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Il recap in attesa del Ragnarök: God of War II

Aggiornamento: 25 ott 2022

Che sia per esperienza diretta o per sentito dire, la saga di God of War non è di certo sconosciuta a chi bazzica nel mondo dei videogiochi. Una saga titanica, in tutti i sensi, che ad oggi conta molti capitoli. Facciamo il punto della situazione sulla trama, nell'attesa del nuovo capitolo in uscita il prossimo 9 di novembre: God of War Ragnarök.

 

Se non lo avete ancora letto, qui trovate il link all'articolo precedente: God of War (2005)!


David Jaffe e Santa Monica Studio avevano fatto centro: God of War era un successone. Era d'obbligo per Sony PlayStation commissionare un sequel a questo manipolo di talentuosi sviluppatori. Purtroppo però il nostro David, come molti artisti, risultò essere un personaggio un po' fuori dalle righe e decise semplicemente che no, non aveva interesse nel partecipare ai futuri progetti del franchise; per cui le redini passarono al ben più noto Cory Barlog, ancora oggi nome di punta di Santa Monica Studio e principale direttore creativo della software house losangelina.


Dopo soli due anni dal primo capitolo, nel 2007 God of War II venne distribuito per PlayStation 2, ed anche stavolta possiamo certamente affermare che un piccolo miracolo era stato compiuto: meccaniche simili al primo episodio ma riviste e perfezionate, nuove soluzioni di gameplay precedentemente scartate dal primo episodio per mancanza di tempo e denaro, scenari ancora più mozzafiato e combattimenti di una brutalità fuori scala. God of War II spremeva l'hardware dell'allora già veterana PS2 al massimo di quell'epoca, e da molti fu definito il canto del cigno di una console storica, che ormai stava cominciando a cedere il passo alla nuova fiammante PlayStation 3.


L'attacco a Rodi


Sono passati alcuni anni ed il dio della guerra Kratos, consumato dall'odio per gli dèi che non lo hanno liberato dalle sue visioni, è sempre in battaglia; grazie a lui la città di Sparta prospera ed accresce il suo potere di città-stato. Le sue Lame del Caos sono rinate come le Lame di Atena, grazie al favore della dea.

Dopo l'ennesimo assedio, questa volta ai danni della città di Rodi, Atena lo ammonisce: gli Olimpici stanno perdendo la pazienza. Lo spartano non se ne cura affatto e giunge a Rodi per dare man forte ai suoi uomini, seminando distruzione. Una strana aquila, toccando la spalla di Kratos, lo deruba del potere di ingigantirsi e trasferisce l'energia sottrattagli alla statua del Colosso di Rodi.

Questa all'improvviso si anima ed inizia a dare la caccia allo spartano, mentre si fa strada minacciosa verso la città. Kratos è ancora un dio col potere di falciare schiere di nemici da solo ma, alla lunga, comincia ad accusare gli attacchi del Colosso.

Così Zeus arriva in suo aiuto lanciandogli la mitica Spada dell'Olimpo, in cui Kratos potrà riversare tutti i suoi poteri per dare il colpo di grazia al mostro. Con la Spada, Kratos distrugge il Colosso dall'interno ma capisce troppo tardi che è tutto un inganno: prosciugato dei suoi poteri, il Fantasma di Sparta era tornato mortale. L'aquila si rivela essere proprio Zeus che, strappata di mano la Spada a Kratos, lo uccide senza pietà. Troppo a lungo l'Olimpo ha dovuto sopportare le sue azioni: era ora di farla finita.


Nuovi alleati: i titani


Le schiere di servi dell'Ade arrivano a reclamare l'anima di Kratos, ma qualcuno le ferma. Il titano Gaia, seppur imprigionato come i suoi simili negli abissi del Tartaro, salva la vita allo spartano con la sua magia, e lo indirizza verso l'Isola della Creazione: la dimora delle Parche, tessitrici del destino di ogni essere vivente. Solo grazie alle Signore del Fato, Kratos potrà tornare al momento in cui Zeus lo ha tradito e ucciso, così da cambiare la propria sorte.


Gaia spera che con il potere del tempo Kratos possa riportare tutti i titani alla libertà, dopo che furono sconfitti e imprigionati da Zeus tanti secoli prima, proprio grazie al potere della Spada dell'Olimpo. Il re degli dèi punì tutti i titani a causa delle colpe di uno solo: Crono, suo padre, che divorava i suoi figli per paura di una profezia. Tale profezia affermava che Crono sarebbe stato portato alla rovina proprio da uno di loro. Fu solo grazie alla sposa di Crono che Zeus sopravvisse, e crebbe sotto le cure di Gaia, in segreto. Ma una volta adulto Zeus divenne vendicativo nei confronti di tutti i titani, nessuno escluso.

L'Isola della Creazione

Grazie all'aiuto del Pegaso alato mandato da Gaia, Kratos vola via in direzione della montagna in cui risiede il titano Tifone, da cui "prende in prestito" parte del suo potere. Qui conosce Prometeo, l'uomo che rubò il fuoco agli dèi per portarlo tra gli uomini e che per questo fu condannato in eterno a farsi dilaniare le carni da un'aquila. Dopo averlo liberato da quella triste sorte sacrificandolo nel fuoco sacro, Kratos acquisisce ancora più potere.



