descritto, si tratta di un impiego circoscritto dell'IA, volto a velocizzare la fase preparatoria anziché sostituire interamente il lavoro artistico. È una distinzione importante rispetto ai progetti che utilizzano immagini generate direttamente nel prodotto finale senza un intervento creativo significativo.


Prestazioni e... qualche bug


Dal punto di vista grafico, il gioco presenta ancora diverse imperfezioni, soprattutto per quanto riguarda le texture e la resa di alcuni elementi, che necessitano di ulteriori rifiniture nelle prossime release. Durante la nostra prova abbiamo riscontrato anche diversi cali di prestazioni che, considerando la fase iniziale dello sviluppo, non ci hanno comunque destato particolari preoccupazioni.


Nei circa quaranta minuti di gioco abbiamo inoltre incontrato alcuni bug, tra cui uno che ci ha costretto a ricaricare il salvataggio dopo la scomparsa del personaggio. Sul fronte della localizzazione, abbiamo notato che i dialoghi delle cutscene non sono tradotti in italiano, nonostante la lingua sia selezionabile nelle opzioni. I dialoghi durante il gioco, invece, non presentano problemi.


firva strings of fate
Ehi, sono sicuro di aver messo la localizzazione italiana!

Il comparto audio si è dimostrato soddisfacente, raggiungendo il suo apice nella fase finale della demo, quando una melodia particolarmente riuscita ha contribuito a rendere l'esperienza più immersiva.

Firva: Strings of Fate (Part 1) è un progetto che, almeno in questa prima fase, mostra alcune idee interessanti, soprattutto per quanto concerne l'ambientazione dark fantasy e il taglio cinematografico della narrazione. Tuttavia, la demo di circa quaranta minuti ci ha permesso di analizzare soltanto una piccola parte dell'esperienza, lasciandoci ancora diversi dubbi su quello che il titolo potrà effettivamente offrire nella sua versione completa. Il gameplay è piuttosto semplice, con enigmi ambientali poco impegnativi e un sistema di combattimento che necessita di diverse rifiniture. Sul piano tecnico abbiamo riscontrato alcuni problemi, tra cali di prestazioni, bug e una localizzazione non ancora completa. È difficile stabilire quanto questi aspetti verranno migliorati nelle prossime release, così come non è ancora chiaro se le meccaniche di gioco riusciranno a evolversi in maniera da offrire un'esperienza più varia e coinvolgente. In definitiva, è un titolo sul quale, al momento, preferiamo mantenere una certa cautela. Le idee mostrate in questa demo potrebbero trovare uno sviluppo interessante, ma è presto per capire se saranno sufficienti a dare al progetto una propria identità e a renderlo un'avventura capace di distinguersi da altre produzioni simili. Saranno le prossime fasi dello sviluppo a chiarire meglio le reali potenzialità del gioco.



Commenti


bottom of page