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Recensione: The Blood of Dawnwalker – vampiri, mostri ed oscurità tra i monti Carpazi

23 minuti fa
Tempo di lettura: 11 min

L’ambizioso action-rpg dark fantasy di Rebel Wolves arriva con tanto da raccontare sul suo oscuro mondo e con tanta voglia di imporsi nel panorama videoludico del suo genere di riferimento. Valutiamo se è riuscito a ricamarsi un posto a sedere alla tavola dei grandi nella nostra recensione.

Quando un paio di anni fa Rebel Wolves, neonato team di sviluppo creato da un gruppo di ex CD Projekt Red che avevano lavorato in precedenza a titoli del calibro di The Witcher 3 e Cyberpunk 2077, annunciò The Blood of Dawnwalker, ambizioso titolo action-rpg dai toni fortemente dark, pieno di vampiri e creature da incubo, l'attenzione fu immediata.


Armati della volontà non solo di creare un titolo profondo dal punto di vista narrativo, ma anche dalla voglia di svecchiare un po’ la formula RPG che aveva contraddistinto i sopracitati titoli, gli svlippatori sono riusciti a mantenere le aspettative per il titolo alte fino alla d'uscita. Il 3 settembre 2026, i giocatori hanno potuto finalmente vestire i panni di Coen, un giovane che, per una serie di tragici motivi, si troverà a cavallo tra due mondi, quello umano e quello soprannaturale, in una corsa contro il tempo.


Scopriamo insieme come se la cava The Blood of Dawnwalker in questa nostra recensione!


La Valle Sangora The Blood of Dawnwalker


Le vicende del gioco prendono luogo nella Valle Sangora, remota località dei Carpazi, in una regione fittizia dell’Europa centro-orientale. La valle, un tempo dominata col pugno di ferro e la tirannia da un signore feudale, è stata di recente “liberata” da Brencis ed i suoi boiardi, un gruppo di Vrakhiri, o vampiri, che una volta detronizzato il tiranno si sono sostituiti ad esso per portare avanti un'oscura agenda.


In questo contesto Coen, un ragazzo del villaggio di Leslea, vive la sua vita in maniera tutto sommato tranquilla, circondato da una famiglia segnata da vicende dolorose, ma che comunque tira avanti. Tutto però cambia quando la sua famiglia viene rapita e lui viene trasformato in vampiro... o almeno così avrebbe dovuto essere. Infatti, per qualche misterioso motivo, Coen non è un vampiro come tutti gli altri, bensì un Vesperale, un essere a metà tra l’umano ed il vampiro, capace di camminare alla luce del giorno e di risvegliare i suoi poteri vampirici di notte. Con questa sua nuova condizione e con un po’ di aiuto esterno, Coen decide di mettersi all’opera per salvare la sua famiglia, con soli 30 giorni per portare a termine la missione.


The Blood of Dawnwalker

Un mondo oscuro e dei personaggi grigi


Il primo elemento che si distingue di The Blood of Dawnwalker, fino a diventarne un reale punto di forza, è indubbiamente il mondo di gioco, supportato dai personaggi che lo abitano. Questa versione reimmaginata dei Carpazi, ed in particolare la Valle Sangora, sono estremamente affascinanti, sia da un punto di vista estetico che nell'ambito della scrittura globale. Infatti, in maniera molto sapiente, Rebel Wolves è riuscito ad integrare in un setting esistente (appunto, i Carpazi), elementi del folklore slavo, rumeno e dei balcani, aggiungendo alla formula elementi inediti pensati appositamente per la storia.


Da questa mistura ne esce un mondo di gioco estremamente interessante e stratificato, ricco di lore, usanze e segreti da scoprire.


The Blood of Dawnwalker

Il gioco, in alcuni momenti, sembra cercare di trasmettere al giocatore in maniera quasi didattica quelle che erano le usanze dell’epoca e della zona, fattore che aiuta ad aumentare di molto l’immersività del titolo.

La seconda punta di diamante sotto questo punto di vista sono invece i personaggi che vivono nella valle, sia principali che secondari. Le persone con cui Coen ha a che fare - che siano centrali per la trama o limitati ad una sola quest secondaria - sono scritti in maniera egregia e spesso sono ricchi di sfaccettature che contribuiscono a renderli vivi e tridimensionali.

A dar vita alle musiche di The Blood of Dawnwalker troviamo un gruppo di compositori d'eccellenza come Nikola Kołodziejczyk, Piotr Musiał (compositore di The Alters, Frostpunk ed alcuni brani di Diablo IV), Mikołaj Stroiński (The Witcher 3: Blood and Wine) e la cantante Karolina Matuszkiewicz.

