Marathon: le prime impressioni
- Adriano Junio Ventrone

- 3 ore fa
- Tempo di lettura: 4 min
Abbiamo passato diverse ore su Marathon, il nuovo extraction shooter realizzato da Bungie, celebre studio padre delle celebri saghe di Halo e Destiny.
Da poco approdato nelle librerie videoludiche, Marathon, extraction shooter di Bungie ha fatto parlare di sé ancor prima della sua uscita, sia per i dubbi sul suo genere di appartenenza, gli odiati ed amati extraction shooter che sembrano dividere completamente il pubblico, tra giochi acclamati come Arc Riders e giochi invece odiati da critica e pubblico come Concord, sia per accuse di plagio di alcuni elementi grafici presenti nel gioco, nominalmente dei poster dell'artista N² / ANTIREAL utilizzati senza il suo permesso nel gioco in fase di alpha, vicenda per fortuna risolta a favore dell'artista.
Ma, nel concreto, una volta che si è sollevata la polvere su tutto il precedente, come sono andate le nostre prime ore effettive sul titolo? In attesa di una recensione completa ecco le nostre prime impressioni sull’ultima fatica di Bungie!
Pad alla mano: gunplay vecchio, gameplay diverso Marathon
Il primo elemento che distingue Marathon dai titoli prodotti in passato da Bungie, nello specifico le saghe di Halo e di Destiny, è il suo genere di riferimento: siamo infatti davanti ad un extraction shooter.
Superato l’iniziale “trauma” di non trovarci all’interno di un’esperienza fortemente narrativa come quelle a cui lo studio ci ha abituati nel passato, dopo poche ore abbiamo iniziato a prendere dimestichezza con quello che il gioco ci chiedeva di fare, ovvero scendere in un campo e raggiungere degli obiettivi in un tempo limite, il tutto mentre siamo bersagliati da nemici controllati dal computer o altri giocatori.
Entrati in confidenza con i menù e con gli obiettivi da raggiungere durante alcune missioni in singolo che il gioco mette a disposizione, abbiamo scelto il nostro telaio (le classi dei personaggi, per dirla alla Destiny) e ci siamo buttati subito nella mischia in partite online.

Dal punto di vista del mero feeling come sparatutto, del gunplay, Marathon eredita da Destiny la quasi totalità della sua proposta, il che è probabilmente uno dei punti di forza maggiori del titolo. Va specificato comunque che ci sono alcune differenze e che non si tratta di una semplice trasposizione di un gameplay precedente in un nuovo titolo. La palese differenza di Marathon rispetto ad Halo e Destiny è lo scatto/corsa, non più infiniti ma limitati da un indicatore e da un cooldown, fattore che rende da un lato l’azione meno frenetica ma che spinge il giocatore a ponderare i propri movimenti.
In generale a prescindere dalle build creabili a cui dedicheremo un breve paragrafo a seguire, Marathon non risulta un’esperienza troppo caotica in cui il giocatore può lanciarsi all’assalto forte di abilità potentissime e munizioni infinite quanto più un’esperienza dove soppesare le proprie mosse per renderle quanto più efficaci possibili in ottica di obiettivi da portare a termine.
Un’insospettabile mole di build
Un aspetto di Marathon che ci ha lasciati piacevolmente colpiti - ma anche un po’ preoccupati in realtà – è la quantità di “opzioni di building” che il gioco mette a disposizione al giocatore.
Statistiche dei singoli telai, alberi abilità delle specifiche fazioni a cui unirsi e oggetti sono i principali fattori che influenzeranno la creazione e la messa a punto dei nostri personaggi, dimostrazione di quanto Bungie abbia cercato di rendere Marathon un titolo profondo da questo punto di vista, quasi “hardcore” per il genere.
Tuttavia, almeno nelle prime ore di gioco, tutta questa progressione ci è sembrata un po’ lenta e laboriosa.

In generale, comunque, queste personalizzazioni unite ad una buona varietà di telai a disposizione permettono al giocatore di costruire il proprio personaggio in maniera capillare adattandolo al proprio stile di gioco, a patto ovviamente che si sia disposti a spendere un quantitativo di ore sufficiente.
Tanto da leggere
In purò stile Destiny fanno il loro ritorno una sorta di “carte grimorio”, qui chiamati "Codici" ovvero dei trafiletti testuali sbloccabili tramite imprese svolte durante le nostre spedizioni che, una volta ottenute, ci narreranno pezzi di storia e di lore del mondo di Marathon.

Quelle sbloccate da noi finora, una minima parte rispetto a quanto il gioco ha da offrire, comunque lasciano presagire il fatto di trovarsi dinanzi ad un universo di gioco creato con cura e ricco di nozioni da apprendere, fattore che sicuramente farà contenta quella fetta di giocatori avida di lore.
Ma quindi, qual è l'esito?
Le prime ore su Marathon sono state quantomeno particolari. Lasciando decadere polemiche, pregiudizi e quant’altro nato sull’internet nei mesi passati, ci siamo approcciati al titolo con neutralità, e questo ci ha permesso di passare – almeno per ora, al momento della stesura di questo articolo – delle ore divertenti seppur impegnative sotto diversi punti di vista.
Come funzionano le fazioni, le build e gli equipaggiamenti sono concetti che vanno fatti propri col tempo, così come la “pienezza” dell’HUD e del mapping dei tasti sono forse dei fattori problematici degni di essere trattati in sede di recensione, nei prossimi giorni.
Ricordiamo che Marathon è attualmente disponibile su PS5, Steam e Xbox Series X/S






Commenti