Speciale: cinque serie tv da recuperare nel 2026
- Simone Di Girolamo
- 12 mag
- Tempo di lettura: 8 min
Il mondo del piccolo schermo e dei servizi streaming oggi è saturo di serie televisive, tanto che l'utente si ritrova spesso a non sapere cosa scegliere. Oggi noi vogliamo aiutarvi proprio in questa scelta proponendovi cinque serie TV da recuperare.
In un ambiente così pieno di serie tv da essere ormai quasi saturo viene spesso da chiedersi quale sia quella più interessante da vedere, scoprire, e perché no, quella adatta a farci innamorare. Purtroppo, abbiamo constatato che spesso serie che vale la pena scoprire sono nascoste dalla miriade di titoli che vengono lanciati con una costanza quasi stremante, o stroncate da critiche e quindi evitate a priori sulla base di un altrui parere. Noi abbiamo deciso di andare oltre tutto questo e ci siamo rimmersi in serie tv famose o meno che in un certo modo ci hanno colpito e che pensiamo meritino di essere viste, nonostante proprio questa saturazione di mercato abbia portato alla cancellazione di alcune di esse.
A tal proposito abbiamo stillato una lista di cinque titoli che non dimenticheremo facilmente e che vogliamo suggerirvi di recuperare.
Noi
Vogliamo cominciare da una serie abbastanza recente: Noi del 2022, remake profondamente ispirato alla famosa serie americana This Is Us, creata da Dan Folegman, con la regia italiana di Luca Ribuoli.
Questa serie drammatica pur presentando un'unica stagione divisa in 12 episodi, ci ha colpito particolarmente per la sua storia e per i personaggi. La serie, ambientata a metà degli anni Ottanta, narra la vicenda di una coppia, Piero (Lino Guanciale) e Rebecca (Aurora Ruffino), che aspetta con ansia la nascita di tre gemelli. Qualcosa durante il parto va storto e uno dei tre figli muore. Scossi e tristi per la recente perdita, i due decidono di adottare un neonato che è stato abbandonato, così da riempire quel vuoto che sentono e intraprendere la vita che hanno sempre sognato.

Tutta la storia ruota intorno al nucleo famigliare e si sviluppa in vari decenni, fino ad arrivare all'età adulta dei tre figli, rivelando le loro debolezze e vulnerabilità, entrando profondamente nelle loro vicende personali, che poi si rispecchiano sui genitori. È proprio la profondità con cui è narrata la storia che ci ha colpito perché rispecchia quella di molte famiglie odierne, e sottolinea l'importanza di trovare un equilibrio vincente tra il non trascurare i figli ma neanche di esserne complici in ogni loro richiesta.
Purtroppo la serie è stata chiusa dopo solo una stagione a causa dello scarso interesse del pubblico e indici di ascolto bassi. La critica ha accusato la serie di essere una brutta copia di quella americana. Nonostante ciò, noi pensiamo che valga la pena di vivere questa storia e fermarci a riflettere su quello che siamo disposti a fare per le persone che amiamo.
Roadies
Ora facciamo un salto indietro al 2016. In questo anno, troviamo Roadies, una serie creata da Cameron Crowe e prodotta da J.J. Abrams. Composta da una sola stagione, questa serie dai toni drammatici, ha catturato la nostra curiosità per i suoi contenuti musicali e la storia che ha cercato di costruire dietro ogni personaggio, appunto i roadie, ossia le persone dietro le quinte che seguono una band durante i tour e che si occupano di tutto, dal palco alla strumentazione.
La storia segue la band (inventata) Staton-House Band, ma, come già anticipato, si concentra piuttosto sul gruppo di persone che sono alle spalle della band, raccontandone aspettative, sogni, paure e gioie, in un mondo della musica in continua evoluzione, regalandoci alcuni brani che celebrano la musica rock e che ci hanno fatto emozionare, come Big Love di Lindsey Buckingham, o Simple Man dei Lynyrd Skynyrd nella versione di Machine Gun Kelly.
Nonostante la storia sia interessante perché mette in luce per la prima volta la vita dei roadie e la drammaticità con cui vivono il proprio lavoro, la serie non è riuscita a convincere pubblico e critica, portando così un indice di ascolto basso e la cancellazione definitiva nello stesso anno. Noi crediamo, però, che questa serie meriti di essere ricordata per quello che ha provato a fare e la consigliamo a chi è appassionato di musica e a chi cerca una storia drammatica, a tratti comica, ma che evidenzia l'importanza di un mestiere troppo spesso sottovalutato e scontato.
