Quello che i film di DUNE non dicono: Paul Atreides, il Mentat imperatore
- Giuseppe Calzatini

- 1 giorno fa
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Continuiamo la nostra immersione nell'universo narrativo di DUNE, esplorando in maniera approfondita ciò che sappiamo dai libri, ma che i film evitano di dire.
Come la scorsa volta, vista l’alta aspettativa nel terzo film di DUNE, in uscita il prossimo 18 dicembre al cinema, vale la pena scoprire qualche dettaglio che, senza aver letto i libri, potrebbe esservi sfuggito.
Nel precedente articolo accennavamo ai Mentat, esseri umani addestrati ad essere dei supercomputer, presenza di grande importanza nei libri ma decisamente poco approfondita nei film. Quindi le domande che ci poniamo oggi per spulciare in questo dettagliatissimo universo sono: chi sono i Mentat? E perché Paul Atreides è uno di essi?
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Nota: l’articolo contiene spoiler per coloro che non abbiano ancora visto i primi due film.
Non costruirai una macchina a immagine della mente umana
La scorsa volta abbiamo introdotto l’universo narrativo di DUNE, ciclo di libri iniziato da Frank Herbert nel 1968 e continuato dopo la sua morte dal figlio Brian e da Kevin J. Anderson. Alla base dell’universo di DUNE, come accennato la scorsa volta, vi è un particolare evento chiamato Jihad Butleriano, la guerra contro le macchine che portò l’umanità fin troppo dipendente da esse a riprendere il controllo. Ciò si trasformò in un comandamento fondamentale della religione cattolica orangista: non costruirai una macchina a immagine della mente umana, citando la scrittura della bibbia cattolica orangista. Così menziona il testo sacro principale dell’Impero, nato dopo il Jihad dall’unione di varie tradizioni religiose terrestri quali: cristianesimo, islam, buddismo, induismo e altre filosofie/religioni relativamente parlando minori.
Il termine “Orange” deriva probabilmente dagli “Orangisti” storici europei e da movimenti religioso-politici del passato terrestre, ma in DUNE, che si svolge millenni dalla civiltà umana odierna, questo termine indica un concetto molto distante e trasformato nei millenni.

Questo porta ai Mentat, che non sono una specie diversa né mutanti. Essi sono il risultato di secoli di evoluzione culturale e addestramento estremo pensato per rimpiazzare i computer. In parole povere: se non possiamo avere l’IA, trasformeremo gli esseri umani in modo da sostituirle e non averne più bisogno. Questo è anche uno dei temi centrali del transumanismo biologico – spirituale di Dune, l’idea che l’essere umano possa essere potenziato attraverso disciplina, condizionamento e selezione invece che tramite tecnologia.
Come nasce un Mentat?
Secondo ciò che viene narrato nel primo libro del ciclo in un dialogo tra Paul Atreides e suo padre, i Mentat vengono selezionati in giovane età tra gli esseri umani dotati di una capacità cognitiva superiore alla media e vengono addestrati fin da giovani. Il giovane Mentat non è fin da subito conscio di essere addestrato ad essere un Mentat, ma dopo una certa soglia di abilità gli viene rivelato e, a quel punto, può scegliere se continuare la propria strada come Mentat o meno. Nel caso di Paul, oltre ad essere egli addestrato da Lady Jessica alle arti delle Bene Gesserit e da Gurney ad essere un guerriero in stile Atreides, c’è Thufir Hawat ad addestrarlo nelle arti Mentat.
L’addestramento tipico dei Mentat è mentalmente brutale ed è basato su diversi fattori: logica, memoria, matematica, analisi strategica, controllo emotivo, osservazione dettagliata. In parole povere un Mentat impara a elaborare dati e probabilità come farebbe un computer; più dati assorbe più precise saranno le sue previsioni su conseguenze, simulazione di scenari e soprattutto sulle deduzioni istantanee. Nei libri abbiamo un esempio chiaro nella tenda da deserto, ove Paul comprende il disegno del piano degli Harkonnen e dell’Imperatore in modo molto veloce, una scena che nel film sembra quasi un delirio derivato dall’esposizione alla spezia. Nel romanzo possiamo notare come i pensieri di Paul siano lucidi ed egli stesso si renda conto di come il suo addestramento Mentat stia dando i suoi frutti. Come gli disse suo padre Leto: “Un Duca con le capacità Mentat è un Duca potente”, non sapendo che suo figlio sarebbe stato destinato a qualcosa di molto più grande.
Alcuni Mentat usano anche il succo di Sapho, una sostanza estratta dalle radici di una pianta del pianeta Ecaz che amplifica le capacità mentali e lascia delle tipiche labbra rossastre.
C’è però un dettaglio importante, che vale la pena menzionare: non tutti quelli addestrati diventano Mentat completi o Mentat “Normali” come Thufir. Serve anche una predisposizione naturale enorme.
Mentat Normali e Devianti
Un altro Mentat presente nel primo romanzo e che si vede brevemente nel film, nella scena della morte di Leto Atreides, è Piter De Vries.

