Recensione: Mirage 7 - un’avventura misteriosa dall’inizio alla fine
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Recensione: Mirage 7 - un’avventura misteriosa dall’inizio alla fine

Sviluppato da Drakkar Dev, con un team quasi interamente italiano, Mirage 7 è una piccola avventura fiabesca dalle tinte dark e misteriose. Scopriamo come se la cava il titolo all’esordio nella nostra recensione.

Quando cade tra le nostre mani un prodotto di puzzle solving che ha centrato l’obiettivo, ce ne accorgiamo subito: scorre in maniera fluida, uno step porta all’altro, i meccanismi del nostro cervello mettono insieme i pezzi e ci fanno sentire soddisfatti per aver raggiunto lo scopo con le sole forze della nostra mente. Se a questa componente viene aggiunta l’avventura, la narrativa, un contesto che ci faccia sentire come dei veri esploratori, allora questo stimolo viene ulteriormente premiato. Il senso di soddisfazione per il risultato e l’approvazione di sé sono tra i principali vettori di questi generi.


Nel deserto c’è moltissimo che non vediamo nascosto sotto la sabbia, così in profondità che, anche muovendo i nostri passi su di essa, non vi entreremo mai in contatto. In un certo senso, Mirage 7, il gioco di avventura del team italiano Drakkar Dev prevalentemente incentrato sulla narrativa e il puzzle solving, riesce a catturare questa peculiare caratteristica della sua ambientazione nel videogioco stesso: quello che si presenta, infatti, come un viaggio nel tra le dune con uno scopo ben preciso, si rivelerà presto essere molto di più.


mirage 7

Abbiamo percorso accanto a Nadira i passi che l’avrebbero portata a riabbracciare sua sorella. Siamo stati affascinati dagli indizi che abbiamo scoperto nelle note, negli appunti, nelle pergamene; incuriositi alla prospettiva di scoprire cosa si nascondesse in questo mondo fantasy e sempre più oscuro man mano che procedevamo; infastiditi, in qualche occasione, da alcuni bug che, pur non avendo compromesso l’esperienza di gioco in maniera fatale, hanno contribuito a generare frustrazione.


Anche noi, in un certo senso, metteremo insieme i pezzi di un puzzle, pesando tutti questi elementi di Mirage 7 per giungere ad una valutazione definitiva sul titolo.


Nota: Il gioco, sviluppato da team italiano, è doppiato in lingua inglese ma completamente localizzato in italiano.


Una fiaba tra le dune… forse


Mirage 7 si apre con una premessa apparentemente molto semplice: la nostra protagonista, Nadira, ha intrapreso un lungo viaggio attraverso  il deserto in compagnia della lucertola Jiji per trovare la principessa Taishma al Palazzo della Luna, poiché ella sembra l’unica capace di realizzare il suo desiderio: ricongiungersi con sua sorella


mirage 7 nadira
Nadira e Jiji riposano presso l'Oasi nelle battute iniziali del gioco

Ciò che si presenta però come una semplice esplorazione alla ricerca della principessa nasconde molto di più. Ce ne accorgiamo sia dalla scena introduttiva, sia nei primi minuti di gioco, quando Nadira trova un accampamento già allestito presso un’oasi e qui rinviene un medaglione rotto identico al suo, con inciso il nome di sua sorella. Da questo punto in poi, diverse note sparse per il mondo di gioco cominceranno a suggerire una verità nascosta, una storia che parla di esperimenti e umani, vittime e carnefici


La trama è abilmente costruita in modo da offrire spunti che riescano a farci immaginare oltre, ma da non rivelare mai troppo. Se è vero che riusciamo con facilità a comprendere il presupposto fantascientifico che si nasconde sotto le sabbie della fiaba arabica, è anche vero che la meta alla quale questa strada conduce non è assolutamente scontata. Nella componente narrativa abbiamo trovato il punto di forza di Mirage 7. Se è vero che i personaggi non sono mai approfonditi, ciò avviene anche nel contesto di breve avventura fiabesca, veste con cui il videogioco si presenta. La storia di Nadira, invece, è affascinante ed intrigante, un mistero che ci spinge ad andare oltre, pezzo dopo pezzo di puzzle, per risalire alla verità.


mirage 7 oasi
Mirage 7 si presenta come un'avventura nel deserto ma nasconde molto di più

Nelle battute finali, che non citeremo nello specifico per evitare spoiler, va precisato però che il gioco avrebbe beneficiato di qualche approfondimento: molte delle domande sorte durante il breve viaggio hanno ricevuto risposta, ma ci sono ancora tanti dettagli che sfuggono anche dopo aver completato il gioco. È chiaro che ci sia un’intenzione specifica di lasciare che sia il giocatore a colmare alcuni vuoti e ad interpretare per giungere alle proprie conclusioni, tuttavia ci è sembrato che fosse necessario un maggior equilibrio tra quanto esplicitato e quanto lasciato all’immaginazione.


