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Gli Easter eggs di Resident Evil: Infinite Darkness

Andiamo alla scoperta di tutte le sorprese della serie TV Netflix.


ATTENZIONE: L'ARTICOLO CONTIENE COPIOSI SPOILER


In molti media come libri, film, serie TV, ma soprattutto videogiochi, la definizione di "Easter egg" (lett. "uovo di Pasqua") nasce per indicare un dettaglio nascosto che solo gli occhi più svelti e attenti possono notare (proprio come nella tradizione pasquale, la cui caccia alle uova da scovare è rinomata). La suddetta sorpresa viene spesso inserita solo per puro divertimento da parte dell'ideatore del prodotto, e va di solito ad omaggiare, citare o riprendere aspetti e situazioni di altre opere.


Anche la serie TV di Netflix basata sull'universo di Resident Evil non è esente da queste piccole chicche, che sono state sapientemente sparse qua e là durante i quattro episodi che compongono l'opera. Dal momento che la serie è ambientata nel 2006 tra Resident Evil 4 e Resident Evil 5, la maggior parte degli Easter eggs va in direzione di questi due capitoli, ma non mancano riferimenti alla saga tutta.


Scopriamo quali sono!


Gli abiti di Leon e Claire


Partiamo con qualcosa di semplice che rimane sotto agli occhi dello spettatore per la maggior parte della visione dello show: gli abiti dei protagonisti. Chi è familiare alla saga di Resident Evil non si sarà sicuramente lasciato sfuggire il fatto che il vestiario dei due comprimari si rifà in modo molto marcato agli storici abiti delle loro versioni videoludiche. Per la maggior parte del tempo Leon opta per il suo classico giacchetto di pelle simile a quello visto in Resident Evil 4 e pressoché identico a quello che indossa in Resident Evil 6.




Claire invece sfoggia la tipica acconciatura a coda di cavallo che la contraddistingue dai tempi di Resident Evil 2 per PlayStation 1, ed ha indosso jeans e giacca di pelle rossa, outfit molto simile alla versione di sé stessa vista nel remake di Resident Evil 2 e nello spin-off Resident Evil: Revelations 2 (lo spin-off pubblicato nel 2015 in cui tornò ad essere protagonista).






Claire e TerraSave



Nella serie Claire lavora per TerraSave, una ONG specializzata in aiuti umanitari. L'organizzazione nasce dopo l'incidente di Raccoon City, nel 1998. Molti dei suoi trascorsi vengono raccontati tramite opere parallele ai videogiochi, come ad esempio film animati (un esempio ne è Resident Evil: Degeneration, film animato del 2008, ambientato nel 2005, un anno prima di questa serie, che racconta molti retroscena). Per quanto riguarda i videogiochi invece ne sentiamo parlare in modo marcato solo nello spin-off Resident Evil: Revelations 2, ambientato nel 2011, tra Resident Evil 5 (che si colloca nel 2009), e Resident Evil 6 (ambientato nel 2012). Con tutti questi anni di servizio, possiamo ben capire perché Claire diverrà uno dei membri più rinomati dell'azienda.


L'arrivo di Leon alla Casa Bianca e Ashley, la figlia del Presidente USA Graham


La serie è ambientata poco dopo Resident Evil 4. Leon Kennedy è ormai un agente governativo da molto tempo. La missione che ha dato inizio agli eventi del quarto capitolo prevedeva un'operazione in solitaria in una zona rurale della Spagna, in cui il nostro agente preferito aveva il compito di salvare Ashley, la figlia del Presidente, rapita da una setta religiosa molto inquietante.

All'inizio del primo episodio, Leon, di rientro da Pittsburgh, viene condotto in elicottero alla Casa Bianca. La scena mostra il riflesso del volto del protagonista sul vetro del velivolo, in maniera molto simile all'intro di Resident Evil 4. All'inizio del videogame infatti, Leon viene scortato dalla polizia locale spagnola nella zona boschiva in cui darà inizio alla sua missione, e la scena inquadra il riflesso del suo volto sul vetro della macchina, mentre parla con i due agenti.


Durante il viaggio verso la Casa Bianca, altri agenti di stanza commentano il suo arrivo, apostrofandolo come "il Leon che ha salvato la figlia del Presidente". Più avanti nella stessa puntata, anche se mai nominata per nome, Ashley viene mostrata, poiché il padre tiene alcune sue foto sopra un mobile nella Stanza Ovale.