Di nuovo in sella al cavallo alato, lo spartano giunge all'Isola della Creazione. Le creature alate a guardia dell'isola uccidono Pegaso, facendoli precipitare entrambi. Kratos si salva aggrappandosi al tempio sul mare in cui risiedono i Destrieri del Tempo, gigantesche statue di cavalli donate eoni addietro da Crono alle Parche. Azionando il meccanismo che li fa muovere, Kratos guadagna l'accesso all'isola, ma solo dopo aver ucciso Teseo a guardia di questi.


Sull'isola Kratos affronta ogni sorta di nefandezza. Nelle paludi incontra lo spettro del Re dei barbari, colui che tanto tempo fa riuscì quasi ad ucciderlo.

Dopo averlo distrutto e ricacciato negli Inferi una volta per tutte, il Fantasma di Sparta si imbatte in un cerbero che sta divorando Giasone. Dalle viscere del cerbero Kratos recupera il Vello d'oro; tale manufatto, grazie al suo potere di riflettere ogni cosa, gli permette l'accesso al palazzo della gorgone Euriale. Lo sguardo pietrificante della terribile creatura non può nulla contro il potere del Vello e poco dopo neppure Perseo, convintosi che Kratos sia una prova mandata dalle sorelle per dimostrare se sia degno di loro, sopravvive alla violenza inumana dello spartano.


Giunto al ponte diroccato che porta al grande palazzo delle Parche, Kratos si confronta con un affranto Icaro, le cui ali lo hanno convinto di essere il solo e unico prescelto meritevole del favore delle tre sorelle. Icaro si avventa a Kratos e i due precipitano nella voragine sottostante.

Come al solito Kratos ha la meglio grazie alla sua forza bruta e, strappate le ali ad Icaro, riesce a planare ed aggrapparsi ad Atlante, il titano che sorregge il mondo intero. Il povero Icaro precipita nel baratro senza fine.

Atlante, purché in collera con Kratos (lo ritiene responsabile della propria sorte, costretto in eterno a sorreggere il mondo), capisce che lo spartano è alleato con Gaia e quindi lo aiuta nella risalita verso il palazzo delle sorelle.


Finalmente alla dimora delle Sorelle del Destino, il Fantasma di Sparta sacrifica la vita di due sacerdoti con un rituale per far aprire la Guglia in cui risiedono le tre divinità. Inoltre Kratos riesce a risvegliare la Fenice, con cui poter volare fin dentro la Guglia. Purtroppo però, mentre si reca a domare la bestia per cavalcarla, è fermato da un misterioso guerriero. Dopo uno scontro all'ultimo sangue, Kratos capisce che l'uomo non era altri che il generale spartano una volta sotto il suo comando, partito in cerca del favore delle Signore del Fato per cambiare la sorte di Sparta. L'uomo, esalando l'ultimo respiro, svela a Kratos che Sparta era stata distrutta da Zeus.

In preda alla furia distruttrice, Kratos trucida una mostruosa creatura, il Kraken, e sale in groppa alla Fenice per raggiungere la Guglia.


La triste fine delle Sorelle del Destino


Davanti a lui si para Lachesi, la prima delle tre Sorelle del Destino, raggiunta poco dopo da Atropo, la più anziana. Entrambe sostengono che Kratos sta compiendo qualcosa di profondamente sbagliato, ma lo spartano non sente ragioni. Inizia uno scontro all'ultimo sangue che vede infine Kratos intrappolare le due sorelle dentro ad uno degli specchi magici delle loro sale per poi frantumarlo, distruggendole.

L'ex dio della guerra prosegue verso la terza sorella, Cloto, gigante e deforme, nella Sala del Telaio. Uccisa anch'essa, Kratos ha finalmente accesso al filo della sua vita e quindi il controllo sul suo destino, così torna al momento in cui Zeus lo ha tradito.

I due iniziano un combattimento epocale senza esclusione di colpi. Proprio nel momento in cui Zeus sta per essere sconfitto, Atena si frappone tra loro, sacrificandosi. Mentre la dea muore, svela a Kratos che egli è figlio di Zeus, e che il padre dell'Olimpo ha agito così solo per paura. Zeus è convinto che uno dei suoi figli lo porterà alla rovina, nello stesso modo in cui egli fu la rovina di Crono e di tutti i titani.


Il Re dell'Olimpo ormai è fuggito; Kratos deve tornare alla Guglia. Poco prima che la dimora delle Parche collassi su sé stessa, Kratos riesce a tornare indietro nel tempo e portare con sé nel presente tutti i titani dall'epoca della Prima Grande Guerra contro gli Olimpici. Con alleati così potenti al suo fianco, Kratos è pronto a prendere d'assalto il Monte Olimpo.


È l'inizio della fine...

 

Finisce qui la storia del secondo epico capitolo di God of War.



Articolo successivo: gli spin-off di God of War!

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