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Recensione: Replaced - Pixel, emozioni e difetti: il fascino dell’imperfezione

Abbiamo giocato REPLACED, il titolo cyberpunk in pixel art cinematografica di Sad Cat Studios. Nel seguito troverete la nostra recensione ufficiale.

Quando REPLACED venne mostrato per la prima volta durante l’evento Xbox del 2021, bastarono pochi secondi per catturare l’attenzione di tutti. Lo stile cyberpunk, la pixel art cinematografica e quell’atmosfera sporca e malinconica ricordavano immediatamente certe produzioni sci-fi classiche, ma con una personalità molto più moderna. Sembrava uno di quei progetti destinati a lasciare il segno.


Da quel momento, però, lo sviluppo si è trasformato in un percorso decisamente complicato. Il team di Sad Cat Studios ha dovuto affrontare ben quattro rinvii, a partire dal 2022, quando la guerra in Ucraina colpì direttamente lo studio, rallentando inevitabilmente i lavori. Successivamente il gioco è slittato dal 2023 al 2024 per problemi legati allo sviluppo, mentre un ulteriore rinvio ha spostato l’uscita prevista per il 2025 direttamente al 2026, così da permettere agli sviluppatori di rifinire meglio l’esperienza. Anche la finestra fissata per marzo 2026 non è stata rispettata, con il lancio definitivo arrivato il 14 aprile 2026 dopo un ultimo periodo dedicato al polishing finale.


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Eppure, nonostante tutti questi problemi produttivi, REPLACED non ha mai perso il suo fascino. Anzi, col passare del tempo l’attesa è cresciuta ancora di più, soprattutto grazie a una direzione artistica davvero fuori scala, tra animazioni, luci al neon e il mix tra platform, sparatorie e combattimenti corpo a corpo in 2.5D REPLACED si presenta con una direzione artistica di grande impatto, capace di catturare immediatamente lo sguardo del giocatore grazie alla sua estetica cyberpunk e alla straordinaria pixel art cinematografica. A questo si aggiunge una trama intensa ed emozionante, che riesce a costruire momenti capaci di lasciare il segno e di entrare facilmente nel cuore di molti giocatori.


Allo stesso tempo, però, il titolo non è privo di difetti. Alcune imperfezioni emergono nel corso dell’esperienza e impediscono al gioco di raggiungere davvero l’eccellenza assoluta. Andiamo a scoprire nel dettaglio questa avventura cyberpunk imperfetta!


Una IA intrappolata


In REPLACED ci ritroviamo nei panni di REACH, un’intelligenza artificiale intrappolata contro la propria volontà all’interno di un corpo umano. La storia ci porta in una versione alternativa degli anni Ottanta, in un’America devastata da una catastrofe nucleare, dove ormai regnano caos, criminalità e corruzione. Il cuore dell’avventura è Phoenix-City, una città oscura e decadente controllata dalla Phoenix Corporation, una gigantesca corporazione che sembra avere il potere su qualsiasi cosa.


Tra bande criminali, traffici illegali e violenza continua, la vita umana conta ben poco e sopravvivere diventa quasi una lotta quotidiana. Nel corso della storia, REACH cercherà di capire chi è davvero e quale sia il motivo della sua creazione, mentre prova lentamente a portare alla luce i segreti nascosti della Corporazione. La trama punta molto sull’atmosfera e sui grandi temi tipici del cyberpunk, come il rapporto tra uomo e macchina, l’identità personale e il controllo della tecnologia sulla società.


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Nel corso dell’avventura, però, il gioco amplia ulteriormente il proprio mondo narrativo portandoci anche lontano dalla decadente Phoenix-City. Durante il viaggio finiremo infatti per conoscere gli “Scarti”, persone emarginate e considerate ormai reiette dalla società, costrette a sopravvivere ai margini del mondo civilizzato. Attraverso i loro occhi il gioco mostra una realtà molto diversa rispetto a quella dominata dalla Corporazione, fatta di povertà, sacrifici e vite dimenticate.


