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Anteprima: Dreadway - alla scoperta del Bunker

Abbiamo provato in anteprima Dreadway, il titolo survival horror cooperativo online con crafting di ZweiBier Indie. Ecco i nostri pensieri al riguardo.

Il mercato dei giochi cooperativi si presenta come uno dei più competitivi e complessi dell’attuale panorama videoludico, soprattutto per le realtà di dimensioni ridotte che ambiscono a proporre un’esperienza multiplayer solida e duratura. L’ingresso e il mantenimento in questo segmento richiedono non solo una visione progettuale chiara, ma anche un supporto post-lancio costante, fatto di aggiornamenti regolari, bilanciamenti mirati e nuovi contenuti capaci di mantenere alto l’interesse della community nel lungo periodo. In assenza di un sostegno continuativo, anche le idee più valide rischiano di perdere rapidamente rilevanza in un contesto dominato da produzioni consolidate e da un’utenza sempre più esigente. Il rischio di fornire un prodotto che rispecchia quelli più popolari è dietro l'angolo, pertanto l'offerta dovrebbe presentarsi innovativa e divertente allo stesso tempo per poter attirare il pubblico di riferimento.


Proprio per questi motivi, quando Dreadway ci è stato proposto da ZweiBier Indie, non abbiamo esitato ad accettare l’invito a provare l’anteprima. La sua natura di survival horror cooperativo in prima persona, arricchita da elementi di crafting e dal supporto a una funzione vocale integrata in grado di interagire direttamente con il gameplay, ha immediatamente catturato il nostro interesse. Sulla carta ci è sembrato subito un progetto ambizioso, pertanto ci siamo dedicati ad analizzare quelle che sono le criticità e i pregi di questo titolo in play test, pertanto non ancora completo nella sua forma finale, che è in uscita su Steam il 23 gennaio .


dreadway


Sopravvivere in un mondo post-apocalittico


Dreadway è ambientato in un mondo post-apocalittico devastato da una catastrofe nucleare, in cui ciò che resta della civiltà si aggrappa a un’unica, fragile possibilità di sopravvivenza: un treno in costante movimento. Questo convoglio diventa non solo il fulcro dell’esperienza ludica, ma anche un vero e proprio rifugio mobile, da mantenere operativo attraverso l’esplorazione di territori ostili, la raccolta di risorse e il recupero di rottami. Le ambientazioni desolate, tra avamposti abbandonati e strutture in rovina, contribuiscono a creare un senso di isolamento e precarietà costante, rafforzando l’identità survival horror del titolo e rendendo ogni spedizione fuori dal treno una scelta carica di tensione e rischio.


La sopravvivenza in Dreadway non è mai semplice e si articola attraverso una serie di missioni quotidiane che scandiscono il ritmo delle giornate con l'obiettivo di sopravvivere più giorni possibile. Ogni incarico ha generalmente inizio a bordo del treno, vero e proprio hub dell’esperienza, per poi proseguire nelle aree circostanti, spesso rappresentate da bunker e strutture abbandonate da esplorare. In questo contesto ostile, la chiave per restare in vita risiede principalmente nella cooperazione e nel crafting, due pilastri fondamentali del gameplay.


Il titolo consente di affrontare l’avventura in cooperativa fino ad un massimo di quattro giocatori, incentivando il gioco di squadra e la suddivisione dei ruoli. A supporto di questa impostazione interviene un sistema di crafting basato sulla raccolta e combinazione delle risorse, che permette di creare e potenziare equipaggiamenti e strumenti attraverso un banco di lavoro. La creazione e il miglioramento degli oggetti risultano così indispensabili non solo per proseguire nell’esplorazione e garantire la sopravvivenza nei giorni successivi, ma anche per difendersi efficacemente dalle creature ostili e dalle numerose insidie presenti all’esterno del treno.


dreadway videogioco
Depositare le risorse è la giusta strategia per poter produrre gli oggetti necessari all'esplorazione

La raccolta delle risorse è regolata da un sistema di gestione dell’inventario piuttosto rigoroso, che consente di trasportare con sé un massimo di quattro risorse oppure quattro oggetti. Le risorse raccolte possono essere depositate in modo permanente all’interno del banco di lavoro, dove vengono conservate per la fabbricazione degli equipaggiamenti necessari. L’interfaccia segnala in modo chiaro i requisiti di produzione, indicando a schermo il numero di risorse richieste per ciascun oggetto, quelle già disponibili e quelle ancora mancanti, permettendo così al giocatore di pianificare con maggiore consapevolezza le proprie attività di esplorazione e crafting. Proprio per questo, la cooperazione risulta quasi imprescindibile, non solo per ampliare la capacità di gestione dell’inventario, ma soprattutto per pianificare in modo efficace la raccolta e la creazione degli oggetti. Il crafting, infatti, non si limita alla realizzazione di armi, ma include anche strumenti di supporto all’esplorazione e oggetti utili per recuperare stamina ed energia.


