Recensione: Celestial Return, un'assurda indagine cyberpunk
- Giuseppe Calzatini

- 21 lug
- Tempo di lettura: 7 min
Abbiamo giocato Celestial Return, un RPG – visual novel prodotto da Metaphor Games. Il titolo promette un racconto Noir Cyberpunk, dove sono i Dadi e le scelte del giocatore a far da padrone, ma sarà così?
Sviluppato dal giovane team indie di Metaphor Games, Celestial Return si presenta come un RPG cyberpunk narrato tramite una visual novel, dove ogni singola scelta e azione pesa sulla storia e sullo sviluppo del personaggio. In un mondo sci-fi noir ricco di atmosfera, incontri a dir poco surreali e il paranormale diventano parte integrante della vita quotidiana, mentre il destino della città dipende da ogni decisione del giocatore.
Nota: Il titolo non presenta la localizzazione in lingua italiana.

Tra hard boiled cyberpunk e un pizzico di mistero lovecraftiano
Il gioco è ambientato a Netherveil City, una città in stile cyberpunk decadente e marcia, dove un nemico chiamato Abstract serpeggia nelle menti e nei corpi delle persone. Dopo un breve prologo pieno di azione nel quale prendere confidenza con le meccaniche di gioco e con il protagonista, ci ritroveremo nel primo capitolo, dove tra un bicchiere di whiskey e un flirt che mai riuscirà con la barista (i dadi sono programmati per fallire e lo spiega bene l’archivio del gioco), verremo a sapere di uno strano caso di suicidi in aumento in città.
Già da questo momento entreremo in contatto con le “voci” nella mente del protagonista. Senza fare alcuno spoiler abbiamo la virtù, l’intelligenza, la rabbia, la follia e la percezione. Quest’ultime hanno una certa importanza sulla struttura narrativa del gioco. In base a come le usiamo, infatti, avremmo dei dialoghi diversi, che in alcuni casi possono portare a battute ciniche e taglienti tipiche dello humor del genere hard boiled.
Successivamente, uscendo dal locale, sarà possibile svolgere alcune attività secondarie che ci introdurranno e approfondiranno alcuni dei personaggi, tra cui la nostra “assistente” e il primo membro della nostra “squadra di ricerca” e, soprattutto, se giocate bene, potremmo guadagnare dei dadi e dei bonus passivi.
La trama si sviluppa tra simbolismi, mistero e riflessioni a volte filosofiche, a volte psicologiche del protagonista. Il tutto in tre atti, la durata media di una run è circa quattro/sei ore, ma le scelte possibili sono così tante che sarà possibile rigiocare più volte il titolo e trovare finali diversi. Scorre molto facilmente, in quanto particolarmente accattivante e piena di mistero.
I personaggi: alti e bassi
Il titolo presenta una buona diversità di personaggi, alcuni stereotipati come la nostra ex/netrunner DK, altri sorprendentemente profondi e ben scritti come Rose. Altri ancora, complice la loro poca presenza e strana scrittura, risultano solo ambigui o superficiali, come l’uomo misterioso o alcuni Abstract “amichevoli”.

Uno dei personaggi probabilmente più ambigui, in quanto non parla e per qualche strana ragione non molto approfondita ci aiuta, è sicuramente l’uomo armato di palo da pole dance. Entra in scena brevemente nel primo atto della storia per poi riapparire solo nel terzo atto e salvarci la vita. Probabilmente ci sarà qualche modo per approfondirne la personalità o capire di più su questo misterioso soggetto, ma noi non lo abbiamo trovato.
Un esempio dell’opposta è invece l’Ex capo del protagonista, che nelle sue brevi apparizioni riesce a far capire fin troppo bene l’archetipo del personaggio e quali saranno le sue future mosse. Altro personaggio che si vede ben poco - e in questo caso dispiace - è la bartender, un personaggio che sembra in grado di poter offrire molto di più come supporto, ma che dopo la scena del terzo atto che la riguarda, non si sa più nulla.
Come deducibile, da ciò deriva una scrittura dei personaggi eterogenea, con alcune note positive ed altre negative.
L’uso dei Dadi e il gameplay
In Celestial Return, tutte le azioni vengono svolte tramite i dadi. Come affermano gli sviluppatori stessi sulla pagina Steam: i dadi sono i tuoi proiettili, le tue bustarelle e il tuo ultimo respiro. Tale affermazione non è da prendere alla leggera, in quanto i dadi sono la risorsa principale di gioco. Alcuni li fornirà la storia, altri li troveremo in giro, interagendo con luoghi o persone.
La parte del gameplay legata ai dadi, è molto intuitiva e la breve schermata di tutorial spiega velocemente e facilmente il meccanismo, che si presenta anche in modo abbastanza originale. La schermata dei tiri contiene una colonna laterale sinistra dove poter prendere da 1 fino ad un massimo di 4 dadi, mentre a destra troveremo altri oggetti che abbiamo comprato/trovato che ci daranno i modificatori passivi al tiro. Alcuni di questi saranno mono uso, altri saranno invece permanenti. Inoltre, abbiamo anche item che ci permetteranno di ritirare i dadi. Una volta usato un dado, questo scompare dall’inventario, di conseguenza esso costituisce una risorsa consumabile e limitata. In caso si rimanga senza dadi e si sia forzati ad un’azione, quest’ultima fallisce in automatico; quindi, è consigliato di salvare sempre prima di un tiro di dadi e soprattutto di essere abbastanza cauti nel loro uso.

