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Recensione: I Am Jesus Christ, tra fede e videogioco

Abbiamo giocato I Am Jesus Christ, il gioco di ruolo che ripercorre la vita di Gesù. Questo è il nostro verdetto.

Religione e videogioco: un accostamento raro, spesso percepito come distante se non apertamente in contrasto. Nel 2019, però, I Am Jesus Christ prova a inserirsi proprio in questo spazio, proponendo un’operazione tanto insolita quanto ambiziosa. Annunciato il 9 dicembre, il titolo si presenta fin da subito con un’identità chiara: un simulatore in prima persona che ripercorre la vita di Gesù, tra miracoli, parabole e momenti chiave della narrazione evangelica. Il primo trailer, diffuso contestualmente all’annuncio, attira immediatamente l’attenzione mediatica e del pubblico, proprio per la natura del suo concept.


Non si tratta soltanto di un’idea fuori dagli schemi, ma di un tentativo esplicito di tradurre un immaginario religioso in linguaggio interattivo, con tutte le complessità e le aspettative che questo comporta.


I am Jesus Christ cover

Il titolo, sviluppato da Space Boat Studios e pubblicato dal popolare editore PlayWay, ha alle spalle una produzione lunga e articolata, durata circa sette anni, fino ad arrivare alla pubblicazione su PC il 5 aprile. Questo percorso esteso riflette la natura ambiziosa del progetto e le sue particolarità. Al di là dell’etichetta di simulatore, I Am Jesus Christ integra anche elementi da gioco di ruolo e da avventura grafica, ampliando il proprio raggio d’azione oltre una semplice trasposizione meccanica.


L’obiettivo è quello di costruire un’esperienza più stratificata, capace di unire narrazione, interazione e progressione. Resta quindi da capire se questa varietà di componenti riesca a convivere in modo efficace e coerente, oppure se finisca per disperdere l’identità del progetto. D’altronde, creare un videogioco capace di narrare le Scritture senza scadere nel paradossale non è certo un compito semplice. Il medium videoludico, va riconosciuto, ha spesso avuto una funzione narrativa e didattica, ma limitarsi a una trasposizione fedele delle Scritture avrebbe inevitabilmente ristretto il pubblico di riferimento.


La peculiarità di I Am Jesus Christ sta proprio nel tentativo di conciliare il sacro con il videoludico, senza sacrificare l’esperienza di gioco: un approccio che mira a integrare narrazione, interattività e progressione, cercando di costruire un prodotto che sia al contempo rispettoso e coinvolgente.


Dalla Natalità alla Passione


I Am Jesus Christ non trascura nessuna fase della vita di Gesù, dalla nascita fino alla resurrezione. Il gioco ripercorre momenti chiave come il battesimo, i miracoli e la crocifissione, cercando di mantenere una narrazione fedele agli eventi evangelici. Al contempo, preserva l’identità del medium videoludico, integrando meccaniche interattive e momenti di esplorazione che permettono al giocatore di vivere l’esperienza senza ridurla a una semplice trasposizione narrativa.


I am Jesus Christ
Rivivremo tutte le fasi della vita di Gesù

In questo modo, il titolo tenta di coniugare il rispetto per la storia sacra con il coinvolgimento tipico del videogioco. Il giocatore incontrerà i discepoli, Giuseppe, Maria e tutti gli altri personaggi delle Scritture, costruendo uno scenario fedele ai testi sacri e rendendo l’esperienza immersiva e coerente con l’ambientazione evangelica.


Fede e Miracoli


I Am Jesus Christ si presenta come un simulatore con componenti ruolistici e da avventura grafica, ambientato in un semi open world che permette di esplorare le città centrali nella vita di Gesù. L’inquadratura in prima persona e l’approccio basato su dialoghi ed esplorazione rendono l’esperienza immersiva, offrendo al giocatore la possibilità di muoversi liberamente tra scenari storici ricostruiti con attenzione. Il gioco si struttura in una mappa, nemmeno troppo piccola, e in missioni che combinano esplorazione, interazione e progressione narrativa.


