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Recensione: I Hate This Place – benvenuti nel peggior posto del mondo

Ispirato all’omonima serie a fumetti pubblicata dalla Image Comics e realizzato da Rock Square Thunder, I Hate This Place è un survival horror che sprizza orrore ed anni Ottanta da tutti i pori.

Ispirandosi alla celebre serie a fumetti I Hate This Place, i team di sviluppo Rock Square Thunder e Broken Mirror Games, entrambi guidati da veterani di Bloober Team, hanno cercato di condensarne l’atmosfera e i capisaldi narrativi in una trasposizione videoludica. Il risultato è I Hate This Place, un survival horror con visuale isometrica che, sotto diversi punti di vista, strizza l’occhio proprio al linguaggio dei fumetti.


Vediamo quindi come se la cava il titolo in questa nostra recensione.


Questa recensione NON conterrà spoiler sulla trama!


Cose strane succedono nei boschi I Hate This Place


Probabilmente in una non ben specificata zona rurale del Nord America, la nostra protagonista Elena torna a casa dopo diversi anni di assenza, e bene o male tutto sembra essere rimasto immutato, tra vecchie amicizie, parenti e… sempre più massicci ed inquietanti fenomeni paranormali. Qualcosa sta cambiando la foresta ed i suoi abitanti trasformandoli in raccapriccianti creature assassine.


I Hate This Place

C’entrano forse degli esperimenti segreti del governo? O forse il tutto è da attribuirsi alla figura dell’Uomo Cornato, lo spirito della foresta venerato da alcune persone del posto? La risposta non è poi così scontata, e starà proprio ad Elena scoprire cosa sta succedendo.


Indaga, costruisci, sopravvivi


I Hate This Place pad alla mano si presenta come un survival con visuale isometrica open world dal setting horror e, a conti fatti, rispetta in pieno tutti gli aspetti che questa mistura porta con sé.


Infatti, le azioni che andremmo a svolgere principalmente durante la nostra esplorazione della foresta e di tutti gli scenari a lei annessa sarà quelle di cercare e craftare tutti gli oggetti utili per la nostra sopravvivenza. Cibo, medicinali, armi ed altri oggetti d’utilità saranno fondamentali per procedere nel gioco, e fortunatamente il team di Rock Square Thunder ha risposto grande cura in tutto l’aspetto di crafting e farming del titolo.  Dividendo le tipologie di oggetti a nostra disposizione troviamo infatti il Cibo, utile per tenere sempre lo stomaco di Elena pieno, e gli oggetti Medici necessari per ripristinare i nostri punti ferita e le Armi.


I Hate This Place

Ciascuna di queste tipologie di oggetto può essere trovata in quantità limitate esplorando o costruita presso appositi banchi di lavoro sparsi per il mondo di gioco, a patto di aver prima trovato i progetti per i singoli oggetti e soprattutto le risorse necessarie. Parlando di risorse, per reperirle potremmo affidarci alla fortuna e quindi cercarle da noi, o potremmo decidere di rendere il tutto più efficiente allestendo al meglio il nostro campo base, luogo dove potremmo non solo riposare ma anche metter su una vera e propria base munita di banchi da lavoro, orticelli ed altre cose utili.


In generale tutte le dinamiche del gioco legate a farming e crafting ci sono sembrate molto intuitive, richiedendo pochissimo tempo per essere apprese e padroneggiate. A nostro avviso questa gestione così semplice ed intuitiva di meccaniche così importanti per un titolo survival è un plus per la produzione, risultante in una dinamica snella che non va a spezzare mai troppo l’azione di gioco.


I Hate This Place

Esplorando il tenebroso mondo di gioco, capiterà invece spesso di dover avere a che fare con le inquietanti creature che lo popolano, e qui, dovremmo scegliere con cura come approcciarci. Potremmo infatti decidere di non voler ingaggiare un nemico e tentare di muoverci abbassati per non far rumore, evitando così di sprecare le nostre preziose risorse, ma nel caso dovessimo di scegliere le maniere forti, il gioco ci propone una buona varietà di armi con cui contrastare la minaccia di turno. I nemici sono tendenzialmente duri a morire, ed in un contesto con limitate munizioni e limitati metodi per guarire dovremmo essere sempre cauti e parsimoniosi capendo quanto valga o meno la pena affrontare un determinato nemico rispetto ad altri che potrebbero non essersi ancora palesati a noi.


Esplorando giorno e notte


Uno degli aspetti più convincenti di I Hate This Place è sicuramente il suo mondo di gioco. La non ben specificata località in cui è ambientato il titolo è infatti realizzata con cura in ogni suo aspetto, ed esplorarla è appagante. Durante la nostra avventura, infatti, la mappa open world a nostra disposizione ci è sembrata ben curata e con sempre qualche dettaglio degno della nostra attenzione. La foresta in particolare appare ben realizzata, forte anche del ciclo Giorno-Notte presente nel gioco che riesce a cambiare sensibilmente la percezione che abbiamo della foresta, di giorno piacevole (seppur piena di insidie mostruose ed elementi macabri) e di notte opprimente e spaesante.