In Dreadway, il giocatore dispone di due barre a schermo: una per l’energia e una per la stamina. La stamina diminuisce correndo o compiendo azioni faticose, mentre l’energia cala quando si subiscono danni dai nemici o quando si resta troppo a lungo in ambienti freddi, enfatizzando così la componente survival e la necessità di gestire attentamente ogni uscita dal treno. Il titolo introduce un’interessante e atipica meccanica di comando vocale, utilizzata come vera e propria parola d’ordine per accedere alle varie sezioni del bunker. Nel corso dell’esplorazione, il giocatore trova lungo il percorso indizi visivi e testuali che suggeriscono le parole da pronunciare, integrando in modo naturale l’interazione vocale nel gameplay e rafforzando il senso di immersione.


Non tutte le ciambelle hanno il buco perfetto


Se fino a questo momento abbiamo elogiato le ambiziose idee alla base del gameplay, è arrivato il momento di analizzare anche quelli che rappresentano i punti dolenti dell’esperienza. Dreadway può infatti essere definito un titolo divertente, soprattutto se affrontato in compagnia, ma in questa fase di play test (è doveroso specificare che non si tratta di una demo, bensì di una build in early access destinata alla stampa) sono numerosi i problemi che abbiamo riscontrato.


Innanzitutto, fatichiamo a comprendere la scelta di non supportare attualmente alcun tipo di joypad, una limitazione che rende l’esperienza meno accessibile per tutti quei giocatori non abituati a utilizzare tastiera e mouse per questo genere di titoli. Per quanto riguarda il comparto visivo, il gioco è in prima persona e appare tecnicamente un po’ datato, con una resa grafica che fatica a tenere il passo con gli standard attuali. A questo si aggiunge un fastidioso problema di caricamento tardivo delle texture, che spesso avviene in ritardo rispetto ai movimenti del personaggio, spezzando l’immersività dell’esperienza.


Tra le criticità riscontrate figurano anche diversi bug, come ad esempio il cambio improvviso della lingua di gioco dall’italiano ad altre lingue senza alcun input da parte dell’utente. Si tratta di problematiche che richiedono inevitabilmente una revisione e futuri aggiornamenti, nella speranza che il team riesca a rifinire un’esperienza che, nonostante tutto, dal punto di vista del gameplay risulta comunque piacevole e promettente.


dreadway

Il comparto audio si presenta comunque piacevole e non si riscontrano particolari problemi.


Verdetto della nostra anteprima

PRO

CONTRO

  • Meccanica survival originale e divertente

  • Regala momenti esilaranti con gli amici

  • Potenzialmente può essere giocato per lunghi periodi con il giusto supporto

  • Supporto ai comandi vocali

  • Graficamente arretrato

  • Ritardo nel caricamento delle texture

  • Alcuni fastidiosi bug

  • Nessun supporto attuale per il Joypad

Dreadway presenta numerosi problemi tecnici nella sua attuale versione di playtest e, senza dubbio, diversi aspetti necessitano di essere rivisti. Su tutti, risultano particolarmente urgenti il supporto al joypad e il problema legato al caricamento tardivo delle texture. Tuttavia, al netto delle criticità e dei limiti produttivi, riteniamo che il titolo riesca comunque a esprimere un’anima ambiziosa e un gameplay divertente, soprattutto grazie alle sue meccaniche survival e alla capacità di regalare momenti di autentica ilarità se giocato in compagnia. Per questi motivi, consigliamo il gioco, pur con le dovute riserve, nella speranza che il team continui a supportarlo attivamente attraverso aggiornamenti mirati e costanti miglioramenti.

Si ringrazia Keymailer per averci fornito la chiave di gioco per l'anteprima


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