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Anteprima: Hear My Cult - l'action RPG con elementi RogueLite di Frogtrain

Abbiamo avuto diverse occasioni, prima alla Milan Games Week e poi attraverso la demo riservata in anteprima alla stampa, di provare Hear My Cult, il frenetico rpg sviluppato da Frogtrain. Ve ne parliamo nella nostra preview.

La Games Week ha rappresentato, per Game'N'Talk, un’importante occasione di confronto con il panorama videoludico italiano emergente. Nel corso della manifestazione abbiamo avuto modo di conoscere numerose realtà che si affacciano all’industria, le quali, attraverso le proprie postazioni, ci hanno presentato progetti ancora in fase di sviluppo ma già ricchi di identità e potenziale. Questi incontri hanno dato origine a un flusso di lavoro strutturato, portato avanti nei due mesi successivi alla fiera attraverso una serie di anteprime dedicate. Tale percorso editoriale non si è limitato a una semplice raccolta di impressioni, ma ha contribuito a costruire un filone narrativo coerente e continuativo, volto a valorizzare e raccontare in maniera approfondita i progetti italiani presentati durante l’evento.


Proprio durante quest'ultimo siamo rimasti particolarmente colpiti dal titolo presentato da Frogtrain, rappresentata per l’occasione da Stefano, Hear My Cult. Il progetto si configura come un RPG che fonde elementi Roguelite e RTS, riuscendo a catturare immediatamente l’attenzione dei numerosi partecipanti. Complice una visuale isometrica che richiama alla mente quella dei titoli alla Diablo, il gioco potrebbe inizialmente suggerire paragoni con produzioni più note; tuttavia, pad alla mano, emerge fin da subito la solidità dell’impianto ludico e una forte identità propria, capace di distinguere Hear My Cult all’interno del panorama di riferimento.


hear my cult frogtrain

Hear My Cult è attualmente in fase di sviluppo e rilascierà in data odierna una demo su Steam.


Un Diablo Like con il negromante?


Sebbene la visuale isometrica e il controllo del personaggio possano inizialmente richiamare opere di maggior rilievo come Diablo, è opportuno chiarire fin da subito che Hear My Cult non può essere ricondotto a un singolo genere né tantomeno definito come un semplice titolo “simil-Diablo”.


Il gioco introduce infatti un sistema di meccaniche ibride che ne delineano un’identità ben distinta. Il giocatore veste i panni di un evocatore, specializzato nel richiamo di servitori da utilizzare in combattimento contro i nemici, accumulando potere fino a trasformarsi in un famigerato emissario degli Antichi Dei. Una scelta che, sulla carta, potrebbe ricordare il Negromante della celebre serie Blizzard, ma che nella pratica si sviluppa secondo logiche differenti.


hear my cult
Pronti a creare il vostro culto?

Hear My Cult combina infatti elementi da action RPG con strutture e progressioni tipiche del roguelite, dando vita a un’esperienza ibrida che si discosta in modo netto dal modello di riferimento più noto.


Una struttura Rogue Lite necessaria per avanzare



La progressione si sviluppa attraverso un sistema di avanzamento a caselle, nel quale il giocatore è chiamato a scegliere di volta in volta il percorso da seguire e la tappa successiva. Ogni casella rappresenta una tipologia di evento differente: si va dalle missioni di combattimento, che propongono obiettivi specifici come eliminare un determinato numero di nemici oppure distruggere strutture e rocce, fino alle caselle contrassegnate dal simbolo del cuore, dedicate al recupero dell’energia.


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la Schermata iniziale del capitolo con il solito tabellone Roguelite

Sono inoltre presenti caselle che consentono di ottenere doni, altre focalizzate sulla raccolta di artefatti fondamentali per il potenziamento del personaggio e del deck e infine le caselle contrassegnate da un punto interrogativo, che introducono eventi casuali capaci di modificare l’andamento della partita in modo imprevedibile.


La visuale isometrica consente di muoversi liberamente lungo la mappa nei panni dell’Evocatore, permettendo di attaccare i nemici attraverso il proprio attacco base e di direzionarne con precisione l’utilizzo. Durante l’esplorazione sono presenti rune disseminate nell’area di gioco, che rappresentano il principale strumento per evocare i servitori a supporto del giocatore. Il sistema di evocazione è chiaramente gestito dall’interfaccia: nell’angolo in basso a destra viene infatti indicato il numero di servitori attualmente evocati, insieme al limite massimo consentito in quel momento.


