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Recensione: Open Roads, un viaggio breve ed emozionante

Catapultiamoci in una analisi dell'avventura narrativa creata dallo sviluppatore di Tacoma e Gone Home, Open Roads.

 

Quante volte ci siamo detti che in un viaggio non conta solo la destinazione, ma a soprattutto l'esperienza che i viaggiatori fanno durante il loro percorso? Una persona che effettua un viaggio acquisisce sempre un nuovo bagaglio di conoscenze e informazioni che vanno arricchire il proprio percorso di vita. Alcuni viaggi, come quello di Open Roads, possono addirittura stravolgere l'esistenza e le certezze di tutti coloro che sono coinvolti.

Open Roads, videogioco

Open Roads nasce dall'idea di un piccolo studio di nome Open Roads Team che si è separato da Fullbright - sviluppatore di Gone Home e Tacoma - e pubblicato da Annapurna Interactive su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox Serie X/S e Microsoft Windows il 28 marzo. Inoltre il gioco è presente sul catalogo Game Pass sin dalla data di lancio.


Come si intuisce già dal titolo, il gioco inizia come la più classica delle avventure on the road che vede la protagonista adolescente Tess e la madre che attraverso un viaggio andranno ad indagare su alcuni avvenimenti passati relativi alle proprie radici familiari. Ad innescare le vicende vi è la perdita della nonna, con la quale vivevano, e la vendita della casa che costringe le protagoniste a valutare l'idea di un trascolo. Come spesso accade, nel riordinare i propri averi e quelli della defunta nonna, Tess e sua madre trovano degli indizi che fanno strada ad un mistero da risolvere.

Open Roads, videogioco

Durante il viaggio, oltre all'obiettivo prefissato e al raggiungimento della destinazione, Tess e la madre affronteranno più volte i propri problemi relativi alla comunicazione nel rapporto madre e figlia e il tema della separazione genitoriale. Spesso il dubbio sulle radici e le origini familiari si intrecciano sulla complessità attuale del rapporto tra una madre che cerca di proteggere una figlia ed una figlia adolescente che cerca di comprenderla.


L'esperienza di gioco viene vissuta da Tess attraverso la raccolta di oggetti che vanno ad aggiungere informazioni e dettagli al nostro viaggio. Per gli oggetti chiave raccolti è prevista una scena di dialogo con la madre, che offre la possibilità di una scelta multipla di risposta.


Quello che segue è una serie di sequenze ambientate nei posti che madre e figlia finiscono per visitare per scoprire la verità, intervallate da scene in macchina dove sarà possibile scambiare dei messaggi con il padre di Tess (che andranno a delineare la situazione familiare) e con la migliore amica (in quel caso si va ad evidenziare l'aspetto adolescenziale del personaggio).


Pur essendo un semplice walking simulator, gli scenari sono abbastanza curati nei dettagli: troveremo molti particolari come televisioni e oggetti impolverati che fanno da sfondo alla nostra avventura, ma proprio l'ordine di quelli che sono gli oggetti chiave ci ha lasciato un po' di amaro in bocca perché non danno quasi mai un reale senso di ricerca. Difatti, sembra quasi che quello che stiamo cercando, sia stato messo in ordine per essere facilmente trovato.

Open Roads, videogioco. La camera di Tess

D'altronde siamo consapevoli di non trovarci dinnanzi ad un'avventura grafica alla Broken Sword, ma di un viaggio nel mondo interiore, nelle emozioni e nel passato dei personaggi che lascia un messaggio importante al giocatore su quelli che sono i rapporti sociali nella sfera familiare.


Da specificare però che l'importanza e l'attualità dei temi affrontati nel titolo, vengono un po' smorzati dalla scrittura che in alcune fasi risulta essere frettolosa e superficiale, andando ad approfondire in modo scarno le origini dei personaggi.


I colpi di scena sono piacevoli, ma potrebbero risultare prevedibili all'occhio del giocatore. Nel complesso rendono comunque Open Roads un'opera piacevole e mai noiosa, anche se avremo preferito una maggiore emotività nei personaggi, soprattutto rapportata all'entità delle scoperte relative alle radici familiari.

Siamo consapevoli che Open Roads non raggiunge i livelli di Tacoma e Gone Home per alcune piccole incertezze sul comparto narrativo, così come del fatto che l'ultima fatica di Fullbrigh è un'esperienza che tratta temi moderni con un buon grado di spensieratezza e accompagna il giocatore in un racconto piacevole, pertanto ci sentiamo di consigliare il titolo agli amanti del genere e delle tematiche relative ai rapporti familiari.

VOTO FINALE: 7/10


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