Recensione: Ghost Master Resurrection, il ritorno degli spettri… ma senza eccessivi brividi
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Recensione: Ghost Master Resurrection, il ritorno degli spettri… ma senza eccessivi brividi

Abbiamo provato la remaster di Ghost Master su Playstation 5. Nel seguito la nostra recensione.

Ghost Master è un titolo decisamente particolare per la sua epoca, che nel tempo è riuscito a ritagliarsi una nicchia di appassionati grazie alla sua idea originale e al suo tono ironico. Il gioco è arrivato anche su macOS grazie a Feral Interactive, mentre nel 2004 ha ricevuto una conversione per console, Ghost Master: Memorie da Gravenville (The Gravenville Chronicles), pubblicata su PlayStation 2 e Xbox.


Ma cos’era davvero Ghost Master? In poche parole, un mix riuscito tra puzzle game e strategia, con una premessa tanto semplice quanto geniale: invece di scappare dai fantasmi, siamo noi a controllarli. Il giocatore assume infatti il ruolo di una sorta di “regista dell’orrore”, chiamato a orchestrare infestazioni paranormali ai danni di ignari studenti, famiglie e altri malcapitati. Ogni scenario è costruito come un piccolo rompicapo: bisogna sfruttare l’ambiente circostante e le abilità uniche dei vari spiriti per aumentare gradualmente la paura delle vittime. C’è chi può muovere oggetti, chi sussurrare nell’ombra, chi provocare veri e propri eventi soprannaturali. Sta al giocatore combinare questi poteri nel modo giusto, creando una sorta di escalation da “brivido leggero” fino al panico totale.


Il bello è proprio questo equilibrio: Ghost Master non punta mai davvero sull’horror puro, ma gioca molto sull’ironia e sulla creatività. Le situazioni sono spesso sopra le righe, i personaggi caricaturali e le reazioni esagerate, il che rende l’esperienza più divertente che spaventosa. Questo titolo, insomma, ancora oggi viene ricordato con affetto proprio per la sua capacità di mescolare strategia, puzzle e umorismo in un modo davvero unico.


E forse è proprio questo spirito leggero e originale che lo rende un candidato perfetto per una riscoperta in chiave moderna.


ghost master resurrection

Proprio per questo, a distanza di oltre vent’anni, Mechano Story Studio ha deciso di riesumare il titolo, non solo per strizzare l’occhio ai fan della prima ora, ma anche per far scoprire questa curiosa IP a una nuova generazione di giocatori. Ghost Master Resurrection è infatti arrivato il 20 marzo su tutte le principali console e su PC, con la pubblicazione affidata a Strategy First, nome che i più attenti ricorderanno soprattutto per aver portato sul mercato la serie FlatOut.


Questa operazione sa molto di recupero “affettuoso” più che di semplice operazione nostalgia: l’obiettivo sembra essere quello di mantenere intatto lo spirito originale del gioco, aggiornandolo quanto basta per renderlo accessibile anche oggi. E, in un panorama dove spesso dominano remake e reboot più spettacolari, fa quasi piacere vedere tornare un titolo così atipico, che punta tutto su idee e personalità più che sull’impatto visivo.


Terrore a Greanville


Il tutto si svolge nella cittadina di Gravenville, un piccolo teatro perfetto per mettere in scena infestazioni di ogni tipo. Qui il giocatore veste i panni del Ghost Master, una sorta di regista dell’aldilà chiamato a guidare un’orda di spiriti con un obiettivo ben preciso: terrorizzare i mortali… ma con stile. A complicare le cose ci pensano i principali antagonisti. Da un lato troviamo i Ghostbreakers, una chiara e divertente parodia dei Ghostbusters, sempre pronti a rovinare i nostri piani, riportando la “normalità” tra i vivi. Dall’altro c’è il dottor Krauss, un villain più classico ma non meno interessante: uno scienziato ossessionato dal potere del Darkling, uno spirito misterioso che potrebbe permettergli di dominare il mondo dei mortali.