See
Sotto il nostro radar ci è finita anche una serie uscita nel 2019 e composta da tre stagioni: See.
La storia, ideata e creata da Steven Knight, racconta di un futuro mondo post-apocalittico in cui una malattia ha reso cieca la maggior parte della popolazione. In questo contesto chi ha la vista viene considerato come una strega, un traditore, una blasfemia nei confronti della Dea della Luce in cui gli esseri umani credono. I vedenti vengono uccisi senza alcuna pietà.

Le vicende girano tutte intorno alla storia di Baba Voss (Jason Momoa), Maghra Kane (Hera Hilmar), entrambi cechi, i loro figli vedenti, e la principale antagonista Sibeth Kane (Sylvia Hoeks). Queste figure sono immerse in una realtà fatta di perenne lotta per il potere al trono, guerre sanguinose, intrighi sinistri che si fondono alla struggente vita di ogni personaggio. Non vogliamo entrare nei dettagli della storia per evitare spoiler, ma abbiamo deciso di inserire questa serie nell'elenco per la sua originalità, giacché porta sullo schermo un argomento sensibile come la cecità, che però qui non viene interpretata come un impedimento, ma come qualcosa che deve spingere l'essere umano ad andare avanti, vincendo la paura dell'oscurità. È proprio questo che See vuole mostrarci e farci capire: ci sono limiti solo se noi decidiamo di imporli.
Da lodare è l'interpretazione di Momoa che con la sua bravura è riuscito a farci immedesimare nel suo personaggio e nel mondo in cui vive, risultando così un efficace ponte tra pubblico e serie. Infatti, l'attore riesce a calarsi perfettamente nei panni di un guerriero cieco e dimostrare che con una grande forza di volontà non ci sono limiti a ciò che si può fare. Di valore sono anche le scene di combattimento tra non vedenti, magistralmente ideate e spettacolari.
La serie ha riscosso un buon successo da parte di critica e pubblico ed si è conclusa nel 2022 per una scelta dello stesso autore, che riteneva che l'arco narrativo della storia di See era completo. Sicuramente non è una serie per tutti, ma è da recuperare per la sua originalità e l'interpretazione profonda dei personaggi: in fondo, se scaviamo bene in noi stessi, ci rendiamo conto che non siamo molto diversi da loro.
The Following
Facciamo un salto nel lontano 2013, quando Kevin Williamson ebbe l'idea di realizzare la serie The Following, un thriller-poliziesco ad alta tensione che ci ha tenuti sul filo del rasoio fino all'ultimo episodio, e ora vi spiegheremo il perché.
La storia comincia con la chiamata di Ryan Hardy (Kevin Bacon), ex agente dell'FBI e alcolista che deve mettersi sulle tracce del serial killer che aveva catturato nove anni prima: Joe Carroll (James Purefoy), ossessionato dalle opere dello scrittore Edgar Alan Poe. Infatti, l'uomo ha un modus-operandi che si ispira molto alle storie di Poe, tant'è che fonda addirittura una setta dedicata a lui.

Tutta la serie composta da tre stagioni, si focalizza sulla caccia all'uomo di Ryan nei confronti di Joe, con ricchi colpi di scena, interpretazioni magnifiche, e un'atmosfera di vivida tensione che non smette mai di avvolgere nel suo abbraccio, spingendoci ad aspettare con impazienza la prossima mossa dei personaggi. È proprio questo il punto forte della serie, che non si propone come un classico poliziesco/giallo, riducendo la storia solo al ritrovamento di indizi, ma va ben oltre, scavando nelle viscere dei personaggi e mettendo a nudo la loro parte più crudele ma allo stesso tempo fragile, portando alla luce anche un tema delicato come l'alcolismo o il non perdonarsi per gli errori commessi in passato.
Il tutto è stato condito sapientemente con frasi ed enigmi ispirati a Poe e una grande, carica, e meravigliosa colonna sonora, ricca di brani perfetti per le scene della serie - come Change (In the House of Flies) dei Deftones, o Angel dei Sepultura (cover dei Massive Attack in chiave metal) - che ci hanno aiutato ad immergerci completamente nel mondo oscuro di The Following.
La serie si è conclusa nel 2015 con un buon riscontro da parte del pubblico e la critica, nonostante questa fosse divisa al suo debutto per le argomentazioni che conteneva, poiché era stata presentata appena dopo un attentato in una scuola americana.