Potremmo magari incontrare personaggi votati al bene ma che utilizzano metodi discutibili oppure, perché no, personaggi apparentemente malvagi fino al midollo, che in realtà stanno cercando di fare del bene a modo loro. Insomma, gli individui con cui Coen interagisce sono sempre interessanti e realistici, supportati da storie d’impatto, a patto di dargli il tempo di esprimersi prendendo le scelte giuste.


A proposito di scelte, la bussola morale di Coen è lasciata totalmente in mano al giocatore, ma di questo parleremo un po’ più avanti.


Tra arma bianca, vampirismo e stregoneria


L’arsenale a disposizione di Coen non è solo molto vasto, ma varia a seconda dell’ora del giorno nel gioco. Infatti, se la costante di qualsiasi periodo della giornata è il poter utilizzare una spada come arma primaria, di giorno potremmo usare la stregoneria mentre di notte emergeranno le abilità vampiriche del protagonista.


Divise in tre alberi delle abilità differenti, le abilità vanno a modificare sensibilmente il gameplay, trasformando completamente l’approccio che potremmo scegliere. Se da un lato, infatti, le abilità basate sulla stregoneria verteranno spesso sull’indebolimento dei nemici o sul controllo del campo di combattimento, quelle vampiriche invece permetteranno di combattere i nemici in maniera ferale e scenica, tra morsi capaci di prosciugare la vita, spostamenti rapidi tra le ombre, artigli affilati e tante altre abilità liberamente ispirate ai vampiri del folklore.


The Blood of Dawnwalker

Una precisazione importante, che influisce su questi elementi di gioco, è che non basta salire di livello per sbloccare le abilità; anzi, la questione si fa abbastanza articolata. Ad ogni aumento di livello otterremo un punto abilità da poter spendere per sbloccare o potenziare una determinata abilità. Fin qui, è tutto nella norma. Per sbloccare le abilità più avanzate degli alberi delle abilità fisiche e i quelle stregonesche, però, dovremmo studiare dei manuali appositi. I manuali, acquistabili da specifici rivenditori o ottenibili come loot sono sempre legati ad una specifica abilità (o al livello più avanzato di un’abilità già sbloccata) ed una volta ottenuti andranno studiati agli appositi altari, le edicole, investendo tempo della giornata nello studio.


Ed il tempo, in The Blood of Dawnwalker, è importantissimo.


Per le arti vampiriche il discorso cambia ulteriormente. Escluse quelle base, le abilità più avanzate potranno essere sbloccate aumentando il grado di corruzione, la meccanica che traduce quanto decidiamo di nutrirci di esseri viventi in un indicatore numerico che aumenterà, appunto, ogni volta che ci nutriremo di animali e, soprattutto, di altri umani, e quando sconfiggeremo determinati vampiri per assorbire le loro abilità.


The Blood of Dawnwalker

Entrambi questi casi, sono fortemente legati alle scelte del giocatore; se si decide di mantenere una dieta tutto sommato “vegetariana” per un vampiro, sarà precluso l’avanzamento di molte abilità. Anche se decideremo di uccidere un nemico unico senza nutrirci di lui, sarà precluso per sempre l’apprendimento della sua abilità peculiare. E nel caso invece si decidesse di dare libero sfogo alla sete di sangue di Coen? La ricompensa sarebbe un potere ragguardevole, ma la nostra sete di sangue potrebbe diventare così incontrollabile dal non permetterci più di interagire con gli NPC senza correre il rischio di divorarli.

A variare da giorno a notte non saranno solamente le nostre abilità ma anche il nostro equipaggiamento; è infatti possibile creare dei preset di equipaggiamenti differenti tra giorno e notte così da avere sempre equipaggiati gli oggetti migliori a seconda delle evenienze.

La possibilità quindi non riguardano solo il poter scegliere quali abilità apprendere, ma anche il come apprenderle, e questo è sinonimo di una cura elevata per l’aspetto RPG del titolo, che lascia di fatto al giocatore la possibilità di plasmare al meglio il proprio personaggio, senza annullare il peso delle scelte.


Il peso delle scelte


Va sottolineato quanto in The Blood of Dawnwalker la libertà di scelta lasciata al giocatore sia quasi totale e di come queste scelte possano plasmare la nostra avventura in maniera elevata a complessa. Come di consueto per il genere, infatti, potremo liberamente interagire con gli NPC e, tramite scelte, potremo decidere come far proseguire una conversazione ed in certi casi anche il nostro rapporto. La questione si fa più interessante quando di notte, forti dei nostri poteri vampirici dovremo interagire con i vari NPC.