Gli ambienti al chiuso dal canto loro sono realizzati nel minimo dettaglio e capaci di trasmettere il giusto livello di claustrofobia e tensione.


Nel complesso quindi tutto il mondo di gioco è ben realizzato e credibile, addirittura arrivando in alcuni casi a strizzare l’occhio a pratiche vicine a quelli della narrativa ambientale dove sono gli scenari stessi a voler raccontare delle proprie storie.


I Hate This Place

Il ciclo Giorno-Notte invece avrebbe potuto essere sfruttato più a fondo, magari andando a modificare la maggiormente quantità o la tipologia di creature da incontrare in base all’ora del giorno. Purtroppo, benché la notte dovrebbe essere la parte della giornata in cui siamo assaliti da orde di creature da incubo a conti fatti non ci è sembrato che la difficoltà del gioco variasse sensibilmente in virtù di ciò. Un vero peccato.


Fumetti ed anni ‘80


Uno degli aspetti più distintivi di tutta la produzione è sicuramente il suo comparto visivo. Rock Square Thunder, infatti, ha deciso di utilizzare per I Hate This Place uno stile grafico fumettoso completamente in linea con la controparte cartacea dell’opera impreziosendo il tutto con l’aggiunta a schermo di suoni onomatopeici che ricalcano al 100% quelli presenti nella serie a fumetti realizzata da Kyle Starks e Artyom Topilin. Il tutto si sposa alla perfezione con l’ambientazione e l’estetica anni Ottanta del titolo rendendolo decisamente gradevole alla vista.


Succede un po’ di tutto nella foresta


L’intreccio narrativo di I Hate This Place è decisamente peculiare, parlando strettamente degli avvenimenti paranormali che succedono nella foresta. Ci si rende ben presto conto che in questa remota zona boschiva, infatti, succede un po’ di tutto, tra spiriti della foresta, esperimenti governativi, fantasmi, leggende metropolitane e chi più ne ha più ne metta.


I Hate This Place

Questo tipo di setting decisamente peculiare ci ha ricordato per certi versi opere di animazione come Gravity Falls dove in una specifica località possono succedere i più disparati eventi paranormali, ed ammettiamo di aver apprezzato molto la scelta, soprattutto perché questo espediente narrativo prepara potenzialmente il videogiocatore ad accettare di buon grado qualsiasi elemento paranormale possibile senza andare ad intaccare troppo la credibilità del tutto.


Diverse note dolenti


Benché I Hate This Place possa vantare una buona serie di aspetti positivi in tutta l’offerta, il titolo scivola purtroppo su aspetti puramente più tecnici e di rifinitura. Durante la nostra avventura infatti siamo spesso incappati in bug e glitch più o meno fastidiosi, dai più semplici cali di frame rate fino ad arrivare ad avvenimenti più disastrosi come, ad esempio, la scomparsa delle icone d’interazione di oggetti e porte. Questo bug in particolare ci si è presentato svariate volte all’interno di una zona in particolare della mappa, la Miniera, costringendoci a riavviare svariate volte la partita (con consequenziale perdita di progressi e per estensione di tempo).


Sommando tutti questi piccoli e grandi problemi purtroppo diventa abbastanza evidente come il titolo, forse, avrebbe avuto bisogno di qualche mese di lavorazione in più per andare a smussare queste problematiche. La nostra speranza è che tali problemi vengano risolti dagli sviluppatori a stretto giro, magari con una o più patch post lancio, ma è doveroso segnalarli e riconoscerne il giusto peso in fase di valutazione dell’esperienza complessiva.


Verdetto Finale

PRO

CONTRO

  • Ambientazione e mondo di gioco molto piacevoli

  • Lo stile grafico è azzeccato

  • Il comparto sonoro è molto convincete

  • Le meccaniche survival sono snelle e non troppo tediose

  • Per i puristi del genere potrebbe risultare troppo semplice

  • Ciclo Giorno-Notte non sfruttato a pieno

  • Allo stato attuale risulta ancora grezzo e con fin troppi problemi tecnici

I Hate This Place si presenta sulla carta come un survival horror con delle solide idee alle spalle, soprattutto quelle tratte dal fumetto di riferimento. Tutto il lato survival del titolo è snello ed intuitivo risultando adatto a chi cerca un’esperienza non troppo hardcore sotto questo punto di vista ed in generale l’atmosfera ed il mondo di gioco sono ben confezionati e credibili. Esplorare il mondo di gioco è piacevole ed immersivo, almeno finché non si incappa in bug e glitch che spezzano molto l’esperienza totale del titolo, dimostrando forse che il titolo avrebbe necessitato di ancora qualche mese di rifinitura generale. Resta comunque un titolo godibile sotto diversi punti di vista, soprattutto per gli amanti delle atmosfere anni ’80.

Voto Finale: 6.8/10

Ringraziamo Keymailer per averci fornito la chiave per recensire questo titolo.

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