L'epidemia di Raccoon City



"Resident Evil" del 1996 fu il primo di una fortunata serie di uscite, ma fu con Resident Evil 2 che la saga entrò di diritto nell'Olimpo dei videogiochi dell'era PS1. Il virus "T" di RE1, responsabile dei nefasti eventi che ebbero luogo a villa Spencer, si sparse in pochi mesi, fino ad arrivare alla vicina cittadina di Raccoon City, e l'epidemia zombie esplose, dando il via agli eventi di RE2. La serie TV fa più volte riferimento a quel maledetto 23 Settembre del 1998, soprattutto tramite Leon, che visse quel periodo in prima persona, quando era solo una recluta della polizia locale alle prese con il suo primo, disastroso, giorno di lavoro. Anche Claire era presente, per motivi totalmente diversi: la ricerca del fratello scomparso. Entrambi sfuggirono a quell'inferno, anche grazie all'aiuto e al sostegno l'uno dell'altra.


I ratti, veicolo di contagio



Non è un segreto che i ratti portino malattie, ed anche nel mondo di Resident Evil questi inconsapevoli animalini furono il principale motivo di contagio. È soprattutto attraverso di essi che l'epidemia arrivò e si sparse a Raccoon. La serie "omaggia" il ruolo di queste creaturine, inserendole nella seconda puntata, quando Leon e gli altri agenti sono in un sottomarino con destinazione Cina. Qualcuno sparge di nuovo il virus cercando di uccidere l'equipaggio e dai corpi dei cadaveri, sfondandone il petto, cominciano a fuoriuscire questi strani esemplari di ratti zombie che attaccano Leon. Questa scena ha una doppia funzione, poiché cita anche il film "Alien": il tratto distintivo dell'iconico alieno era quello infatti di sfondare il petto del corpo ospite una volta pronto ad uscire.


La recluta Leon S. Kennedy



Proprio durante una delle conversazioni di Leon riguardanti Raccoon, nello specifico quella con l'agente Jason, ex capo del team delle forze speciali "Mad Dogs", si fa riferimento al ruolo di Leon in Resident Evil 2. Durante lo scambio di battute, i due si confrontano sugli "inferni" che hanno vissuto, e Leon fa riferimento al suo coinvolgimento negli eventi di Raccoon City, definendosi "solo un poliziotto in ritardo al suo primo giorno di lavoro". In effetti l'aver fatto tardi gli evitò di essere al centro dello scoppio dell'epidemia, salvandogli letteralmente la vita. In inglese la frase è: "I was just a rookie cop, late on my first day", e rimanda alla definizione ufficiale del personaggio in RE2, vale a dire "rookie cop Leon S. Kennedy".


Il Virus "T" (Tyrant)



Nel primo episodio della serie si fa riferimento al virus T, il terribile virus che scatenò i principali eventi di Resident Evil 1, 2 e 3.

A seguito della folle notte passata da Leon e colleghi nella Casa Bianca, in cui un tentato spargimento di virus di natura sconosciuta ha rischiato di infettare tutti, una delle guardie del corpo del Presidente chiede a Leon se egli crede possa trattarsi del virus T. Il rimando è palese. Nel corso della saga infatti sono state create altre versioni del virus T, ma tutte provenivano da una stessa fonte: la Umbrella Corporation, il malvagio colosso farmaceutico che dopo gli eventi di Raccoon City finì in pasto ai media e successivamente in bancarotta. Di conseguenza il virus della serie TV, creato dai sottoposti del Segretario alla Difesa Wilson, la mente dietro i complotti della storia, non può trattarsi di una variante del T, poiché tale virus fu creato e circoscritto ormai un decennio prima rispetto alla serie, quando il governo degli Stati Uniti sganciò l'atomica per radere al suolo la cittadina americana epicentro dell'epidemia zombie.

Molto probabilmente il virus della serie è più simile ad "Uroboros", il virus protagonista di Resident Evil 5. Ci sono due motivi per pensarlo. Tali motivi sono parte dei prossimi due punti dell'articolo.