Sicuramente The Following non è una serie facile da digerire, ma la consigliamo a chi è appassionato del genere crime/thriller con un pizzico di teatralità, ben raggiunto grazie all'inserimento di alcuni elementi come le citazioni di Poe, di cui abbiamo già parlato.
Lost
Sappiamo bene che vi abbiamo già parlato ampliamente di questa serie - perfino in un altro articolo dedicato - ma sarebbe impossibile non inserirla in questa classifica, perché si tratta di Lost. Una serie ideata, scritta e realizzata dal produttore e regista J.J. Abrams, che ha sconvolto per sempre il mondo del piccolo schermo.
Leggi anche: Lost, la serie TV che ha cambiato tutto
Composta da sei stagioni (2004-2010), Lost è una delle serie più riuscite e longeve della storia della categoria che lei stessa ha creato: una sorta di thriller misto al fantastico, con parti inquietanti che svelano il vero lato umano delle persone. Infatti, la serie racconta di un gruppo di sopravvissuti caduti su un'isola misteriosa dopo un incidente aereo. Qui, ben presto, si accorgono che c'è qualcosa di strano.
La serie mette in evidenza la storia di ogni singolo personaggio, facendoli vivere tra il presente e il loro passato raccontato tramite dei flashback, che non sono mai casuali. Tra tutti vanno ricordati quelli più iconici come Jack Shepard (Matthew Fox), John Locke (Terry O'Quinn), Benjamin Linus (Michael Emerson), Kate Austen (Evangeline Lilly), Charlie Pace (Dominic Monaghan), e Hugo Reyes (Jorge Garcia), ma in realtà l'ottimo lavoro svolto dal cast richiederebbe di elencare tutti gli attori.
Lost mette in evidenza vari aspetti del lato umano, come il pentimento, rimorso, vendetta, sorpresa e paura, il tutto concentrato nei personaggi che per sopravvivere sono chiamati a scoprire i segreti dell'isola. Inoltre, non dobbiamo dimenticare l'argomento di scienza contro fede che il regista evidenzia durante tutto l'arco narrativo, o il desiderio umano di appartenere a qualcosa o qualcuno, o ancora le varie ancore di finta salvezza che ogni personaggio si crea, come l'alcolismo, un finto padre, una falsa compagnia, la volontà di sacrificare qualcuno per non abbandonare il tesoro che si è trovato sull'isola. Insomma, di certo la serie non manca di argomentazioni con mille sfaccettature che il pubblico può interpretare a sua libera scelta, ed è proprio questo che è accaduto a noi. Un'altra carta vincente della serie è stato l'ingegno di Abrams di lasciare questioni in sospeso in ogni episodio così da indurre lo spettatore ad aspettare con ansia cosa accadrà in futuro: un magistrale esempio di perfetto utilizzo del cliffhanger.
Non affezionarsi ai personaggi è stato impossibile. Essi ci hanno aiutato ad entrare nel cuore pulsante di Lost come poche serie ci sono riuscite, regalandoci momenti di pura ed essenziale emozione umana.
La serie, dopo 16 anni dalla sua conclusione, fa ancora parlare di sé per un finale che ha diviso totalmente pubblico e critica, e che ovviamente noi non vi riveleremo.
Ci sentiamo di consigliare questa serie a chiunque ami immergersi in storie umane con un pizzico di thriller e fantasia, perché Lost non è solo una storia, ma un viaggio che ci porta in posti che mai avremmo immaginato di visitare.
Non dimenticate queste perle!
Concludiamo l'articolo elencando alcune serie TV popolari o meno che, seppur non incluse nella nostra top cinque, meriterebbero di essere considerate e viste una volta nella vita. Qualora vi foste persi una di queste, vi invitiamo a recuperarle: Il Trono di Spade, The Walking Dead, The Boys, Silo, The Dinosaurs, Fallout, Stranger Things, The Witcher, Alien - Pianeta Terra, Vikings, Black Mirror, Love Death and Robots, Westworld, Carnival Row, The Leftovers, The Dome, The Man in a High Castle, Breaking Bad, I Soprano, I segreti di Twin Peaks, The Big Bang Theory, Chicago Fire, ER-Medici in prima linea, Terra Nova, Heroes, Band of Brothers, Chernobyl.
E ora vi chiediamo: quali sono le vostre serie TV preferite?




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