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Recensione: City Hunter - Ryo Saeba approda in Europa nel suo primo e unico videogioco dedicato

La nostra recensione di City Hunter per Playstation 5 che per la prima volta approda in Europa.

Per gli appassionati della cultura pop e per gli amanti dei manga polizieschi con una vena ironica tipica della narrazione orientale, gli anni Ottanta hanno segnato la nascita di una delle icone più amate del fumetto giapponese: City Hunter.


Creato dal mangaka Tsukasa Hojo, il manga debuttò in Giappone nel 1985 sulle pagine della celebre rivista Weekly Shonen Jump, conquistando rapidamente un vasto pubblico grazie alla sua miscela di azione, mistero, comicità e momenti di grande intensità emotiva. In Italia l’opera è arrivata diversi anni dopo, trovando però un’accoglienza altrettanto calorosa tra i lettori.


La prima pubblicazione italiana risale al gennaio 1996, quando Star Comics iniziò a proporre la serie all’interno della collana Starlight. La pubblicazione proseguì fino al marzo 1999, permettendo anche al pubblico italiano di conoscere uno dei manga più rappresentativi del panorama action degli anni Ottanta. In seguito l’opera è stata riproposta in nuove edizioni da Panini Comics, contribuendo a mantenere viva la popolarità della serie tra vecchi e nuovi lettori.


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Il successo del manga portò naturalmente alla realizzazione di un adattamento animato. La serie televisiva di City Hunter, composta complessivamente da 140 episodi suddivisi in quattro stagioni, ha ampliato ulteriormente la notorietà della storia e dei suoi personaggi. In Italia, l’anime fece la sua comparsa nell’ottobre del 1991, per poi essere trasmesso nuovamente dal gennaio 1997 sull’emittente televisiva Italia 7, contribuendo a consolidare il culto attorno alla serie tra il pubblico degli anni Novanta.


Protagonista assoluto della storia è Ryo Saeba, investigatore privato e giustiziere metropolitano dal carattere complesso e affascinante. Dietro l’atteggiamento apparentemente scanzonato e spesso ironico si nasconde infatti un uomo segnato da un passato difficile, ma animato da un forte senso di giustizia. Ryo ha fatto una promessa precisa: proteggere gli innocenti e difendere le vittime da soprusi, criminalità e violenze che popolano le strade della metropoli. Accanto a lui agisce la fidata partner Kaori Makimura, figura fondamentale nella dinamica narrativa della serie. Insieme formano una squadra indipendente che opera ai margini della legalità istituzionale, offrendo i propri servizi come investigatori privati e guardie del corpo. Il loro lavoro li porta ad affrontare ogni tipo di incarico, spesso pubblicizzato attraverso il celebre sistema di messaggi lasciati sulla lavagna della stazione di Shinjuku, segno distintivo della serie.


Attraverso una successione di casi sempre diversi la narrazione costruisce progressivamente un quadro più ampio delle relazioni tra i personaggi e del passato che li lega. L’azione serrata, le situazioni comiche e i momenti di forte tensione emotiva si alternano dando vita a un racconto capace di mescolare con equilibrio avventura, dramma e humour. A distanza di decenni dalla sua creazione, City Hunter continua a essere considerato uno dei titoli più rappresentativi del manga d’azione e investigativo. Il carisma di Ryo Saeba, l’alchimia con Kaori e l’inconfondibile atmosfera urbana della serie hanno contribuito a trasformare l’opera in un vero e proprio classico della cultura pop, capace ancora oggi di affascinare nuove generazioni di lettori e spettatori.


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Non tutti sanno, tuttavia, che City Hunter ha avuto anche una parentesi nel mondo dei videogiochi. Nel 1990, infatti, in Giappone venne pubblicato per PC Engine  il primo e unico videogioco ufficiale dedicato alla serie sviluppato da Sunsoft. Si trattava di uno sparatutto a scorrimento laterale che riprendeva l’atmosfera e i personaggi dell’anime, collocando la propria narrazione nel periodo della prima stagione della serie televisiva. Il giocatore vestiva i panni di Ryo Saeba, impegnato ad affrontare una serie di missioni tra sparatorie, inseguimenti e scontri con la criminalità, in perfetto stile action urbano che ha reso celebre l’opera di Tsukasa Hojo.


