COMICON 2026: Bradley the Badger, quando sviluppatore e giocatore diventano tutt’uno
- Edy Ferrone

- 12 mag
- Tempo di lettura: 6 min
Durante i nostri giorni al Comicon 2026 di Napoli, abbiamo potuto seguire un panel incentrato su Bradley The Badger e sull'impresa di pubblicare indipendentemente di Day 4 Night Studios. Abbiamo assistito ad una storia genuina ed umana, che non si incentrava solo sul titolo, ma sui rischi che derivano dal seguire la propria visione senza la rete di sicurezza di un colosso.
Durante la nostra partecipazione al Comicon 2026 di Napoli, abbiamo avuto l’occasione di seguire, presso l’HyperStage del Padiglione 5, un panel che ha visto come protagonisti Bradley The Badger e Day 4 Night Studios, rappresentati da Cristina Nava e Gian Marco Zanna. La discussione non ha messo al centro soltanto il titolo nella sua già vista ma comunque apprezzabile veste presentata ai The Game Awards dello scorso anno, ma soprattutto l’esperienza di sviluppare un titolo dopo l’ottenimento dell’indipendenza – un traguardo, certo, che non è però esente da rischi e paure.
Percorrendo i passi che hanno portato a questa nuova visione creativa, ci siamo trovati dinanzi ad un racconto sincero e genuino, che non ha soltanto evidenziato l’entusiasmo per una nuova IP che propone un protagonista che potrebbe diventare una vera e propria mascotte, ma anche le preoccupazioni che derivano dalla mancanza di una rete di sicurezza.
Nel seguito, vi raccontiamo del titolo e di questa storia di visioni e sogni.

Bradley e il suo sfavillante debutto
Ai più partecipi nel settore di certo non sarà sfuggita la presentazione di Bradley The Badger (voluto al pre-show dei The Game Awards da Geoff Keighley) perché il gioco si è immediatamente rivelato come un’esplosione creativa e consapevole, che fonde nuove idee sorprendenti in un genere tradizionale, accompagnate da una serie di meta-riferimenti che fanno subito sentire il giocatore a casa. Badgerborne, Cyberbadger, The Last Badger non solo accattivanti strappa-sorrisi ai quali è impossibile non reagire, ma sono un escamotage (strategico o spontaneo che sia) che riesce a creare subito un legame diretto tra lo sviluppatore e il giocatore.
Quello che il trailer comunica – motivo per cui ha funzionato perfettamente – è che dietro Bradley non ci sono solo una serie di veterani con la sete di realizzare qualcosa di libero e di fortemente identificativo, ma soprattutto degli amanti dei videogiochi, che vogliono costruire un ponte tra il team e il consumatore, trasformando il simpatico tasso in qualcosa che appartiene un po’ ad entrambi.

Già percepibile tramite la semplice visione del trailer, questo è un desiderio che diventa esplicito ed innegabile durante il panel presso l’Hyperstage del Comicon, dove Nava e Zanna ci parlano della scelta di includere strumenti che appartengono al reale processo di sviluppo di un videogioco tra le mani di Bradley, così da rendere più diretto ed efficace questo collegamento; così da donare al giocatore l’illusione di star in qualche modo partecipando attivamente alla creazione del gioco, che sembra svilupparsi proprio davanti ai suoi occhi. Ovviamente si tratta - come menzionato - di un’illusione, eppure essa funziona abbastanza da farci arrivare la spontanea passione per la creazione.
Questa lettera d’amore non si limita a celebrare dunque il videogioco, ma anche chi costruisce il videogioco, chi idea, crea, corre il rischio.
Il rischio della creazione senza reti di sicurezza
Day 4 Night Studios sarà anche una compagnia nuova dal punto di vista meramente costitutivo, ma di certo non lo è nella sostanza. Fondata sulla visione creativa di Christian Cantamessa (Red Dead Redemption, Shadow of Mordor) E Davide Soliani (director dell’eccellente serie Mario + Rabbids), si compone di un team di veterani del settore che, come sempre più spesso sta accadendo, sono alla ricerca di una maggiore libertà di seguire la propria ispirazione.
Nonostante gli effetti di questa ricercata ed ottenuta indipendenza siano già visibili dall’impronta di Bradley The Badger, si tratta sempre di una scelta coraggiosa, che non è esente da rischi e pericoli maggiori rispetto allo sviluppo di un titolo sotto l’ala protettrice di un publisher maggiore.
I co-fondatori Cristina Nava e Gian Marco Zanna hanno parlato a più riprese, durante il panel del Comicon di Napoli, delle difficoltà riscontrate soprattutto nelle battute del progetto che impedivano il reveal al pubblico. Si parla di investitori titubanti, esitanti non soltanto per un contesto economico generalmente dubbio ma in particolare nel nostro Paese, ove sanno che hanno davanti un mercato e una legislatura molto rigidi. Dunque, se è vero che con il trailer mostrato durante i The Game Awards – per altro il più visualizzato dal pre-show – gli investitori hanno cominciato a bussare alla porta, va anche detto che questo risultato è stato ottenuto con elementi concreti di gioco nonostante, appunto, una forte esitazione iniziale e l’ostacolo causato dal nostro sistema stesso (agli occhi degli investitori esteri, quantomeno).