Tra le meccaniche più rilevanti c’è lo “sguardo divino”, modalità che permette di evidenziare scenari e oggetti interattivi necessari per progredire. La funzione ricorda strumenti tipici dei giochi investigativi e delle avventure grafiche, ma qui viene contestualizzata in un’ambientazione storico-religiosa. Lo “sguardo divino” è inoltre legato all’utilizzo dei punti fede, visualizzati in sovrapposizione sullo schermo, che indicano al giocatore la durata disponibile della modalità, integrando strategia e interattività senza interrompere l’immersione.


i am jesus christ
Miracolo!

L’avanzamento dell’avventura è scandito dalle abilità, qui sostituite dai miracoli, che si sbloccano con il progredire delle missioni e della narrazione. I miracoli, coerenti con le Scritture, includono la risurrezione, la guarigione, la moltiplicazione dei pesci e la trasformazione dell’acqua in vino, prendendo il posto delle tradizionali abilità dei giochi di ruolo. Queste capacità rivestono un ruolo centrale nell’esperienza, soprattutto considerando la struttura semi open world del gioco.


È possibile spostarsi tra le città principali della vita di Gesù tramite viaggi rapidi, e ogni città offre un proprio livello di esplorazione, con attività e missioni secondarie da completare. Tra queste, alcune sono collezionabili, come le Scritture evangeliche o punti di interesse storici, mentre altre richiedono l’uso dei miracoli per essere portate a termine. Inoltre, il gioco propone attività secondarie a sfondo didattico, rappresentate dai farisei, che includono quiz interattivi pensati per guidare il completamento dell’esplorazione della città, combinando apprendimento, narrazione e gameplay.


Enigmi Biblici


L’apprendimento dei miracoli avviene tramite intermezzi strutturati come enigmi basati sulle Scritture, tra cui la Genesi, i Dieci Comandamenti e altri eventi storico-religiosi. Questi enigmi richiedono al giocatore una conoscenza di base dei temi trattati, ma restano accessibili e bilanciati, riuscendo a combinare apprendimento e interattività senza interrompere il flusso dell’avventura. La loro struttura, tipica delle avventure grafiche, è particolarmente apprezzabile per la chiarezza delle regole e la coerenza con il contesto narrativo.


i am jesus christ
Enigma sulla Genesi.

Tuttavia, il loro utilizzo è piuttosto circoscritto: sono limitati all’apprendimento dei miracoli e non si integrano direttamente nel flusso principale del gioco. Sarebbe stato interessante vederli distribuiti in modo più organico tra missioni principali e attività secondarie, così da arricchire ulteriormente l’esperienza complessiva, rendendo enigmi e interazioni una parte integrante dell’esplorazione delle città e della progressione narrativa. In questo modo, il giocatore avrebbe potuto sperimentare un approccio più dinamico e coinvolgente, che unisce fede, storia e gameplay in maniera ancora più immersiva.


I Discepoli e un sistema di avanzamento basato sui fedeli


Nel corso dell’avventura, il giocatore incontrerà gli apostoli e, attraverso le missioni principali, potrà convincerli a seguire la Parola del Signore. Una volta introdotti, gli apostoli proporranno a loro volta missioni secondarie, visibili nella schermata del menu dedicata ai discepoli tramite un punto esclamativo. Queste missioni servono a rafforzare il rapporto tra Gesù e i suoi seguaci .


i am jesus christ
La prima assemblea con i discepoli

A differenza di altri titoli che prevedono indicatori espliciti di affinità o legame (come in Persona), qui non esiste un sistema numerico o una barra che misuri il grado di fiducia. L’aumento di fede e fiducia avviene semplicemente completando le missioni, creando un legame narrativo più discreto e immersivo che si costruisce in maniera naturale attraverso l’interazione e la progressione del gioco. Un’altra meccanica significativa riguarda i fedeli, visibili in una sezione dedicata della schermata di menu. Il loro numero aumenta in base alle attività completate e alle missioni portate a termine, generando anche i cosiddetti punti fede.