Alle scelte, infatti, se ne aggiungerà una in particolare, “Lasciati andare alla tua sete”, opzione che diventerà sempre più invasiva man mano che accresceremo la nostra corruzione. Decidere di prosciugare un NPC, ovviamente, porterà a delle conseguenze importanti, come il troncare prematuramente una catena di missioni, con tutto quello che ne consegue. Altro tipo di scelta che in altri contesti potrebbe sembrare banale e che acquista invece in Dawnwalker enorme centalità, è quella della scelta di quest discapito di altre, fattore che per la struttura di gioco, diventa di centrale importanza.


Una corsa contro il tempo


La più grande peculiarità di The Blood of Dawnwalker, è proprio una delle meccaniche centrali, ovvero lo scorrere del tempo. Come detto in apertura, Coen ha solamente 30 giorni per salvare la sua famiglia, e gestire il tempo diventa per questo motivo un fattore importante. Infatti, oltre al ciclo giorno-notte che detta le capacità di Coen, il tempo nel gioco continuerà a scorrere per qualsiasi attività che andremmo a compiere. Spendere punti abilità, leggere manuali, attraversare la mappa da un punto all’altro comporteranno un investimento di ore della giornata, ore che andranno ad assottigliare inesorabilmente il tempo a nostra disposizione.


The Blood of Dawnwalker

Questa scelta di design, sulla carta valida, getta alcune ombre sulla fruibilità del titolo in generale.


Sebbene infatti questo costante scorrere del tempo instilli nel giocatore quel verosimile senso di fretta e di tensione nel dover salvare i propri cari alla svelta, andando a scegliere con cura quali missioni fare a discapito di altre o su quali potenziamenti investire il proprio tempo, questa scelta di design limita di non poco quanto possiamo veramente rimanere nella Valle Sangora. È infatti un vero peccato non poter passare il nostro tempo ad esplorare liberamente un mondo di gioco così affascinante e ben studiato a causa di quel timer costante che all’atto pratico continua a scorrere anche per azioni semplici come camminare. È certamente realistico, ma la maniera ferrea in cui Rebel Wolves ha gestito tutto questo realismo, finisce con l'inficiare l’aspetto ludico della produzione, e soprattutto, quando ormai ci saranno rimasti una decina di giorni per portare a termine la missione, l’ansia sarà ormai così alta dal farci seriamente valutare di saltare a pié pari delle quest secondarie anche molto intriganti per caricare a testa bassa verso la meta finale.


Come detto in precedenza, però, The Blood of Dawnwalker lascia moltissima libertà di scelta al giocatore, una libertà che si riflette positivamente anche su questo aspetto “temporale” del gioco. Infatti, seguendo determinate missioni, in realtà potremmo correre in soccorso della nostra famiglia già pochissimi giorni dopo la fine del prologo; certo, mal equipaggiati, senza abilità, senza aver scoperto praticamente nulla del mondo di gioco, ma comunque pronti ad una risoluzione.


Questo a nostro avviso dimostra come in realtà lo scorrere del tempo sia a monte una meccanica molto ponderata da parte del team di sviluppo, che magari avrebbe dovuto essere smussata leggermente, per divenire meno stringente in alcune situazioni.


Para, colpisci, ripeti


Se volessimo descrivere il combat system di The Blood of Dawnwalker utilizzando delle similitudini con altri giochi potremmo dire che esso sia una particolare mistura tra quello di un action-RPG di stampo The Witcher e quello un Kingdom Come Deliverance. Infatti, all’atto pratico di menar colpi di spada o artigliate, tutto il combattimento verte su attacchi e parate direzionali. Parare un colpo proveniente dalla direzione giusta ed al momento giusto ci permetterà di eseguire una parata perfetta e di stordire l’avversario, così come attaccarlo dalla direzione giusta dopo una parata perfetta ci permetterà di eseguire un colpo critico.


The Blood of Dawnwalker

In virtù di questo sistema di combattimento, il gioco disincentiva ed anzi svantaggia l’utilizzo delle azioni di attacco e di parata casuali. Infatti, eseguire un attacco generico o una parata generica potrà anche permetterci di colpire o difenderci nell’immediato, ma consumerà una grossa quantità della stamina di Coen, esponendoci pericolosamente. Ad affiancare i colpi di arma bianca, troviamo inoltre le sopracitate abilità vampiriche o di stregoneria, utilizzabili in battaglia bene o male a nostro piacimento.