Nava e Zanna non hanno avuto paura di esporre le loro preoccupazioni, evidenziando che sì, i processi creativi godono di una libertà maggiore (che non deve rispondere ad una direttiva al di sopra dello studio, nonché della possibilità di un confronto più diretto, continuo ed intimo per un team più piccolo) ma che non può essere ignorato che c’è un bisogno di procacciarsi il supporto economico e finanziario continuo che prima non esisteva.
Esiste infatti, per i co-fondatori, una maggiore responsabilità percepita, anche nella relazione con il pubblico, esplicata perfettamente da Zanna attraverso questo esempio: se un Mario + Rabbids dovesse andare male, per molti la colpa ricadrebbe su Ubisoft, mentre nel caso di sviluppo e pubblicazione di Day 4 Night Studios, ci sarebbero solo loro da incolpare. Questa è in parte una battuta, ma anche una innegabile verità sulla gestione del rischio e sulla percezione del pubblico.
Ma cos’è esattamente Bradley The Badger?
Quello che è certo è che Day 4 Night si è presenta al proprio debutto come studio con un titolo che promette, soprattutto, di amare i videogiochi, una premessa che non sorprende viste le parole di Davide Soliani (a cui il tasso protagonista è in parte ispirato) in sede di fondazione dello Studio:
“Quello che stiamo creando a Day 4 Night è un riflesso di tutto ciò che ho sempre voluto provare da giocatore – gioia, avventura, poesia, azione, meraviglia, e il piacere di lavorare con degli amici. È una ninna nanna per la mia anima ed una serenata al nostro settore, alla magia e alla follia di creare mondi dal nulla. È una storia di trionfi, sfide, sogni, per illuminare il sentiero che percorriamo insieme.”
Se anche non conoscessimo queste parole, comunque, c’è una genuinità in Bradley The Badger che riesce a generare in noi la consapevolezza che sia creato con amore a primo sguardo.
Il titolo è un platform 3D che ha come protagonista proprio Bradley, nota icona e mascotte videoludica all’interno di questo universo narrativo. Quando Bradley si risveglia e trova il mondo di Dreamwoods completamente sconvolto, decide coraggiosamente di partire all’avventura per salvare i suoi amici e la sua casa. Durante questo viaggio, il tasso esplorerà numerosi ambienti ispirati a noti videogiochi, che sono però bloccati nell'angosciante inferno dello sviluppo.

Ed è forse qui che il gioco trova il suo bagliore e riesce a connetterci subito a questo team. Il personaggio diventa parte attiva del videogioco e, tramite gli strumenti di sviluppo a lui forniti, noi diventiamo illusoriamente parte del processo. In questi universi di gioco incompleti che hanno bisogno di quella scintilla creativa che al momento è ingoiata dallo stagnante buio del blocco, diventiamo gli eroi che supportano lo sviluppatore, un atto che nel concreto staremo facendo anche giocando.
Dietro il platforming, i combattimenti con padella e gli elementi di puzzle freeform, c’è una metavisione che intreccia gioco e realtà, sia all’interno del gioco stesso (come nelle sezioni in live action che possiamo vedere già nel trailer) sia al di fuori dello stesso. Così, sviluppatore e videogiocatore si promettono di diventare tutt’uno, sfumando i confini che separano l’uno dall’altro e rendendo Bradley The Badger un potenziale affetto condiviso.
Anche in questo caso, le parole di Cantamessa risuonerebbero già attraverso il gioco, senza bisogno di riportarle; ma noi le riporteremo proprio a testimonianza di questa genuina sintonia tra il videogioco e le persone reali che ci sono dietro il gioco:
“Quando mi sono innamorato dei videogiochi all’inizio della mia carriera, ho visto il potere di questo strumento di raccontare storie mai narrate prima e creare mondi che potessero trasformare le persone. Day 4 Night è un ritorno a quello spirito innovativo, a quell’innocenza, a quella sfrenata creatività.”
Sicuramente i presupposti per fare bene, non soltanto da un punto di vista meramente ludico, ma anche creativo e sentimentale, ci sono tutti. Noi siamo rimasti incantati non solo dal gioco, ma anche profondamente incuriositi nell’ascoltare le peripezie che si celano dietro lo sviluppo indipendente, soprattutto quando narrate con così tanta sincerità.
Sulla scia del parallelismo e l’intreccio che Bradley the Badger ci propone, siamo ora curiosi di scoprire sia il videogioco nella sua forma finale, sia il risultato della tanto ricercata libertà creativa per Day 4 Night Studios.
La data di pubblicazione di Bradley The Badger non è ancora stata fissata, ma il titolo può essere inserito in wishlist attraverso la pagina Steam.





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