L’osservazione dello spazio: enigmi e appunti


La maggior parte del gameplay è basata sulla risoluzione di enigmi ambientali, seppur non manca una fase di combattimento (che analizzeremo nel seguito). La scelta di incentrare la maggior parte del tempo di gioco sull’esplorazione e il puzzle solving è azzeccata, poiché questa fase si rivela come la più godibile del gioco. 


mirage 7 inventario
L'inventario, dove è possibile combinare gli oggetti per risolvere gli enigmi o analizzarli per trovare indizi

Nadira, infatti, dovrà risolvere diversi rompicapi per procedere nella propria avventura. Essi si presentano come ben diversificati, che vanno dall'interpretazione di una leggenda per sbloccare la porta di un tempio ad enigmi di natura più pratica, in cui Nadira deve combinare oggetti ritrovati all’interno del proprio inventario per creare gli strumenti adatti a procedere. Eccetto per l’ambientazione finale del gioco, Mirage 7 offre un buon equilibrio tra le tipologie di enigmi, evitando un senso di ripetitività che avrebbe reso il titolo meno stimolante. Ci sono anche alcune brevi fasi del gioco in cui è necessario utilizzare Jiji per procedere, sfruttando la dimensione della lucertola e la sua lunga lingua per infiltrarsi in luoghi chiusi, raccogliere oggetti, proteggere Nadira se non è conscia. Questo cambio avviene pochissime volte all’interno di gioco, e poiché costituisce una meccanica apprezzabile, ci sarebbe piaciuto vederla sfruttata in qualche altra occasione.


mirage 7 jiji
In alcune aree è possibile vestire i panni (la pelle?) della lucertola Jiji

Va specificato che non sempre il gioco è stato molto chiaro sul modo in cui procedere. In più di un’occasione ci siamo trovati rallentati non tanto dalla difficoltà dell’enigma, quanto dalla poca chiarezza sulla logica sottostante.


Apprezzabili sono, invece, gli indizi, le note e le pergamene che possiamo trovare in giro e che ci aiutano decisamente a costruire quella che è la verità che si nasconde sotto il viaggio di Nadira. Questi diari, questi racconti sono interessanti ed arricchiscono Mirage 7, aiutando sicuramente a colmare i punti in cui la trama, come menzionato, è stata fin troppo sintetica.


Un confronto difficoltoso con pochi nemici


Come menzionato in precedenza, Mirage 7 offre anche una fase di combattimento. I nemici all’interno del gioco sono davvero pochi, il che rende già abbastanza chiaro che l’azione non è al centro delle dinamiche di gioco. Tuttavia, questa componente è presente: Nadira può utilizzare un attacco corpo a corpo, una schivata per evitare i colpi nemici e un attacco a distanza, che sarà sbloccato dopo aver costruito un determinato oggetto durante un puzzle. Esiste anche una fase di combattimento quando si utilizza Jiji, che può colpire i nemici con la propria lunga lingua.


Che sia stata inserita dell’azione per spezzare un po’ la concentrazione sugli enigmi e gli eventi della trama è lecito, tuttavia, qualcosa in più si sarebbe potuto fare in termini strettamente tecnici: l’attacco corpo a corpo col pugnale funziona, ma la schivata è davvero poco funzionale e ci ha spesso allontanato troppo dai nemici, costringendoci ad avvicinarci nuovamente in corsa. Le criticità di movimento si manifestano soprattutto quando Nadira confronta più nemici contemporaneamente. La difficoltà nel combattimento non sta affatto nel livello di sfida degli avversari ma meramente nella difficoltà che abbiamo a gestire la protagonista, il che può risultare frustrante.


mirage 7 combattimento
Un nemico nel deserto: combattimento corpo a corpo, in alto la salute a rischio e la barra dell'acqua piena

Non aiuta il fatto che per guarirsi, Nadira debba bere acqua per recuperare salute, un’azione praticamente quasi impossibile quando ci sono diversi nemici che, se colpiscono, generano danni che continuano nel tempo. A volte questo tipo di danno non ci dà il tempo di rimediare con una schivata, né di bere per recuperare salute, lasciandoci quasi alla piatta consapevolezza che se siamo stati colpiti e non avevamo il massimo della salute, probabilmente moriremo.