Durante la nostra esperienza con il titolo abbiamo notato anche che non c’è un solo tipo di dado, ma in base al tipo di dado si possono avere bonus e malus che vanno ad influenzare i tiri. I dadi corporativi, ad esempio influiscono sui tiri delle abilità legate alla virtù; aggiungono un malus al tiro di -1 ad ogni dado utilizzato sui tiri di virtù. Se invece lo si usa su qualsiasi altro dado, questo non dà alcun malus. Ci sono anche dei dadi rari che aggiungono dei bonus +4 a tutti i tiri, ma per trovarli in gioco bisogna pensare un minimo fuori dagli schemi e lasciarci guidare dalla “pazzia” nelle nostre azioni. Ci sono anche dadi più rari come i dadi detective che danno +10 o i dadi celestiali che aggiungono un bonus +12.
Oltre ciò ci ritroviamo in una città dove troveremo i vari punti d’interesse con i quali interagire e tra i viaggi dai vari punti capiteranno anche degli eventi “randomici” che sbloccheranno missioni secondarie e ci permetteranno di conoscere meglio il mondo di gioco. In alcuni momenti, si entra anche nel mondo dei sogni, in cui le nostre intuizioni parleranno in modo più o meno criptico. Nei sogni cammineremo in ambienti tridimensionali visti in prima persona.
La personalizzazione
In base all’approccio che si ha in gioco e in base a quale intuizione si tende ad utilizzare di più, la personalità del detective Howard varia e si adatta. Questa variazione è visibile dal menù appositamente dedicato, nel quale inoltre potremmo dare dei punti per far evolvere i nostri tratti della personalità. Ad esempio, alzando intelligente, esso diventerà prima ragionamento e successivamente cervellone.

Da qui si accede anche ad un menù che ci permette di visualizzare delle particolari carte simil tarocchi delle intuizioni segrete, che ci daranno dei vantaggi ogni volta che ne sblocchiamo una tramite interazione con luoghi o personaggi. Oltre questo menù avremo anche l’inventario, il quest log e l’Archivio, dove verranno appuntate nozioni varie su personaggi, luoghi e oggetti. C'è anche il menù degli impianti che ci permetterà di carpire nozioni sui vari upgrade presenti sul protagonista e potenziamenti che verranno aggiunti con il procedere della storia.
Comparto tecnico
Dal punto di vista grafico il titolo si presenta - come già detto nella nostra anteprima - con uno stile da fumetto americano moderno, ma non solo; in diversi punti della storia lo stile dei disegni ricorda in minima parte Junji Ito e altri mangaka del genere Seinen. Gli ambienti sono cupi e malati, come ci si aspetta da una distopia Cyberpunk molto decadente. Il titolo non fa uso di AI generativa per i propri contenuti come specificato dal team di sviluppo nella propria pagina di Kickstarter. In più, oltre alla visuale 3D in prima persona dei sogni, è in 3D isometrico anche la mappa della città che costituisce la schermata principale del gioco. Gli intermezzi e quelle che a tutti gli effetti sono delle cutscene enigmatiche variano il loro contenuto da pattern psichedelici a immagini del mondo reale come i corvi.

Dal punto di vista sonoro, il gioco presenta un comparto audio composto da suoni synth in perfetta linea con l’ambiente Cyberpunk della città, suoni tendenti all’horror per i momenti di mistero e tenzione e, per diversi tratti del gioco, avremo anche della musica tra il Doom e il Death Metal ad accompagnarci.
I problemi
Dal punto di vista tecnico, un paio di volte ci è capitato un bug che fai scomparire la barra per continuare il dialogo, lasciandoci a metà del discorso senza poter far nulla. Tale bug era già presente nella demo, e nonostante in confronto alla demo sia comparso molto meno, è giusto farlo notare.
D’altra parte, è stato visto che se si rimane senza dadi o pochi dadi, il lancio di quest’ultimi sembra destinato a fallire se non si arriva alla soglia consigliata, anche ritentando più volte il tiro usando i salvataggi. Questo fattore porta il giocatore ad avere più salvataggi da ricaricare e dover percorrere parti precedenti del gioco tentando di risparmiare ancora di più i dadi. Guadagnare dadi nella prima run senza sapere dove guardare o cosa cercare ci porterà con molta probabilità a rimanerne spesso senza e quelli forniti dalla storia principale sono abbastanza pochi.
PRO | CONTRO |
|
|
Celestial Return è un RPG narrato come visual novel, con meccaniche proprie e uno stile altamente riconoscibile, con una trama accattivante e un comparto audiovisivo da lasciare a bocca aperta. Tuttavia, diversi personaggi sono poco approfonditi. il problema relativo alla scarsità di dadi in alcuni punti del gioco è tedioso e potrebbe far innervosire il giocatore. È un’opera prima di un giovane team di sviluppo che ha bisogno di limature a livello tecnico in quanto, come già detto, sono stati trovati bug non corretti dalla demo e del bilanciamento nel sistema dei dadi, sia nel lancio che nella raccolta di quest’ultimi. |






Commenti