Egli è un Mentat deviato, creato dagli Bene Tleilax a cui accennavamo la scorsa volta. I Bene Tleilax - o Tleilaxu come vengono più comunemente chiamati - sono un gruppo di umani esperti di genetica e particolarmente secretativi riguardo le proprie bio-tecnologie. Abitano Tleilax, l'unico pianeta della stella Thalim. Sono un ramo del pensiero Zensunni, ramo diverso dello stesso pensiero alla base dei Fremen di Arrakis. Derivano, cioè, la loro filosofia da una distante deviazione del Buddismo e della visione sunnita dell'islam. La loro rigida società è organizzata secondo linee teologiche e i loro leader vengono chiamati maestri. Hanno capacità uniche e possono conservarsi tramite i Ghola oltre che cambiare l’aspetto del proprio corpo tra una vita e l’altra come poi si scopre ne: Gli eretici di Dune. I Maestri hanno tipicamente un aspetto d’elfo e sono bassi. In origine, secondo la serie prequel scritta da Brian Herbert e Kevin J. Anderson sul Jihad butleriano, erano mercanti umani conosciuti come Tlulaxa specializzati nel commerciare schiavi e organi.
La differenza tra Mentat normali, come Thufir Hawat, che vengono educati alla disciplina e al controllo, e Mentat Devianti come Piter, è che quest’ultimi sono stati deliberatamente trasformati in modo da essere più instabili e perversi, mantenendo le incredibili capacità logiche e analitiche tipiche dei Mentat, ma senza gli stessi freni morali o psicologici. Piter è sadico, manipolatore e imprevedibile. Attraverso di lui, Frank Herbert mostra anche il lato oscuro del potenziamento transumanista umano in Dune, ossia che l’evoluzione mentale può produrre geni straordinari, ma anche mostri, e i Tleilaxu sono maestri nel generare mostri.

Paul Atreides, l’Imperatore Mentat
Dopo aver parlato dei Mentat nell’universo di Dune e aver introdotto figure come Thufir Hawat e Piter De Vires, possiamo ben capire che il compito tipico dei Mentat è quello di consiglieri che aiutano i nobili a prendere decisioni grazie alle loro capacità mentali. E qui entra in gioco l’eccezione di Paul Atreides. Egli, infatti, non ha più bisogno di Mentat al suo, poiché, come già detto, è lui stesso stato addestrato come Mentat fin da piccolo.
Questo significa che Paul è in grado di analizzare situazioni molto complesse da solo, come intrighi politici o strategie militari. Riesce a valutare velocemente le conseguenze delle sue azioni, quasi come se calcolasse delle probabilità, e ha una memoria e una capacità di osservazione molto sviluppate.
Combinando queste abilità con l’addestramento delle Bene Gesserit e con gli effetti della Spezia possiamo ben capire che la sua “preveggenza” non è qualcosa di mistico, ma è effettivamente legata al fatto che la sua mente funziona quasi come un computer quantico, di cui ha il 100% del controllo grazie alle abilità delle Bene Gesserit, il potenziale di calcolo per via delle abilità Mentat e la Spezia utilizzata come catalizzatore.
Di momenti in cui Paul usa le sue abilità è pieno il primo romanzo e in modo meno accentuato il film. Il momento in cui conosce la Reverenda Madre Gaius Helen Mohiam è un esempio perfetto per mostrare la combinazione di abilità Mentat e Bene Gesserit presenti in lui in modo più o meno latenti. Durante l’incontro, già entrando nella sala, Paul analizza sfumature nel tono, parole e comportamenti della Reverenda Madre, deducendo intenzioni e pericoli che essi comportano, mostrando non semplice intuizione ma una combinazione di osservazione e deduzione molto rapida. E nel momento successivo, durante la prova del Gom Jabbar, Paul analizza la situazione. Capisce che è un test, valuta le conseguenze e sceglie razionalmente di resistere, perché il dolore della mano bruciante è meglio della morte. Questo si traduce in pura abilità Mentat di valutazione logica sotto pressione estrema.

Altro esempio di come Paul sfrutti inconsciamente le sue abilità da Mentat è la rapidità con cui si integra prima con la vita nel deserto, indossando senza alcuna guida una tuta distillante solo sulla base di pura logica, cosa che sorprende il planetologo imperiale Liet-Kynes (nel libro padre di Chani e fratello di Stilgar). O ancora come Paul impari facilmente i costumi dei Fremen dall’uso del martellatore, il passo del Deserto per sopravvivere ai vermi al linguaggio Chakobsa, un misto di lingua dei segni e suoni sviluppato come linguaggio di caccia e battaglia derivato da antichi dialetti. Oltre ciò, Paul usa le sue capacità per prendere il controllo dei fremen, sfruttando le sue abilità da battaglia per migliorare la loro guerriglia. Successivamente, usa le abilità Bene Gesserit per approfittarsi della credenza religiosa e le sue abilità Mentat, in combinazione con la spezia, per creare il piano con il quale piega al suo volere l’impero per scatenare successivamente la Jihad in suo stesso nome.
Comprendere cosa siano davvero i Mentat permette di vedere Dune con una prospettiva completamente diversa. Non si tratta di semplici consiglieri ma il simbolo di un’umanità che, privata delle macchine, ha scelto di evolvere sé stessa fino a diventare ciò che aveva distrutto. In questo contesto, Paul Atreides rappresenta il punto più alto e allo stesso tempo più pericoloso di questo processo Evolutivo. Paul è la fusione di tutte le strade evolutive scelte dalle varie scuole di pensiero. La sua mente calcola, anticipa e infine piega il mondo che lo circonda.
I film accennano a questa grandezza di Paul, che si spera che sarà mostrata per bene nell’ultimo film della trilogia che lo riguarda. Paul Atreides è il risultato evolutivo di un’umanità che ha deciso di diventare la propria macchina perfetta, è il messia che è stato promesso, programmato e selezionato geneticamente, il primo vero Kwisatz Haderach del Ciclo di Dune.






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