Questo elemento che contribuisce a mantenere sotto controllo il flusso delle evocazioni e a rendere più strategica la gestione delle proprie risorse in combattimento.


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Le rune per evocare gli accoliti

Ogni evocazione comporta il consumo di un’anima, risorsa indicata in viola nell’angolo inferiore destro dello schermo e ottenibile sconfiggendo i nemici. Accanto al contatore delle anime è presente una sfera rossa che segnala il livello di evocazione attualmente disponibile, determinando la tipologia e la potenza dei servitori che è possibile richiamare tramite le rune. Questo sistema introduce un ulteriore livello strategico nella gestione delle evocazioni, spingendo il giocatore a valutare con attenzione tempi, risorse e priorità durante gli scontri.


Le evocazioni presentano caratteristiche peculiari che incidono in modo significativo sulle dinamiche di gioco. I minion, ad esempio, offrono un contributo offensivo tendenzialmente limitato, ma risultano fondamentali per incrementare il livello di evocazione, aprendo così l’accesso a servitori più potenti. I lord, al contrario, svolgono un ruolo più strategico, poiché consentono di aumentare di dieci unità il numero massimo di creature evocabili simultaneamente.


Oltre alle rune di evocazione, ci sono alcune rune invece che ti danno la possibilità di effettuare un attacco speciale e anche queste sono molto importanti per fare un numero considerevole di danni.


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Le rune con i simboli permetteranno un attacco speciale

Accanto al sistema di evocazione, il gioco introduce anche la meccanica del sacrificio, elemento chiave nella gestione delle risorse. Sacrificare determinati servitori può infatti garantire benefici immediati: ad esempio, il sacrificio degli accoliti permette di recuperare energia, offrendo al giocatore un’ulteriore opzione tattica da valutare nel corso dei combattimenti, mentre il sacrificio degli assistenti alla fornace comporta un'esplosione vulcanica che danneggia i nemici intorno, ogni sacrificio ha una sua peculiarità.


Hear My Cult offre anche la possibilità di rallentare il tempo in qualsiasi momento, una meccanica che si rivela fondamentale per avere una visione strategica del campo di battaglia. Questa funzione permette di valutare con calma la situazione, scegliere quali unità inviare contro un nemico specifico e decidere quali incantesimi o abilità utilizzare in base alla minaccia. L’effetto è immediato: le decisioni diventano più accurate, il giocatore ha il tempo di pianificare e il ritmo del combattimento si fa più ponderato, senza perdere il senso di urgenza tipico degli action RPG. Si tratta di una soluzione che arricchisce il gameplay, bilanciando l’azione con una componente tattica più riflessiva.


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L'avanzamento di livello permette di scegliere gli upgrade

La struttura roguelite del titolo si riflette in un sistema di avanzamento basato sui livelli: a ogni passaggio di livello viene offerta al giocatore la possibilità di selezionare un potenziamento temporaneo, pensato per rafforzare le proprie capacità e affrontare con maggiore efficacia le sfide successive. I vari upgrade non sono legati esclusivamente al level-up, ma possono essere ottenuti anche attraverso scrigni disseminati lungo le minimappe delle missioni.


A chiudere ciascun capitolo vi è infine uno scontro con un boss, concepito come banco di prova delle scelte compiute durante la run e culminazione naturale del percorso di progressione affrontato fino a quel momento.


Personalizza il tuo culto


Nel menu iniziale la possibilità di personalizzare il proprio deck iniziale, ovvero il pacchetto di servitori a disposizione fin dalle prime fasi di gioco. Sono presenti sei elementi tra cui scegliere: Fuoco, Acqua, Rovina, Vita, Terra e Tempesta che possono essere utilizzati singolarmente per creare un mazzo tematico oppure combinati tra loro per dare vita a build più articolate e potenzialmente più efficaci.


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Il menù iniziale necessario a rinforzare il proprio personaggio

Dalla schermata iniziale è inoltre possibile intervenire sulla personalizzazione del personaggio e del deck; tuttavia, nella versione demo provata queste opzioni risultano ancora parzialmente inaccessibili. Sul lato destro dell’interfaccia trovano invece spazio gli artefatti, elementi fondamentali che garantiscono potenziamenti e bonus passivi, rivelandosi cruciali per la progressione e per affrontare le fasi più avanzate dell’esperienza di gioco. i Potenziamenti potranno essere sbloccati attraverso le monete che raccoglieremo nei nostri tentativi di arrivare al boss.