Non senza intoppi, qualche problema tecnico e strutturale di troppo


Purtroppo, dobbiamo anche segnalare che durante l’esperienza di gioco, ci sono stati diversi problemi di natura tecnica che ci hanno portato, in tutta sincerità, a sbuffare in più occasioni. 


Se non abbiamo incontrato nessun problema bloccante, ci siamo trovati a confrontarci con alcuni bug non di poco conto. In particolare, uno dei più frustranti ha riguardato la duplicazione dell’arma principale nell’inventario: a partire da un certo punto, ci siamo trovati con due pugnali nell’inventario e, ogni volta che ci siamo distratti e abbiamo selezionato l’elemento nell’inventario antecedente o successivo a questo oggetto, muovendoci verso esso, l’inventario è andato in errore e non è stato più possibile aprirlo se non ricaricando il salvataggio o raccogliendo un nuovo oggetto. Ribadiamo che questi errori non hanno impedito di procedere o causato la perdita di molti progressi, ma è giusto segnalare che hanno spezzato quello che invece era il piacevole ritmo degli enigmi.


Piacevole all’occhio e all’orecchio


Dal punto di vista artistico ed estetico, Mirage 7 si presenta dignitosamente, con ambientazioni che celebrano le origini e le ispirazioni dell’avventura (Prince of Persia, Uncharted). All’aperto, in particolare, il gioco è arricchito con ambientazioni che, anche quando litate, creano un piacevole colpo d’occhio che asseconda l’illusione della grandezza del deserto a dispetto dei limiti del titolo. 


mirage 7 ambientazioni
Gli ambienti sono piacevoli all'occhio, con giochi di luci apprezzabili

I giochi di luce sono gradevoli e ben gestiti, sia negli spazi naturalmente illuminati, sia per quelli bui nei quali dobbiamo ricorrere ad una torcia. Soltanto in alcuni ambienti, si ha una lieve percezione di piattezza che, però, nel complesso dell’esperienza di gioco costituisce l’eccezione. Anche dal punto di vista del sonoro e della musica, il gioco si assesta su un livello sufficiente.


Una fiaba misteriosa e oscura da consumare in poche ore


Nel complesso, Mirage 7 assume le sembianze di una fiaba oscura e misteriosa, che nasconde tantissimo (a volte troppo) anche dopo che abbiamo portato a compimento il gioco. Certamente si distingue per la capacità con cui inserisce una narrativa di tipo fantastico dalle tinte arabiche in un contesto che si rivela presto essere fantascientifico. Interessante la fusione di miti e leggende tradizionali con la sottotrama celata, un esperimento di certo originale.


Nelle sue circa cinque ore, l’avventura di Nadira stimola la mente con enigmi di diverso tipo (immediati, pratici, ambientali, basati su indizi), a volte interessanti, a volte poco chiari, e spezza il ritmo con combattimenti che forse avrebbero giovato di qualche perfezionamento, soprattutto quando ci troviamo a dover confrontare con più nemici in contemporanea. 


Gli indizi sparsi nel mondo di gioco contribuiscono attivamente ad alimentare la lore piuttosto che limitarsi ad essere passive note da leggere. Le ambientazioni sono gradevoli all’occhio, accompagnate da un sonoro che permette di immergersi nell’atmosfera.

PRO

CONTRO

  • Una trama accattivante, che stimola la curiosità…

  • Enigmi diversificati per la maggior parte del gioco…

  • Collezionabili di gioco mai noiosi da leggere

  • Segmenti giocabili con Jiji che strappano un sorriso…

  • Piacevole all’occhio e all’orecchio

  • ma che avrebbe beneficiato di qualche chiarimento in più

  • ma poco chiari in qualche occasione

  • ma fin troppo limitate

  • problemi tecnici che possono creare disagio

Mirage 7 si presenta come una breve avventura fiabesca che fonde in maniera interessante il mondo delle leggende fantasy con un tetro contesto fantascientifico e misterioso. Il viaggio di Nadira attraverso il deserto è colmo di enigmi ben diversificati, anche se in poche occasioni non chiarissimi, e ostacolato da pochi nemici contro i quali la vera difficoltà è gestire la protagonista. Gli indizi sparsi per il mondo di gioco stuzzicano la curiosità del giocatore, stimolando la sua immaginazione a costruire personalmente ciò che c’è intorno a Mirage. Nel complesso è un’esperienza pensata per un pubblico che vuole sedersi per qualche ora e risolvere enigmi ambientali alla ricerca di una verità. Per questo scopo, il gioco funziona e si porta avanti con ambientazioni piacevoli all’occhio. Qualche problema tecnico non compromette l’esperienza di gioco ma crea disagio.

Voto finale: 6.8/10

Grazie a Keymailer per averci fornito il gioco ai fini della recensione.

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