Per oltre trentacinque anni questo titolo è rimasto un’esclusiva del mercato giapponese, diventando nel tempo una vera curiosità per collezionisti e appassionati della saga, difficilmente accessibile al pubblico occidentale. La situazione è cambiata solo recentemente, quando Red Art Games ha deciso di recuperare e riproporre il gioco anche in Europa. L’iniziativa nasce nell’ambito delle celebrazioni per il quarantesimo anniversario della serie City Hunter, offrendo finalmente ai fan occidentali l’opportunità di scoprire questo capitolo videoludico rimasto per decenni confinato al solo Giappone.


La riedizione è stata annunciata per diverse piattaforme moderne, tra cui PlayStation 5, PC, Nintendo Switch e Xbox Series X/S uscito lo scorso 25 febbraio, segnando così il debutto ufficiale del titolo sul mercato europeo e riportando alla luce un tassello poco conosciuto della storia multimediale legata all’universo di Ryo Saeba.


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il gioco di City Hunter degli anni 90

Il titolo sviluppato da Sunsoft, per quanto oggi possa essere considerato un prodotto di rilevanza storica per gli appassionati della serie, presentava naturalmente tutte le caratteristiche tipiche dei videogiochi dell’epoca. La struttura di gioco proponeva infatti una difficoltà piuttosto marcata, comandi calibrati sugli standard dei primi anni Novanta e una durata complessiva piuttosto contenuta, elementi che rappresentavano una consuetudine per molti titoli del genere.


Nonostante questi limiti, il gioco riusciva comunque a mantenere intatto lo spirito della serie, riproponendo atmosfere, ambientazioni e situazioni direttamente ispirate all’universo narrativo di City Hunter. Le sequenze d’azione, unite allo stile urbano che contraddistingue le avventure di Ryo Saeba, contribuivano a restituire al giocatore una discreta fedeltà all’opera originale. La versione riproposta oggi sul mercato si presenta naturalmente come una remastered, pensata per adattare il titolo alle piattaforme moderne. Oltre al recupero dell’esperienza originale, sono state introdotte alcune novità e migliorie pensate per rendere il gioco più accessibile al pubblico contemporaneo.


Un'opera fedele alla serie


Come accennato in precedenza, il gioco si colloca temporalmente nel periodo della prima stagione dell’anime. Il giocatore vestirà esclusivamente i panni di Ryo Saeba, impegnato a risolvere una serie di casi legati a un’organizzazione criminale coinvolta nello spaccio. La struttura del gioco è suddivisa in tre missioni principali, ognuna delle quali rappresenta un caso differente collegato alla stessa rete criminale.


I tre stage possono essere affrontati in ordine libero, lasciando al giocatore una certa libertà nella progressione. Una volta completate tutte le missioni iniziali, si sblocca il quarto e ultimo livello, che rappresenta lo scontro finale con l’organizzazione e la conclusione della vicenda. Durante i vari livelli il giocatore incontrerà anche diversi personaggi noti della serie. Si tratta tuttavia di apparizioni brevi e fugaci, pensate più come omaggi per i fan che come elementi centrali della narrazione. L’azione rimane infatti costantemente focalizzata su Ryo Saeba, unico personaggio giocabile e vero protagonista dell’esperienza di gioco.


Remastered o porting?


La domanda che molti appassionati si pongono è sempre la stessa: il lavoro svolto da Red Art Games si limita a un semplice porting del titolo originale oppure siamo di fronte a una vera e propria nuova veste grafica? La risposta, in questo caso, è piuttosto chiara. Non si tratta di un semplice trasferimento del gioco sulle piattaforme moderne, ma di una remastered che introduce alcune novità pensate per adattare l’esperienza ai giocatori contemporanei. La riedizione propone infatti tre diverse modalità di gioco, ognuna pensata per soddisfare tipologie differenti di pubblico.


La prima è la modalità Classica, che ripropone in modo fedele e praticamente integrale l’esperienza originale del 1990 uscita su PC Engine. In questa modalità il gioco mantiene le stesse caratteristiche tecniche, la stessa struttura e la medesima impostazione dei comandi della versione storica, offrendo così ai giocatori più nostalgici la possibilità di rivivere il titolo esattamente com’era stato concepito all’epoca.


Accanto a questa troviamo la modalità Enhanced, che introduce invece una veste grafica rinnovata e più fluida. In questo caso il titolo beneficia di miglioramenti visivi, animazioni più scorrevoli e di un sistema di comandi aggiornato, rendendo i movimenti del protagonista più reattivi e l’esperienza di gioco complessivamente più moderna e accessibile.


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Sparare senza sosta è il trucco!

Infine è presente la modalità Hard, che propone il gioco con la grafica aggiornata ma con un livello di difficoltà più elevato. Questa modalità è pensata soprattutto per i giocatori più esperti o per chi desidera affrontare una sfida più impegnativa, avvicinandosi allo spirito punitivo tipico dei videogiochi arcade dei primi anni Novanta.


