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Recensione: Ink Inside – Tra cartone animato e videogioco

Realizzato da un gruppo di ex animatori di cartoni animati ed alcuni sviluppatori di videogiochi, Ink Inside è il punto d’incontro tra cartone animato e videogioco. Vediamo come se la cava il gioco nella nostra recensione!

Cosa succede quando prendiamo un gruppo di animatori di cartoni animati (ex Cartoon Network e Nickelodeon, nello specifico) e li uniamo ad un gruppo di sviluppatori di videogiochi? Beh, nasce Blackfield Entertainment che a sua volta ha dato vita a questo primo episodio di Ink Inside, peculiare RPG beat em up & ball. Scopriamo insieme come se la cava questo peculiare titolo nella nostra recensione!


Questa recensione NON conterrà spoiler sulla trama!


Nota: Il gioco NON è localizzato in italiano, quindi se non masticate bene l'inglese potreste avere più di qualche problema nella fruizione del titolo.


Eroi scarabocchiati in un mondo scarabocchiato Ink Inside


Il nostro eroe, Stick, si risveglia confuso e con un braccio solo, con in mente solo frammenti di ricordi di una bambina che disegna, Hannah. Il mondo in cui si trova è uno Sketchbook, un libro da disegno, e lui è soltanto uno dei tanti disegni presenti al suo interno che “hanno preso vita”. Questo fiabesco ed idilliaco mondo, però, è messo in pericolo da una minaccia che sta pian piano corrompendo i suoi abitanti. Stick, dal canto suo sa di essere speciale; non un disegno qualunque come tutti gli altri abitanti del quaderno, ma un vero e proprio Eroe.


Ink Inside

Il problema è che questa convinzione deriva solamente da frammenti di ricordi che di tanto in tanto Stick rivive nella sua mente; quindi, per essere riconosciuto come tale dovrà rimboccarsi le maniche e convincere il resto degli abitanti del suo valore, magari salvando proprio una principessa!


Disegnato a mano


Come detto in precedenza, Ink Inside è stato creato da un gruppo di animatori e questo si rispecchia totalmente nel suo comparto visivo: il titolo nella sua interezza, dai modelli dei personaggi fino ai suoi menù è infatti disegnato a mano.


Senza mezzi termini visivamente il gioco si presenta in maniera splendida, con personaggi e ambientazioni che rispecchiano a pieno l’idea ed il setting di gioco, ovvero quella di trovarsi all’interno di un quaderno dei disegni di una bambina. I personaggi, in particolare, sono il cavallo di battaglia di tutta la produzione, e sembrano (anzi, in effetti sono) letteralmente usciti da un cartone animato.


Ink Inside

Pad alla mano


Il gioco, seguendo la classificazione attribuita dagli sviluppatori, può essere definito come un RPG beat 'em up & ball e di fatto, snocciolando i vari aspetti del gameplay, è proprio quello che Ink Inside ci propone. Infatti, muovendoci per i cartooneschi scenari dello Sketchbook in cui è ambientato il titolo, troveremo in ogni sezione diversi nemici, appunto i “Sogged”, (abitanti dello Sketchbook inzuppati e corrotti) che dovremmo affrontare a suon di… pallonate. Esatto, gli scontri in Ink Inside sono strutturati come delle partite di dodgeball dove potremmo tirare pallonate, parare e schivare. E se già questo potrebbe sembrare particolare, è qui che entra in gioco il fattore RPG del titolo.


Ink Inside

Possiamo infatti personalizzare il nostro personaggio in diversi suoi aspetti equipaggiando diversi “Core”, le palle da dodgeball, che andremmo ad utilizzare negli scontri, diversi oggetti che modificheranno la nostra schivata e altri che modificheranno invece la parata. A tutto questo, si aggiunge anche la possibilità di equipaggiare diverse abilità speciali, dei veri e propri super attacchi da utilizzare per sgominare i nemici più ostici.


A sorprendere ulteriormente, comunque, non sono solo questi fattori RPG forse “basici”, presenti nel gioco, quanto la presenza invece di Jobs sbloccabili facendo determinate azioni nel gioco che andranno a modificare passivamente le abilità di Stick.


In generale questa amalgama di elementi videoludici funziona sorprendentemente bene ed in generale il combat system risulta intuitivo e soddisfacente.


Ink Inside

Sommando tutti questi fattori ci troviamo dinanzi ad un titolo molto stratificato a livello di gameplay e che premia i giocatori più avvezzi ad uno studio delle build messe a disposizione. Forse l’unica mancanza del titolo, almeno sotto il profilo di RPG, è quella di non poter distribuire le statistiche del nostro personaggio salendo di livello, mancanza comunque parzialmente sopperita dall’equipaggiamento selezionabile, molto spesso potenziabile a sua volta con upgrade che ne vanno a migliorare le caratteristiche.


In generale, pad alla mano, Ink Inside riesce ad essere molto appagante, soprattutto una volta compresi il suo apparentemente semplice combat system e come gestire i propri item ed i rispettivi potenziamenti. Ad intaccare un po’ il tutto, forse, sono alcune scelte sul tracker delle missioni ed in generale dell’hud del titolo, ma di questo parleremo dopo.


