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Recensione: Silver Pines – quando l'orrore incontra il 2.5D

4 ore fa
Tempo di lettura: 6 min

Sviluppato da Wych Elm Games e pubblicato da Team17, Silver Pines si propone come un Metroidvania horror investigativo dal carattere forte e dalla narrativa che strizza l’occhio ai grandi classici dell’horror.

Annunciato il 2 giugno 2025 ed arrivato tra le mani dei videogiocatori l’8 ottobre 2026, Silver Pines è il titolo di debutto di Wych Elm Games, team di sviluppo indipendente composto da appena cinque person, seppur con dei curriculum di tutto rispetto (che includono sviluppatori a lavoro su Helldivers 2 e The Darkness). Il titolo mischia sapientemente elementi narrativi e scenici largamente ispirati al cinema horror di David Lynch ed elementi di generi videoludici come survivor horror e Metroidvania, ed è subito parso come uno dei progetti indipendenti più interessanti di questo 2026.


Scopriamo insieme in questa nostra recensione come se la cava il titolo al contatto effettivo con il videogiocatore!

 

Benvenuti a Silver Pines


Gli eventi di Silver Pines prendono luogo nella cittadina che dà il nome al titolo, Silver Pines, una località non ben ubicata che al momento risulta deserta a causa dell’allerta meteo che sta avendo luogo nel momento dell’arrivo del nostro protagonista, Red Walker. Red è un investigatore privato incaricato di trovare una persona scomparsa, Eddie Velvet, un musicista del luogo dai trascorsi misteriosi, ma i misteri a Silver Pines non sono certamente finiti. Infatti, ben presto, il giocatore e Red si renderanno conto che nella cittadina ormai prossima al cataclisma qualcosa non va e che forze oscure sono in movimento.


Ottenuta questa prima infarinatura sulla trama e sulla missione del nostro Red, il gioco preme quasi immediatamente l’acceleratore sul fattore paranormale, presentando al giocatore praticamente da subito elementi inquietanti, personaggi criptici che strizzano l’occhio a quelli di opere come Silent Hill o il già citato David Lynch (senza mai scadere nel citazionismo spiccio, per fortuna) ed in generale situazioni macabre che prendono luogo da ben prima dell’arrivo di Red in città, il tutto accompagnato da una narrativa volutamente criptica e ridotta quasi all’osso.


Silver Pines

Esplora, investiga, risolvi


Silver Pines si classifica come un “survival horror Metroidvania”, generi che ad un primo sguardo difficilmente potrebbero convivere tra di loro ma che in realtà nell’opera di Wych Elm Games trovano un equilibrio stranamente affascinante, che per la maggior parte del tempo funziona. Il giocatore, qui investito del ruolo di un detective, è chiamato ad aggirarsi per le ormai quasi deserte strade di Silver Pines alla ricerca di indizi utili per scoprire l’ubicazione di Eddie Velvet, e lo fa in una mappa esplorabile in orizzontale, e benché inizialmente il tutto possa sembrare piuttosto lineare, man mano che ci si addentra per gli ambienti della cittadina ci si accorge quanto la mappa di gioco nel suo insieme sia estremamente stratificata e piena di passaggi, scorciatoie ed in generale elementi di esplorazione volti a dare tridimensionalità al mondo di gioco.


Da questo punto di vista l’aspetto che il gioco eredita dai Metroidvania è sicuramente quello del backtracking, ovvero l’incontrare ostacoli, passaggi o quest in generale inizialmente inaccessibili e che necessitano di una seconda visita più avanti nel gioco, magari questa volta armati di una chiave adatta, di un codice o di un oggetto in generale risolutivo per la situazione.


Silver Pines

In generale questo aspetto del titolo funziona bene ed incentiva il giocatore ad esplorare e a soffermarsi su ogni dettaglio che Silver Pines può offrire, fatta eccezione, a nostro avviso, del numero decisamente alto di porte che necessitano di chiavi o combinazioni per essere aperte. Se da un lato, infatti, questo enorme quantitativo di enigmi sono il cuore pulsante di un gioco basato sull’investigazione, d’altro canto risolvere un enigma anche piuttosto lungo per poi ritrovarci immediatamente dopo con un’altra porta chiusa in faccia rallenta molto il ritmo di gioco, già volutamente lento di suo. Al netto di questa considerazione, però, gli enigmi in Silver Pines sono sempre ben studiati e contestualizzati al mondo di gioco, fattore indubbiamente positivo.


Sopravvivi al male con ogni mezzo


Se Silver Pines eredita dal genere dei Metroidvania l’esplorazione ed il backtracking cosa eredita invece dal genere dei survival horror? Esclusa l’ovvia necessità di dover combattere creature da incubo di diverso genere, gli elementi di gameplay che rendono il titolo un survival horror sono spiccatamente derivati da Resident Evil e da Silent Hill. Da Resident Evil, Silver Pines eredita una delle sue meccaniche più importanti, ovvero l’inventario diviso in slot, che sarà croce e delizia del giocatore per tutta l’avventura, e da Silent Hill invece eredità le armi corpo a corpo limitate nei colpi dalla loro durabilità.