È proprio in questo contesto che faremo la conoscenza di personaggi particolarmente eccentrici e ben caratterizzati, come l’imprevedibile Tempest, la dottoressa Veronica e lo scienziato Yo-Yo, figure che riescono a dare maggiore personalità e umanità alla storia. Nel frattempo REACH, vivendo nei panni del dottor Warren, sarà costretto a confrontarsi continuamente con la propria natura artificiale, iniziando lentamente a sperimentare emozioni, dubbi e comportamenti sempre più umani. Questa dualità rappresenta uno degli aspetti più interessanti dell’intera narrazione.


La sceneggiatura si integra perfettamente con l’anima cyberpunk del gioco, riuscendo a dare ritmo e coerenza all’intera esperienza. La narrazione alterna momenti più intimi ad altri più intensi e carichi di tensione, mantenendo sempre viva l’attenzione del giocatore. È proprio questo equilibrio a rendere il viaggio coinvolgente: la storia riesce non solo a funzionare bene sul piano narrativo, ma anche a sostenere il gameplay, facendo scorrere l’esperienza in modo fluido e senza mai spezzarne il ritmo. Il risultato è un’avventura che, pur con la sua semplicità strutturale, riesce comunque a emozionare e a lasciare il segno.


Un action 2.5D non perfetto


REPLACED si presenta come un action 2.5D a scorrimento che alterna momenti più riusciti ad altri un po’ meno incisivi. Nelle fasi platform ed esplorative, infatti, il gioco non riesce sempre a esprimere tutto il suo potenziale: diverse sezioni danno spesso la sensazione di essere più dei semplici passaggi di collegamento che veri e propri momenti di gioco strutturati o particolarmente ispirati. Va comunque considerato il tipo di esperienza proposta, che resta quella di un platform con elementi esplorativi ed alcuni enigmi ambientali piuttosto semplici. Anche il sistema di combattimento, pur funzionale e coerente con l’impostazione generale, non raggiunge mai davvero un picco di profondità o varietà tale da renderlo il vero punto di forza dell’esperienza.


Nel complesso, quindi, REPLACED costruisce il suo valore più sull’atmosfera e sulla direzione artistica che sulla complessità delle sue meccaniche ludiche, che rimangono solide ma non particolarmente evolute. Le fasi platform di REPLACED si sviluppano in modo piuttosto lineare, limitandosi spesso a un semplice passaggio dal punto A al punto B senza particolari difficoltà o momenti realmente punitivi. In generale, richiedono solo un minimo di riflessi e una gestione piuttosto intuitiva degli spostamenti, accompagnata da enigmi ambientali leggeri, quasi sempre immediati da comprendere e, in alcuni casi, fin troppo basilari.


L’avanzamento è scandito anche da sezioni stealth che risultano semplici e mai tediose, pensate più per mantenere il ritmo dell’esperienza che per mettere realmente alla prova il giocatore. In diverse situazioni queste fasi si integrano con elementi ambientali che aiutano a superare gli ostacoli o a evitare i nemici, mantenendo comunque un livello di difficoltà accessibile e piuttosto costante per tutta la durata del gioco.


Nelle fasi più avanzate di REPLACED viene introdotto anche un sistema di hacking che aggiunge un minimo di varietà al gameplay. L’idea richiama, in modo molto generale e semplificato, le meccaniche viste in altri titoli come Planet of Lana, anche se qui tutto è ridotto a una struttura piuttosto basilare. Queste sezioni servono soprattutto a dare al giocatore qualche strumento in più per gestire le situazioni di fuga o di infiltrazione. È possibile interferire con le macchine, interromperne il funzionamento o distrarre le unità di sorveglianza, facilitando così il superamento delle aree più controllate. Si tratta comunque di un sistema semplice, pensato più per spezzare il ritmo e introdurre una variazione nel gameplay che per offrire una reale profondità strategica.


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Le fasi platform caratterizzeranno in modo deciso l'avventura.

Gli scenari di REPLACED risultano piuttosto lineari, e l’esplorazione si limita spesso a percorsi abbastanza guidati senza reali possibilità di deviazione o di perdersi all’interno degli ambienti. In alcuni casi è possibile scovare aree segrete o piccoli angoli nascosti, utili per raccogliere collezionabili o ottenere power-up, ma si tratta di elementi secondari che non incidono in modo significativo sulla struttura generale del gioco. Di fatto, la componente esplorativa resta piuttosto contenuta e funziona più come un’aggiunta opzionale che come un vero e proprio sistema centrale dell’esperienza.


