top of page

Recensione: Drink Human Beans - l'arte dell'obbedienza e del controllo psicologico

Abbiamo giocato Drink Human Beans, il thriller psicologico di Last Dissent che tratta i temi del controllo psicologico e della disobbedienza. Ecco la nostra recensione!

Esistono esperienze videoludiche che si distinguono in modo significativo dagli standard tradizionali del medium, configurandosi come opere atipiche sia dal punto di vista del genere sia rispetto all’esperienza che intendono offrire al giocatore. In particolare, alcuni videogiochi appartenenti al filone horror scelgono consapevolmente di allontanarsi dalle convenzioni più diffuse del genere, come l’uso sistematico dei jump scare, per concentrarsi invece su una costruzione più profonda e stratificata della tensione. Queste opere fondano la propria efficacia sull’esplorazione di tematiche complesse legate al controllo, alla manipolazione della mente umana, alla percezione della realtà e alla fragilità psicologica dell’individuo.


Attraverso una narrazione spesso ambigua, ambientazioni disturbanti e meccaniche che mettono in discussione l’affidabilità dell’esperienza del giocatore, tali giochi riescono a generare un senso di inquietudine persistente e riflessivo. Per queste caratteristiche, essi si collocano più propriamente nell’ambito del thriller psicologico, dimostrando come il videogioco possa fungere da mezzo espressivo capace di affrontare contenuti maturi e complessi, andando oltre il semplice intrattenimento e proponendo esperienze emotive e concettuali di forte impatto. Queste esperienze videoludiche non si limitano quasi mai a trattare tematiche semplici o immediatamente accessibili; al contrario, in molti casi si configurano come vere e proprie opere di contestazione sociale, capaci di affrontare argomenti complessi e stratificati. Proprio per questa loro natura, tali giochi possono risultare scomodi o poco piacevoli per il singolo giocatore che si avvicina al medium esclusivamente alla ricerca di un momento di svago o di evasione.


Drink Human Beans rientra pienamente in questa categoria di titoli: attraverso la struttura di un walking simulator, il gioco esplora tematiche profonde come il controllo psicologico, l’alienazione e l’obbedienza cieca nei confronti di un sistema sociale oppressivo. La narrazione si sviluppa in modo volutamente frammentario e ambiguo, evitando spiegazioni esplicite su ciò che sta accadendo. L’obiettivo dell’opera non sembra essere quello di offrire una trama lineare e rassicurante, bensì di disorientare il giocatore, spingendolo a interrogarsi costantemente sul significato delle sue azioni e sul contesto in cui si trova, rinunciando consapevolmente a un filo logico continuo e immediatamente comprensibile.


drink human beans

Drink Human Beans, sviluppato e pubblicato da Last Dissent, è stato rilasciato il 17 dicembre su Steam e si presenta fin dai suoi primi istanti come un’esperienza dichiaratamente non adatta a tutti. Il gioco fornisce infatti pochissimi riferimenti contestuali, scegliendo deliberatamente di non chiarire l’ambiente narrativo in cui il giocatore è immerso.


Fin dall’inizio risulta difficile comprendere se ci si trovi di fronte a una semplice giornata lavorativa, a un esperimento sociale controllato o, più radicalmente, all’interno di una routine sociale rigidamente codificata. Questa ambiguità iniziale non è casuale, ma rappresenta uno degli elementi centrali dell’opera, che punta a destabilizzare il giocatore e a privarlo di punti di riferimento chiari, rafforzando così il senso di alienazione e di controllo che permea l’intera esperienza.


Esperimento o colloquio di lavoro?


All’inizio di Drink Human Beans il giocatore si risveglia all’interno di un appartamento apparentemente ordinato e funzionale, immerso in una quotidianità che richiama una normale giornata lavorativa. La macchina del caffè è già in funzione, il telefono vibra con notifiche insistenti e una serie di compiti scandisce il tempo e le azioni da compiere. Nulla sembra fuori posto, almeno in apparenza.


Tuttavia, fin dai primi momenti, il gioco suggerisce che questa routine non è altro che una costruzione artificiale. Progressivamente emerge che il protagonista non si trova di fronte a un semplice impiego, bensì è inserito all’interno di un programma di valutazione mascherato da processo di selezione lavorativa. Un sistema senziente, onnipresente ma mai completamente visibile, osserva ogni scelta del giocatore, analizzando il grado di obbedienza, conformità e adesione alle regole imposte. L’esperienza invita costantemente a eseguire ordini senza porsi domande, trasformando gesti banali in atti carichi di significato simbolico.


