State of Play: i momenti preferiti di Game'N'Talk
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State of Play: i momenti preferiti di Game'N'Talk

Cala il sipario su uno State of Play privo di spazi morti. Abbiamo deciso di selezionare i nostri momenti preferiti dall'evento come gruppo di scrittura.

Ieri sera alle 23 ora italiana è andato in onda sul canale YouTube di Playstation uno State of Play che ha certamente risollevato i giocatori dell'ambiente Sony mostrando concretezza (gameplay e titoli in uscita quest'anno) e quasi nessun tempo morto. Tra qualche conferma ormai dietro l'angolo, come Resident Evil Requiem e Pragmata di CAPCOM, e qualche bella sorpresa, di certo ci siamo considerati intrattenuti ed ansiosi di giocare.


Come gruppo editoriale, abbiamo deciso di sederci insieme per scegliere i nostri momenti preferiti dell'evento!


Castelvania: Belmon's Curse (2026)

La scelta di Giuseppe


Il momento in cui ho visto apparire a schermo il simbolo di Castlevania, ho sentito il mio cuore palpitare, per diverse ragioni: da una parte una malinconica nostalgia al pensiero delle infinite ore che fin da piccolo ho passato tra i corridoi del Castello di Dracula nelle sue infinite forme, dall’altra timore dovuto alla stagnazione della serie negli ultimi anni, timore che Konami decidesse di annunciare un nuovo musical o un nuovo Pachinko invece che un titolo della saga principale.


Nel momento in cui ho visto apparire il gameplay, però, ho provato speranza, gioia, tante emozioni nel vedere la visuale 2D tipica della saga e l’iconica frusta dei Belmont apparire a schermo, in un nuovo stile grafico moderno e un gameplay classico ma rinnovato. Tutto ciò può solo farmi desiderare in impazienza di tornare tra i corridoi di quel castello mutevole e mai uguale due volte, a sconfiggere mostri nell’attesa di affrontare lui, il conte Dracula in persona, tornato in vita in chissà quale modo.



Crimson Moon (2026)

La scelta di Simone

 

Ci sono tanti giochi che mi hanno colpito nello State of Play, ma in particolare la mia attenzione è stata catturata da Crimson Moon. Appena l’ho visto, mi ha ricordato subito Diablo III, sia per le parti mostrate del combattimento - simile seppur con una visuale diretta in terza persona - sia per la contestualizzazione: il fatto che il personaggio che impersoniamo sia un mezzo angelo e mezzo umano mi ha fatto pensare alle vicende di Diablo III, in cui bisognava sconfiggere un angelo corrotto e riportare la pace nel Paradiso. A colpirmi, c'è stato anche il fatto che l’azione del personaggio, seppur accompagnata da una grafica non particolarmente entusiasmante, è sembrata molto fluida e senza sbavature.


Poi c’è il richiamo della lotta tra il bene e il male, angeli contro demoni, che è una cosa che io ho sempre adorato nei GDR/Action dark fantasy. Oltre alle classiche armi da taglio, ho apprezzato molto anche la possibilità di usare poteri soprannaturali per sconfiggere i nemici e sviluppare le proprie abilità di combattimento. Da quello che ho capito, dovremmo salvare l’umanità dai demoni che la stanno devastando, un compito di certo non semplice, e questo aggiunge un livello di difficoltà maggiore che io, da amante dei souls e soulslike, ricerco anche in titoli di genere diverso.



Control Resonant (2026)

La scelta di Adriano


Mostrandosi nuovamente in questo State of Play Control Resonant si è riconfermato come uno dei titoli che maggiormente attendo in questo 2026, anno in cui a dirla tutta già attendo con trepidazione molti titoli (soprattutto colpa di Capcom). Dopo avermi conquistato appunto già durante il suo criptico reveal trailer, vedere questa volta Dylan Faden in azione è stato semplicemente un piacere sotto tutti i punti di vista; il gameplay sembra una folle mistura tra quanto visto nel precedente Control ed elementi usciti da altri titoli action “supereroistici” del passato come, ad esempio, gli Infamous di Sucker Punch, il tutto in un setting estremamente affascinante, una Manhattan corrotta da una Risonanza (forse proprio l’Hiss?).


