Recensione: All Hail the Orb: Il culto dei pixel, delle anatre e del "ancora un altro click"
- Luigi Cinquegrana

- 27 minuti fa
- Tempo di lettura: 6 min
Abbiamo giocato il folle clicker incrementale All Hail The Orb e di seguito vi proponiamo la nostra recensione.
Avete mai provato un videogioco decisamente atipico? Uno di quei titoli che, nonostante una natura buffa e apparentemente bizzarra, riescono comunque a garantire un livello di divertimento e soddisfazione sorprendente? Parliamo di progetti che calamitano l'attenzione del pubblico proprio grazie a un concept tanto strambo quanto originale. È esattamente quello che ci è successo con All Hail The Orb, titolo sviluppato da LeGingerDev e distribuito da The Grabgames, che abbiamo potuto testare grazie a una chiave ricevuta su Keymailer.
Ci siamo ritrovati tra le mani un punta e clicca incrementale (un classico clicker game) in cui il nostro unico, magnetico compito è quello di alimentare e venerare una misteriosa sfera di energia blu. Addirittura abbiamo un culto per raggiungere l'obiettivo e l'ausilio di anatre che renderanno il tutto ancora più strambo.
Ma prima di passare alla spiegazione del gioco è necessario fare alcune precisazioni per un genere che è molto di nicchia tra l'utenza videoludica.

Che cos'è un Clicker incrementale?
Per "clicker incrementale" intendiamo un genere di videogioco incentrato su un'azione estremamente semplice: fare click ripetutamente sullo schermo per accumulare una determinata risorsa. La particolarità di questi titoli, che li rende incredibilmente stimolanti e persino capaci di creare dipendenza, sta proprio nell'evoluzione del gameplay. In All Hail The Orb, infatti, le prime fasi richiederanno di cliccare manualmente sulla sfera per generare energia. Successivamente, spendendo l'essenza che in questo caso verrà chiamata devozione, potremo sbloccare potenziamenti e meccanismi di automazione. Questo ci permetterà non solo di aumentare la produzione di linfa vitale, ma anche di rendere l'intero processo progressivamente più autonomo ed efficiente, trasformando il click compulsivo in una gestione strategica delle risorse.
Un dungeon da scoprire
in All Hail The Orb, il proporzionale aumento della produttività si traduce nella possibilità di sbloccare nuovi automatismi e upgrade, fondamentali per esplorare le diverse stanze del dungeon in cui è custodita la nostra sfera. La devozione dei fedeli sarà la nostra base di partenza, il motore che darà il via a una reazione a catena di potenziamenti e nuovi elementi di gameplay.
Avanzando nell'oscurità del dungeon, infatti, scopriremo presto di non essere soli: potremo reclutare dei veri e propri servitori del culto pronti a lavorare al posto nostro. Il loro compito sarà quello di automatizzare i meccanismi e le funzioni delle varie stanze, ognuna legata a una risorsa specifica e indispensabile per la progressione:
L'Essenza Vitale: una risorsa speciale che richiede l'energia e il sacrificio dei nostri servitori per essere incanalata.
La Fungaia: una sezione dedicata alla coltivazione e alla rivendita di funghi, utile a rimpinguare le nostre casse con preziose monete.
La Miniera: un'area di scavo in cui i servitori lavoreranno duramente per estrarre minerali rari.
La Biblioteca: il luogo in cui manderemo a studiare i seguaci per far accumulare loro saggezza attraverso la lettura.
Tutti questi elementi convergono verso un unico, grande obiettivo finale. La sfera stessa, infatti, ci chiederà di raggiungere l'ultimo stadio del dungeon per poter finalmente liberare l'ospite misterioso al suo interno. Per farlo, dovremo sacrificare quantità sempre più mastodontiche di devozione, essenza, saggezza, denaro e minerali. Fortunatamente, ogni singola stanza presenterà il proprio set di upgrade dedicati, permettendoci di ottimizzare la produzione e raggiungere cifre astronomiche con relativa facilità.
Lo sblocco delle varie stanze è strettamente legato al livello del dungeon, che segue un sistema di progressione distinto rispetto a quello della sfera. Per espandere la mappa, infatti, dovremo accumulare punti esperienza: ogni click sulla sfera farà salire una barra dedicata alle "scoperte". Aumentando il livello del dungeon, sbloccheremo progressivamente le nuove aree e le risorse necessarie per alimentare la sfera e portarla, finalmente, al suo stadio finale.
Il ruolo essenziale dei servitori e delle stanze accessorie
Oltre alle aree dedicate alle risorse principali, nel gioco non rientrano solo le zone necessarie a raggiungere lo stadio finale, ma avremo a disposizione anche delle stanze accessorie. Queste stanze rappresentano un sostegno fondamentale per ottenere la produttività richiesta. Vedremo infatti che ci sono aree in cui i servitori possono aumentare la propria efficienza e il numero massimo di evocazione, e stanze dove potranno riposare o specializzarsi nelle scoperte e in specifici rami di competenza.