La svolta inquietante che cambia radicalmente la percezione


Hear My Cult sorprende soprattutto quando, senza alcun preavviso, interrompe la routine da action RPG per introdurre sezioni inedite e disturbanti. In alcuni momenti del gioco, infatti, il giocatore si ritrova improvvisamente in ambienti domestici, chiamato a compiere azioni apparentemente banali ma cariche di significato. È in queste sequenze che emerge la vera natura del progetto: la questione del culto non è soltanto una cornice narrativa, ma sembra avere un risvolto “reale”, con un personaggio esterno al videogioco che appare privo di scrupoli e che sembra tenere in ostaggio alcune persone, come se fossero davvero i suoi servitori.


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Presto capiremo che dietro al videogioco non simo soli!

Questa scelta introduce un doppio livello narrativo: da un lato abbiamo il classico RPG fantasy, dall’altro una trama horror e grottesca che crea un contrasto straniante ma efficace. Gli elementi fantasy si intrecciano con un orrore più “razionale”, basato su dinamiche psicologiche e su un’idea di culto che si trasforma in qualcosa di tangibile e inquietante.


È una soluzione bizzarra, ma al tempo stesso geniale, perché unisce due esperienze diverse e riesce a dare l’impressione di essere catapultati in una puntata di Black Mirror: si passa dal videogioco alla realtà del protagonista, una realtà molto più oscura e disturbante rispetto al mondo ludico.


Comparto visivo e audio


Il comparto visivo di Hear My Cult risulta complessivamente raffinato e offre un impatto estetico immediato, grazie a un’immagine pulita e ben definita. Tuttavia, gli scenari appaiono a tratti un po’ scarni, con un livello di dettaglio non sempre all’altezza delle aspettative, soprattutto in confronto a produzioni di riferimento. Anche le texture, in generale, risultano semplicistiche e poco elaborate, contribuendo a una sensazione di “vuoto” in alcune aree di gioco.


Dal punto di vista delle prestazioni, su PC abbiamo riscontrato occasionali cali di framerate nelle fasi più concitate, nonostante il test sia stato effettuato su un sistema che supera abbondantemente i requisiti raccomandati. Si tratta di episodi sporadici che non compromettono l’esperienza complessiva, ma che meritano comunque attenzione in vista della versione finale. Anche il supporto al joypad Microsoft ha mostrato qualche incertezza, con comportamenti occasionalmente irregolari. In termini di stabilità, abbiamo notato alcuni piccoli bug, per ora non in grado di rovinare l’esperienza ma comunque da monitorare nel corso dello sviluppo.


Il comparto audio, invece, si è rivelato decisamente appagante e immersivo, con un sound design efficace che contribuisce in modo significativo all’atmosfera del gioco, lasciandoci pienamente soddisfatti.


Verdetto della nostra anteprima

PRO

CONTRO

  • Meccaniche di gioco coinvolgenti che abbracciano più generi

  • La meccanica del culto è innovativa

  • Intreccio horror che accompagna l'esperienza

  • Audio immersivo

  • Possibilità di approcciare anche con una modalità strategica

  • Necessario qualche ritocco di ottimizzazione

  • Mappe un po' vuote



Hear My Cult è un titolo che offre un’esperienza completa, caratterizzata da meccaniche innovative e da una forte identità. Si presenta come una vera lettera d’amore per gli appassionati di ARPG, roguelite e RPG, riuscendo al contempo a integrare un approccio strategico che amplia il ventaglio di scelte e stili di gioco. La combinazione tra struttura roguelite, elementi RPG e la componente evocativa tipica del negromante rappresenta un mix potenzialmente destinato a diventare un punto di riferimento nel mercato, soprattutto per chi ama i generi citati. A rendere il progetto ancora più originale è la presenza di una seconda trama horror, che si discosta nettamente dal genere principale e aggiunge profondità narrativa e un senso di inquietudine sorprendente. Hear My Cult dimostra di avere un carattere forte e una qualità oggettivamente notevole. Restano alcune sbavature grafiche e questioni di ottimizzazione da sistemare, ma nel complesso l’impressione è estremamente positiva e non vediamo l’ora di poter provare la versione completa del gioco.

Ringraziamo Keymailer per averci fornito la chiave per l'anteprima di gioco

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