Da grande appassionato del Remedy Connected Universe non posso che dirmi elettrizzato dall’opportunità di poter tornare a giocare nel mondo dell’FBC e non vedo l’ora di provare con mano cosa possono fare Dylan Faden e la sua misteriosa arma, l’Aberrante!



Kena Scars of Kosmora (2026)

La scelta di Edy


Una sorpresa completamente inattesa ma gradita come non mai è senz'altro il ritorno di Kena. Con Bridge of Spirits, infatti, Ember Lab aveva creato un'esclusiva tanto minuta ma allo stesso tempo così di valore che non sentirne più parlare mi stava davvero lacerando. In particolare, a rendere così forte l'entusiasmo per questo sequel, Kena Scars of Kosmora, non c'è soltanto la semplice gioia di vedere un titolo di valore proseguire, ma anche la meraviglia che ho provato dinanzi ai primi squarci di gioco che ci sono stati mostrati.


Guardiamo ad una Kena più adulta, la cui missione resta la stessa ma su una scala decisamente più ampia. Il trailer ci propone una formula migliorata e perfezionata del primo titolo, con meravigliosi panorami pronti a passare da ambienti corrotti a nature rinate in un istante. Ad accompagnare il combattimento caotico e assolutamente non gentile del primo titolo, c'è anche una meravigliosa creatura da cavalcare che renderà sicuramente più piacevole l'attraversata negli bellissimi scenari di Scars of Kosmora.



Project Windless (In sviluppo)

La scelta di Longo


Credo che la comunità videoludica internazionale abbia avuto modo di assistere ad uno spettacolo più unico che raro: basato sul romanzo fantasy di Lee Young-do, "The Bird That Drinks Tears", Krafton ha svelato il trailer del suo prossimo gioco AAA, "Project Windless", un action RPG open-world nel quale, agli occhi dei non conoscitori del romanzo, vestiremo i panni di un gallo-vichingo incazzato… ma c’è molto di più dietro all’apparenza.


Il gioco ci trasporterà in un'epoca mitologica, circa 1.500 anni prima degli eventi narrati nell'opera originale del celebre autore coreano. In questo vasto mondo diviso dalla guerra e popolato da quattro razze intelligenti (Umani, Rekon, Nhaga e Tokkebi, ciascuna con la propria cultura e visione del mondo), vestiremo i panni dell'Eroe Re. Si tratta di un potente guerriero leggendario appartenente ai Rekon, un'imponente razza di umanoidi dalle sembianze di uccelli, noti per la loro ferocia e la loro forza devastante. Brandendo due lame forgiate dalle stelle, dovremo affrontare sfide apparentemente insormontabili, scontrandoci con creature gigantesche e abbattendo decine di nemici contemporaneamente. A capo di questo progetto c’è Patrick Methe, veterano di franchise come Far Cry e Rainbow Six, e siamo sicuri che questo progetto ambizioso sia alla sua portata e che ci regalerà nuove emozioni.



Silent Hill Townfall (2026)

La scelta di Mattia


Una TV portatile, una donna che chiede aiuto e poche note di un pianoforte familiare: così si riaccendono le luci su Silent Hill: Townfall, il nuovo progetto firmato Annapurna Interactive in collaborazione con Konami, nuovo tassello nel rilancio dello storico Silent Hill. Dopo un lungo silenzio seguito all’annuncio del 2022, il titolo torna a mostrarsi con un trailer che, fin dalle prime battute, recupera le vibrazioni care ai fan, spostando però l’azione ora a St. Amelia, città ispirata alla reale St. Monans in Scozia.


Il protagonista, Simons Ordell, viene mostrato mentre si avvicina a una TV portatile ed esplora il porto e le strade avvolte dalla celebre nebbia, tra ambientazioni deserte e spettrali valorizzate da una resa grafica convincente. Il gameplay, in prima persona, promette incontri con mostri e realtà distorte, forse riflessi di un passato tutto da scoprire pad alla mano.


Il trailer si chiude con l’invito a seguire la prossima Silent Hill Transmission del 13 febbraio alle 01:00 (ora italiana): non resta che aspettare.


Questi sono i titoli che più ci hanno colpito dallo State of Play della scorsa sera. Quali sono i vostri preferiti?

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