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Metal Gear: la classifica dei capolavori per impatto culturale

A Metal Gear non manca certo la capacità di lasciare il segno. È per questo motivo che abbiamo deciso di proporvi una classifica dei titoli della saga basata sull'impatto culturale che hanno avuto nel mondo videoludico.

Metal Gear è una saga che non ha certo bisogno di presentazioni. Da decenni, infatti, ha solcato fior fiori di console, tenendo compagnia ad una moltitudine di videogiocatori attraverso le generazioni. Grazie ad un taglio cinematografico particolarmente pronunciato, rotture della quarta parete, trame e sottotrame complesse, doppi e tripli giochi, colonne sonore epiche ed un utilizzo del medium videoludico senza precedenti, la serie Konami firmata Hideo Kojima, rappresenta, ancora oggi, una delle opere imprescindibili per qualsiasi appassionato.

 

Per questo motivo, vogliamo proporvi la classifica definitiva di tutti i titoli canonici che compongono l’epopea, e, siccome queste opere sono il perfetto esempio di videogioco inteso come forma d’arte, ci focalizzeremo maggiormente sull’impatto culturale avuto da ognuno di questi giochi, comunque unico a modo suo. Questo, lo possiamo fare soprattutto grazie alle recenti operazioni di conservazione e riproposizione da parte del colosso giapponese Konami nei confronti di uno dei suoi figli prediletti.

 

La premessa fondamentale è che, in tutti i Metal Gear, in linea di massima il protagonista è un soldato d’élite che deve cercare di distruggere il famigerato Metal Gear, appunto, un carro armato bipede in grado di lanciare testate nucleari da qualsiasi posizione verso un punto qualunque del pianeta. Peculiarità della serie è che il videogiocatore deve compiere l’impresa facendosi individuare il meno possibile, anche se ogni titolo possiede una componente action più o meno marcata. A caratterizzare Metal Gear come elemento distintivo c'è anche il fatto che, trattando principalmente di fantapolitica, Hideo Kojima ha sempre abilmente alternato e mescolato i fatti reali con la finzione così da ottenere nove gemme uniche nel loro genere.


La classifica


9. Metal Gear (1987)

metal gear

Da qualche parte si deve pur partire e Metal Gear non solo rappresenta il titolo meno ispirato dell’intera serie, ma anche il primo tassello di un puzzle così intricato e complesso da renderlo, dopo l’uscita di Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, non perfettamente coerente e collegato ai restanti fratelli “minori".


Uscito per MSX2 a fine anni ’80, ha comunque il pregio di essere stato uno dei primissimi esempi di videogioco stealth nonché una vera e propria ventata di aria fresca per quanto concerne il panorama videoludico dell’epoca poiché proponeva, oltre alle primissime, primitive, meccaniche di elusione, un inventario, le chiamate al codec, una componente di backtracking ed una trama semplice ma solida improntata allo spionaggio.


8. Metal Gear Solid V: The Phantom Pain (2015)

Non può esserci posizione diversa per l’ultimo titolo della serie canonica, uscito ormai quasi undici anni fa, e questo per via del suo sviluppo parecchio travagliato. Purtroppo, a fare le spese dei dissidi interni tra Hideo Kojima e Konami fu proprio questo videogioco, rilasciato anzitempo con tutte le controversie del caso.

 

metal gear solid v the phantom pain

Tuttavia, tra capitoli fantasma, DLC scartati e materiale non recuperato neanche da Ground Zeroes, The Phantom Pain presenta comunque un gameplay tra i migliori della serie, che rappresenta in tutto e per tutto una evoluzione di quello approntato con Peace Walker. La trama è sostenuta da un numero di cutscene certamente più diluito rispetto al passato, grazie anche ad una longevità notevole che fa di The Phantom Pain il gioco più lungo della saga. Tuttavia, le cassette spesso offrono un completamento prolisso di alcuni concetti. Non mancano invece citazionismo, autocitazionismo e colpi di scena da togliere il fiato mentre con le tematiche si gioca forte, giacché si parla abbondantemente di vendetta, sfruttamento minorile e bambini-soldato.


7. Metal Gear Solid V: Ground Zeroes (2014)

 

metal gear solid v ground zeroes

La prima parte del blocco “quinto capitolo” si rivela essere migliore, sotto certi aspetti, rispetto alla sua seconda, ma con un problema non indifferente, ovvero una durata che si aggira attorno al paio di ore per quanto concerne la main quest. Anche in questo caso, la storia si rivela essere di alto livello e non priva di momenti toccanti, stavolta senza controversie, ma è una storia che sa più di chiusura del precedente Peace Walker piuttosto che di prologo di The Phantom Pain, a discapito del titolo che porta.

