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Morbius: la recensione

Aggiornamento: 1 nov 2022

Affetto da una rara malattia del sangue degenerativa, il brillante scienziato Michael Morbius (Jared Leto) sviluppa un siero sperimentale combinando il DNA di un pipistrello vampiro a quello umano. Nonostante inizialmente ci siano dei miglioramenti nelle sue condizioni fisiche, ben presto Morbius si accorgerà che quella che inizialmente doveva essere una cura, in realtà è una maledizione risvegliando in lui una sete di sangue incontrollabile…

 

Creato nei primi anni 70 da Roy Thomas e Gil Kane, Morbius, conosciuto anche come il vampiro vivente, è uno dei principali antagonisti dell’Uomo Ragno, nonché villain di personaggi come Blade e Ghost Rider.

Un personaggio che soffre di un dramma interiore non indifferente, costretto a scontrarsi con una malattia che sa tanto di dannazione, Morbius sarebbe più vicino alla figura di un antieroe più che a quella di un classico cattivo da fumetto.

Questo lo renderebbe, sulla carta, perfetto per una trasposizione cinematografica a tinte horror.

Quindi cosa mai potrebbe andare storto se la Sony decidesse di farne un film?



Il Ragno-verso che Sony sta mandando avanti dal 2018 (ribattezzato SSU: Sony Spider-Man Universe) è ben tracciato.

La casa nipponica detentrice dei diritti cinematografici del Ragno, che condivide con i Marvel Studios dal 2016 anno di uscita di Captain America: Civil War (prima apparizione di Spider-Man nel Marvel Cinematic Universe), grazie al successo planetario del primo film su Venom ha deciso saggiamente di continuare a trasporre su grande schermo le avventure dei villains di Peter Parker, in quello che sembrerebbe un vero e proprio assemble dei Sinistri Sei, il supergruppo di criminali che ha dato parecchio filo da torcere nelle testate fumettistiche dell’amichevole Uomo Ragno di quartiere.

Dopo Venom (2018) e Venom: la furia di Carnage (2021), ecco quindi piombare nelle sale Morbius, diretto da Daniel Espinosa (Child 44, Life – Non oltrepassare il limite) e con Jared Leto protagonista assoluto.



Rimandato più volte a causa della pandemia mondiale che ci sta affliggendo da due anni a questa parte, Morbius è un film anacronisticamente sbagliato sotto tutti i punti di vista.

Ma andiamo con ordine.


Vediamo il nostro debole scienziato claudicante trasformarsi lentamente (ma nemmeno troppo) in un vampiro, in un cinecomic che dovrebbe essere a tinte horror, con sangue che scorre a fiumi e violenza incontrollata, esattamente come dovrebbe essere una qualsiasi pellicola di stampo vampiresco.

Questo accadrebbe se al timone del progetto ci fosse un regista come John Carpenter oppure se il film fosse uscito a metà degli anni 90.

Quello che manca a Morbius è proprio la cattiveria necessaria per rendere credibile il contesto a la Nosferatu che il film sembra proporci.

Nonostante una prima scena di trasformazione abbastanza riuscita, su una nave cargo simpaticamente chiamata Murnau (per rimanere in tema), Morbius non riesce ad essere credibile nonostante l’impegno di un buon Jared Leto che crede nel progetto.


Il problema non è tanto nella forma quanto nella sostanza, Daniel Espinosa non riesce a reggere il ritmo di una storia di per sé accattivante che però fallisce nella messa in scena, relegando i momenti puramente slasher a miseri slow-motion in una CGI del tutto discutibile.

Il film, poi, ha dei seri problemi di taglia e cuci: i riferimenti a Spider-Man inclusi nei trailer di lancio sono stati completamente rimossi dalla pellicola, la presenza di Michael Keaton nei panni di Adrian Toomes/Avvoltoio (anch’egli presente nei trailer) relegato a due sequenze post-credit di dubbia efficacia, nonché completamente slegate dal contesto.

Se a questo aggiungiamo un approfondimento dei personaggi piuttosto misero, in primis per quanto riguarda lo sviluppo del personaggio di Matt Smith, una computer grafica vecchia e desueta e delle scene d’azione confuse ed epilettiche ci ritroviamo davanti ad un cinecomic vecchio di almeno vent’anni.


Il che non sarebbe necessariamente un male, visto che nel 2002 è uscito quel gioiello di Blade 2 di Guillermo Del Toro giusto per rimanere in tema di vampiri.

Il problema è che Espinosa non è Del Toro e Morbius non riesce ad essere intrigante come la pellicola sul Diurno interpretata da Wesley Snipes.



Noioso, vecchio, stanco, senza mordente. Morbius più che un vampiro sembra un mostro di Frankenstein, tagliuzzato e cucito in maniera raffazzonata. Sicuramente la pandemia e il successo planetario di Spider-Man: No Way Home hanno cambiato le carte in tavola per quanto riguarda questo film, è evidente che inizialmente questa pellicola doveva essere qualcos’altro. Probabilmente un film più introspettivo, più lungo (qui abbiamo solo un’ora e quaranta di durata) e sicuramente più attraente. Non bastano però un grossolano riferimento a Venom e una pagina del Daily Bugle per attrarre gli appassionati dell’Uomo Ragno e per salvare questo Morbius da una bocciatura, un film che ha poco senso di esistere nonostante un paio di frecce al suo arco le abbia.

Da salvare l’interpretazione di Jared Leto (convinto però di ritrovarsi sul set di un film di Wes Craven) e un umorismo quasi del tutto assente, a differenza dei due film sul simbionte alieno qui difficilmente si ride se non involontariamente per alcune scelte ridicole di messa in scena. Ancorato ad un concetto di cinefumetto troppo vecchio per il 2022, Morbius è un progetto innocuo e blando che (purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista) non fermerà la macchina produttiva di Sony per quanto riguarda il suo SSU. Resta da vedere cosa combinerà la casa giapponese con i già annunciati film su Kraven il cacciatore e Madameweb, al momento il futuro non sembra roseo.


VOTO FINALE: 5.5

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