Recensione: Code Violet, un'occasione sprecata
- Simone Di Girolamo
- 4 minuti fa
- Tempo di lettura: 6 min
Code Violet si propone di inserirsi nel buco di mercato del survival horror con creature preistoriche rimasto vuoto dai tempi dell'ormai lontano Dino Crisis. Come se la cava questo gioco alla resa dei conti? Scopriamolo nella nostra recensione.
Da molto tempo il pubblico videoludico sta aspettando un titolo che renda onore al sotto-genere survivor / horror con protagonisti i dinosauri, e noi ne abbiamo trovato uno che ha stuzzicato la nostra curiosità. Si tratta del primo titolo del 2026 uscito in esclusiva per Playstation 5: Code Violet.
Il gioco è nato dall'idea di TeamKill di realizzare qualcosa che richiamasse titoli del passato che hanno fatto la storia di questo genere, come Dino Crisis e Turok, e mischiare il tutto con tecnologie e tematiche sci-fi, quali la realizzazione di cloni e creature ibride, il tutto ambientato nel futuro su una colonia spaziale a causa dell'estinzione dell'umanità sulla Terra per la mancanza del ripopolamento.
Inquadrata l'atmosfera, procederemo ad analizzare Code Violet nel dettaglio, cercando di farvi immergere nel suo mondo e fornirvi un parere sul risultato di questo esperimento.
Violet e i suoi ricordi perduti
La nostra storia comincia in un laboratorio situato su un pianeta lontano nominato Aion, dove alcuni scienziati stanno tentando di salvare l'umanità dall'estinzione creando ibridi.

Vestiamo i panni di Violet, una giovane donna che ha perso la memoria e che si risveglia nel bel mezzo del caos che si sta scatenando nella struttura scientifica. Da questa premessa comincia il prologo della storia, accompagnato da un tutorial discutibilmente striminzito che non ci guida affatto passo per passo accompagnando il gioco al testo, ma che si limita a scrivere sul schermo una nota per che indicai il comando da usare, tralasciando gli altri che dovremmo scoprire noi stessi.
La nostra protagonista ha dei frammenti di ricordi che ci illustrano il suo passato ed il motivo per cui lei è in quella struttura. Dentro di sé, Violet avverte però qualcosa di strano e sconosciuto che verrà rivelato avanzando nella storia, un segreto macabro e sconcertante.
Con queste premesse il gioco ci invita ad esplorare il proprio mondo per capire cosa stia accadendo alla nostra Violet fino ad arrivare all'atto finale della nostra avventura.
La bellezza fan service non cancella gli errori
Durante l'avventura è possibile trovare collezionabili e nuovi abiti per la nostra Violet, di cui è possibile personalizzare anche elementi dell'aspetto fisico, come ad esempio l'aspetto e i colori dell'acconciatura nelle aree hub che incontreremo durante il gioco. Inoltre è possibile personalizzare e potenziare le proprie armi.
Chiaramente, questo tocco di gusto per l'estetica non basta a nascondere gli errori commessi dagli sviluppatori di TeamKill Media. Nonostante gli enormi sforzi fatti per concentrate tutta l'attenzione sulla protagonista e gli scontri con i nemici, le problematiche sono più che evidenti.
Cominciamo a parlarvi di uno dei primi bug che abbiamo incontrato: l'espansione dell'inventario. In Code Violet, infatti, è possibile espandere lo spazio per portare oggetti trovando determinati oggetti nel mondo di gioco. Peccato che in più di un'occasione ci è capitato che raccolto l'oggetto, il gioco non lo leggesse. Perfino ricaricando la partita il risultato non cambia. Altro errore che abbiamo riscontrato è la compenetrazione di Violet e i nemici con alcuni oggetti, e un sistema di mira che molto spesso ci impediva di vedere cosa stesse accadendo, un punto sul quale ritorneremo a breve.