I servitori potranno essere inviati alla biblioteca o alla miniera per aumentare il loro rendimento, per poi specializzarsi in un determinato campo di ricerca che ci permetterà di sbloccare preziosi bonus passivi nelle varie aree di interesse. Infine, avremo a disposizione anche delle stanze puramente decorative, che avranno l'unico compito di abbellire esteticamente il dungeon senza offrire un reale aiuto pratico alla causa.
I servitori restano comunque un elemento di gameplay essenziale infatti li andremo a collocare a nostro piacimento in base alla richiesta della risorsa che intendiamo produrre e attraverso un sistema di collocazione che si attiva con il tasto destro del mouse, cercando ovviamente con il loro aiuto di rendere automatiche tutte le zone di interesse.
Le anatre
Ma nel titolo abbiamo parlato di anatre, giusto? Cosa c'entrano, quindi, questi volatili? Le anatre rappresentano un importantissimo diversivo per il gioco, oltre a introdurre una meccanica di power-up passivi estremamente variegata. Il loro funzionamento si basa su un'estrazione casuale, che ricorda molto i distributori di palline delle sale giochi, e ogni tentativo viene pagato spendendo i punti devozione accumulati.
Questo sistema gacha permette di ottenere un numero definito di papere da collezionare e posizionare lungo il dungeon. I volatili sono divisi per gradi di rarità e ciascuno offre un bonus passivo differente: ci sono papere che aumentano la devozione generata, altre che incrementano i guadagni dalla vendita dei funghi e altre ancora che accelerano la produzione di saggezza.

Questo introduce non solo un divertente elemento di collezionismo e di fortuna legato all'estrazione, ma aggiunge anche uno strato strategico non indifferente. Dal momento che lo spazio a disposizione è limitato, dovremo scegliere con cura quali anatre schierare per massimizzare i bonus di cui abbiamo più bisogno in quel preciso momento.
Una catena di produzione che crea dipendenza
In definitiva, il vero grande pregio di questo titolo è la sua capacità di rendere ogni elemento armonioso e sinergico. Ogni singola risorsa messa a disposizione, ogni stanza e ogni meccanismo cooperano per essere automatizzati e resi produttivi al massimo delle loro potenzialità. Si viene così a creare una vera e propria catena di montaggio spirituale, indispensabile per accumulare l'enorme quantitativo di materiali richiesto per raggiungere lo stadio finale e portare a termine l'avventura. Il tutto, però, non risulta mai tedioso o stressante; al contrario, il gioco riesce a mantenere il giocatore costantemente stimolato, facendolo sentire la parte attiva e il regista invisibile di un'efficientissima e ipnotica catena di produzione.

All Hail The Orb riesce a bilanciare la matematica della dipendenza tipica dei clicker con un contesto ironico e una struttura a obiettivi concreti. Si genera così un costante senso di gratificazione che permea l'intero titolo, mettendo l'utente nei panni del gestore di un sistema sinergico in cui ogni fattore produttivo è volto a generare la devozione necessaria a far evolvere la sfera. Allo stesso tempo, il titolo presenta le classiche meccaniche gestionali e di controllo dei servitori, che andranno a dare vita a un vero e proprio culto gestito interamente da noi, dove saremo noi a decidere come collocare risorse e seguaci all'interno del dungeon.
In questo quadro strategico, l'inserimento delle anatre tramite un sistema a estrazione casuale in stile sala giochi si rivela un vero e proprio colpo di genio del game design. Questo meccanismo funziona magistralmente per due motivi: da un lato l'effetto sorpresa, poiché non si sa mai quale papera uscirà e l'attesa di scovare quella "Epica" o "Leggendaria" spinge a produrre nuova devozione per tentare ancora la fortuna; dall'altro la personalizzazione tattica. Poiché i posti disponibili per le anatre sono limitati, il gioco ci costringe a ragionare, trasformando la progressione in un puzzle in cui riflettere costantemente sulle nostre priorità: "Adesso mi servono più monete, quindi tolgo la papera della saggezza e schiero quella dei funghi".
Comparto visivo e audio
Il comparto visivo sceglie la via del minimalismo, ma l'ottima pixel art riesce a rendere l'atmosfera familiare, pulita e immediatamente leggibile. Dal punto di vista della gestione dello spazio, il gioco offre un'ottima comodità d'uso: ci si può muovere liberamente nella mappa con il mouse, sfruttando lo zoom per osservare da vicino il lavoro dei singoli servitori o allontanando la visuale per avere un quadro completo e d'insieme di tutto il dungeon. Anche il comparto audio fa egregiamente il suo dovere, proponendo tracce ed effetti sonori piacevoli e perfettamente in linea con la natura magnetica, rilassante e inevitabilmente coinvolgente del titolo e dell'intero genere.
PRO | CONTRO |
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All Hail The Orb è la dimostrazione di come un genere apparentemente semplice come quello dei clicker incrementali possa trasformarsi in un'esperienza gestionale sorprendentemente profonda, che crea dipendenza e ricca di personalità. Il titolo fa centro grazie a una formula che unisce la gratificazione immediata dei numeri che crescono a una pianificazione strategica mai opprimente, il tutto condito da un irresistibile umorismo pixelato. |
Voto Finale 8.5/10
Il titolo è uscito il 20 aprile su Steam e comprende la localizzazione dei testi in lingua italiana.
Si ringrazia Keymailer per averci fornito la chiave di gioco per la recensione.






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