Nell’economia del gioco questi due elementi si sposano sorprendentemente bene, spingendo sempre il giocatore a ponderare bene le proprie mosse; portare con sé tante armi potrebbe apparentemente sembrare una buona idea, salvo rendersi conto di non poter raccogliere oggetti curativi o addirittura oggetti di missione, o al contrario potremmo ritrovarci carichi di oggetti utili alla sopravvivenza senza però aver portato il giusto quantitativo di armamenti. Insomma, la scelta è lasciata al giocatore e non c’è un modo giusto o sbagliato di prepararsi all’avventura, il che amplifica notevolmente il senso di “survival horror” del titolo.


Silver Pines

Parlando sempre di scelte lasciate al giocatore è impossibile non parlare del sistema di salvataggio proposto dal gioco; le cabine telefoniche. Il titolo non è provvisto di un sistema di autosalvataggio ed il compito di salvare i progressi della partita è affidato alle care e vecchie cabine telefoniche, di quelle che funzionano a monetine, che esattamente come i loro corrispettivi reali funzioneranno solo dopo compenso monetario. Per salvare la partita presso una cabina telefoni, infatti, dovremmo avere delle monetine da spendere, la stessa valuta che però potremmo decidere di utilizzare per acquistare oggetti utili in determinati luoghi sparsi per la mappa. Anche in questo caso il come investire le proprie e limitate finanze è una scelta lasciata al giocatore.


Ad affiancare questi oggetti più generici ci sarà forse l’oggetto più importante per un detective, ovvero la sua fidata macchina fotografica. La macchina fotografica, a nostro avviso, è una delle meccaniche più utili dell’intera produzione in quanto in assenza quasi totale di un tracciatore delle missioni vero e proprio ci permette di scattare delle fotografie di qualsiasi soggetto e di fissarle nel punto esatto della mappa in cui sono state scattate.


Meglio scappare quando possibile


Nel paragrafo precedente abbiamo parlato di armi e di oggetti per la sopravvivenza, mentre ora dobbiamo parlare di forse il vero tallone d’Achille di tutto Silver Pines, ovvero i combattimenti ed il combat system in generale. Benché non troppo invasivi e spesso aggirabili (fatta eccezione per le boss fight), i combattimenti in Silver Pines sono spesso la parte più tediosa dell’esperienza, questo per due motivi precisi; la legnosità della mira e i movimenti di Red. Se da un lato, con un po’ di pratica, il problema della mira può essere smussato riuscendo a capire la traiettoria e l’hit box dei nostri colpi, il problema dei limitati movimenti di Red resta. Red è infatti una persona comune, e proprio in virtù di ciò è lento a muoversi e goffo nelle schivate, aspetti che si fanno sentire soprattutto quando ci troviamo scontrarci con nemici particolarmente veloci o boss dagli attacchi ad ampio raggio ed ancor più accentuati nel momento in cui la salute di Red andrà a diminuire, limitandone ulteriormente la già scarsa mobilità.


Silver Pines

Artisticamente oscuro


L’elemento che salta subito all’occhio di Silver Pines è il suo comparto visivo in generale. Come detto in precedenza, si presenta come un titolo 2.5D, e quindi troviamo un alternarsi molto ben bilanciato di elementi tridimensionali e bidimensionali che, uniti allo stile visivo Neo-noir riescono a dare al titolo una forte personalità. Per stessa ammissione del team di sviluppo, il lavoro dietro la costruzione di Silver Pines è stato decisamente massiccio ed ha richiesto l’utilizzo di svariate migliaia di elementi grafici rifiniti uno per uno per poi essere inseriti nella mappa.


Silver Pines

Il risultato finale di questa minuziosa costruzione del mondo di gioco restituisce al giocatore un mondo tanto dettagliato quando non solo coerentemente vissuto, ma che nasconde nei dettagli tutta l’oscurità e l’orrore sottile che ci sia aspetterebbe da un titolo horror di questo genere. In aggiunta alla sopracitata bontà visiva della mappa di Silver Pines, troviamo le animazioni dei personaggi, qui realizzate con la tecnica della Rotoscopia, tecnica in cui viene realizzato un filmato con soggetti reali e che poi viene “ricalcato” in un secondo momento con elementi digitali o disegnati a mano.


PRO

CONTRO

  • Grande atmosfera

  • Stile visivo sopraffino

  • I vari elementi di gameplay sono ben amalgamati tra di loro

  • Gli scontri sono spesso tediosi per i motivi sbagliati

Silver Pines ha attirato la nostra curiosità sin dai primi istanti in cui fu presentato grazie al suo comparto visivo particolarmente ispirato ed affascinante, e tale curiosità fortunatamente non ha tradito le aspettative una volta aver potuto giocare il titolo nella sua interezza. Il team di sviluppo è riuscito a confezionare un gioco che sprizza amore verso il genere survival horror in ogni suo scorcio. Gli elementi che costituiscono il cuore del gioco sono sicuramente derivativi da altri titoli ampiamente collaudati dei rispettivi generi, ma in Silver Pines riescono a convivere tra di loro e trovare una quadra decisamente funzionale ed appagante. Vero fiore all’occhiello della produzione? Il suo comparto visivo che immerge il giocatore in una cittadina tanto realistica inquietante e che nasconde qualcosa di “sbagliato” sotto la facciata da classica cittadina di periferia americana. L’unica nota dolente di tutta la produzione, a nostro avviso, sono gli scontri spesso e volentieri più tediosi del dovuto. Insomma, Silver Pines è un piccolo gioiellino che dovrebbe assolutamente essere giocato dagli appassionati del genere!

Voto Finale: 8.5 / 10

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