top of page

Questi minigiochi di Final Fantasy VII Rebirth necessitano di un gioco a parte ora!

Dopo aver passato oltre cento ore nel ripensato mondo di Gaia non abbiamo dubbi: ci sono alcuni minigiochi in Final Fantasy VII Rebirth che dovrebbero avere il proprio videogioco a se stante. Ecco di quali parliamo!

 

Oltre due mesi sono passati dal lancio di Final Fantasy VII Rebirth su Playstation 5 e le ore che abbiamo passato sul reimmaginato pianeta di Gaia sono così tante che è per noi diventata quasi la realtà alternativa, il mondo dove passare il tempo con uno dei cast più amabili della storia dei videogiochi.


Seppur splendente per la sua riproduzione quasi interamente fedele di Final Fantasy VII, l’indimenticabile originale del 1997, Rebirth ha fatto sicuramente discutere per un elemento in particolare: l’enorme mole di minigiochi, che seppur già di spessore nel titolo originale, è decisamente portata alla sua massima forma in questo remake.


Che non nascano fraintendimenti infatti, la saga di Final Fantasy è sempre stata un esempio di come utilizzare in maniera esemplare le attività secondarie e i minigiochi per appassionare ed intrattenere i fan, ma con potremmo definire Rebirth un’epopea del minigioco, una celebrazione epica che lo porta al limite. Ovunque, nella nostra run, abbiamo trovato attività secondarie di questo tipo, con punteggi da battere e nuovi livelli aggiunti anche ai giochi delle regioni precedenti col procedere della nostra avventura altrove. Per qualche ora siamo rimasti a giocare con dei bambini nei panni di rane semplicemente per battere quel punteggio massimo che ci avrebbe dato come ricompensa l’ennesimo anello che trasmuta i personaggi in rospi per il semplice fatto che giocarci era troppo divertente.

Dyo e Cloud al Gold Saucer in Final Fantasy VII Rebirth

Il lavoro svolto non ci ha sconvolti per la quantità, seppur esilarante, di minigiochi e nuovi livelli degli stessi, ma per la qualità.


In più di un’occasione, pad alla mano, ci siamo ritrovati a pensare: certo, questo è un ottimo minigioco… ma se fosse un gioco a se stante? Per alcune di queste attività, l’idea sembrava funzionare perfettamente. Per questo motivo abbiamo stilato per voi una lista dei minigiochi di Final Fantasy VII Rebirth che più meriterebbero un proprio titolo a parte.


Le corse chocobo


Certo, lo sappiamo bene. Square Enix ha già fatto un timidissimo passo verso il lancio di un titolo di corse Chocobo indipendente in passati sia remoti che recenti, ma lo sforzo era veramente degno di essere considerato tale? Perché lanciare sul mercato un ChocoboGP a sé stante e poi procedere con l’introduzione di corse tanto amabili con i pennuti più famosi del mondo videoludico come semplice minigioco in Rebirth? Si tratta sicuramente di una scelta discutibile, che non ha saputo leggere in maniera anticipata la possibilità di passare direttamente ad una produzione maggiore.


Una volta che ci siamo ritrovati al Gold Saucer e abbiamo sbloccato con eventi della trama le corse Chocobo, è diventato subito chiaro che ci trovavamo dinanzi a qualcosa che poteva crescere ed espandersi. Dinanzi ad abilità, oggetti, turbo, piste che ricordano vagamente alcuni tra i più popolari racing, abbiamo inevitabilmente pensato a tutte le ore che abbiamo passato davanti a Mario Kart o Crash Racing senza stancarci di guidare le nostre vetture per sconfiggere gli avversari.

Le corse chocobo in Final Fantasy VII Rebirth

Diventa piuttosto facile così immaginare un gioco autonomo che offra una vasta scelta di Chocobo (e magari un sistema di allevamento) e la possibilità di decidere di correre con i vari personaggi di Final Fantasy VII (o se vogliamo sognare ancora più in grande, della saga di Final Fantasy in generale, essendo il chocobo una creatura presente in quasi tutti i titoli). Le corse potrebbero essere implementate con ulteriori modalità ispirate ai vari minigiochi Chocobo della saga, come la Zaffa-Chocobo o i bersagli Chocobo, il che renderebbe addirittura il titolo simile alle modalità corsa e battaglia di Crash Team Racing, un divertimento assicurato!


Aggiungiamo a questo dell'equipaggiamento per i pennuti da sbloccare con obiettivi in gara, outfit da riscattare per i personaggi principali, piste ispirate alle location iconiche della serie ed ecco un titolo pronto e fatto, basato sul gameplay già esistente in Rebirth, da lanciare sul mercato.