i am jesus christ progressione dei fedeli
Sistema di progressione dei fedeli

Questi punti sono necessari per alcune funzioni del gioco, come l’utilizzo dello “sguardo divino”, e in certe missioni agiscono come una sorta di cuscinetto protettivo, evitando che il giocatore venga individuato o colpito dalla folla o dalle guardie.


i am jesus christ
Attenti a non essere colpiti dalla folla

Nonostante l’idea sia interessante e coerente con il contesto religioso del titolo, la sua implementazione risulta limitata. Le missioni che sfruttano questa meccanica hanno una componente stealth molto ridotta e sono poche, rendendo la funzione più decorativa che realmente strategica. Rimane comunque un tentativo di introdurre dinamiche aggiuntive legate alla fede e all’interazione con i fedeli, anche se la loro presenza nel gameplay è piuttosto sporadica.


Codex e funzione didattica


I Am Jesus Christ integra una funzione didattica e un codex interattivo che arricchiscono l’esperienza di gioco. Oltre alle interazioni a quiz con i farisei, già descritte come momenti di apprendimento basati sulle Scritture, il titolo propone collezionabili legati alle Sacre Scritture e a punti di interesse storici. Questi elementi vengono raccolti nel codex, creando una sorta di enciclopedia interattiva che permette al giocatore di approfondire il contesto religioso e storico in cui si svolge l’avventura. Il codex offre un valore aggiunto per chi desidera un’esperienza educativa, consentendo di esplorare i testi sacri, conoscere dettagli storici delle città visitate e comprendere meglio i personaggi e gli eventi narrati.


Ma il titolo presenta un sistema di combattimento?


La risposta è “ni”, perché l’utilizzo dei miracoli richiede azioni specifiche che introducono elementi di gameplay aggiuntivi, ma spesso poco riusciti. Ad esempio, il miracolo della Risurrezione presenta una sorta di fase di combattimento con Satana, in cui Gesù può stordire i diavoli tramite fasci di luce e condurli verso un portale di uscita. L’idea aggiunge una componente action al titolo, quanto paradossale, ma il risultato risulta superficiale e mal realizzato.


i am jesus christ
Vade Retro Satana!

Altri miracoli, come la guarigione, prevedono sequenze in cui il giocatore deve direzionare il joypad e premere i tasti a tempo per completare il percorso senza essere raggiunto dal male. Questi espedienti servono a spezzare il ritmo del gioco, ma non costituiscono vere e proprie fasi action, risultando più come mini-giochi di intermezzo che non apportano una reale profondità alla componente interattiva.


Comparto tecnico e audio


Il comparto visivo di I Am Jesus Christ è generalmente soddisfacente, soprattutto nella riproduzione delle città e degli ambienti, che risultano curati e coerenti con il contesto storico. I modelli dei personaggi, invece, non sempre convincono, sebbene possano essere considerati accettabili in relazione al tipo di produzione.


Il comparto audio presenta alcune criticità: durante il gioco sono emersi bug fastidiosi che hanno momentaneamente compromesso l’esperienza, ma a parte questi problemi, la colonna sonora e gli effetti risultano coerenti con l’atmosfera e i toni dell’opera.


Il vero punto di forza del titolo rimane la narrazione, capace di guidare il giocatore attraverso gli eventi della vita di Gesù. Tuttavia, in alcuni momenti, la storia sembra scorrere troppo velocemente, riducendo l’impatto di alcune scene e limitando l’approfondimento delle ambientazioni e dei personaggi. Nonostante ciò, la combinazione di esplorazione storica e narrazione fedele rende l’esperienza complessiva unica e interessante.