Con il procedere della narrazione, la simulazione inizia gradualmente a mostrare segni di cedimento: gli ambienti si alterano, le direttive diventano incoerenti e il senso di sicurezza iniziale lascia spazio a un crescente disagio. È in questo contesto che si rivela la natura più profonda dell’opera: il protagonista non sta partecipando a una selezione, ma è egli stesso l’oggetto dell’esperimento. La trama si sviluppa quindi come un percorso di presa di coscienza, in cui il giocatore è chiamato a confrontarsi con temi quali il controllo psicologico, l’alienazione e la sottomissione ai meccanismi di un sistema sociale opprimente. Attraverso enigmi nascosti e frammenti narrativi disseminati nell’ambiente, Drink Human Beans invita a esplorare ciò che si cela dietro l’apparente comfort offerto dalla struttura che governa il mondo di gioco. La progressione non segue un filo narrativo lineare e rassicurante, ma privilegia l’ambiguità e il disorientamento, lasciando al giocatore la libertà di interpretare gli eventi e scegliere se conformarsi, opporsi o lasciarsi trascinare verso esiti sempre più inquietanti.


drink human beans


L'importanza del caffè


Drink Human Beans è un horror psicologico distopico in cui il caffè diventa una valuta, l’obbedienza una condizione di sopravvivenza e la curiosità un rischio più pericoloso di quanto sembri. L’esperienza si svolge all’interno di una simulazione abitativa controllata da Y.AI Corp, una corporazione che governa ogni aspetto della vita quotidiana del protagonista. In apparenza, tutto sembra normale: una routine scandita da gesti semplici, familiari, quasi rassicuranti. Ma questa normalità è solo una facciata destinata a incrinarsi rapidamente. Il gioco trasforma le attività più banali in vere e proprie trappole morali, celando segreti dietro scelte apparentemente insignificanti e premiando la cieca conformità, mentre ogni tentativo di ribellione viene punito.


Sotto una superficie caratterizzata da un umorismo surreale e grottesco, si sviluppa una narrazione inquietante che mette in discussione temi come il capitalismo estremo, la perdita dell’identità individuale e il prezzo da pagare per il comfort e la comodità offerti dal sistema. Il giocatore veste i panni di un candidato senza nome, intrappolato in un mondo progettato per manipolarne il comportamento e testarne i limiti. Seguire le regole significa adattarsi e sopravvivere, ma scegliere di infrangerle apre la strada a verità disturbanti che il sistema ha accuratamente cercato di nascondere. Drink Human Beans costruisce così un’esperienza volutamente destabilizzante, in cui la linea tra sicurezza e oppressione si fa sempre più sottile e ogni scelta contribuisce a definire il ruolo del giocatore all’interno dell’esperimento.


drink human beans

Il Telefono come uno strumento di controllo e di oppressione sociale


Drink Human Beans si presenta come un walking simulator in prima persona, nel quale il giocatore ha la possibilità di utilizzare uno smartphone che funge da principale interfaccia con il sistema di gioco. Attraverso il telefono vengono impartiti ordini, assegnati compiti e guidata la progressione narrativa, rendendolo apparentemente uno strumento indispensabile per orientarsi all’interno dell’esperienza.


Tuttavia, ciò che inizialmente sembra rappresentare un mezzo di supporto e di sicurezza si rivela presto, sul piano simbolico, come l’elemento cardine del controllo psicologico esercitato dal sistema. Il telefono diventa così il dispositivo che determina il percorso del giocatore, ponendolo costantemente di fronte a una scelta implicita tra obbedienza e opposizione. Ogni interazione contribuisce a definire il rapporto con l’autorità che governa il mondo di gioco, trasformando un oggetto quotidiano in un potente veicolo narrativo.