Un altro errore che abbiamo riscontrato, è la totale mancanza di un indicatore sulla mappa degli obiettivi del gioco, dove è presente soltanto un'icona dell'uscita dall'area. Molto spesso ci siamo ritrovati a girare a vuoto per capire dove andare: anche se negli appunti che troviamo scritti in inglese (manca la traduzione in italiano, presente solo per i sottotitoli nei dialoghi) ci sono dei suggerimenti, ciò non è bastato a fare chiarezza su come procedere nell'ambiente senza perderci o ripercorrere zone già visitate. Da un lato possiamo comprendere questa scelta da parte degli sviluppatori per indurre il giocatore a immergersi completamente nel gioco, ma dall'altra questa situazione può risultare frustrante e priva di divertimento.
Un sistema di combattimento drammatico
Uno degli aspetti più critici di Code Violet è il sistema di combattimento. La nostra protagonista ha a disposizione sei tipologie di armi da fuoco, contando anche delle granate che si possono creare (come le munizioni), trovando degli elementi e combinandoli insieme. Questo lieve aspetto crafting è gradito, ma il problema sorge proprio quando dobbiamo mirare per colpire il nostro bersaglio: infatti, non esiste un comando per bloccare la mira sui nemici, che molto spesso viene coperta dal nostro personaggio e ciò impedisce di vedere dove mirare.
Oltre alle armi da fuoco abbiamo a disposizione anche un piccolo pugnale che però non è stato inserito per favorire delle sezioni stealth, rappresentate solo dal nostro personaggio che deve nascondersi dietro alcuni oggetti per poi sparare al nemico tentando di coglierlo di sorpresa.

Altra criticità nel sistema di combattimento è la totale mancanza di un comando per la schivata che si riduce alla nostra abilità di spostarci semplicemente correndo, cosa che in un gioco del genere è una grande criticità, soprattutto negli scontri con nemici più grandi o in aree ristrette, dove l'unica possibilità per sopravvivere è appunto schivare.
Va aggiunto che, soprattutto quando usiamo il pugnale e nei filmati del gioco, i movimenti dei personaggi ci sono sembrati legnosi, il che rende l'intera esperienza di gioco meno fluida e a volte fin troppo statica. Stessa cosa vale per i movimenti dei dinosauri ridotti all'essenziale, e con un I.A particolarmente scarsa.
Con tutto questo non vogliamo dire che non ci sono stati momenti divertenti nelle fasi di combattimento, che ci hanno messo alla prova con fasi adrenaliniche come l'inseguimento da parte di dinosauri, l'esplorazione delle poche aree segrete con oggetti bonus da collezione e la personalizzazione dell'arsenale a disposizione. Infine gli scontri interessanti e concitati con un paio di boss nel gioco che non ci hanno reso la vita facile sono riusciti ad intrattenerci, ma tutto questo non ha compensato le mancanze tecniche elencate.
Distorsioni grafiche
Il comparto grafico di Code Violet all'inizio si presenta bene. Il problema però arriva già una volta completato il tutorial del gioco.
Infatti, pur mantenendo un impatto visivo gradevole, è come se il gioco a volte mettesse sul nostro schermo una patina retrò e per qualche secondo fa sdoppiare il nostro personaggio, non facendoci capire più nulla. Ora, possiamo capire che questo è un effetto causato da quello che è accaduto alla nostra protagonista, ma che poi venga ripetuto ogni volta che giriamo la visuale nel gioco ci sembra esagerato e inutilmente fastidioso.
Spendiamo qualche parola anche per le ambientazioni, molto curate negli ambienti interni ma allo stesso tempo ripetitive, mentre per gli esterni è come se ci fossimo ritrovati in un mondo vuoto, dove sono stati aggiunti alcuni elementi solo per compensare il resto dei luoghi già visitati, anche se dobbiamo ammettere che in un paio di occasioni ci siamo ritrovati davanti a scorci davvero belli e suggestivi. Un vero peccato che quest'ultima cosa non si ripeta durante tutta l'avventura di Violet.

Ultimo aspetto di cui vi parliamo, e che forse salva un po' il titolo, è la colonna sonora con suoni ambientali che ci hanno aiutato a immergerci nell'avventura, e ci hanno fatto provare d'ansia adatta alla suspense, regalandoci momenti davvero unici.
PRO | CONTRO |
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In conclusione ci ritroviamo davanti a un prodotto che ha tentato di riprendere lo spirito del famoso titolo Dino Crisis con scarsi risultati, mettendo il giocatore davanti a una storia interessante, ma accompagnata da molti, troppi difetti a livello di gameplay, tra cui il già citato sistema di combattimento e alcuni bug che rendono il gioco a tratti frustrante, con una rigiocabilità che invece di avvicinare gli appassionati del genere survivor/horror, rischia di allontanarli per dedicarsi ad altri titoli, complice anche un prezzo di lancio che non rispecchia la totale qualità del gioco. |










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