Ovviamente, questo non coincide esattamente con i desideri della nostra banda di fantasmi, che invece punta a portare il Darkling dalla propria parte. Da qui nasce un intreccio semplice ma funzionale, che dà al gioco un minimo di struttura narrativa senza mai appesantire l’esperienza, lasciando comunque il gameplay al centro di tutto.


Remake o Remaster?


Ghost Master Resurrection si colloca decisamente più vicino a una remaster, nonostante l’utilizzo dell’Unreal Engine 5, e quindi non può essere considerato un vero e proprio remake. Lo si capisce fin dai primi minuti di gioco: struttura, livelli e gameplay sono praticamente identici a quelli dell’originale del 2003, con tutte le sue idee brillanti ma anche con qualche inevitabile rigidità figlia dell’epoca.


Il lavoro svolto è chiaramente più di rifinitura che di ricostruzione: grafica e interfaccia sono state aggiornate quanto basta per risultare più pulite e leggibili sugli schermi moderni, accompagnate da alcune migliorie quality of life come controlli più comodi, una gestione più fluida e una compatibilità finalmente al passo coi tempi. Chi si aspettava una rivoluzione, però, potrebbe restare deluso: niente livelli ridisegnati, nessuna nuova meccanica significativa o rielaborazione del sistema di gioco. Ed è proprio questo il punto: Ghost Master Resurrection è un’operazione dichiaratamente conservativa, che punta a preservare intatto lo spirito originale, limitandosi a riproporlo in una veste più accessibile.


Tuttavia, non tutto convince fino in fondo: alcuni elementi, come i volti dei personaggi, restano ancorati a un’estetica tipica dei primi anni 2000, rendendo evidente come l’aggiornamento tecnico non sia stato uniforme. Il risultato è quindi una remastered che funziona sul piano della nostalgia, ma che sotto certi aspetti fatica davvero a lasciare il segno.


Spaventare che passione!


Il titolo si presenta come un gestionale strategico in cui vestiamo i panni di fantasmi con lo scopo di infestare varie ambientazioni e interagire con gli oggetti per creare uno stato di terrore. Abbiamo undici mappe diverse, e il divertimento non sta solo nello spaventare: a volte bisogna essere subdoli, manipolare oggetti o far impazzire i mortali per ottenere il massimo del plasma, la risorsa necessaria per usare i poteri degli spettri.


ghost master resurrection
La tipica visuale dall'altro dei gestionali

La struttura ricorda una scacchiera: posizioni i tuoi spettri, scegli chi usare e quando, e tieni d’occhio i mortali. Ogni fantasma appartiene a una categoria diversa — spaventatori, elementali, vapori, gremlin e banshee — ognuno con abilità uniche. Alcuni spettri si possono sbloccare solo avanzando e completando missioni specifiche, quindi la squadra iniziale è limitata e bisogna pianificare le mosse. Il cuore del gioco è il terrore e la follia dei mortali.


Ogni umano ha tre barre: Terrore (rosso), Follia (giallo) e Credenza (azzurro). Spaventare aumenta il terrore e li fa scappare, ma renderli folli fa guadagnare più plasma e li trasforma in entità imprevedibili che vagano per la mappa a doppia velocità. La barra della credenza rende tutto più facile: più credono nel soprannaturale, più sono vulnerabili.


Alcuni mortali possiedono paure specifiche, che possono essere scoperte o addirittura dedotte tramite i poteri dei fantasmi, accelerando notevolmente l’infestazione. La gestione del gioco è molto tattica: il plasma, necessario per usare le abilità degli spettri, si consuma nel tempo, quindi non ci si può mai fermare; è fondamentale spaventare continuamente per restare operativi. Nella mappa, i mortali sono visualizzati in una griglia a destra, mentre gli spettri si trovano in una griglia a sinistra.


ghost master resurrection
Lo schema prevede a sinistra gli spettri e a destra gli umani

Quando un mortale sta per fuggire terrorizzato, appare una X lampeggiante; quando lascia definitivamente l’area, la X diventa permanente. Se è presente un esorcista, alcune icone indicano lo stato dei fantasmi: un punto esclamativo arancione segnala che il fantasma è stato individuato e l’esorcista sta per raggiungerlo, mentre un punto esclamativo rosso indica che l’esorcismo è in corso, e infine appare una X quando il fantasma viene esiliato.