Il Tyrant senziente e il laboratorio



Dopo aver scoperto i retroscena della guerra civile in Penamstan, veniamo a sapere che i Mad Dogs, il team di Jason, furono ricattati dal Segretario Wilson, costretti a compiere le peggiori nefandezze. Lo scopo di Wilson era spargere il virus che aveva commissionato egli stesso ad una misteriosa azienda farmaceutica, per poi ricoprire la posizione di unico fornitore dell'inibitore (il quale impedisce al virus di attivarsi) di modo da guadagnare una fortuna. Tramite il Penamstan, Wilson voleva insidiare il virus in Cina, utilizzando i suoi stessi soldati. I poveri membri dei Mad Dogs furono contagiati dal virus e furono costretti ad accettare il ricatto per poter utilizzare regolarmente l'inibitore. Tutti i membri del team si sono suicidati nel corso degli anni, non riuscendo a sopportare ciò che erano diventati e cosa erano stati costretti a fare. Jason, durante gli eventi della serie, sta facendo il doppiogioco per riuscire a smascherare l'insabbiamento di tutta la storia, e alla fine decide di farlo mostrando al mondo cosa sarebbe diventato senza inibitore. La sua trasformazione in Tyrant nel laboratorio sotterraneo è un grande omaggio a tutta la saga, poiché quasi ogni Resident Evil ha come culmine lo scontro con il boss finale sotto forma di bestiaccia mutata, spesso e volentieri mentre un conto alla rovescia scandisce il tempo che manca all'autodistruzione di tutto l'impianto. Nella serie, al posto del timer, abbiamo un acido corrosivo che sale lentamente e inesorabilmente verso l'alto, come contromisura alle violazioni.

Il primo indizio che porta a pensare ad una natura del virus più avanzata e somigliante a quella dell'Uroboros di Resident Evil 5 sta nella mutazione di Jason. L'agente si trasforma in una versione avanzata del Tyrant (una delle tante tipologie di B.O.W., Bio-Organic Weapon), ma senziente e con la capacità di parlare. Queste particolarità sono riscontrabili nelle B.O.W. che incontriamo in RE5. Esse infatti mantengono l'intelletto nonostante la mutazione, a differenza di tutto ciò che nasceva dalle mutazioni dovute al virus T (e varianti) dei vecchi episodi, in cui le B.O.W. erano essenzialmente creature preda dei loro istinti più primordiali.


La TRICELL, Inc.



Il secondo e forse più determinante indizio che rimanda al virus Uroboros è il momento in cui, nella puntata finale, viene mostrato per un attimo il logo dell'azienda farmaceutica assoldata da Wilson. Trattasi della TRICELL, Inc., la stessa compagnia che ritroviamo in Resident Evil 5, responsabile delle sperimentazioni con il virus Progenitor (virus scoperto in natura e usato anche dalla Umbrella tanti anni prima per creare il virus T) che hanno dato vita all'Uroboros.


La "Lightning Hawk" ed il "Rocket Launcher"



Concludiamo citando due delle armi più rappresentative del brand: la pistola magnum ed il lanciarazzi.

Nello scontro finale con Jason, Leon sfoggia la sua pistola magnum "Lightning Hawk", nonostante questa non si riveli utile. L'arma è la stessa magnum che possiamo utilizzare nei videogiochi con protagonista Leon, RE2 e RE4, e viene spesso risparmiata dai giocatori per gli scontri con i nemici più temibili e i boss, a causa della poca reperibilità di munizioni.

Successivamente Leon impugna brevemente un lanciarazzi. Il missile lanciato non sortisce l'effetto desiderato, ma gioca un ruolo fondamentale nella risoluzione dello scontro con Jason.

Il "rocket launcher" è forse l'arma più iconica del brand, perché, fin dai tempi di RE1, è il "plot convenience" per eccellenza, risultando ogni volta "accidentalmente" reperibile ad ogni scontro col boss finale. In quasi tutti i capitoli della saga il lanciarazzi serve per dare il colpo di grazia, facendo esplodere in mille pezzi la minaccia, magari ad un soffio dalla deflagrazione del laboratorio di turno.

Di solito il lanciarazzi, insieme ad altre amenità, può essere sbloccato come arma speciale come ricompensa per aver terminato il gioco in poco tempo, così da poterlo utilizzare in ogni partita fin dall'inizio.



E voi? Ne avete scovati altri?

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