Un' esperienza di gioco invecchiata bene?


Dal punto di vista del gameplay, City Hunter non introduce particolari innovazioni nelle meccaniche di gioco, mantenendo sostanzialmente intatto il core dell’esperienza originale. Il titolo si presenta infatti come uno sparatutto bidimensionale a scorrimento laterale, in cui il giocatore, nei panni di Ryo Saeba, deve attraversare diverse mappe urbane affrontando numerosi nemici. La struttura dei livelli è piuttosto lineare: Ryo può muoversi lungo scenari laterali popolati da criminali armati, che dovranno essere eliminati utilizzando diverse armi da fuoco. L’azione si alterna a momenti di esplorazione, nei quali il giocatore dovrà accedere a vari edifici presenti nella mappa attraverso porte e ingressi disseminati lungo il percorso.


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Chi troveremo dietro le porte dello stage?

All’interno di questi ambienti è possibile raccogliere oggetti utili, ottenere informazioni e proseguire nell’indagine legata al caso in corso. Questa componente esplorativa rappresenta uno degli elementi distintivi del gioco, poiché permette di interrompere la sequenza di scontri a fuoco con brevi fasi investigative. Solo la quarta e ultima mappa presenta una struttura più ampia e articolata rispetto alle precedenti, fungendo da scenario conclusivo dell’avventura e culminando nello scontro finale con l’organizzazione criminale che Ryo sta cercando di smantellare.


Tra le novità introdotte nella remastered troviamo anche alcune soluzioni pensate per rendere il gioco più accessibile rispetto alla versione originale. Una delle funzionalità più interessanti è la possibilità di riavvolgere il tempo, permettendo al giocatore di tornare indietro di qualche istante in caso di errore. Si tratta di un sistema ormai piuttosto diffuso nelle riedizioni moderne dei titoli classici e che consente di attenuare la difficoltà tipica dei giochi dell’epoca, rendendo l’esperienza più fruibile per ogni tipologia di giocatore.


Il sistema di salute del protagonista è rappresentato da una barra della vita indicata con i classici quadratini, che diminuiscono quando Ryo subisce danni durante gli scontri con i nemici. All’interno dei vari stage è però possibile recuperare energia visitando alcune stanze specifiche presenti negli edifici esplorabili. Tra queste troviamo la stanza dell’infermiera, che permette di ripristinare la salute del protagonista, ma anche una delle gag più tipiche dello stile della serie: la presenza di una cabina nella quale una ragazza si spoglia.


city hunter ps5
Sei un pervertito! Nel frattempo recupera tutta l'energia.

È un chiaro riferimento al tono ironico e scanzonato che ha sempre caratterizzato le avventure di Ryo Saeba.


Questi elementi, oltre a offrire un momento di recupero per il giocatore, richiamano direttamente l’umorismo e le situazioni sopra le righe che hanno reso celebre l’opera originale.


L’esplorazione degli stage risulta nel complesso piuttosto lineare. Il giocatore può accedere a nuove sezioni della mappa soltanto dopo aver recuperato una chiave o un determinato oggetto necessario a sbloccare alcune porte o aree specifiche. Si tratta tuttavia di una struttura che non richiede particolari capacità di orientamento o complesse fasi di esplorazione, mantenendo un ritmo di gioco diretto e immediato.


Durante l’avanzamento sarà possibile incontrare diversi personaggi provenienti dalla serie originale. Le loro apparizioni, seppur brevi, svolgono un ruolo utile al completamento della missione, fornendo talvolta indicazioni, oggetti o semplicemente contribuendo a contestualizzare gli eventi all’interno dell’universo narrativo di City Hunter. Come da tradizione per molti titoli action dell’epoca, ogni livello si conclude con uno scontro contro un boss. Questi avversari rappresentano la sfida più impegnativa dello stage e richiedono al giocatore maggiore attenzione, buoni riflessi e una gestione accurata dei colpi da mettere a segno per poterli sconfiggere e proseguire verso la missione successiva.


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manuale originale

Dal menu iniziale di City Hunter è possibile accedere a un libretto di istruzioni digitale, un dettaglio che conferisce immediatamente un senso di amarcord e nostalgia agli appassionati della serie originale. La profondità dell’esperienza non si limita alla semplice giocabilità: mettendo in pausa il gioco, i giocatori possono ascoltare le tracce originali della serie e ammirare le key art ufficiali, opere visive che arricchiscono ulteriormente l’atmosfera. Questa combinazione di elementi audiovisivi e grafici non solo celebra l’eredità del franchise, ma trasforma il gameplay in un’esperienza immersiva e poetica, pensata per chi desidera rivivere le emozioni della serie con un approccio moderno, senza perdere il fascino vintage degli anni ’80 e ’90.