 

Il gameplay si attesta su buoni livelli anche se privo di un lato gestionale invece presente sia in Peace Walker che in The Phantom Pain, con il quale però condivide le tematiche, oltreché le componenti citazioniste ed auto-citazioniste.


6. Metal Gear Solid: Peace Walker (2010)

 

Sesto posto per uno dei dieci  videogiochi più venduti di sempre sulla portatile di casa Sony, PSP. Dopo aver cronologicamente chiuso l’epopea con Guns of the Patriots, c’era bisogno di reinventarsi e Peace Walker ha fatto centro sotto tutti i punti di vista. Le lunghissime cutscene dei titoli ante 2010 sono state sostituite da sequenze in stile fumettistico molto gradevoli e dalla durata certamente più popolare mentre, in termini prettamente ludici, questo capitolo è fautore dell’introduzione di una componente gestionale e del relativo sistema di rapimento soldati, il Fulton System, riproposto anche nelle opere successive di cui abbiamo già parlato. Esso arricchisce e rinfresca notevolmente il diktat proposto fino ad allora.

 

metal gear solid peace walker

Pur essendo pensato per una console portatile e solo successivamente portato sulle casalinghe, questo titolo non ha nulla da invidiare agli altri perché le innovazioni proposte sono state il blocco fondamentale per tutte le release dal 2010 in poi. Tra le tematiche si annoverano la deterrenza, la fragilità umana, lo sfruttamento ed il cospirazionismo politico oltreché le intelligenze artificiali.


5. Metal Gear Solid 3/Δ: Snake Eater (2004/2025)

 

La storia di Metal Gear in ordine cronologico inizia da qua. Da molti considerato il capitolo perfetto, Metal Gear Solid 3: Snake Eater e relativo remake rappresentano un impeccabile bilanciamento di tutto. Le cutscene, infatti, sono di un numero abbastanza consistente, mai così elevato da tediare, mentre il gameplay mescola sapientemente le fasi stealth con le fasi action, offrendo, in più, anche la meccanica della percentuale di mimetizzazione.


metal gear solid delta snake eater

 

I personaggi non solo sono indimenticabili, ma sono anche il perno fondamentale dell’intera saga e la loro morale si mette in gioco tra etica, lealtà ed ideologia. L’unica pecca è che seppur questo titolo rappresenta l’opera preferita di molti, parlando di impatto culturale, non osa così tanto come i capitoli nelle posizioni più alte di questa classifica, preferendo offrire un prodotto certamente autoriale ma alla portata di tutti. Questo è comunque un pregio non indifferente perché Kojima e Konami hanno saputo fare un piccolo passo indietro ideologico per permettere al loro prodotto di affondare le radici in numero di case maggiore.


4. Metal Gear 2: Solid Snake (1990)

 

metal gear 2

Un outsider, ma non per noi. Quando si parla di impatto culturale, Metal Gear 2: Solid Snake non può non essere citato tra le posizioni di rilievo. Uscito nel 1990 per MSX2, il rilascio numero due della saga si è imposto a spalle larghe nell’universo videoludico, proponendo pezzi di storia del videogioco che molti autori si sognano ancora oggi.


Rottura della quarta parete è la parola chiave di questo capolavoro che a soli 3 anni di distanza dal suo prequel, lo devasta completamente sotto il profilo evolutivo, proponendoci un pool di personaggi caratterizzati eccellentemente, una colonna sonora che non ti aspetteresti per l’epoca ed un gameplay certamente più fluido.

 

Il vero fiore all’occhiello è tutto il resto: dialoghi al codec surreali in cui gli interlocutori parlano al videogiocatore, il tap code ed un finale da antologia della metanarrazione. I difetti? Nonostante i passi da gigante fatti, alcuni limiti hardware dell’epoca danno un pochino nell’occhio. Tuttavia, se non fosse esistito questo capitolo, oggi non saremmo qua a parlare di una delle saghe più iconiche di sempre.


3. Metal Gear Solid 4: Guns of The Patriots (2008)

Nel bene o nel male, Metal Gear Solid 4 ha fatto la storia. Il Guinness dei Primati dice che la cutscene ininterrotta più lunga di sempre appartiene a questo gioco ed ha la durata di 71 minuti.