Per utilizzare i poteri dei fantasmi serve accumulare plasma, ottenibile spaventando i mortali o sfruttando le loro paure. Più plasma si raccoglie, maggiore sarà il numero e la potenza dei poteri che possiamo attivare contemporaneamente; ogni abilità ha un costo diverso, che può andare da pochissimi punti (20 plasma) a centinaia per i poteri più devastanti. La gestione delle risorse diventa quindi cruciale, tanto quanto la scelta dei fantasmi da portare in missione.


ghost master resurrection
Gestire la squadra sarà importante.

Nel quartier generale, possiamo far apprendere ai fantasmi nuovi poteri, suddivisi per livello e costo, il che li renderà più versatili e potenti. Una delle novità introdotte con Resurrection è la possibilità di usare le zucche guadagnate con punteggi alti nelle missioni per sbloccare perk utili, come aumentare l’efficacia del terrore o della follia, ridurre i tempi di recupero delle abilità o altri bonus strategici.


Nessun spettro spaventa più dei bug


Nonostante la nuova veste grafica, Ghost Master: Resurrection mostra ancora diversi limiti. Durante la nostra prova su Playstation 5 abbiamo riscontrato bug grafici evidenti e problemi di gameplay, come spettri che rimangono bloccati nell’ambiente o comportamenti imprevedibili durante le missioni. Questo dimostra che, sebbene il titolo sia stato rimodernato, non si tratta di una remastered perfetta.


Va ricordato che si tratta di un’opera conservativa: l’obiettivo principale era riportare il gioco originale in chiave moderna senza stravolgerlo, quindi aspettarsi innovazioni radicali o sorprese particolari potrebbe portare a delusioni. La recensione, però, valuta proprio la remastered, e in questo senso ci saremmo aspettati una realizzazione più accurata, con meno problemi tecnici e una grafica più convincente, soprattutto considerando l’impatto della versione originale del 2003.


Detto questo, ci sono note positive significative. La giocabilità è stata migliorata: i menu sono più intuitivi e fluidi, la gestione dei fantasmi e delle risorse risulta più chiara, e la qualità complessiva dell’esperienza è più scorrevole. La presenza di season pass e DLC indica un supporto futuro, con aggiornamenti che potrebbero correggere i bug e arricchire il contenuto, il che è un segnale positivo per chi intende investire nel titolo.


In sintesi, Ghost Master: Resurrection rimane un gioco affascinante per chi ama il gestionale strategico soprannaturale, con un concept ancora valido e una giocabilità potenziata rispetto al passato, ma soffre di problemi tecnici e non rivoluziona l’originale. Se siete fan storici o curiosi di provare la remastered, troverete un’esperienza interessante, pur con qualche limite da tenere in conto.


Verdetto Finale

PRO

CONTRO

  • Combina strategia e puzzle ambientali

  • Buona giocabilità


  • Modelli dei personaggi non soddisfacenti

  • Numerosi Bug grafici e di gameplay

  • Remastered che non convince dal punto di vista grafico

Ghost Master: Resurrection è il rifacimento di un vero e proprio cult dei gestionali, una perla originale del 2003. Tuttavia, la remastered non è del tutto riuscita: presenta numerosi bug, sia grafici che di gameplay, che possono compromettere l’esperienza. Nonostante ciò, il titolo resta consigliato agli appassionati del genere e a chi ha amato e “spolpato” il capitolo originale, perché mantiene intatto il fascino e la profondità strategica che hanno reso celebre l’opera originale.


Voto Finale: 6/ 10

Ringraziamo Keymailer per averci fornito la chiave di gioco ai fini della recensione



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