Il tutto, va detto, funziona bene finché ci troviamo a fronteggiare uno o due nemici contemporaneamente ma diventa decisamente caotico quando invece i nemici in campo aumentano di numero a causa di una gestione del lock dei nemici non propriamente preciso ed intuitivo. All’atto pratico, infatti, risulterà più comodo aspettare l’attacco di un nemico per spostare automaticamente il lock su di lui piuttosto che tentare di spostarlo manualmente, con il tutto reso ancor più ostico dal fatto di non poterci muovere mentre siamo in posizione di parata.


Comparto grafico


Addentrondoci nel comparto grafico e tecnico, entriamo nell’ambito in cui The Blood of Dawnwalker mostra più il fianco e ci ricorda di essere, alla fine dei conti, il titolo di esordio di un team nato da poco tempo. Il comparto grafico e tecnico in generale, infatti, risulta non proprio al passo con i tempi sotto diversi punti di vista.


The Blood of Dawnwalker

Se infatti da un lato troviamo scorci paesaggistici ed architettonici molto validi ed ispirati, d’altro canto abbiamo trovato i movimenti dei personaggi a volte legnosi ed in generale la modellazione dei volti non sempre allo stato dell’arte. Abbiamo però trovato ben realizzate e credibili le espressioni facciali dei personaggi. Dunque, non ci troviamo di fronte ad un gioco graficamente brutto nel suo complesso, anzi, il tutto risulta molto godibile ed artisticamente ispirato, ma alcuni difetti si non passano inosservati, se presi e scorporati da tutto il resto.

Analizzando questo aspetto diventa abbastanza chiaro come il team di Rebel Wolves si sia voluto concentrare più sull’impatto artistico del titolo a discapito della ricerca di un comparto grafico più ricercato e magari fotorealistico.

La principale ispirazione artistica di The Blood of Dawnwalker si rifà alla Danza Macabra, stile iconografico del tardo medioevo dove i vivi ed i morti erano raffigurati insieme.

Da un punto di vista puramente tecnico, il gioco non ha dato troppi problemi, al netto di alcune dichiarazioni pre-lancio inizialmente preoccupanti da parte del team di sviluppo. Abbiamo giocato il titolo sia su PlayStation 5 che su Playstation 5 Pro ed in generale il frame rate è rimasto stabile a 60 fps (in modalità performance) in bene o male tutte le situazioni, fatta eccezione di quelle all’interno delle mura della città più grande e densamente abitata del gioco, dove abbiamo riscontrato qualche leggero calo di frame rate. Nulla di disastroso, insomma, ma è comunque giusto segnalarlo.


Dawnwalker Saga


Quale sarà il futuro di The Blood of Dawnwalker? La risposta in realtà è già stata data in maniera chiara da Rebel Wolves. È stato infatti confermato che The Blood of Dawnwalker è solo il primo titolo di una saga vera e propria, ambientata in diverse epoche storiche e con Coen come protagonista, nella quale i salvataggi di ogni titolo saranno importabili in quello a seguire, così da mantenere la storia della saga sempre coerente con quanto scelto da ciascun videogiocatore. La volontà di Rebel Wolves di creare un’IP duratura e di affermarsi sulla scena degli action-RPG è palese e le premesse con questo primo titolo sono più che promettenti, e noi non vediamo l’ora di scoprire cosa riserva il futuro al buon Coen di Leslea!


PRO

CONTRO

  • Storia interessante

  • World-building ben realizzato

  • Personaggi tridimensionali e ben scritti

  • Le scelte hanno un reale impatto sulla trama

  • Direzione artistica sublime

  • Colonna sonora ispirata

  • La gestione dei 30 giorni di tempo a volte è un po’ ingenua

  • Comparto grafico un po’ datato

  • La gestione della telecamera in combattimento è da rivedere

The Blood of Dawnwalker è un titolo di esordio decisamente ambizioso, un open world action-RPG dalle tinte dark fantasy e le dimensioni ristrette rispetto ad altri titoli del genere, che però condensa al suo interno molteplici aspetti vincenti, come una direzione artistica eccelsa, una trama scritta egregiamente, personaggi tridimensionali, un world-building estremamente sfaccettato ed interessante ed una colonna sonora ispirata. La scelta di dare al giocatore solamente trenta giorni per portare a compimento la missione principale è audace e potrebbe far storcere il naso ai giocatori che cercano completismo alla prima run. Al netto di qualche errore un po’ ingenuo nella sua gestione, è un elemento di gioco che contribuisce a creare la personalità del gioco. Peccato soltanto per un comparto tecnico e grafico non allo stato d’arte e per una gestione della telecamera nelle fasi di combattimento che rende più ostico del dovuto un combat system che altrimenti risulterebbe molto più godibile.

Voto Finale: 8.5 / 10

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