Un sistema di combattimento che non trova la sua forma perfetta


REPLACED, oltre alla sua natura platform, costruisce anche una componente action basata su combattimenti a scorrimento strutturati come vere e proprie arene. Il sistema di lotta ruota attorno a tre elementi principali: attacco, schivata e contrattacco. Alcuni indicatori a schermo aiutano a leggere le mosse dei nemici, distinguendo tra attacchi contrattaccabili (segnalati in giallo) e colpi che invece possono essere solo evitati, dando così un minimo di ritmo e lettura situazionale agli scontri. Con il progredire dell’avventura vengono introdotte anche alcune abilità aggiuntive, come un’onda d’urto, la possibilità di utilizzare una pistola capace di eliminare istantaneamente molti nemici standard, e un sistema di ricarica legato alle azioni in combattimento, come contrattacchi e sequenze offensive.


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Sparare il nemico sarà abbastanza soddisfacente, ma semplifica di molto il combattimento

È inoltre possibile respingere i proiettili nemici, aggiungendo un ulteriore livello di interazione negli scontri. La varietà dei nemici contribuisce a diversificare almeno in parte gli incontri: si passa da avversari base a unità con scudo, da eliminare disarmandole, fino a nemici ninja che richiedono esclusivamente il contrattacco per essere sconfitti, e nemici più robusti che necessitano di più fasi di disarmo e colpi multipli per essere abbattuti.


Tuttavia, nonostante queste differenze, il sistema di combattimento tende a mantenere una certa ripetitività di fondo, che alla lunga ne limita l’impatto. Anche le boss fight sono presenti, ma non in modo particolarmente frequente o memorabile: gli scontri principali risultano infatti piuttosto pochi e, nel complesso, non sempre riescono a lasciare un segno davvero incisivo, contribuendo a un’esperienza action funzionale ma raramente davvero esplosiva.


Stazione e Phoenix City, un dualismo che incanta


Se dal punto di vista del gameplay REPLACED mostra ancora qualche incertezza, soprattutto nel sistema di combattimento, è sul piano artistico e nella costruzione degli scenari che riesce davvero a esprimersi al meglio. La direzione artistica è infatti uno dei punti più riusciti dell’opera, capace di dare identità e profondità a ogni ambiente.


Particolarmente interessante è il dualismo tra Phoenix City e la Stazione, due luoghi che rappresentano quasi due estremi opposti dello stesso mondo. Da una parte abbiamo la città, dominata dalla tecnologia e da un controllo costante che permea ogni aspetto della vita quotidiana, con tutti i tratti tipici di un’ambientazione cyberpunk fredda e opprimente. Dall’altra troviamo la Stazione, un insediamento di fortuna nato ai margini, dove gli “Scarti” hanno costruito una sorta di comunità alternativa. Qui la vita è più grezza ma anche più umana: bar improvvisati, punti di ritrovo e una quotidianità fatta di sopravvivenza e adattamento.


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Alcuni scorci abitati sono uno spettacolo visivo

Questo contrasto diventa anche narrativo, perché accompagna direttamente il viaggio di REACH, intrappolato nel corpo di Warren, proveniente proprio dalla città. Il gioco gioca molto su questo doppio punto di vista, mettendo in evidenza le differenze sociali e morali tra i due mondi e tra chi li abita. All’interno della Stazione, inoltre, il ritmo si apre maggiormente anche grazie a missioni secondarie e incontri con vari personaggi, che permettono di approfondire le storie personali degli abitanti e di dare uno sguardo più umano alla vita degli emarginati. È proprio in questi momenti che il gioco riesce a costruire meglio la sua dimensione emotiva, mostrando il lato più fragile e realistico del suo universo.


La Pixel art non è mai stata così bella


Sul piano visivo REPLACED si distingue nettamente grazie a una direzione artistica di altissimo livello e a una pixel art estremamente curata. Gli scenari, le animazioni e soprattutto la rappresentazione dei due mondi principali — la città e la Stazione — risultano spesso spettacolari, con un impatto visivo che colpisce fin dai primi minuti di gioco.