Questa dinamica assume una chiara valenza metaforica, richiamando il sistema sociale contemporaneo, in cui lo smartphone occupa un ruolo centrale nelle nostre vite: uno strumento essenziale per comunicare, lavorare e informarsi, ma che, in alcuni contesti, può anche essere interpretato come un mezzo di controllo, di condizionamento del pensiero e di dipendenza diffusa. Attraverso questa scelta di design, Drink Human Beans riesce a intrecciare meccaniche di gioco e riflessione sociale, utilizzando un elemento familiare per stimolare una critica sottile ma incisiva sul rapporto tra individuo, tecnologia e potere. Il risultato è un’esperienza che, pur nella sua semplicità strutturale, invita il giocatore a interrogarsi sul proprio ruolo all’interno di sistemi che promettono comodità e guida, ma che al tempo stesso limitano autonomia e consapevolezza.


drink human beans

Il telefono, oltre a rappresentare uno strumento simbolico di controllo, permette al giocatore di interagire con numerosi oggetti presenti nell’ambiente attraverso la scannerizzazione di QR code e funge da principale mezzo di comunicazione con il sistema. Oltre al telefono, è possibile raccogliere oggetti che si riveleranno essenziali per la progressione della storia e per affrontare determinate situazioni. In alcune circostanze, il gioco offre anche la possibilità di attaccare o persino sparare ad alcuni personaggi, sempre seguendo gli ordini impartiti dal sistema.


Il gameplay resta comunque ancorato alle meccaniche tipiche di un’avventura grafica: non ci troviamo di fronte a un sistema di combattimento complesso o raffinato, ma a interazioni semplicistiche che servono soprattutto a integrare e supportare l’esperienza narrativa, senza mai distogliere l’attenzione dal tema centrale del controllo e dalla tensione psicologica che permea l’intero gioco.


drink human beans

Un mondo distopico e interattivo


Il mondo di gioco di Drink Human Beans è distopico, ma soprattutto interattivo: le azioni del giocatore influenzano direttamente l’evoluzione dell’esperienza, mutando in base all’obbedienza o alla trasgressione delle regole e generando un percorso dinamico e imprevedibile. Toccherà al giocatore decidere se conformarsi o ribellarsi, affrontando numerosi dialoghi le cui opzioni varieranno in base alle scelte compiute, e osservando come l’esperienza stessa cambi in risposta ai propri comportamenti. Una caratteristica particolarmente originale e riflessiva è rappresentata da un sistema di rilevamento che limita i movimenti del protagonista durante i dialoghi con gli NPC: sarà possibile muoversi solo quando il rilevatore lo consentirà, enfatizzando il senso di controllo esercitato dal sistema e l’impotenza del giocatore di fronte ad esso.


L’esplorazione e la curiosità vengono premiate, ma sempre a rischio di punizioni da parte del sistema. Ogni scelta, ogni interazione e ogni deviazione dalle regole contribuisce a creare un’esperienza unica e personale, che si riflette nei molteplici finali possibili, diversi per ogni giocatore in base alle decisioni prese lungo il percorso.


drink human beans

Comparto Audio e Visivo


Drink Human Beans presenta un comparto grafico volutamente semplicistico, ma al contempo cupo e oscuro, perfettamente coerente con l’atmosfera distopica, grottesca e immersiva del gioco. L’esperienza non punta a stupire con effetti visivi complessi o texture ad alta definizione, ma predilige uno stile minimale che valorizza l’ambiente e la narrazione, enfatizzando la sensazione di alienazione e controllo. Anche il comparto audio si rivela coerente con l’esperienza: i suoni richiamano in maniera efficace la tecnologia e gli strumenti presenti nel mondo di gioco, contribuendo a creare un’atmosfera credibile e immersiva senza ricorrere a colpi di scena sonori artificiosi. In questo modo, grafica e audio collaborano per rafforzare il tono psicologico e distopico dell’opera, rendendo il giocatore parte integrante di un ambiente controllato e inquietante.


Verdetto Finale

PRO

CONTRO

  • Esperienza atipica su tematiche importanti come il controllo e l'obbedienza verso il sistema.

  • Grottesco e satirico allo stesso tempo

  • Finali multipli

  • Non adatto a chi cerca un' esperienza leggera .

  • Comparto grafico essenziale

Drink Human Beans è un’esperienza immersiva il cui punto di forza risiede nella narrativa e nelle tematiche complesse legate all’obbedienza e al controllo sociale, risultando particolarmente stimolanti e riflessive. La possibilità di esplorare liberamente, disobbedire e costruire un percorso personale che conduce a finali multipli rende il gioco un prodotto unico e consigliabile per chi cerca un’esperienza profonda e originale su Steam. Allo stesso tempo, è importante sottolineare che l’opera potrebbe non soddisfare chi considera il videogioco principalmente un mezzo di intrattenimento leggero o di relax, o chi si aspetta le dinamiche tipiche di un walking simulator più tradizionale.

Il gioco non è localizzato in italiano.


Voto Finale: 8/10

Ringraziamo Keymailer per averci fornito la chiave per recensire questo titolo.

Commenti


bottom of page