Regina rossa


Chiunque abbia messo le mani su Rebirth, chiunque sia arrivato oltre le prime ore di gioco fino ad aprirsi la possibilità di sfidare gli abitanti di città, villaggi e centri a Regina rossa e di acquistare e/o vincere carte per il proprio mazzo, l’ha capito all’istante: questo gioco strategico di carte è la migliore espressione dell’impegno degli sviluppatori, quello che più facilmente, quasi senza sforzo, porta il giocare a pensare: ‘Aspetta, io stavo giocando a Final Fantasy. Perché sono qui da ore a sfidare persone a carte?’


Il gioco di per sé funziona per il modo in cui è strutturato: la varietà delle abilità attribuite alle carte e gli spazi che ognuna di esse sblocca sulla scacchiera accontenta i giocatori di ogni tipo. È infatti ugualmente facile per il giocatore affidarsi al suo mazzo di fiducia, utilizzarlo al punto da riuscire ad elaborare la strategia corretta per le carte pescate all’istante, quanto variare e costruire un nuovo piano strategico da zero, creando diversi mazzi e sfruttando le migliori possibili combinazioni tra le carte. In questo modo Regina Rossa si presenta come un gioco flessibile, capace di intrattenere ogni tipo di giocatore e, per questo, una possibile forte tentazione come titolo a sé stante.

Regina Rossa in Final Fantasy VII Rebirth

Il gioco di carte è aiutato sicuramente in questa classifica dal contesto costruito da Rebirth intorno allo stesso: quello che inizia innocentemente come un gioco di carte da godersi nei momenti più tranquilli tra un’esplosione narrativa e l’altra, rivela pian piano di nascondere delle oscure sottotrame che coinvolgono qualcosa in più, qualcosa di antico. 


Ad aggiungersi allo charme del minigioco nella sua forma attuale, c’è anche un’ulteriore possibilità di espansione: quando non incluso all’interno di un titolo più grande, Regina Rossa potrebbe anche prevedere delle carte per tutti i personaggi di Final Fantasy, oltre che le creature e il cast principale di Final Fantasy VII. Va da sé che anche l'implementazione di un multigiocatore che consenta di giocare – e addirittura scambiare carte – potrebbe agevolmente trasformare questo minigioco in un sistema autonomo capace di portare valore a tutta la produzione e a Square Enix.


Sulla scia del successo di Gwent, non sarebbe difficile immaginare per Regina Rossa un clamore che vada al di fuori di Final Fantasy VII.


Un Final Fantasy Party Game


Se le corse chocobo e Regina rossa sono indubbiamente i giochi che hanno più una possibilità di intrattenere il videogiocatore per ore e ore al di fuori di un contesto più grande, ed è vero che gli altri minigiochi sono di misura più contenuta, questo non significa che non esista un modo per sfruttare la loro capacità di catturarci per diverse sessioni in modo da farla fruttare. 

I minigiochi del Gold Saucer

Se è vero che la fortuna aiuta gli audaci, a noi piace sognare in grande ed essere coraggiosi: i giochi di resistenza con i rospi, il brawler del Gold Saucer, le corse in moto, Fort Condor… tutti questi sono giochi che messi insieme potrebbero fruttare un meraviglioso party game da divano o online per gli appassionati della serie che hanno amici con cui condividere la propria passione.


Immaginiamo un sistema a classifica che premia i giocatori in base ai punteggi che hanno ricevuto in ogni minigioco con una selezione randomica di quali gare costituiscono la totalità di quella partita, e è facile servirsi di materiale che è già stato sviluppato e che avrebbe solo bisogno di essere ampliato ed adattato per vendere un titolo tutto nuovo che può divertire le comitive di appassionati per mesi, soprattutto con un appropriato supporto post-lancio.


Insomma, l’ultimo minigioco che abbiamo selezionato è la totalità dei minigiochi stessi, la varietà con la quale Final Fantasy VII Rebirth è riuscito a trovare modo di intrattenerci per decine e decine di ore senza uno straccio di trama o un combattimento; la capacità di farci mettere in pausa l’intero mondo di gioco per un punteggio; un risultato ottenuto con così tanta classe che non approfittare dei suoi frutti a dovere sembra più che uno spreco.

Il minigioco Fort Condor in Final Fantasy VII Rebirth

Il lavoro di world building che gli sviluppatori hanno fatto su Final Fantasy VII Rebirth affinché i giocatori si sentissero completamente coinvolti nell’universo di Gaia con le attività che appassionano i suoi abitanti è maestoso e le opzioni per sfruttare a dovere questo operato anche per gli anni a venire non mancano di certo. Per una Square Enix che viene da un periodo in cui non proprio tutti gli investimenti sono derivati da valutazioni corrette sulla qualità effettiva dei progetti, recuperare qualcosa sfruttando il franchise e i personaggi più amati dai fan mentre si corregge la rotta, non sarebbe affatto un brutto piano. 


Rebirth fornisce questa occasione, servendo all’azienda una base sulla quale costruire un sotto-strato, un minore impero di minigiochi a cui gli appassionati non possono proprio rinunciare.

0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Comments


bottom of page