Uno degli elementi più riusciti è sicuramente l’uso del parallasse: più livelli di profondità si sovrappongono creando ambienti ricchi di dettagli e pieni di vita, con elementi scenici che si muovono e si intrecciano in modo da dare continuità e dinamismo all’azione. Questo approccio permette anche una regia visiva molto efficace, capace di valorizzare ogni singola sequenza con inquadrature e soluzioni estetiche davvero suggestive. Il risultato è un colpo d’occhio spesso sorprendente, che rende il gioco uno dei candidati più interessanti quando si parla di pixel art moderna.


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Un nuovo metro di giudizio per la Pixel Art?

Anche il comparto audio contribuisce in modo significativo all’immersione. La colonna sonora, fatta di chitarre elettriche, accompagna perfettamente le situazioni di gioco, rafforzando sia i momenti più tranquilli sia quelli più concitati. Il sound design, nel complesso, riesce a sostenere l’ambientazione e a dare ulteriore carattere all’esperienza.


Un'esperienza che non possiamo non premiare


Prima di arrivare al voto finale e alle conclusioni, è giusto fare qualche precisazione, perché il punteggio potrebbe sembrare leggermente alto rispetto ai difetti evidenziati nel corso della recensione. Facendo un bilancio complessivo, non si può negare che REPLACED presenti alcune imperfezioni sul piano del gameplay. La componente platform è generalmente piacevole e funzionale, ma in diversi momenti finisce per risultare più un semplice riempitivo che un elemento davvero centrale dell’esperienza. Allo stesso modo, il sistema di combattimento ad arene non riesce mai a trovare una sua identità definitiva: è discreto nelle intenzioni, ma non riesce a esprimere pienamente tutto il suo potenziale.


Eppure, nel corso delle sue circa dodici ore di durata, il gioco riesce comunque a lasciare un impatto emotivo importante. Se si guarda all’esperienza nel suo insieme, si ha la sensazione di trovarsi davanti a una promessa sostanzialmente mantenuta: un titolo con tanto carattere, capace di distinguersi grazie a regia, scrittura, direzione artistica e comparto tecnico, che nel complesso riescono a dare un forte peso all’avventura.


Nonostante i difetti e alcune fasi che servono più da collegamento narrativo che da vera interazione ludica, l’esperienza resta solida. Le criticità emergono soprattutto nel gameplay, più che nella struttura generale: non tanto nel platforming, dove comunque si poteva osare di più, quanto nel combat system, che rimane un po’ superficiale e mai davvero incisivo. Detto questo, il giudizio complessivo resta positivo. Il viaggio vissuto con REACH è comunque coinvolgente e merita di essere consigliato, pur con tutte le riserve evidenziate nel corso della recensione.


Verdetto Finale

PRO

CONTRO

  • Sceneggiatura e Regia sublimi

  • Un punto di riferimento per la Pixel Art

  • Direzione artistica eccelsa

  • Trama e missioni secondarie interessanti


  • Sistema di combattimento che non decolla

  • Alcune sezioni sono un riempitivo per far avanzare la trama

  • Poche boss battle e poco ispirate


REPLACED è un action 2.5D che, sul piano del gameplay, mostra diverse imperfezioni. La componente platform è discreta ma piuttosto semplice, mentre il sistema di combattimento non riesce davvero a convincere fino in fondo e raramente riesce a lasciare il segno. Anche dal punto di vista delle meccaniche non introduce grandi novità, restando su strutture abbastanza tradizionali. Eppure, nonostante questi limiti, il gioco riesce comunque a distinguersi grazie ad altri aspetti. La sceneggiatura, la direzione artistica e soprattutto la storia costruiscono un’esperienza capace di emozionare e di coinvolgere il giocatore fino alla fine. È proprio questo equilibrio tra difetti ludici e forte impatto narrativo che rende REPLACED un viaggio comunque consigliato, soprattutto a chi cerca atmosfera e identità più che innovazione nel gameplay.


Voto Finale: 7.8 / 10


Replaced è uscito il 14 Aprile su Pc e su Xbox Serie X/S ed è presente dal giorno di lancio su Gamepass.





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