Il titolo è anche completamente giocabile in co-op in locale in due giocatori, il che consente di diversificare l'esperienza.


Come guardare una serie animata


Uno dei punti di forza di Ink Inside risiede proprio nell’idea che sta alla sua base; una serie animata. Il team di sviluppo ha infatti rivelato che l’intero progetto, in origine, fu pensato proprio come una serie animata (con tanto di Pilot caricato su Youtube) ma che purtroppo non riuscì a ricevere il via libera di Nickelodeon per una serializzazione completa.


È infatti facilmente intuibile, dopo un paio di ore di gioco, come l’intero progetto fosse stato pensato in ogni aspetto come un prodotto animato seriale. La struttura narrativa del gioco, infatti, potrebbe essere facilmente scomposta in quelli che sono i canoni delle serie di animazione moderne, con una macrotrama in cui i nostri eroi si muovono, le loro storie personali da portare avanti quasi in parallelo con la macrotrama e le quest secondarie, assimilabili in quest’ottica a degli episodi “filler” che però fanno scoprire dettagli interessanti sul mondo in cui ci si muove. Tutto l’intreccio narrativo risulta così ben coeso e coinvolgente, sorretto anche da un umorismo che si avvicina molto a quello di serie animate recenti con target adolescenziale.


Ink Inside

I personaggi, nello specifico, oltre ad una bella caratterizzazione visiva, vantano una cura nella scrittura degna di nota, sicuramente un po’ caricaturale (d’altronde, ci troviamo dentro il quaderno di una bambina, no?), ma che non disdegnano aspetti più impegnati e seriosi quando serve.

Gli intermezzi live action ambientati nel mondo reale, quello fuori dal quaderno, non solo infittiscono il mistero del perché il mondo del quaderno stia pian piano venendo corrotto, ma trasmettono al giocatore un senso di nostalgia e di catastrofe imminente che appesantisce i toni della narrativa.


Non sempre sa raccontarsi

 

Benché Ink Inside sia un titolo pieno di pregi che abbiamo avuto modo di disquisire poche righe fa, non è privo di difetti. Il titolo, infatti, pur non presentando lacune tecniche degne di nota, in alcuni contesti mostra il fianco ad alcuni problemi di “esposizione”. Alle volte, infatti, ci siamo trovati spaesati e persi nel mondo di gioco senza capire cosa dovessimo fare per proseguire nella storia, problematica scaturita da due fattori ben distinti:

  • un tracker delle missioni non propriamente chiaro

  • una mappa del mondo di difficile consultazione.

Questi due elementi messi insieme hanno contribuito molto spesso a non farci ben capire l’obiettivo delle missioni attive, costringendoci a vagare alla cieca per diverso tempo. In un gioco come questo, in cui è presente una lore del mondo da scoprire ed un buon numero di contenuti secondari da scoprire, l’esplorazione è sicuramente un fattore importante, ma essere costretti ad esplorare forzatamente a causa di indicazioni fin troppo vaghe è risultato dopo un po’ di tempo tedioso.

 

Durata e piani per il futuro


Ink Inside, considerando la storia principale e le missioni secondarie, dura circa dieci ore, e questa durata in realtà non è stata scelta casualmente. Infatti, per stessa ammissione del team di sviluppo, il titolo incorpora il materiale che originariamente era stato pensato per coprire una stagione completa di circa 22 episodi del cartone animato. Ma c’è un ma…


Il team infatti ha ad oggi abbastanza materiale (almeno, immaginiamo, in forma di storyboard) per realizzare in totale tre stagioni/capitoli di Ink Inside. Questo, è sicuramente encomiabile e dimostra come gli sviluppatori abbiano chiare le idee per il futuro di quello che potrebbe diventare una saga videoludica di tutto rispetto… a patto che questo piano si riesca a concretizzare.


Ink Inside

Verdetto Finale

PRO

CONTRO

  • Personaggi caricaturali, ma ben caratterizzati.

  • Incipit narrativo intrigante.

  • Combat System valido e fattore RPG funzionante

  • Stile visivo da vero cartone animato.

  • Troppi caricamenti e transizioni durante l’esplorazione,

  • Tracker degli obiettivi e mini mappa da rivedere.

Ink Inside è un progetto apparentemente piccolo, ma che dimostra come un’occasione mancata possa trasformarsi in qualcosa di diverso ma ugualmente valido. Rinato dalla serie animata che non potè essere, è un titolo valido e godibile in tutto quello che propone, sorretto da personaggi divertenti e ben scritti ed un comparto visivo che di certo non lo fa passare inosservato. Purtroppo, tutto questo “stile” alle volte sacrifica alcuni aspetti più pratici del titolo, come HUD e mappa di facile lettura rendendo la progressione un po’ più lenta di quanto ci si aspetterebbe. A parte questo, Blackfield Entertainment è riuscita a confezionare un titolo pieno di personalità con un mondo ricco di dettagli e misteri da scoprire.

Voto Finale: 8.8/10

Ringraziamo Keymailer per averci fornito la chiave per recensire questo titolo.

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