Un titolo che vuole fare troppo


I Am Jesus Christ è un titolo ambizioso, con un’ambientazione di gioco e una narrazione coerente, ma che tenta di fare troppo contemporaneamente. Il gioco vuole essere un’avventura grafica, e in questo senso gli enigmi biblici rappresentano una delle componenti meglio riuscite. Allo stesso tempo, aspira a un open world limitato, ma le attività presenti risultano brevi e poco profonde, spesso completabili in pochi secondi, senza offrire un reale senso di esplorazione. Il titolo introduce anche elementi di combattimento, come nelle fasi contro Satana, che risultano paradossali e spezzano il ritmo dell’opera sacra. Queste sequenze, pur interessanti nel concetto, risultano superficiali e poco coinvolgenti. Allo stesso tempo, I Am Jesus Christ propone meccaniche promettenti, come il sistema dei fedeli e dei discepoli, ma queste non vengono mai sfruttate appieno. Ad esempio, il menu dedicato ai discepoli suggerisce la possibilità di sviluppare rapporti più complessi, con un grado di fedeltà misurabile, ma in realtà le missioni richieste dagli apostoli sono poche e limitate, riducendo l’impatto di questa funzione. In generale, il titolo alterna momenti di interesse e creatività a sezioni che appaiono incomplete o poco approfondite, lasciando la sensazione di un potenziale non pienamente espresso.


Le numerose idee presenti in I Am Jesus Christ restano concetti interessanti, ma faticano a emergere pienamente nella realizzazione finale. L’incertezza sembra derivare dalla volontà di non oltrepassare certi limiti, evitando di creare dissidi tra religione e videogioco. Nelle fasi della crocifissione e della preghiera vengono introdotte deboli sezioni stealth, basate sull’uso dei punti fede, in cui è necessario evitare di essere colpiti o scoperti. Anche in questo caso, però, la meccanica risulta superficiale e poco soddisfacente. Allo stesso modo, l’idea di utilizzare un mulo per spostarsi tra le città viene implementata solo nelle fasi finali del gioco, sprecando un potenziale meccanismo che avrebbe potuto arricchire l’esplorazione e rendere più dinamico il viaggio tra le varie ambientazioni.


i am jesus christ
Che te ne fai dei cavalli?

Il punto di forza di I Am Jesus Christ risiede nella sua peculiarità: si tratta di un simulatore della vita di Gesù che offre un’esperienza atipica, in cui coerenza storica e una rappresentazione accurata e gradevole delle città e degli eventi sono al centro dell’attenzione. Tuttavia, tutti gli elementi di gameplay, per quanto possano fungere da supporto alla funzione didattica, rimangono appena accennati e servono più come contorno a un’esperienza che punta soprattutto sulla narrazione e sull’esplorazione.


La curiosità diventa quindi il motore principale del gioco: la possibilità di osservare città, eventi e personaggi stimola l’esplorazione e spinge il giocatore a sorvolare su molti difetti. Allo stesso tempo, alcune sequenze possono strappare un’innocente ilarità, perché nonostante il gioco cerchi di mantenere toni sacri e seri, alcune situazioni risultano inevitabilmente paradossali. L’esperienza complessiva resta quindi interessante e unica, ma con una realizzazione di gameplay spesso superficiale rispetto al potenziale delle idee proposte.


Verdetto Finale

PRO

CONTRO

  • Rappresentazione fedele delle città e delle ambientazioni

  • Sistema dei fedeli interessante

  • Narrazione coerente all'opera

  • Enigmi biblici interessanti

  • Modelli dei personaggi non soddisfacenti

  • Fasi stealth e di combattimento realizzate in modo superficiale

  • Narrazione frettolosa nelle fasi finali

  • Tante buone idee, ma implementate in modo superficiale.

I Am Jesus Christ è un titolo che suscita curiosità e invoglia a essere giocato, spingendo il giocatore a scoprire come la narrazione e il gameplay affrontano le fasi chiave della vita di Gesù. Il gioco presenta numerose idee di gameplay interessanti, ma queste rimangono per lo più un contorno all’esperienza principale. Il vero punto di forza risiede nella sua peculiarità: l’atipicità di un titolo che osa combinare religione e videogioco, offrendo un’esperienza unica e differente da qualsiasi altro simulatore o avventura storica.

Voto Finale: 6.5/ 10

Ringraziamo Keymailer per averci fornito la chiave di gioco ai fini della recensione



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