 

metal gear solid 4

Guns of The Patriots, da capitolo cronologicamente conclusivo della saga era quello che aveva il compito di far tornare i conti e tra quasi ore totali di filmati, citazionismo, auto-citazionismo, rotture della quarta parete, fan service di quello buono e tagli di regìa indimenticabili che  hanno fatto scuola e hanno accompagnano momenti che resteranno indelebili nelle menti dei videogiocatori, resterà nella storia come quello che ha sdoganato una certa maniera di fare i videogiochi, una maniera che danza allegramente sulla stessa pista da ballo di quella del grande schermo.

 

La conclusione della saga è da lacrime e annovera al suo interno temi quali le intelligenze artificiali, il progresso, l’eredità dell’essere umano e la redenzione. Per constatare l’importanza di questo titolo basta pensare solo a tutto ciò che è venuto dopo.


2. Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty (2001)

metal gear solid 2

Capita sovente che un capolavoro all’uscita sia, nell’immaginario collettivo, un’opera incompresa. È il caso di Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty, che al lancio non venne assolutamente visto di buon occhio e, mentre gli utenti si lamentavano principalmente di troppe cutscene e soprattutto del cambio di protagonista, Kojima nei fatti aveva realizzato l’opera videoludica più avanguardista, profetica e filosofica degli ultimi 2 decenni, in grado di essere inquietantemente attuale ancora oggi.


Tra una metanarrazione devastante e temi quali il libero arbitrio, la schiavitù dell’essere umano ai danni del contesto creato dal potere, la tecnologia, l’identità, il controllo e la manipolazione delle informazioni da parte delle IA, Sons of Liberty resta un capolavoro a tutto tondo del genere, clamorosamente incompreso al lancio ma fortunatamente rivalutato negli anni, e che non classifichiamo in prima posizione solamente per un non-rinnovamento di meccaniche di gameplay rispetto a Metal Gear Solid.


metal gear solid 2

1. Metal Gear Solid (1998)

  

Sua Maestà Metal Gear Solid non poteva che essere in cima a questa classifica.


metal gear solid

Il Metal Gear che, senza ombra di dubbio, ha avuto il maggior impatto culturale, che ha non solo separato le acque ma le ha proprio ribaltate. Tutto parte da qui perché l’opera prende a piene mani da Metal Gear 2: Solid Snake e ne eleva all’ennesima potenza meccaniche. Memorabili sono soprattutto rotture della quarta parete, che qua si impongono nell’immaginario collettivo come le più memorabili della storia aggiungendo: un taglio cinematografico per l’epoca clamoroso, per cui la telecamera si colloca in base agli appoggi del protagonista; personaggi memorabili ed una trama intricatissima ricca di colpi di scena accompagnata da una colonna sonora da pelle d’oca che accentua notevolmente l’immersione.

 

Metal Gear Solid ha cambiato radicalmente la maniera di fare videogiochi non tanto per le tematiche inusuali e controcorrente quali l’avversione verso il destino e l’eredità personale-biologica dell’essere umano, quanto essenzialmente per aver rimesso al centro di tutto il giocatore, che in questo caso non è più mero spettatore ma parte integrante dell’avventura.


Come giocarli, da quale partire e reperibilità

 

Poiché Metal Gear predilige una narrazione su vasta scala, è fortemente sconsigliato qualsiasi ordine che non sia quello di uscita dei singoli capitoli, possibilmente partendo dai capitoli per MSX2. Qualora questo non fosse possibile causa eccessiva stagionatura, il consiglio è quello di partire dal primo uscito dopo quelli, ergo Metal Gear Solid e seguire le uscite cercando di recuperare almeno in video i primi due.

 

Altrimenti, per farsi un idea sulla saga, il capitolo perfetto è Metal Gear Solid Δ, remake del terzo capitolo di recente uscita principalmente perché, come detto, oltre ad essere il prodotto più recente sul mercato é anche quello meglio bilanciato tra cutscene ed azione in-game, a patto però di non proseguire a caso, ma di ritornare sempre all'ordine di uscita in caso di gradimento, più che altro per non perdersi i riferimenti e le autocitazioni inserite volutamente in funzione delle release originali. In tutti gli altri casi, il rischio di fare confusione con la storia e non capirci niente è alto.

 

La Metal Gear Saga è attualmente reperibile per intero su PC e sulle più recenti XBOX e Playstation tramite la Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 1 uscita nel 2023, la Vol. 2 in uscita il 27 agosto 2026 e la Definitive Experience di Metal Gear Solid V, mentre su Nintendo Switch sono purtroppo presenti solo le prime due collane.

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