Localizzazione


Uno degli aspetti più rilevanti di questa operazione è senza dubbio la localizzazione in italiano. Avere finalmente i testi tradotti rappresenta un notevole valore aggiunto, considerando che l’elemento investigativo del gioco richiede una comprensione precisa dei dialoghi per evitare approcci casuali o errori. L’adattamento risulta fedele all’originale, trasmettendo con efficacia il tono dei personaggi e consentendo di seguire le indagini di Ryo in modo naturale e scorrevole. Questo lavoro di traduzione rende il titolo fruibile a un pubblico molto più ampio, abbattendo la barriera linguistica che per anni aveva limitato l’esperienza ai soli appassionati del mercato giapponese.


Comparto audio


Il comparto sonoro rappresenta un elemento fondamentale nel completare l’esperienza di gioco. Oltre alle musiche originali restaurate, il titolo include ufficialmente il celebre brano Get Wild, permettendo ai giocatori di immergersi appieno nell’atmosfera iconica della serie. Questa scelta non solo soddisfa i fan storici, ma valorizza anche l’aspetto emotivo del gameplay, trasformando ogni momento di pausa o di esplorazione in un piccolo tributo alla colonna sonora.


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Get Wild è pura goduria

La cura nella selezione e nella qualità delle tracce contribuisce così a rendere l’esperienza non solo fedele all’originale, ma anche completa e memorabile, conferendo un senso di continuità e nostalgia che arricchisce l’intero titolo.


Una remastered per gli appassionati della serie


Sebbene questa versione di City Hunter abbia un’importante valenza storica, essendo per la prima volta distribuita ufficialmente in Europa, va sottolineato che l’operazione di Red Art Games è principalmente rivolta ai fan della serie, desiderosi di recuperare un titolo fino ad oggi confinato al mercato giapponese. Negli anni ’90 i videogiochi tratti da manga e anime non erano una presenza consolidata nel panorama occidentale, ma City Hunter, se rapportato al periodo di uscita, non ha nulla da invidiare agli standard dell’epoca, pur presentando gli inevitabili limiti tecnici: animazioni rigide, movimenti imprecisi e sporadici problemi di lag, tipici dei titoli di quel decennio.


L’edizione attuale, proposta a un prezzo di lancio di 25 euro, è consigliabile principalmente agli appassionati del franchise, che potranno apprezzare un omaggio a uno dei personaggi più iconici della cultura pop degli anni ’90, Ryo Saeba.


La durata del gioco resta limitata e, sebbene la modalità enhanced migliori sensibilmente la fluidità, la struttura rimane quella di un prodotto vintage. Non sono stati apportati cambiamenti sostanziali ai contenuti: i livelli mantengono lo scheletro originale di oltre trent’anni fa, con backtracking degli stage che, pur non risultando del tutto tedioso, potrebbe rappresentare una sfida frustrante per chi si approccia per la prima volta a un classico sparatutto laterale in stile retrò.


In sintesi, questa edizione celebra la nostalgia e la storicità del titolo, offrendo un’esperienza fedele agli anni ’90, ma rimane un prodotto pensato soprattutto per gli appassionati della serie, più che per i giocatori moderni alla ricerca di una sfida contemporanea o di contenuti innovativi


Verdetto Finale

PRO

CONTRO

  • Finalmente il gioco di City Hunter in Italiano

  • Molto fedele alla Serie

  • Get Wild vale davvero tutto il comparto sonoro

  • Tre modalità da scegliere

  • Finalmente più fluido

  • Animazioni troppo datate

  • Durata veramente breve per il prezzo

  • Nessun contenuto extra

City Hunter è un titolo dal valore soprattutto storico. Da un lato approda in Europa e offre finalmente la localizzazione in italiano, un ottimo comparto sonoro e alcune modalità che rendono l’esperienza più accessibile agli appassionati degli sparatutto a scorrimento laterale. Dall’altro lato, la remastered risulta piuttosto conservativa e non introduce cambiamenti sostanziali alla struttura originale, che mantiene i limiti e le dinamiche tipiche dei giochi degli anni ’90. Nel complesso si tratta di un recupero interessante e godibile, consigliato soprattutto ai fan della serie e agli amanti del retrogaming più che a chi cerca un’esperienza moderna o innovativa.

Voto finale: 7/10

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